Elezioni 2013: Candidati e Programmi del CentroDestra


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Berlusconi sempre in sella, Maroni che candida Tremonti ed Alfano sullo sfondo. Questa è la squadra del Centrodestra per le prossime elezioni. 11 liste tra Camera e Senato per raggiungere il premio di maggioranza e vincere. Pdl, Lega, Grande Sud, gli ex An di Fratelli D’Italia e po il Mir di Samorì, la Destra di Storace, Intesa popolare, Pensionati ed alcune liste minori.

pdl e soci

Il programma lo trovate qui e qui

Tra i punti principali l’abolizione IMU, il dimezzamento dello stipendio dei parlamentari e la rivoluzione sulle tasse per il Nord:

Qui invece le liste dei vari partiti di Centrodestra per Camera e Senato. Tra le chicche gli ex Idv Razzi e Scilipoti.

Pontida, “verso la libertà”


Tutti in attesa del discorso di Umberto Bossi. Quel che doveva essere una normale ‘riunione tra  padani’ si sta trasformando nella ‘resa dei conti’ tra Lega e Pdl. Ieri il leader leghista ha fatto sapere che chiederà lo spostamento al Nord di quattro ministeri (Economia, Lavoro, Riforme e Semplificazione legislativa). Maroni aveva chiesto piu coraggio nella gestione delle risorse e degli investimenti ma Tremonti stamattina ha gelato qualsiasi richiesta di ‘aprire i cordoni della borsa’ parlando di una manovra economica da 40 miliardi. Polverini, Alemanno e Caldoro bocciano le proposte leghiste e chiedono a Berlusconi di intervenire.

Cosa dirà oggi il Senatur? Io scommetto ancora su qualcosa di simbolico che non metterà in discussione il governo.

Immigrazione, rifugiati rispediti al mittente grazie al Governo


Chi vi scrive non è un fautore della teoria dell’inutilità delle nazioni, ne tantomeno appartiene al partito dei favorevoli alla immigrazione senza vincoli. Io sostengo l’idea che ogni paese possa e debba accogliere un numero massimo di cittadini stranieri tale da poter essere congeniale alla situazione contingente del momento . In sostanza sono favorevole alle quote annuali e sono fermamente contrario alla tolleranza della immigrazione clandestina.

Fatte queste debite premesse non posso che guardare con profondo disgusto alle decisioni prese dal ministro Maroni e soprattutto alla dichiarazione di ieri del Presidente del consiglio Berlusconi il quale ha detto testualmente “La sinistra aveva aperto le porte, la sinistra era ed è quella di un’Italia multietnica: la nostra idea non è così, è quella di accogliere solo chi ha le condizioni per ottenere l’asilo politico”.

Il Presidente del Consiglio usa delle parole fuori luogo e mente sapendo di mentire. L’Italia NON accoglie solo chi ha le condizioni per ottenere l’asilo politico. Berlusconi accomuna gli immigrati clandestini a quelli regolari, solleticando le pulsioni razziste della Lega Nord e di parte del suo elettorato ma dimenticando la verità. L’Italia ACCOGLIE OGNI ANNO CENTINAIA di migliaia di immigrati REGOLARI, tramite le quote stabilite da leggi nazionali ed internazionali, immigrati che vanno a costituire uno dei motori della nostra forza lavoro e forniscono ricchezza al nostro paese. Immigrati che contribuiscono a rendere MULTIETNICA la nostra società, anche grazie alle leggi sull’immigrazione varate dai governi Berlusconi. Quindi ANCHE BERLUSCONI contribuisce, giustamente, alla MULTIETNICITA’ della nostra società.

Immigrazione, in questi ultimi anni è stato sinonimo di criminalità. Nulla di piu sbagliato. Sono le leggi italiane, o meglio la situazione disastrosa e disastrata della Giustizia italiana, a rendere questo paese meno sicuro e piu vulnerabile alle imprese criminali, italiane o straniere che siano. Codici civili e penali vecchi, troppi gradi di giudizio per arrivare ad una sentenza definitiva,  rendono il nostro sistema giudiziario estremamente debole e di conseguenza incoraggiano i criminali a delinquere, certi di una probabile impunità. Poco c’entrano i fenomeni migratori.

Molti di noi invece ignorano l’utilità dell’immigrazione. Ecco alcuni dati che faranno capire  al lettore QUANTO SIANO IMPORTANTI gli immigrati: (fonte, (Dossier Immigrazione 2008 Caritas)

  • Il gettito fiscale (tasse) assicurato dagli immigrati: 3 miliardi 749 milioni di euro (di cui quasi 3 miliardi per l’Irpef)
  • Gli immigrati concorrono per il 9% al Prodotto Interno Lordo (Unioncamere)

Ricordato a tutti che la società moderna non puo non essere multietnica, torniamo agli ultimi fatti di cronaca, ai “respingimenti” attuati dall’Italia verso le “carrette del mare” venute dalla Libia e cariche di uomini, donne, alcune incinte e bambini.

