Dalla ‘Democrazia Cristiana’ alla ‘Democrazia Montiana’


Un tempo i centristi erano rappresentati dalla DC che, basando la propria fondazione sulla filosofia cristiana, si poneva al centro del panorama politico italiano.

Oggi i centristi sono convinti assertori della nuova ‘religione’ del momento, ovvero il ‘montismo‘, costituita dalle filosofie impostate su rigore ed austerità. Nei prossimi mesi quindi è probabile la nascita della ‘Democrazia Montiana‘, una aggregazione centrista sotto la quale arriveranno pezzi di Pd, Pdl, società civile, sindacati e naturalmente di cui faranno parte Fini, Casini, Montezemolo e chi piu ne ha piu ne metta. Fine ultimo, costruire una aggregazione politica attorno a Monti tale da consetirne la riconferma a Palazzo Chigi oppure l’elezione al Quirinale, per inaugurare una nuova fase ‘montiana’ del Paese.

Sarà questo il destino della terza Repubblica?

HP. Cattolici democratici e pidiellini, liberali convinti. Soprattutto montiani senza ombra. E’ ampio e trasversale il bacino di scontenti dal quale i centristi di Italia futura e delle altre associazioni protagoniste domani della convention ‘Verso la terza Repubblica’ potrebbero pescare. Nelle prime file degli ‘studios’ di via Tiburtina siederanno in molti, ma la platea dei potenziali transfughi, di chi domani sarà spettatore accorto, potrebbe essere ancora più larga. A scorrere la lista degli invitati si arriva all’ex Pdl Santo Versace, e poi Luca Volonté e Gianluca Galletti per l’Udc, Giulia Bongiorno di Fli. Infine il Pd: con i liberal Stefano Ceccanti ed Enrico Morando, il cattolico Marco Follini e tanti osservatori attenti. Perché è proprio tra i democratici che si respira più agitazione e attesa, per due questioni di fondo: la rappresentanza dei cattolici, e l’agenda per il programma di Governo.

Monti-bis? No grazie, parola di Martin Schulz


Imprenditori, Chiesa e tanti politici parlano apertamente di un Monti bis. Dopo la disponibilità manifestata dal Presidente del Consiglio non c’è piu ‘freno’ ai sostenitori, presenti all’interno di Pdl e Pd ed imperniati nel terzo polo di Casini.

Cosa rispondere? Credo sia condivisibile l’analisi fatta da Martin Schulz, il Presidente del Parlamento Europeo:

In Italia qualcuno sostiene che un governo tecnico sarebbe meglio del ritorno della politica. Cosa ne pensa?

«L’Italia è un Paese con una storia estremamente interessante. Mi ricordo come se fosse ieri quando, dopo la fine della Prima Repubblica agli inizi degli anni Novanta, le persone mi dicevano che c’era questo imprenditore, uno dei grandi successi dell’Italia, che avrebbe guidato il Paese con il decisionismo con cui si gestisce un’azienda efficiente e che sarebbe stato un uomo delle riforme. Non spetta a me giudicare com’è andata, tocca agli italiani fare un bilancio. Oggi le stesse persone ci raccontano che c’è bisogno di un tecnico. Io conosco Mario Monti da molto tempo, ho una grande stima personale per lui. È un professore con una cultura e delle qualità che rispetto molto, ma le persone che dicono che non è un politico mi fanno ridere. Per dieci anni è stato commissario europeo qui a Bruxelles, è stato vicepresidente della Commissione e mi ricordo molto bene quando Jacques Chirac e Gerhard Schroeder (rispettivamente ex Presidente francese ed ex Cancelliere tedesco, ndr) dovevano negoziare con lui per i sussidi statali alle aziende nazionali. In Europa non c’è settore più politicizzato della concorrenza. Non mi si racconti che Mario Monti è caduto dal cielo come tecnico. È un politico. È un uomo onesto e non è affiliato a nessun partito politico, ma è un uomo che ha passato gran parte della sua carriera nella politica. Alla fine la democrazia è basata sulle elezioni. Gli italiani andranno a votare e dopo le elezioni ci sarà un nuovo governo. Come sarà composto questo governo e chi lo guiderà è una domanda a cui si risponde dopo le elezioni, non prima».

