CalcioMercato, Roma ‘regina’ di metà luglio


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Forte del ‘tesoretto’ Champions, la Roma sta conducendo la sfida del calciomercato. Alcuni colpi interessanti, sia a parametro zero che sborsando cospicue sommette, fanno ben sperare. Anche se la cessione del bizzoso Benatia è dietro l’angolo. E c’è chi parla anche di una dipartita di Kevin Strootman. Vediamo di seguito i principali acquisti ad oggi.

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Iturbe (Att, Verona, D), classe 1993. Pagato 22 milioni di euro (piu bonus) 

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Cole (Dif, Chelsea, S), classe 1980, arriva a Roma da svincolato. Primo inglese a vestire la maglia giallorossa.

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Ucan (Cen, Fenerbahce, P) giovane del 1994, arriva alla Roma in prestito con diritto di riscatto per 11 milioni di euro tra due anni.

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Keita (Cen, Valencia, S). Nato nel 1980, ex Barcellona e Valencia, come Cole arriva a parametro zero. Contratto annuale.

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Emanuelson (Cen, Milan, S). Classe ’86, ex Ajax e Milan, contratto annuale per lui.

Dalla Magica Roma alla Romanese?


Il mancato acquisto di Quagliarella chiude un mercato con poche luci e tante ombre. A fronte degli arrivi di Maicon, Jedvaj e Benatia in difesa, Strootman e Ljajic a centrocampo, Gervinho in attacco e De Sanctis in porta la Roma perde tre pilastri, uno per reparto. Marquinhos, Lamela ed Osvaldo.

Quel che fa pensare è proprio la cessione del giovane talento argentino. Arrivato nella Capitale solo due anni fa, il ventitreenne  era una speranza e rappresentava la scommessa della dirigenza giallorossa nel valorizzare i giovani. La sua partenza getta un’ombra lunga su tutto il progetto di crescita della società.

I giallorossi chiudono con uno degli attivi più alti della Serie A, quasi 30 milioni di euro. Numeri da provinciale, in quanto da sempre le grandi squadre investono milioni ogni anno e difficilmente possono vantare cifre di questo tipo. Anche questo particolare non fa ben sperare i tifosi.

C’è poi il difficile rinnovo per Totti. Si è saputo che tra le cessioni avrebbe potuto rientrare anche De Rossi. Altro che autofinanziamento. Vera e propria smobilitazione con unico obiettivo quello del risparmio.

D’altronde l’assetto societario è ancora in via di definizione. Il finanziere Pallotta e la sua cordata ha recentemente acquistato un altra piccola percentuale delle azioni dalla Unicredit. I dirigenti italiani però non sembrano all’altezza della situazione. Baldissoni, Sabatini ed altri hanno commesso svariati errori, di comunicazione e di gestione.

Insomma è chiaro che se la Roma non raggiungerà la qualificazione alla Champion’s League anche il prossimo anno vivrà un mercato di cessioni eccellenti, magari riguardanti gli stessi giovani di belle speranze acquistati quest’anno. Ljajic e Strootman in testa.

La squadra giallorossa, nel primo decennio del 2000 ha vissuto anni di piazzamenti prestigiosi. Uno scudetto, svariati secondi posti. Due Coppe Italia vinte. Numerose qualificazioni alla Champion’s.

Malgrado la buona partenza e l’ottima scelta di un allenatore come l’ex Lille Garcìà, dopo tre anni consecutivi senza Coppe e con una dirigenza impegnata ad economizzare, la Magica Roma sta lentamente lasciando il posto alla Romanese, una provinciale qualsiasi,

Schizofrenia Roma: stecca la prima e cede Bojan al Milan!


 

1°giornata

Roma-Catania 2-2
Marchese, Osvaldo, Gomez e Lopez

Trentasei ore bastano per passare dalla ‘Roma’ piu forte degli ultimi tempi alla solita squadra senz’anima ed ora anche con un attaccante in meno? A quanto pare Si. In poche ore l’umore della ‘piazza’ romana si è non poco raffreddato. Lo stentato pareggio in casa con il Catania ha messo in evidenza tutte le lacune su cui sino ad oggi si era sorvolato.

