Biblioteca: “La Svastica sul sole” (Philip K. Dick)


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erano riusciti (NdR: i tedeschi) a malapena a vincere la guerra (NdR: la Seconda Guerra Mondiale), e a un tratto si erano lanciati alla conquista del sistema solare […] In definitiva avevano avuto successo con gli ebrei, con gli zingari e con gli studiosi della Bibbia. E gli slavi erano stati ricacciati indietro di duemila anni […] Ma l’Africa […] laggiù i nazisti avevano mostrato dell’autentico genio […] Il Mediterraneo chiuso, prosciugato, trasformato in terreno coltivabile per mezzo dell’energia atomica […] Il ben noto, vigoroso saggio di Rosenberg era stato pubblicato nel 1958: in quell’occasione era stata pronunciata per la prima volta la parola. Per quanto riguarda la Soluzione Finale del problema africano, abbiamo quasi raggiunto i nostri obiettivi […] c’erano voluti duecento anni per liberarsi degli aborigeni americani, e la Germania, in Africa, ce l’aveva fatta in quindici anni”.

Il libro è ambientato in una realtà ‘distopica’ in cui le forze dell’Asse hanno vinto la II Guerra Mondiale sottomettendo il Mondo intero. Germania e Giappone si sono spartiti gli Stati Uniti d’America, divisi in tre realtà. Gli Stati Americani del Pacifico, colonie giapponesi. Gli Stati delle Montagne Rocciose, neutrali e gli Stati Uniti (la costa Atlantica) sotto la guida del Terzo Reich tedesco. I nazisti hanno attuato la soluzione finale in Europa e nei territori conquistati, sterminando gli ebrei. Hanno anche annientato i popoli africani, prosciugando il Mediterraneo e rendendolo coltivabile. La guerra fredda americani-sovietici viene quindi rimpiazzata da quella tra giapponesi e nazisti con questi ultimi pronti all’attacco finale all’Impero del sol levante per poter avere il dominio assoluto. In un contesto come questo ha ampia notorietà un romanzo, la Cavalletta non si alzerà più, scritto da un americano e che propone una realtà alternativa in cui i tedeschi ed i giapponesi hanno perso la guerra, battuti da Stati Uniti e Gran Bretagna.

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Nel romanzo si intrecciano quattro storie principali. Robert, un negoziante americano negli Stati Americani del Pacifico che vende ai facoltosi giapponesi dei pezzi unici (o presunti tali) della cultura statunitense pre-guerra. Frank, un orafo ebreo in cerca di una ragione di vita dopo l’abbandono da parte della moglie. Juliana, la moglie di Frank, in fuga dalle Montagne rocciose verso la casa dello scrittore del libro ‘La Cavalletta non si alzerà più’. Il signor Tagomi, importante funzionario giapponese negli Stati Americani del Pacifico che si trova, suo malgrando, coinvolto in un intrigo internazionale volto a scongiurare il possibile attacco nazista al Giappone.

Ho letto il romanzo spinto dall”uscita del telefilm ‘The Man in the High Castle’, tratto dal libro. Philiph Dick propone un mondo mostruoso, in cui l’orrore dell’Olocausto è realtà ed anzi viene esteso dall’Europa all’Africa sino ad arrivare nella parte orientale degli Stati Uniti. Dick compone la sua opera nel 1962, quindici anni dopo la fine del conflitto ed in piena guerra fredda Usa-Urss. Leggendo il testo ucronico ne escono male un po’ tutti i protagonisti. Non ci sono eroi, solo persone vessate, dominate ed umiliate dalla ferocia nazista, prese da problemi esistenziali ed aiutate dalla spiritualità e dalla filosofia giapponese. Il finale non rende appieno il senso del libro ma forse è un effetto voluto dall’autore.