Riparte ‘Che tempo che fa’, ospiti Passera e Ruini…. Fazio ‘montiano’?


Parte la decima edizione del programma di Fabio Fazio. Quest’anno andrà in onda la domenica ed il lunedì. A Luciana Littizzetto e Massimo Gramellini, si aggiungono Roberto Saviano e Paolo Rossi.

Per la puntata di oggi è prevista la presenza di Corrado Passera, domani tocca a Camillo Ruini. Governo, imprenditoria e Vaticano. Si inizia proprio bene, che anche Fazio sia diventato ‘montiano’?

Da tvblog.it:

Si parte stasera alle 20.10 con il (super)ministro Corrado Passera, sicuramente oggetto del monologo di Luciana Littizzetto che sigilla, come da tradizione, la puntata del dì di festa; ad accompagnare il ‘direttore’ dell’economia italiana ci sarà il Maestro Maurizio Pollini.

Particolarmente ambizioso il programma di domani, lunedì 1 ottobre: dalle 21.10 alle 22.30 (quando verrà data la linea a Sfide), sfilano Felice Gimondi, leggenda del ciclismo italiano e fresco 70enne; Aniello Arena, in carcere da 13 anni e nello stesso tempo protagonista di Reality di Matteo Garrone; Maddalena Rostagno, figlia del giornalista Mauro, ucciso dalla mafia 24 anni fa; Simone Cristicchi e Paolo Jannacci alle prese con una versione originale de La Topolino Amaranto di Paolo Conte; e per finire Paolo Rossi e Massimo Gramellini, ospiti fissi del lunedì. Ad aprire la processione Sua Eminenza Cardinale Camillo Ruini.

‘Monti anche nel 2013’, il ricatto delle Agenzie di rating


Dopo averci tormentato per mesi, declassando banche, titoli ed istituzioni, le agenzie di rating orano ‘dettano legge’ anche a livello politico, direttamente. Moody’s e Fitch fanno capire che per il ‘salvataggio’ dell’Italia è indispensabile che Monti rimanga premier anche dopo le elezioni 2013. Un ricatto vero e proprio. Pronte a declassarci se sceglieremo un governo democraticamente eletto dal popolo ed espressione di una coalizione politica ‘vera’ ?

Fonte. Secondo gli analisti di Moody’s, la crisi del debito europeo è solo a metà strada “nel miglior dei casi” e Paesi come la Grecia e l’Irlanda potrebbero richiedere fino al 2016 per completare il loro programma di risanamento dei conti. Tutt’altro discorso per l’Italia che, al pari di Spagna e Portogallo, potrebbe uscire dall’attuale recessione entro la fine dell’anno prossimo se saprà applicare le riforme messe in cantiere sinora.

Per mesi le agenzie americane hanno ripetutamente declassato e attaccato il sistema Italia contribuendo così alla nostra instabilità economica e politica. Ora che si avvicinano le elezioni politiche, si preparano a scendere in campo e a tirare la volata a un secondo governo guidato dal Prof.

Fitch lo dice chiaramente: Monti deve restare a Palazzo Chigi.

L’attuale governo italiano ha tantissima credibilità e Monti deve fare progressi il più velocemente possibile per creare una certa luce in fondo al tunnel”, ha spiegato il direttore operativo di Fitch David Riley alla televisione di Bloomberg sottolineando come i rischi della fine del suo governo siano maggiori dei problemi dell’economia.

Mario Monti domani a Piazzapulita su La7


Puntata da non perdere di Piazzapulita, domani sarà ospite il Presidente del Consiglio Mario Monti che si sottoporrà alle domande dei giornalisti in studio. Spero ci siano anche collegamenti con gli ‘esodati’, gli imprenditori in crisi, i disoccupati e con tutte le categorie massacrate dal Governo.

