Comunali Roma: Raggi in testa, è sfida Giachetti-Meloni ma l’affluenza…


roma

Il dibattito tra candidati celebrato su SkyTg24 martedì sera ha visto prevalere (tra gli italiani, non solo romani) l’esponente 5Stelle Raggi. Giachetti secondo con molto distacco, quasi alla pari della Meloni. Dietro Marchini ed ultimo Fassina. Le posizioni rilevate dal sondaggio sembrano rispecchiare, più o meno, le preferenze previste nei sondaggi pre elettorali. Virginia Raggi sicura al ballottaggio e testa a testa per il secondo posto tra l’esponente Pd e la leader di Fratelli d’Italia. Staccati sia Marchini che il rappresentante della ‘Sinistra’ Stefano Fassina.

La pentastellata viene poi data per favorita al secondo turno sia contro Giachetti che contro Meloni. Nessuno però tiene conto di un dato. L’affluenza. Roma viene da cinque anni di scandali. Gli ultimi due della giunta Alemanno e poi quelli di Mafia Capitale che hanno travolto il PD romano fino a causare, indirettamente, le dimissioni di Ignazio Marino. Dimissioni frutto del tradimento del Partito democratico verso il suo Sindaco ma anche della inedeguatezza di quest’ultimo al ruolo ricoperto, dimostrata in più occasioni con scelte discutibili su mobilità, trasporti pubblici e nomine.

La grande sfiducia verso la classe dirigente romana potrebbe causare, anzi causerà, un aumento dell’astensionismo e ciò potrebbe far ‘saltare’ ogni previsione fatta dai sondaggi. Si vota domenica 5 giugno. Capiremo presto chi avrà perso e chi potrà sperare di vincere, tra due settimane.

 

An si scioglie nel PDL, percorso obbligato


Ieri ed oggi a Roma si è svolto il terzo ed ultimo congresso di Alleanza Nazionale. L’assise ha sancito lo scioglimento del partito e la confluenza nel Partito delle Libertà, cioè una Forza Italia piu “grande”.

Fini, chiudendo il congresso ha detto “No alle correnti. Ma niente culto della personalità”. Nulla di meno veritiero, come sa bene lo stesso Fini. Il PDL è e sarà sempre, sino a che Dio o la Natura vorranno, Silvio Berlusconi. In verità Fini non poteva fare altro che questo, sciogliere il suo partito nella “forza italia allargata” perche oramai i suoi elettori sono diventati berlusconiani. Vi immaginate una AN fuori dal PDL? Avrebbe avuto percentuali risibili visto purtroppo l’ampio consenso di cui gode ancora Berlusconi. E pensare che solo tre anni fa il premier era inviso ai piu. Da tutti i sondaggi emergeva forte la candidatura di Fini come nuovo leader del Centrodestra. Poi vennero le elezioni 2006 e Silvio, pur perdendo, cadde in piedi e soffocò nella culla le ambizioni dell’ex delfino di Almirante. Un anno dopo, verso la fine del 2007, poco prima della “svolta del predellino” (momento in cui Berlusconi lanciò il PDL) tra Forza Italia ed An volavano gli stracci. Accuse reciproche, fischi, scontri politici. E sei mesi dopo eccoli li, Fini e Berlusconi, assieme nel neonato PDL, volato al 37% dei consensi alle elezioni 2008, a parlare di “unità”, concordia, nuovo inizio. Inizio obbligato aggiungerei, visto che il popolo aveva scelto Berlusconi anche grazie al poco coraggio di Fini.

 A 14 anni da “Fiuggi”, Congresso fondativo di An in cui la destra italiana abbandonava (in molti casi solo a parole) le nostalgie fasciste per guardare al futuro, Gianfranco Fini rimane sempre il “secondo”, il “Principe Carlo” alla corte di Re Silvio. Oramai non penso creda neanche lui ad una possibile successione.

Il sistema politico italiano quindi si semplifica. Se due anni fa avevamo Ds, Margherita, Forza Italia ed An, da domani avremo solo PD e PDL a rappresentare circa il 70% dell’elettorato italiano. Due processi politici han portato quattro partiti a ridursi a due. Le similitudini finisco qui, semplicemente perche An non entra “con pari dignità storico-politica” nel PDL. DS e DL infatti venivano da due storie importanti e fondamentali per questa Repubblica e cioè dal PCI e dalla DC, l’uno grande forza di opposizione, l’altra principale forza di governo per cinquantanni, che avevano contribuito alla rinascita delle libertà di questo paese ed avevano scritto assieme la Carta Costituzionale su cui si basa il sistema democratico italiano.