Maroni ha parlato di “diritto al respingimento” appellandosi a non si sa quali leggi. Repubblica.it ha elencato i regolamenti nazionali ed internazionali che prevedono il diritto all’asilo politico per i rifugiati provenienti da paesi nei quali la loro incolumità sarebbe a rischio. Eccoli qui:

Il testo unico
Forse si tratta del Testo unico sull’immigrazione del 1998, che all’articolo 10 parla espressamente del respingimento e recita: “La polizia di frontiera respinge gli stranieri che si presentano ai valichi di frontiera senza avere i requisiti richiesti per l’ingresso nel territorio dello Stato“. Lo stesso articolo, però, dice anche che le norme “non si applicano nei casi previsti dalle disposizioni vigenti che disciplinano l’asilo politico, il riconoscimento dello status di rifugiato, ovvero l’adozione di misure di protezione temporanea per motivi umanitari”. Perciò il Testo unico nazionale rimanda al principio universale del “non respingimento” dei richiedenti asilo, proprio l’opposto di quello invocato da Maroni e contemplato invece dal diritto europeo e internazionale.

Le convenzioni internazionali
A vietare tassativamente il respingimento di rifugiati o richiedenti asilo sono gli obblighi internazionali che nascono, nello specifico, dalla Convenzione sui Rifugiati del 1951 e dal Protocollo del 1967,
dalla Convenzione Internazionale sui diritti civili e politici, dalla Convenzione Onu contro la tortura, dalla Convenzione europea sulla protezione dei diritti umani.
Il ministro leghista ha detto che “il respingimento alle frontiere è previsto dalle normative europee” senza precisare quali e senza considerare che tutto il sistema normativo europeo in materia d’asilo si basa sulla convenzione di Ginevra. Quindi, di nuovo, sul principio del non respingimento. Tra l’altro, la convenzione europea sui diritti umani vieta “la tortura, il trattamento disumano e degradante” e la Corte di Strasburgo per i diritti umani applica questo divieto anche nei contesti di respingimento ed espulsione. E neanche si può circoscrivere la questione alle acque di competenza. L’obbligo di non-respingimento non comporta alcuna limitazione geografica – secondo le convenzioni – e si applica a tutti gli agenti statali nell’esercizio delle loro funzioni all’interno o all’esterno del territorio nazionale.

A questo proposito, il diritto è ancora più preciso: nel caso di richiedenti asilo che affrontano un viaggio via mare, il non-respingimento si applica all’interno delle 12 miglia di acque territoriali, così come nelle acque contigue, in mare aperto e nelle acque costiere di paesi terzi. Praticamente senza limitazioni.

L’accordo con la Libia
Inoltre, il rinvio diretto di un rifugiato o di un richiedente asilo verso un paese nel quale teme di essere perseguitato non rappresenta l’unica forma di respingimento. Anche il rinvio indiretto verso un paese terzo – la Libia in questo caso – che potrebbe successivamente rimandare la persona verso il paese di temuta persecuzione, costituisce respingimento. Così facendo, entrambi i paesi sarebbero ritenuti responsabili, cioè sia la Libia che l’Italia
. E non risulta che nell’accordo bilaterale con il governo libico l’Italia abbia preteso garanzie del rispetto dei diritti umani, compreso il diritto d’asilo, per le persone che vengono riportate a Tripoli in seguito al pattugliamento delle coste libiche.

Letti questi testi non si puo che dare torto alla linea politica del Ministro e del Governo stesso. Ma andiamo oltre, andiamo a leggere le dichiarazioni di CHI ha vissuto il contatto con quei poveri disgraziati che arrivavano via mare. Da Repubblica.it:

Parlano i militari delle motovedette italiane – quella della Guardia di Finanza, la “Gf 106” e quella della Capitaneria di porto, la “Cpp 282” – appena rientrati dalla missione rimpatrio. Sono stati loro a riportare in Libia oltre 200 extracomunitari, tra i quali 40 donne (3 incinte) e 3 bambini, dopo averli soccorsi mercoledì scorso nel Canale di Sicilia.[…..]

“È l’ordine più infame che abbia mai eseguito. Non ci ho dormito, al solo pensiero di quei disgraziati”, dice uno degli esecutori del “respingimento”. “Dopo aver capito di essere stati riportati in Libia – aggiunge – ci urlavano: “Fratelli aiutateci”. Ma non potevamo fare nulla, gli ordini erano quelli di accompagnarli in Libia e l’abbiamo fatto. Non racconterò ai miei figli quello che ho fatto, me ne vergogno”. […..]