Monti ha in mente una passerella dove poter annunciare i 30 miliardi stanziati per restituire i crediti alle imprese e gli altri provvedimenti presi per la crescita. Spero che Formigli e soci impostino una trasmissione ‘d’attacco’ e non prona agli interessi del tecnocrate della Bocconi.

Appuntamento alle ore 21.15 su La7. Santoro sarà verde d’invidia.

Monti Superstar mediatica, anche troppo…


Monti superstar. Nessuno lo ferma piu. Complice il clima ‘bipartisan’ che è calato sulla quasi totalità dei media italiani, Mario Monti sembra godere di un credito infinito. In poche settimane ospite di Vespa, Fazio, Gruber, Annunziata, nei prossimi giorni varcherà le porte di Mediaset, direzione Matrix. Guardate poi  cosa pubblica il sito della Presidenza del Consiglio:

Una pubblicazione degna dell’ex inquilino di Palazzo Chigi….

[foto tramite il blog NLQB]

L’Era Monti, una rubrica per seguire il ‘cambiamento’


Prima la fase ‘salva-Italia’ con la manovra lacrime e sangue e la Riforma severissima sulle pensioni. Poi la fase ‘cresci-Italia’ con le liberalizzazioni. Ora è la volta del decreto ‘semplifica-Italia’ che dovrebbe, a sentire il Governo, facilitare la vita dei cittadini ed aiutare la crescita. A breve si aprirà il capitolo ‘Riforma del Lavoro’.

In poco meno di tre mesi l’ex Commissario europeo potrebbe davvero fare ciò che è stato impossibile nei venti anni di governo della Seconda Repubblica. Le due coalizioni succedutesi dal 1994 in poi, a causa dei veti e controveti dei singoli partiti, non hanno potuto fare granchè. Il Centrosinistra ha pensato a risanare il paese, il Centrodestra invece si è occupato di aiutare le categorie ‘amiche’, cercando allo stesso tempo di fare gli interessi di Berlusconi. Per il resto, poco da segnalare.

L’ampia maggioranza di cui dispone Monti, permette invece di guardare oltre gli steccati ideologici, attuando provvedimenti che altrimenti avrebbero avuto grandi difficoltà di realizzazione. (Non è detto  comunque che per i cittadini vi siano davvero benefici da tali riforme)

Quanto durerà? E’ impossibile da sapere. Sicuramente la presenza di Mario Monti e del suo esecutivo sta ‘sparigliando’ i giochi, mettendo in crisi le alleanze politiche ‘classiche’. Vacilla l’intesa Lega-Pdl, critica anche la situazione tra Pd, Idv e Sel.

Chi ci guadagna? Il Centro, il terzo polo di Casini che appoggia senza remore le azioni del nuovo Governo.

Cosa potrà accadere a breve? Tutto dipende dalla durata dell’esecutivo. Piu Monti rimarrà al potere, maggiori saranno le possibilità che le coalizioni di oggi si scompongano definitivamente. In questi giorni cominciano ad intraverdersi le prime ‘crepe’ nel Pdl, l’insoddisfazione di La Russa ed altri ‘ex An’ verso il governo, l’appoggio sempre piu marcato al Premier da parte di Scajola, Pisanu, Frattini ed altri membri del Popolo delle Libertà. I consensi ottenuti in casa Pd per le bozze di riforma del Welfare, sponda Veltroni ed ex popolari. Attorno a Monti si sta formando un’area di sostegno trasversale, che vede assieme settori del Pdl e del Partito Democratico passando per il Terzo Polo. Questa la futura ‘maggioranza’ con cui il Premier potrebbe candidarsi alle prossime elezioni?