La difesa è una incognita, Piris non sembra avere le doti necessarie per poter reggere una stagione da titolare. Un Bradley che non ha fatto vedere grandi prodezze, un Pjianic incolore ed un Totti in difficoltà nel ruolo che lo aveva visto protagonista una decina di anni fanno tornare la Roma nel ‘limbo’ dello scorso anno. Tutto per una partita ‘steccata’, direte voi. In realtà i problemi c’erano già da prima e  l’incontro con i catanesi non ha fatto altro che farli uscir fuori. A Zeman il compito di cercare di risolverli.

Oggi poi la società ha ceduto Bojan al Milan. Una cessione che ha dell’incredibile. La Roma rafforza una diretta concorrente, in netta difficoltà alle prime uscite ufficiali. In più si cede un giocatore che con Zeman avrebbe potuto dare il meglio di se e si rimane con 5 attaccanti di cui uno, Borriello, potrebbe essere venduto presto. Una mossa incomprensibile se non per i 5 milioni di euro avuti indietro dal Barcellona, che ha ricevuto il cartellino dell’attaccante spagnolo e lo ha ‘girato’ al Milan.

Mancano tre giorni alla fine del mercato e la dirigenza giallorossa è chiamata a ‘farsi perdonare’ con almeno due acquisti, ovvero il sostituto di Bojan ed un esterno destro che possa dare le sicurezze che Piris sino ad ora non ha fornito.

 

Roma, Anno Zeman


Tra qualche giorno inizierà il nuovo Campionato di calcio della Roma, il primo dell’era Zeman nel nuovo Millennio. Il boemo, tornato nella capitale a furor di popolo, ha contribuito ad un cambiamento radicale della squadra.

Primo obiettivo, sfoltire la rosa. In poche settimane sono partiti Cassetti, Cicinho, Brighi, Borini, Gago, Juan, Heinze, Simplicio, Rosi, Okaka, José Angel, Pizarro e Kjær. Una intera squadra. Per lo più giocatori che avevano gia dato il massimo con la Roma e che quindi necessitavano di cambiare ‘aria’. La discussa vendita di Borini ha permesso alla società di reperire i fondi necessari per poter effettuare altre operazioni di mercato.

A fronte di un numero elevato di partenze sono arrivati diversi giocatori. A centrocampo Bradley (Chievo), Marquinho (Fluminense) e Tachtsidis (Genoa), di cui si dice un gran bene. In attacco è stato acquistato Mattia Destro (Siena), il miglior giovane centravanti presente nel mercato italiano, ricercato anche da Juventus, Milan ed Inter. In difesa sono arrivati giocatori di esperienza e garanzia come Federico Balzaretti (Palermo), nazionali sudamericani come Diego Castan (Corinthians) e scommesse che portano il nome di Ivan Piris (San Paolo), Dodò e Marquinhos (Corinthians).

Il precampionato ha dato ottimi segnali, i giallorossi hanno vinto tutte e nove le sfide estive fecendo vedere un bel gioco. Il pubblico appare soddisfatto, i tesseramenti vanno a gonfie vele  superando quota 23 mila.

Le incognite però non mancano. Se attacco e centrocampo sembrano di livello superiore, il problema principale appare essere la difesa. Troppi cambiamenti. In queste ore sembra certo il cambio di portiere, con il giovane Goicoechea in sostituzione di Stekelemburg. Paraltro non ci sono assicurazioni sulla solidità di una difesa targata Piris-Castan-Burdisso-Balzaretti ed è noto a tutti quanto il reparto arretrato sia importante nelle squadre targate Zeman.

D’altro canto se sembra terminata la telenovela De Rossi, appare possibile la cessione di Bojan, ragazzo di belle speranze, a causa dell’impossibilità di collocare Borriello, oramai un corpo estraneo. Anche l’attacco quindi, in caso di infortuni, potrebbe risultare deficitario.

Il ritorno di Zeman ha poi riportato nella Capitale la polemica mai sopita con la dirigenza juventina. I guai di Conte non hanno certo aiutato in questo senso. Speriamo sinceramente che le ‘uscite’ del tecnico giallorosso non si tramutino in ‘penalizzazioni’ arbitrali.