“Molti stavano male, alcuni avevano delle gravi ustioni, le donne incinte erano quelle che ci preoccupavano di più, ma non potevamo fare nulla, gli ordini erano quelli e li abbiamo eseguiti. Quando li abbiamo presi a bordo dai tre barconi ci hanno ringraziato per averli salvati. In quel momento, sapendo che dovevamo respingerli, il cuore mi è diventato piccolo piccolo. Non potevo dirgli che li stavamo portando di nuovo nell’inferno dal quale erano scappatati a rischio della vita”. […..]

“Non è stato facile dire a tutta quella gente che li avevamo riportati da dove erano partiti. Erano stanchi, avevano navigato con i barconi per cinque giorni, senza cibo e senza acqua. Non hanno avuto la forza di ribellarsi, piangevano, le donne si stringevano i loro figli al petto e dai loro occhi uscivano lacrime di disperazione”. […..]

Inutile dire che il nostro è stato un popolo di emigranti, che tanti nostri nonni, bisnonni e avi un bel giorno lasciarono il loro paese ed i loro affetti per una avventura senza garanzie e senza sicurezza. Quanti italiani sono sbarcati in “America” con al loro seguito la sola “speranza” di poter  migliorare la loro vita? Tantissimi.

Infine vi vorrei far riflettere su un fatto. Noi italiani abbiamo vissuto la dittatura fascista, il nostro sistema democratico è nato grazie anche a chi, perseguitato nel nostro paese dai fascisti, è riuscito ad emigrare all’estero. Quale sarebbe stato il destino del nostro paese e di tutti quegli italiani se la fine della loro “fuga per la libertà” fosse stata decretata da un “Ministro Maroni” qualsiasi ?

Spero vivamente che gli organismi internazionali si facciano sentire. Se l’Italia è guidata da pericolosi incompetenti, qualcuno dovrà pure alzare la voce per denunciare questo stato di cose.

 

Caduta di una Repubblica


 

Amici di Candido, leggete attentamente questo brano tratto da Bookowski:

C’era una volta una repubblica nata dalle ceneri di una sconfitta, oppressa dai debiti di guerra, guida di un popolo punito perché chi perde ha sempre torto. Una repubblica in cui era difficile avere fiducia, schiacciati come si era tra povertà, iperinflazione, disoccupazione e l’arrivo di quella che passerà alla storia come la Grande depressione. Una repubblica che tra i suoi stessi cittadini aveva molti nemici. Nemici che non potevano tollerare di dividere il potere in un sistema democratico. Che non ne avrebbero mai riconosciuto la legittimità e mai lo fecero fin dal giorno della fondazione. Uomini di destra, uomini d’affari, nobili, funzionari statali, alti burocrati, ufficiali dell’esercito, alte gerarchie ecclesiastiche. Uomini che appoggiarono restando nascosti nell’ombra una nuova destra più dinamica, meno presentabile ma che grazie alle nuove libertà della repubblica cresceva, si diffondeva e spargeva il suo veleno contro ogni minoranza indicandola come responsabile della caduta economica e morale del Paese, impaurendo i cittadini, aumentandone l’insicurezza. La prima destra contava sull’ignavia della maggioranza, la seconda sulla forza della paura e della violenza. Quando raggiunsero il potere, eliminarono quasi tutte le conquiste della repubblica: riduzione dell’orario di lavoro a otto ore, introduzione del sussidio di disoccupazione, un’idea di edilizia pubblica dotata di acqua, gas, elettricità e servizi igienici, il diritto di voto per le donne, una diffusa e vivace libertà di stampa. Alla fine riuscirono ad abbatterla e prima il Paese poi il mondo precipitarono nel caos, nella guerra e nei campi di sterminio.

Il libro di cui si parla è La Germania di Weimar. Utopia e tragedia di Eric D. Weitz (tr.it. P. Arlorio, Einaudi, 38 euro) ma a me ricorda anche un’altra repubblica…..

La ricetta di Maroni: “Basta bontà,saremo cattivi contro i clandestini”


 titolare del Viminale: “Vengono perchè è facile arrivare.
Nessuno li caccia. Abbiamo deciso di cambiare musica”

La ricetta di Maroni: “Basta bontà
saremo cattivi contro i clandestini”

 

AVELLINO “Per contrastare l’immigrazione clandestina non bisogna essere buonisti ma cattivi, determinati, per affermare il rigore della legge”. Il ministro degli Interni Roberto Maroni, intervenendo ad Avellino alla manifestazione “Governincontra”, replica così all’ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu che oggi, sul Corriere della Sera, ha accusato la Lega “di fare discorsi da osteria padana”. Invitando Berlusconi a non “subire gli slogan del Carroccio”

Maroni, però, non ci sta e annuncia la linea dura. “Questi vengono perchè è facile arrivare e nessuno li caccia. Ma proprio per questo abbiamo deciso di cambiare musica” dice il ministro. E a chi lo accusa di sentimenti xenofobi e di voler uccidere la politica delle braccia aperte il ministro torna a replicare: “Braccia aperte sì ma a chi a diritto a stare. A chi viene per spacciare droga, trafficare in esseri umani o peggio, le porte saranno chiuse”.