In tre parole, una mezza delusione

 

Biblioteca: Il fantasma di #Canterville


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The Canterville Ghost, 1887 – OSCAR WILDE

Quando il ministro americano signor Hiram B. Otis acquistò Canterville Chase, tutti gli dissero che stava facendo una grossa sciocchezza, perché non c’era dubbio alcuno che il luogo fosse infestato dai fantasmi.
Lo stesso Lord Canterville, che in fatto di onore era uomo di estremo puntiglio, si era sentito in dovere di farne cenno al signor Otis al momento di discutere le condizioni.
– Noi stessi non abbiamo più avuto voglia di abitarvi, – disse Lord Canterville, – da quando la duchessa mia prozia, vedova del duca di Bolton, ebbe un attacco dal quale non riuscì più a riprendersi del tutto, dopo che due mani scheletriche le si erano posate sulle spalle mentre stava abbigliandosi per il pranzo; io mi sento in dovere di dirle, signor Otis, che il fantasma è stato visto da parecchi membri viventi della mia famiglia e anche dal rettore della parrocchia, il reverendo Augustus Dampier, che è docente al King’s College di Cambridge. Dopo lo sfortunato incidente della duchessa, nessuno dei nostri domestici più giovani volle restare presso di noi, e Lady Canterville non riusciva quasi a dormire a causa dei rumori misteriosi che provenivano dal corridoio e dalla biblioteca[…]

Povero fantasma di Canterville, deriso ed umiliato dagli esseri umani che avrebbe dovuto spaventare. Sino a cercare la ‘vera morte’, quella definitiva. E poi il contrasto tra la società inglese di fine ottocento, ancorata alle tradizioni ed il pragmatismo della borghesia americana. Bel racconto.

Biblioteca: Sottomissione (Michel Houellebecq)


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Se la battaglia per la conquista dell’Eliseo fosse tra Fronte Nazionale e Islamici? Michel Houellebecq, in un momento storico di continue tensioni tra Occidente e mondo islamico, prova ad immaginare un futuro ‘estremo’ per la sua Francia.

Romanzo davvero interessante, che si legge con facilità e velocità anche se ha una visione della donna decisamente riduttiva. Ci sono senz’altro temi affrontati degni di nota. La crisi della civiltà occidentale capitalista in cui si fa breccia un nuovo Islam, moderato nei modi ma fermo nei principi morali. Una Europa debole e, a causa della crescente immigrazione, pronta ad affidarsi ai mussulmani in chiave anti identitaria. Una sorta di nuovo impero romano sotto l’insegna della mezzaluna. Un futuro probabilmente improponibile, dopo gli attentati di Parigi.

 

Biblioteca: ‘Sulla Strada’ (Jack Kerouac)


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Sulla strada (titolo originale: On the Road) è un romanzo autobiografico scritto da Jack Kerouac nel 1951 e basato su una serie di viaggi da lui fatti in automobile, assieme al suo amico Neal Cassidy, lungo gli Stati Uniti.

Sal (Jack) e Dean (Neal), due amici per la pelle. Un viaggio ininterrotto, dalla prima all’ultima pagina. Da New York a San Franscisco passando da uno Stato all’altro sino ad arrivare in Messico. Tra amori, sesso, alcool, droga ed auto rubate. Senza una precisa meta se non quella di vivere alla giornata organizzando progetti strambi e destinati a fallire. Il ritratto di una generazione, quella dei giovani dell’America post bellica, senza più sicurezze o valori se non quelli della ribellione. Al sistema esistente, alla vita come veniva intesa in quegli anni. La cosiddetta ‘beat generation’, la gioventù bruciata rappresentata appieno nei film di James Dean. Giovani ‘perduti’, come quelli di oggi, sessantanni dopo. Ancora.

Per un pugno di Libri, la cultura si fa ‘gioco’


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Il numero di oggi , pubblicato su Termometro politico, riguarda la ‘cultura in tv’.

In onda su Rai3 dal 1997, diventato ben presto un ‘cult’, Per un pugno di libri è un piccolo ‘gioiellino’ nel panorama televisivo italiano. Un programma in cui convivono cultura e gioco, intrattenimento e divertimento.