In caso di ampio successo per i provvedimenti presi durante la durata dell’esecutivo, l’attuale Presidente del Consiglio potrebbe davvero godere di un consenso tale da far ottenere un discreto successo ad un eventuale ‘nuovo polo’ trasversale. Al Centrosinistra ed al centrodestra, o meglio a ciò che ne resterebbe, il compito di trattare, nel dopo elezioni, per la formazione di un nuovo esecutivo. Ed allora per Monti si aprirebbero due possibilità. Un nuovo incarico da Premier per una coalizione con Pd o Pdl, oppure l’elezione al Quirinale come ‘padre della patria’. Casini, intanto scalderebbe i motori verso Palazzo Chigi o comunque verso incarichi prestigiosi. Una destabilizzazione del panorama partitico farebbe  quindi tramontare quasi del tutto la possibilità di una vittoria ‘progressista’ ed aprirebbe scenari ‘centristi’ non proprio esaltanti.

Una cosa è certa, in tutte le ipotesi appena descritte non viene calcolato il ‘fattore B’. Silvio Berlusconi. Dato da molti per ‘defunto’ politicamente, a mio avviso  rimane la variabile imprevedibile tale da condizionare ogni futuro scenario. Il Caimano e la sua ‘roba’ (ovvero l’impero economico ed i guai giudiziari) sono e saranno sempre al centro del panorama politico italiano. Per anni abbiamo ‘temuto’ una sua ascesa alla Presidenza della Repubblica. Se, per ora, il pericolo sembra scampato, Berlusconi non si farà da parte. Quando il Cavaliere ‘fiuterà’ guai, staccherà la spina a Monti. L’unica speranza è che lo faccia troppo tardi, quando non avrà piu quel potere che tuttora possiede.

Tramite questa rubrica cercheremo di seguire l’evolversi della situazione. Il futuro ‘politico’ appare quanto mai grigio. Grigio ‘loden’…

Monti vara la fase ‘cresci-Italia’: in arrivo la ‘mannaia’ sul mercato del lavoro


Nella conferenza stampa di fine anno il Premier Monti ha annunciato alcuni prossimi provvedimenti, questa volta pensati ‘per la crescita’ e non per ‘il rigore’. Dopo la manovra salva-Italia arriva la fase cresci-Italia. Nel pacchetto prossimo venturo vi saranno le liberalizzazioni e la riforma del welfare. E’ in arrivo la ‘stangata’ per i lavoratori…

Da il Post:

“Cresci-Italia”
Alle nuove misure è stato dedicato un tempo tutto sommato ridotto, visto che il presidente del consiglio non è voluto scendere nello specifico: “Ovviamente non ho specifiche misure da annunciarvi”, ha detto, “ma la logica e i tempi”. Monti ha detto che finora il governo ha assolto a “atti dovuti”, mentre ora il suo governo può passare agli “atti voluti”. Le misure sono state chiamate dallo stesso presidente del consiglio, più volte, “cresci-Italia”, dato che il consolidamento dei conti pubblici non può essere efficace senza la crescita dell’economia.

Le misure promesse da Monti sono state quelle di cui da giorni si parla sui giornali e nelle anticipazioni. “La politica di crescita non farà molto uso di denaro pubblico, ma farà molto uso dell’equità come leva”, ha detto Monti, e ha citato espressamente liberalizzazioni e concorrenza, università e ricerca, riforma del mercato del lavoro, concentrandosi poi soprattutto sulla prima parte e sull’ultima: ampi interventi su concorrenza e liberalizzazioni, e poi sul “lavoro e gli ammortizzatori sociali”, in cui Monti ha sottolineato il ruolo del dialogo con le parti sociali. Sulla riforma del mercato del lavoro, il presidente del consiglio ha detto solo che verrà ricercata “maggiore flessibilità dell’economia” in modo da “favorire il lavoro non precario per i giovani”.

Le misure saranno annunciate prima della riunione dell’Eurogruppo del prossimo 23 gennaio e del Consiglio Europeo del 30 gennaio.