E sul tema della sicurezza Maroni lancia un appello affinchè si mettano da parte le polemiche: “Ci vuole un cambio di atteggiamento e smetterla di contrapporci. E’ interesse di tutti destra e sinistra, affrontare il tema della sicurezza come un obiettivo comune”.

“Purtroppo – prosegue il ministro – sento ancora polemiche che non servono e che portano all’allarmismo. Polemiche che mi entrano da un orecchio e mi escono dall’altro”.

Napoli, tornano le proteste e l’estate è vicina..


Decine gli interventi dei vigili del fuoco tra blocchi e minacce
Ripartono i treni carichi di rifiuti verso la Germania. Allarme sanitario

Napoli, 75 roghi nella notte
Forti disagi per sciopero dei bus

Questa mattina improvviso blocco dei trasporti pubblici
Utenti per ore in attesa alle fermate circondati da spazzatura

 

Napoli, gli uffici Inps di via Cervantes danneggiati dalla protesta

NAPOLI – Ancora una notte di roghi e tensione per i rifiuti a Napoli e provincia. Mentre le strade sono ancora invase da cumuli di spazzatura e sono ancora evidenti le tracce degli incendi, la città questa mattina deve affrontare anche un’altra emergenza provocata da uno sciopero improvviso del personale dei trasporti pubblici. Gravi disagi per gli utenti che non sono stati informati del blocco che ha praticamente fatto sparire dalle strade gli autobus. Secondo fonti dell’Anm la protesta sarebbe stata decisa dalla base contro il progetto di centralizzare il servizio dei controllori affidandolo al Consorzio Unico Campania. Ma sono evidenti anche le difficoltà in cui si muovono i mezzi pubblici per le strade della città, costretti a muoversi tra montagne di sacchetti e cumuli di rifiuti.

Secondo le prime notizie, l’adesione alla protesta è stata altissima, sia da parte degli autisti dell’Anm, l’azienda napoletana mobilità, sia per quanto riguarda il Ctp, azienda che cura i collegamenti tra il capoluogo e numerosi comuni dell’hinterland. Migliaia di cittadini sono costretti ad attese lunghissime, quasi sempre vane, alle fermate, in strade che, specie al di fuori del centro cittadino, sono ancora invase da montagne di spazzatura in decomposizione, da cui si levano odori nauseabondi e nugoli di insetti.

Fino all’alba i vigili del fuoco hanno dovuto spegnere 75 roghi tra Napoli e provincia, alcuni dei quali di consistenti dimensioni, con la minaccia di essere attaccati con pietre e bastoni da bande criminali. Le tracce dei cumuli di rifiuti dati alle fiamme sono evidenti a Fuorigrotta, Bagnoli, Poggioreale, e nella la zona centrale occupata da banche e uffici, mentre la polizia è dovuta intervenire per rimuovere i numerosi blocchi stradali.

Il prefetto Alessandro Pansa dice che la situazione sta migliorando e che “in pochi giorni la città sarà ripulita”. Ma l’immondizia continua ad assediare case e strade e la protesta, spesso strumentalizzata e forse guidata dalla camorra, continua a farsi sentire. L’ottimismo del prefetto deriva anche dalla decisione di far ripartire i treni che trasportano la spazzatura in Germania al costo (pesantissimo per le casse pubbliche) di 250 euro la tonnellata. Lo conferma l’assessore comunale alla Nettezza urbana, Gennaro Mola: l’obiettivo è di smaltire mille tonnellate di rifiuti al giorno.

Si dovrà fare in fretta perché mercoledì arrivano Berlusconi e ministri per la seduta napoletana dell’esecutivo promessa dal premier in campagna elettorale. Berlusconi ha un piano che prevede l’apertura di dieci siti per raccogliere i rifiuti in attesa di riuscire a portare a regime il sistema dei termovalorizzatori. Un piano che comprende anche l’uso dell’Esercito per ripulire le strade e, probabilmente, anche per difendere le discariche. Ma il premier è preoccupato per i tempi e per il rischio che l’effetto negativo di questa vicenda ricada anche sul suo governo.

E a Napoli c’è anche l’allarme sanitario. I medici e le loro organizzazioni segnalano i rischi (diossina, infezioni) che potrebbero derivare da questa crisi e chiedono di rafforzare i presidi sanitari.


(19 maggio 2008)

http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/rifiuti-7/rifiuti-lunedi-19/rifiuti-lunedi-19.html