La crisi delle Sinistre, verso il Quinto Stato


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In tema ‘avanzata del Front National’, conversando con un amico, mi è tornata alla mente una riflessione fatta qualche tempo fa.

Parto da lontano. Nell’Ottocento i due principali gruppi politici in Europa erano conservatori e liberali. Poi la rivoluzione industriale e la formazione delle classi operaie ha dato voce a nuovi settori della popolazione provocando la nascita dei movimenti socialisti e comunisti. Il cosiddetto ‘Quarto Stato’, (dopo nobiltà, clero e borghesia) come ben rappresentato nel dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo.

Questi movimenti popolari hanno pian piano occupato lo spazio dei liberali dando vita al dualismo destra/sinistra che è durato sino a vent’anni fa. Il crollo del Comunismo e la permanenza del Capitalismo come unico sistema di riferimento ha di fatto rotto l’equilibrio, permettendo ai grandi partiti socialisti di massa di riposizionarsi su teorie liberali in economia. Spostandosi quindi al ‘centro’ e lasciando spazi vuoti, non solo a Sinistra.

Oggi i partiti populisti (il FN in Francia, l’Ukip in Gran Bretagna, Podemos e Ciudadanos in Spagna, i 5Stelle in Italia) danno voce ai nuovi ‘settori sociali’ del nostro tempo, i precari, i giovani post ideologie, gli emarginati, i delusi ed i disillusi. Sono in un certo senso la “nuova sinistra” (il Quinto Stato) ed i Socialisti di oggi rischiano di fare la fine dei liberali di ieri. Ovvero essere “schiacciati” e finire come costola dei conservatori

Credo infatti che nel futuro in Europa ci sarà sempre più un dualismo grande coalizione conservatori/socialisti contro partiti populisti. Due fronti contrapposti. Spazio per altri movimenti, salvo rare eccezioni, non vi sarà. Ed è in ballo lo stesso concetto di democrazia come la abbiamo vista nascere in Europa.

Forse un governo populista in una grande nazione d’Europa, la Francia ad esempio, potrebbe far rinsavire i ceti politici dando una svolta alle linee politiche socialiste. Lo scopriremo presto. Prima di quanto si creda.

La Sinistra morirà Liberale per mancanza di modelli alternativi al Capitalismo?


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Qualche settimana fa, conversando con un amico, è venuta fuori una teoria interessante sul welfare europeo e sul concetto stesso della Sinistra, come modello politico di riferimento. Lui sostiene sia esistito in Europa nei decenni scorsi un Sistema Sociale forte solo grazie ai “dollari” americani, nella logica dei due blocchi, della Guerra Fredda. Diritti sociali quindi non sostenibili se non in quella particolare condizione politica,  con i finanziamenti proveniente da oltre oceano.

Caduto il Comunismo, crollata la natalità, aumentata la crisi economica, i partiti della sinistra Socialista tradizionali si sono sempre più spostati verso un liberalismo lasciando spazio ai movimenti populisti che inseguono un passato di diritti sociali non più sostenibile.

Se si guardano i profili ‘storici’ dei grandi Paesi europei c’è in effetti una corrispondenza con questa teoria.  Tra metà Ottocento ed inizio Novecento, in piena ‘Rivoluzione industriale’, si alternavano governi Conservatori e Liberali. Poi, anche grazie al consolidarsi di una nuova classe ‘sociale’, quella operaia, vennero fondati i Partiti Socialisti, Comunisti e Socialdemocratici. Poi vennero le proteste sociali e la Rivoluzione Sovietica. Ed i liberali furono ‘schiacciati’ dai Socialdemocratici, che ne sostituirono il ruolo in alternanza con i Conservatori. Facendo concessioni importanti alle classi meno abbienti, scardinando possibili rivoluzioni proletarie.

Oggi, morta l’URSS, con il sistema Capitalista unico modello di riferimento, gradualmente i partiti Socialdemocratici stanno tornando ad occupare la zona Liberale. Limitando quei diritti concessi nei decenni passati e lasciando spazio (a Sinistra e non) a nuovi movimenti che si battono invece per mantenerli o ampliarli.

Da qui una domanda, se si vuole ‘provocatoria’, è possibile che quei diritti sociali conquistati con battaglie dure nei decenni passati siano stati solo una illusione, in quanto il sistema capitalista non può permetterselo e perchè un sistema alternativo non esiste o ha dimostrato di non resistere? Oppure un mondo ‘diverso’ e sostenibile è davvero realizzabile?