 An invece discende dalla destra fascista, una forza politica che per molti anni si è considerata “estranea” al nuovo ordine democratico italiano. Non ha mai avuto un gran pedigree, diciamo cosi. Era la “pecora nera” del sistema politico italiano, rimasta nel “ghetto” delle opposizioni sino all’avvento di Silvio Berlusconi, il grande “sdoganatore”, l’uomo che ha consentito a La Russa di essere ministro della Difesa, a Fini di guidare la diplomazia italiana prima e di diventare la terza carica dello stato oggi. Solo grazie a Berlusconi ed alle sue coalizioni Gianni Alemanno ora siede in Campidoglio.

An quindi non entra nel PDL con pari dignità dicevamo, porta solo a compimento un percorso di “annullamento” nel partito di Berlusconi, colui che ha permesso ad una generazione politica cresciuta nell’oblio di poter oggi partecipare al “banchetto di governo”. Il leader è uno solo quindi e porta la bandana.

Però.. c’è un però. All’interno del PDL infatti non ci saranno sempre voci concordanti, ci saranno voci dissonanti, che nasceranno inevitabilmente per “distinguersi” dalla massa. Per far capire ai propri elettori, aennini, che nel mare di Berlusconia c’è ancora qualcosa di An. Lo sta gia facendo da qualche tempo Fini, criticando piu volte il governo. Lo faranno altri in futuro. Uno su tutti, Gianni Alemanno.

Il sindaco di Roma, secondo me, riserverà in futuro sgradevoli sorprese a Silvio. La capitale, in questi ultimi anni, si è dimostrata un ottimo trampolino di lancio per la leadership nazionale di Rutelli e Veltroni. Certo, poi sono stati battuti nelle competizioni elettorali ma sono stati pur sempre dei leader di partito e dei candidati Premier, grazie alla notorietà conferita loro dalla guida della Capitale. Alemanno appare al momento l’unico leader in grado di “succedere” a Silvio. Ha avuto spesso il coraggio che è mancato a Fini, sia durante la sua esperienza di ministro nel periodo 2001-2006, sia nei momenti successivi. Sarà lui il “Principe William” della destra italiana?

Governo Berlusconi o Governo Ombra? Votate!


Quale preferite tra il Governo in carica e quello “ombra” proposto dal leader del PD? Leggete… e votate!

Ecco il Governo Berlusconi:

Gianni Letta, il sottosegretario a Palazzo Chigi
Franco Frattini, ministro degli Esteri
Roberto Maroni: ministro dell’Interno
Ignazio La Russa, ministro della Difesa
Giulio Tremonti: ministro dell’Economia
Angelino Alfano: ministro della Giustizia
Maurizio Sacconi: ministro del Welfare
Luca Zaia: ministro delle Politiche Agricole
Altero Matteoli: ministro delle Infrastrutture
Sandro Bondi: ministro per i Beni Culturali
Stefania Prestigiacomo: ministro dell’Ambiente
Mariastella Gelmini: ministro dell’Istruzione
Claudio Scajola: ministro delle Attivita’ Produttive

Umberto Bossi: ministro delle Riforme Federalistiche
Renato Brunetta: il ministro della Funzione Pubblica
Elio Vito: ministro per i Rapporti con il Parlamento
Roberto Calderoli: ministro della Semplificazione
Raffaele Fitto: il ministro per gli Affari Regionali
Andrea Ronchi: ministro per le Politiche Comunitarie
Mara Carfagna: ministro per le Pari Opportunità
Gianfranco Rotondi, ministro dell’Attuazione del Programma
Giorgia Meloni: ministro per le Politiche Giovanili

Questo il Governo Ombra di Veltroni:

   ESTERI – Piero Fassino
   INTERNO – Marco Minniti
   ECONOMIA – Pierluigi Bersani
   INFRASTRUTTURE – Andrea Martella
   BENI CULTURALI – Vicenzo Cerami
   ISTRUZIONE – Mariapia Garavaglia
   RIFORME PER IL FEDERALISMO – Sergio Chiamparino
   AMBIENTE – Ermete Realacci
   AFFARI REGIONALI – Mariangela Bastico
   DIFESA – Roberta Pinotti
   GIUSTIZIA – Lanfranco Tenaglia
   SVILUPPO ECONOMICO – Matteo Colaninno
   POLITICHE COMUNITARIE – Maria Paola Merloni
   COMUNICAZIONI – Giovanna Melandri
   LAVORO – Enrico Letta
   POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – Alfonso Andria
   PARI OPPORTUNITÀ – Vittoria Franco
   SEMPLIFICAZIONE NORMATIVA – Beatrice Magnolfi
   ATTUAZIONE PROGRAMMA – Michele Ventura
   POLITICHE GIOVANI – Pina Picierno
   PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E INNOVAZIONE – Linda Lanzillotta.

