La Storia della TV italiana: anni ’50


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La Storia della Televisione, in Italia. Una rubrica nuova ed anche un progetto ambizioso,  tramite il quale cercherò di trasportarvi indietro nel tempo per capire cosa è stata la Tv nel nostro Paese. Dal 1954, primo anno della Tv italiana, arrivando ai nostri giorni.

Un passo indietro ulteriore è necessario. Anno 1925, l’inventore scozzese John Logie Baird costruì il primo prototipo realmente funzionante di televisore. Negli anni 30 in varie nazioni d’Europa si sperimentarono le prime trasmissioni tv. Dall’Inghilterra alla Francia passando per la Germania nazista. Anche in Italia Mussolini si mosse in tal senso:

venne emanata una legge (9 gennaio 1936) che stabiliva il passaggio dei programmi dell’EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) sotto il controllo del Ministero della Stampa e Propaganda del governo fascista. Le prime trasmissioni sperimentali iniziarono nel 1939 a Torino con l’EIAR.

Nel 1944 l’EIAR divenne RAI (Radio Audizioni Italiane, poi Radio Televisione) per proseguire le sperimentazioni rallentate dalla guerra. Arriviamo quindi al 3 gennaio 1954, la data in cui la Tv si ‘accese’ anche in Italia.

Il primo annuncio, dato in diretta da Fulvia Colombo:

L’Italia del 1954 è ‘rurale’, quasi il 40% dei lavoratori è impiegato nel settore agricolo, più del 30% è nell’industria e solo il 28% è nel terziario. Il reddito pro-capite nel 1950 era tornato ai livelli ante guerra.

La TV quindi rappresenta una vera e propria finestra sul mondo. E per molti anche l’occasione per imparare l’italiano.

Il palinsesto del primo giorno di programmazione:

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Inizialmente la Tv non era poi così diffusa. 80.000 televisori ad inizio 1954, soprattutto per via dei prezzi esorbitanti. Il costo di un televisore era proibitivo (250.000 lire per un apparecchio), equivaleva al reddito annuo di una famiglia di ceto medio. Ecco perché si ebbe uno sviluppo nei bar delle “sale tv” dove ci si recava per assistere collettivamente alle trasmissioni.

Inizialmente la tv viene vista solo in Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana, Umbria e Lazio. Ma già alla fine del ’54 la quota di popolazione servita supera il 48%. Nel ’61 raggiunge il 97% degli italiani. e la rete di trasmissione non copriva tutto il territorio.

La sigla del primo Telegiornale:

Ma cosa trasmetteva la TV nel 1954? Il volto della RAI dei primi anni ’50 non poteva che essere lui. Mike Bongiorno.

Il conduttore italo-americano ha l’onore di aver presentato la prima trasmissione televisiva ovvero Arrivi e partenze. Alle ore 14.30 del 3 gennaio, subito dopo l’inaugurazione ufficiale della nascente televisione italiana.

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Bongiorno, che era stato scelto personalmente dal direttore generale della Rai Vittorio Veltroni (padre del politico Walter Veltroni), intervistava personaggi italiani e stranieri in partenza o in arrivo negli aeroporti e nei porti italiani. L’altro intervistatore del programma era Armando Pizzo giornalista Rai.

La trasmissione segnò il debutto di Antonello Falqui, che ne era il regista.

Inizialmente i programmi duravano quasi 4 ore. Nei primi 10 anni di vita gli abbonamenti crebbero costantemente: dai 24.000 del ’54 a oltre 6 milioni nel ’65. Nello stesso periodo il cinema subì un notevole calo nel numero di biglietti venduti.

E mentre negli Stati Uniti nascevano da subito network privati, per i quali non si pagava canone, nell’Europa post bellica l’unico ente in grado di sostenere le ingenti spese per le trasmissioni risultava essere lo Stato.

E se negli altri Paesi europei la Tv poteva contare su un pubblico mediamente scolarizzato, in Italia il mezzo televisivo, oltre che ‘intrattenere’ venne pensato anche per ‘educare’ la popolazione, dove l’analfabetismo era ancora alto. Nel 1954 parlava correntemente l’italiano solo il 20%della popolazione (quasi il 13% è analfabeta).

Nel 1958 nacque quindi il progetto di Telescuola.

un programma televisivo sperimentale della RAI realizzato con il sostegno del Ministero della Pubblica Istruzione diretto a consentire il completamento del ciclo di istruzione obbligatoria ai ragazzi residenti in località prive di scuole secondarie [..] Telescuola fu un’esperienza umana e didattica straordinaria che in sei anni avrebbe permesso di entrare in contatto con gruppi di ascolto sparsi in piccoli centri di tutta Italia, contribuendo, di fatto, all’alfabetizzazione del Paese. Si possono citare tra i conduttori un giovanissimo Luciano Rispoli

Il progetto fu poi integrato nel 1960 dal programma ‘Non è mai troppo tardi‘. Un ‘Corso di istruzione popolare per il recupero dell’adulto analfabeta’ condotto dal maestro e pedagogo Alberto Manzi, il cui fine era quello di insegnare a leggere e a scrivere agli italiani che non ne erano ancora in grado, pur avendo superato l’età scolare. Vere e proprie lezioni.