A tre giorni dall’inizio del torneo ed a sette giorni dalla fine del mercato, la Roma si presenta ai nastri di partenza con tante speranze, molte ambizioni e qualche perplessità. Lo scorso anno, poco prima dell’inizio del campionato, scrivevo:

Cari amici romanisti, ci sono tutte le premesse per un annus horribilis per la Magica.

Oggi invece le impressioni sono comunque molto positive. Si prospetta una bella stagione, difesa permettendo.

Borriello alla Roma, è ufficiale!


Finalmente si ragiona. Altro che il “panzone” preso qualche mese fa. Con l’acquisto di Borriello la Roma fa un salto di qualità e si mantiene vicino al squadre come Inter e Milan.

La notizia è buona anche per un altro verso, quello societario. Se, come sembra, Unicredit ha dato l’ok all’operazione vuol dire che la banca, oramai proprietaria della società giallorossa, non intende smantellare ma anzi vuole promuovere la squadra in vista di possibili cessioni. E chissà che dietro il placet della società bancaria non si celi già un possibile acquirente.

As Roma in vendita, dietro i tedeschi ci sono gli arabi?


La Roma sta per passare di mano? La storia della famiglia Sensi alla guida della squadra romana è vicina alla conclusione? Nell’anno “nero” dei giallorossi, tra infortuni fisici e sportivi che hanno portato alla esclusione dalla prossima Champions League, sembra profilarsi un cambio della guardia nella proprietà societaria. Tedeschi, Svizzeri, Arabi o semplici “pescecani”? vedremo come finirà nei prossimi giorni.
Una smentita. Che in realtà è una conferma. Oggi, la A.S. Roma ha comunicato ufficialmente l’esistenza di una cordata, guidata da Vinicio Fioranelli, intenzionata ad acquistare il club giallorosso. «E’ stato rappresentato dal Sig. Vinicio Fioranelli un interesse da parte di una società di diritto svizzero ad acquisire il pacchetto azionario di controllo di A.S. Roma», le parole della nota diramata da Italpetroli, e redatta da Cristina Mazzoleni, responsabile economico della società di Trigoria. La cordata — secondo quanto trapela — starebbe vagliando l’ipotesi di offrire una cifra inferiore ai 300 milioni di euro per acquisire la A.S. Roma. Anche se al Gruppo petrolifero, finora, «non è stata consegnata, né direttamente né indirettamente, alcuna offerta».
 
ARABI Ad ogni modo, Italpetroli — controllante del club giallorosso attraverso Roma 2000 s.r.l. — «ritiene necessario ricevere una completa informazione in merito all’identità di tutti i soggetti coinvolti, nonché la chiara evidenza che questi ultimi dispongano di mezzi finanziari idonei a porre in essere un’eventuale operazione ed a sostenere un progetto che consenta il mantenimento e lo sviluppo del livello competitivo della squadra». Dunque, alla famiglia Sensi occorrono garanzie. E Fioranelli lavora da tempo in tal senso. Secondo l’agenzia di stampa ASCA, dietro agli investitori stranieri guidati da Fioranelli si celerebbero gli sceicchi degli Emirati Arabi, impegnati a lavorare dalla Germania. Ma — riporta l’ASCA — la cordata sarebbe formata pure dalla famiglia Flick, da un fondo svizzero, da una società italiana e da un fondo libico, che garantirebbe i finanziamenti. Si tratta comunque di indiscrezioni in attesa di conferma (o di smentita).
 
UNICREDIT UniCredit attende. La Banca ha un credito nei confronti di Italpetroli che si aggira attorno ai 280 milioni di euro. Mentre l’intera esposizione della holding dei Sensi ammonta ad oltre 365 milioni di euro. Alessandro Profumo, amministratore delegato dell’Istituto di credito, non sta effettuando alcuna moral suasion — uso della propria influenza per indurre qualcuno ad adeguarsi alle direttive emanate in via implicita e formalmente non obbligatorie — nei confronti della famiglia Sensi. Anche se — occorre precisare — il ruolo di UniCredit è tutt’altro che marginale, nella circostanza. La vicenda conoscerà presto la giornata decisiva, comunque. Appare tuttavia poco probabile che l’operazione possa chiudersi entro domenica.