Il meccanismo è semplice. Durante la singola puntata si affrontano due squadre di studenti, ognuna delle quali rappresentante un istituto delle scuole superiori italiane. I ragazzi sono chiamati a rispondere a diverse domande inerenti il tema letterario in un vero e proprio ‘quiz’ il cui premio finale sono proprio i libri. La vittoria va alla classe che riesce ad accumularne in maggiore quantità. Inoltre in ogni puntata si parla di un singolo libro in particolare, il quale fa da filo conduttore al gioco.

Quest’anno il testimone della conduzione è passato nelle mani di Geppi Cucciari, che succede a Veronica Pivetti. Con l’arrivo della comica sarda la trasmissione ha subìto alcune modifiche nell’impostazione generale. Il programma le è stato ‘cucito’ addosso dando al tutto una impronta maggiormente comica ed ironica.

Un po’in disparte appare ad esempio il professor Piero Dorfles, uomo di cultura in quanto giornalista e critico letterario, memoria storica presente sin dalla prima edizione. Il suo ruolo è  quello di giudice. Tra un gioco e l’altro con i suoi interventi si analizza il romanzo della puntata e vengono forniti alcuni consigli di lettura agli ascoltatori. I siparietti ‘improvvisati’ tra Cucciari e Dorfles aumentano comunque la godibilità ma fanno perdere in qualche modo lo spirito strettamente culturale dello show.

A giocare non sono solamente gli studenti. Anche da casa gli spettatori possono partecipare telefonando per indovinare il titolo di un libro tramite l’utilizzo degli indizi forniti dagli stessi conduttori.

La nuova stagione ha subìto un leggero calo in termini di ascolti. Il programma si è attestato attorno al 3% di share. Lo scorso anno viaggiava tra il 4 ed 5% ma la messa in onda era alla domenica. Il tempo ci dirà se la scelta di spostare lo spettacolo culturale al sabato sarà stata lungimirante o meno.

Biblioteca: Il Grande Gatsby (Francis Scott Fitzgerald)


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Un brano del libro:
Incominciava a piacermi New York, la sua atmosfera avventurosa durante la notte e la soddisfazione che il passaggio continuo di uomini e donne e automobili procura all’occhio irrequieto. Mi piaceva risalire la Quinta Avenue, scegliere donne romantiche nella folla e immaginare che in pochi minuti sarei entrato nella loro vita e nessuno lo avrebbe mai saputo o vi si sarebbe opposto. A volte le seguivo con la mente nei loro appartamenti agli angoli di strade nascoste finchè si voltavano a sorridermi prima di svanire nel buio tiepido di una porta. A volte il fascinoso crepuscolo della metropoli mi ossessionava di solitudine, e la sentivo negli altri, poveri giovani impiegati che bighellonavano davanti alle vetrine in attesa della cena solitaria nel ristorante, giovani impiegati all’imbrunire che sprecavano i momenti più importanti della notte e delle vita”.

Siamo nei ‘ruggenti anni venti’. Nick Carraway e Jay Gatsby, i due protagonisti del libro. Il primo va ad abitare nell’aristocratico villaggio di West Egg, a Long Island, pochi chilometri da New York. Quasi subito nota un intenso via vai dalla sontuosa villa del suo vicino, Jay Gatsby appunto. Quest’ultimo lo invita ufficialmente ad una delle feste organizzate nella sua tenuta. E così tra ricevimenti lussiosi , serate stravaganti, musica jazz e charleston, Nick scopre il ‘segreto’ del nuovo amico.

Una questione d’amore. Gatsby, ora ricco proprietario grazie alle fortune fatte con il contrabbando, è ancora innamorato di Daisy, ereditiera conosciuta ai tempi della prima guerra mondiale, alla quale aveva giurato amore eterno. Amore da lei tradito per sposare un famoso giocatore di polo, Tom Buchanan. Un matrimonio infelice il loro. Matrimonio a cui Gatsby vuol porre fine riconquistando Daisy. Un piano programmato da tempo, con l’acquisto della villa situata proprio di fronte a quella della coppia e con l’organizzazione di ricevimenti e festeggiamenti con numerosi invitati sperando in una presenza fortuita di lei. Evento mai verificatosi purtroppo.