Ma sul Programma Nazionale, ovvero l’unico canale Tv, c’era ben altro. Il teatro al venerdì sera ma anche programmi comici. Un, due, tre ad esempio, condotto da Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi. Andato in onda dal gennaio 1954 al 1959, era strutturato in forma di sketch e parodie.

E poi i quiz con lo ‘storico’ Lascia o Raddoppia, condotto da Mike Bongiorno, in onda dal 1955 al 1959. Successo clamoroso, tanto da essere trasmesso anche nei cinema. Vediamo un piccolo estratto da un video dell’Istituto Luce:

Grande popolarità riscosse anche Il Musichiere, programma musicale che rese famoso il conduttore romano Mario Riva.

I concorrenti, seduti su di una sedia a dondolo, dovevano ascoltare l’attacco di un brano musicale e, una volta riconosciutolo, precipitarsi a suonare una campanella a dieci metri di distanza per avere diritto a dare la propria risposta, accumulando gettoni d’oro per il montepremi finale. Il montepremi si conquistava indovinando il “motivo mascherato”, eseguito all’apertura di una cassaforte che conteneva la vincita.

I motivi musicali erano eseguiti dall’orchestra di Gorni Kramer e da due cantanti: Nuccia Bongiovanni e Johnny Dorelli. Quest’ultimo fu poi sostituito da Paolo Bacilieri.

In onda dal 1957 sino al 1960, quando Riva morì tragicamente in un incidente.

Ma la Tv degli anni 50 visse anche di ‘eventi’. Come il Festival della Canzone Italiana. Sanremo. Nato nel 1951, dal 1954 venne trasmesso anche in Tv, riscuotendo grande successo, sino ad arrivare al record dei 30 milioni di telespettatori incollati davanti al televisore per assistere alla performance di Domenico Modugno, con il suo ‘Nel blu dipinto di blu’, vincitore del Festival 1958.

Sempre nel 1958 ecco lo show per eccellenza. Dalla Radio sbarca in Tv ‘Canzonissima‘, il torneo musicale che vede protagonisti i più importanti cantanti nazionali. La prima edizione condotta da Renato Tagliani con Tognazzi, Agus, Walter Chiari, Lauretta Masiero e Corrado Pani. Rimarrà in onda, anche con nomi diversi, sino al 1976.

Nel 1957 arriva anche la pubblicità. Carosello, il programma composto da brevi filmati seguiti da messaggi pubblicitari. Volti noti della tv e cartoni animati aiutarono gli italiani ad entrare nell’epoca del ‘consumismo’. In onda tutti i giorni per dieci minuti, dalle 20.50 alle 21. E dopo Carosello ‘tutti i bimbi a nanna’.

Non mancava lo Sport, con la Domenica Sportiva, in onda sino dalle prime ore della Tv, nel gennaio 1954. Altro programma di successo fu Campanile sera. In onda dal 1959 per tre stagioni e condotto dall’onnipresente Mike Bongiorno assieme a Renato Tagliani ed Enzo Tortora.

Fu il primo esempio di “gioco collettivo” in quanto veniva data la possibilità di giocare al pubblico che partecipava alla trasmissione e a quello da casa.[…] l meccanismo del gioco era semplice. Si trattava in pratica di un quiz, con domande rivolte a concorrenti di un paese del Nord Italia e di una località del Sud, alle quali venivano abbinate anche prove atletiche. In questo modo il pubblico veniva a conoscenza della realtà dei piccoli paesi italiani ed infatti il filmato che dava inizio alla puntata del quiz descriveva il paesaggio e la realtà produttiva dei comuni in gara.

Successo clamoroso. Il format fu venduto anche all’estero e fu ispirazione per il successivo Giochi senza frontiere.

Infine, la Tv degli anni ’50, in pieno stile democristiano, era anche ricca di censure. Ne ricordiamo due in particolare:

[..] il famoso caso della soppressione del varietà La piazzetta nel 1956 per la ballerina Alba Arnova che, andando in scena in diretta con una calzamaglia color carne diede l’impressione (per via del bianco e nero) di essere nuda, o la sospensione del varietà Un, due, tre e l’allontanamento dei conduttori Raimondo Vianello ed Ugo Tognazzi colpevoli di aver parodiato una caduta di cui era stato protagonista il presidente della repubblica Giovanni Gronchi;

 Termina così il primo numero de La Storia della TV, dedicato agli anni ’50. Il primo decennio vide il vorticoso sviluppo del mezzo televisivo, sia nella distribuzione presso la popolazione, sia nella creatività di autori, conduttori e maestranze.