Poll: Quale preferite?

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Osservatorio sul Governo Berlusconi IV


 

 

Apro oggi una nuova Pagina del Blog dedicata al monitoraggio delle attività di governo della Destra. Cosi da avere sottomano tutti i provvedimenti piu importanti approvati dalla maggioranza. Cercherò di seguire anche gli indicatori economico-sociali per verificare l’incidenza del Governo sul “sistema paese”.

Ecco il Governo Berlusconi


 

Ecco il governo Berlusconi
Alfano alla Giustizia
Quattro ministri a Lega e An

LA DIRETTA. Il Cavaliere (video) ha presentato subito (novità assoluta) la lista dei ministri: 12 con portafoglio e 9 senza. Conferme per Frattini, Maroni, Tremonti, La Russa. Sacconi al Welfare. Bambilla, esclusa, viceministro alla Sanità. Prestigiacomo all’ambiente, Calderoli-semplificazione, Carfagna-Pari opportunità. Entrano anche Rotondi (Programma) e Fitto (Regioni)

Gasparri candidato sindaco di Roma?


Secondo quanto apprende l’Agi da fonti parlamentari del Pdl dovrebbe essere Maurizio Gasparri il candidato a sindaco di Roma. L’ex ministro dovrebbe sciogliere la riserva nelle prossime ore. Gasparri contattato al telefono spiega che “non c’e’ nulla di deciso, io sono uno dei nomi che circolano”. Ma sul nome dell’ex ministro delle Comunicazioni ci sarebbe la convergenza delle forze del Pdl e l’ok di Silvio Berlusconi. Secondo quanto apprende l’Agi gia’ in serata ci dovrebbe essere il via libera. La candidatura verra’ ufficializzata lunedi’. (AGI) – Roma, 23 feb. –

Ma io dico, di tutti i candidati possibili e soprattutto “passabili” (Meloni, Alemanno, Ciocchetti) ma proprio Gasparri devono candidare come Sindaco quelli della PDL? Prima Ferrara, ora questo qui… ma che male abbiamo fatto noi romani per meritarci queste scelte disastrose?

Alemanno, Meloni o Baldi per il comune di Roma?


Alemanno o Baldi per il comune di Roma? 

 I dubbi di Fini 

Gianni Alemanno, Michele Baldi e Giorgia Meloni. Con il fantasma di Gianfranco Fini che aleggia alle loro spalle ma sempre più distante. Qualcosa inizia a muoversi anche nel centro-destra per quanto riguarda le candidature per il comune di Roma dopo il prossimo addio di Veltroni. La tanto annunciata discesa in campo del grande capo, però, oggi sembra sempre più difficile. La candidatura di Fini ed un eventuale scontro con il suo ex rivale Rutelli, che sembra ormai essere stato scelto dal centro sinistra e che oggi ha chiesto dieci giorni di tempo per accettare o meno la candidatura, non dovrebbe essere cosa possibile. In politica tutto può accadere ma sembra che la volontà di Fini a ricoprire un incarico importante a livello nazionale (si parla della presidenza della Camera o un super ministero) stia inducendo l’uomo di Fiuggi a non rischiare. Oltretutto, in caso di sconfitta, ed in particolar modo ai ballottaggi, sarebbe difficile per lui rientrare nel gioco delle nomine istituzionali o di Governo che sarebbero state già assegnate per motivi temporali (cosa diversa sarebbe stato votare molto prima per il comune e dopo per il Governo). Per ora, quindi, tre sono i nomi che circolano: Gianni Alemanno, come già accennato qui su 06blog, la giovane vicepresidente della Camera Giorgia Meloni ed il forzista Michele Baldi, la cui candidatura è stata già lanciata dal partito del cavaliere ma non An, primo partito del centro-destra a Roma e provincia. A naso mi sembra che Alemanno sia in vantaggio. Ma tutto può ancora succedere. Vedremo.

da 06.blog