Nick si trova quindi a fare da organizzatore di un incontro tra i due ex innamorati. L’amore si riaccende ma la tragedia è dietro l’angolo. Un marito geloso, una amante uccisa ed un omicidio-suicidio metteranno fine ai sogni del milionario dai cuore spezzato e lasceranno Nick sgomento nello scoprire l’immensa solitudine di un uomo tanto circondato da ricchezze materiali quanto povero di affetti.

Un libro, quello scritto da Francis Scott Fitzgerald,  per certi aspetti autobiografico, che ci riporta ad una America oramai lontana. A quegli ‘anni venti’ fecondi di mutamenti che andavano ad interessare l’aspetto sociale, artistico e soprattutto culturale. In cui la donna vedeva cambiare il suo ruolo e la sua personalità, da puritana ad anticonformista. Un periodo d’oro che terminerà presto, nel 1929, con la Grande Depressione seguita al crollo di Wall Street.

Memorie Proibite, per immergersi nella Poesia


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Chiamo poeta colui che sente confusamente agitarsi dentro di sé
tutto un mondo di forme e d’immagini:
forme dapprima fluttuanti, senza determinazioni precise,
raggi di luce non ancora riflessa, non ancora graduata
ne’ brillanti colori dell’iride,
suoni sparsi che non rendono ancora armonia.
(Francesco De Sanctis)

La Poesia (in greco ‘creazione’) è uno dei componimenti più antichi, nata ancor prima della scrittura. Un modo di lanciare e lasciare un messaggio. Oggi vi segnalo quindi un sito molto interessante. Per gli appassionati del genere.

Se volete immergervi nelle parole dei grandi autori vi consiglio ‘Memorie Proibite’. In questo spazio potrete trovare anche i componimenti del gestore del blog, Salvatore, poeta e membro dell’Accademia Internazionale di Poesia “Il Convivio”.

Buona lettura!

Biblioteca: Candido, un sogno fatto in Sicilia (Leonardo Sciascia)


Il romanzo di Leonardo Sciascia, ispirato al Candide di Voltaire e pubblicato nel 1977, narra delle disavventure di Candido Munafò, ragazzino nato in Sicilia durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Abbandonato da piccolino dalla madre, che lascia la famiglia per vivere oltreoceano con Amleto, ufficiale delle truppe alleate di stanza in terra siciliana, il bambino perde anche il padre, un avvocato, il quale si suicida dopo che il figlio stesso rivela inavvertitamente il segreto di un suo cliente, responsabile di un delitto mafioso.

Viene quindi affidato a suo nonno, il generale Cressi, un ex fascista eletto poi nelle file della Democrazia Cristiana al quale si affiancano la governante Concetta ed il prete del paese, don Antonio.

Ben presto però tra il bambino ed il nonno sorgeranno incomprensioni. L’adolescenza lo allontanerà dalla famiglia e sempre più importanza avrà Don Antonio, il quale finirà spretato e membro del PCI, partito a cui aderirà anche Candido sino alla sua cacciata.

Candido Munafò nacque in una grotta, che si apriva vasta e profonda al piede di una collina di olivi, nella notte dal 9 al 10 luglio 1943. (incipit)

Nel libro Sciascia mostra l’Italia peggiore, zeppa di arrivisti, ipocriti, affaristi e nemica acerrima della verità, verità sempre perseguita invece da Candido, anima pura e semplice e proprio per questo detestata da tutti, madre, nonno, chiesa, partito, popolo.

Unico ‘eroe’ è quindi Candido Munafò, ragazzo dalla sincerità disarmante, pronto a scontrarsi con tutto e tutti, sino ad essere cacciato dal suo stesso partito, pur di non venir meno alle proprie idee ed alla voglia di ragionare sempre e comunque con la propria testa.