Gli anni ’60 riserveranno tante sorprese. Dalla nascita di un secondo canale, al varo di nuovi programmi, accompagnando gli italiani in un periodo non facile per il Paese e per il Mondo intero. Ma ne parleremo nel prossimo numero.

Stay tuned…

Fonti
wikipedia, da cui sono tratti gli estratti ed i virgolettati.

Sondaggio ‘Novecento80’: vota lo show ‘simbolo’ degli anni ’80!


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In questa estate 2016, con Novecento80, stiamo facendo un salto nel passato parlando dei prigrammi tv degli anni 80. Da Ok, il prezzo è giusto a Il pranzo è servito passando per Pronto Raffaella, TeleMike, Drive in e Bim bum bam. Amici lettori, qual è secondo voi lo show simbolo degli anni’80?

Votate al sondaggio qui di seguito per eleggere la trasmissione del decennio!

Poll: Quale e lo show simbolo degli 80?

Risultati:

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Novecento Tv: Rischiatutto


Nei giorni scorsi si è celebrato il primo anniversario dalla scomparsa di Mike Bongiorno, uno dei piu importanti volti della televisione nostrana. Il blog dedica a Bongiorno un numero speciale di Novecento occupandosi di uno dei suoi  programmi di maggiore successo, ovvero il “Rischiatutto“.

Rischiatutto andò in onda dal 1970 al 1974 dapprima sulla seconda rete Rai e poi sul Programma Nazionale (oggi Rai1)  Gli autori della trasmissione, che si ispirava al format americano Jeopardy, erano Paolo Limiti e Ludovico Peregrini con la regia affidata a Piero Turchetti. Al fianco di Mike Bongiorno fu chiamata una giovane studentessa romana, Sabina Ciuffini, che per quattro anni ricoprì il ruolo di valletta.

Il programma era un vero e proprio gioco a quiz, sulla falsa riga di Lascia o raddoppia. Il meccanismo era il seguente (tratto da wikipedia):

Alla fase preliminare, prettamente introduttiva, seguiva la fase più importante e seguita del gioco: i tre concorrenti, chiusi in tre cabine contigue, si sfidavano al tabellone elettronico scegliendo la materia della domanda cui rispondere e il valore del premio per la risposta esatta.

Il valore dei premi, per ogni materia, andava dalle 10.000 alle 60.000 Lire; a maggior valore del premio corrispondeva una maggior difficoltà della domanda. Le sei materie oggetto del gioco, prescelte dagli organizzatori, variavano ad ogni puntata e spaziavano fra gli argomenti più disparati. Le categorie delle domande al tabellone riguardavano materie generalistiche o di attualità di cui più o meno tutti i concorrenti potevano conoscere qualcosa; di solito erano comunque garantite due materie per ogni concorrente.

La principale innovazione fu il tabellone elettronico dove erano rappresentate schematicamente, sotto forma di caselle, le varie domande di ogni materia. Vi erano poi delle caselle “jolly” che davano diritto a guadagnare la cifra corrispondente senza rispondere e le caselle “Rischio”, che costringevano il concorrente a scommettere una parte del proprio montepremi con la possibilità quindi di guadagnare o perdere a seconda se la risposta data fosse esatta o sbagliata.

Il momento clou era dato dal “raddoppio finale” in cui ogni concorrente, appositamente isolato nella propria cabina, era chiamato a rispondere ad una serie di domande inerenti la materia con la quale si era presentato in trasmissione.

Al termine del raddoppio, il concorrente con più soldi era nominato campione e aveva diritto a tornare la settimana successiva per difendere il titolo.

Alcuni concorrenti del Rischiatutto ottennero una certa popolarità. Ad esempio Giuliana Longari, protagonista di una famosa frase pronunciata da Mike,  per altro mai detta, “Ahi ahi ahi Signora Longari, lei mi è caduta sull’uccello!” Altri concorrenti noti furono Massimo Inardi ed Andrea Fabbricatore.

Qui di seguito la finalissima tra campioni, datata 1972:

Novecento Tv: “Sabato Sera”


SABATO SERA

Il 1967 annovera tra le produzioni piu riuscite della Rai Tv il programma “Sabato Sera“, condotto da Mina. La regia era affidata ad Antonello Falqui, le musiche erano curate da Bruno Canfora. L’edizione , che prendeva in qualche modo il posto di Studio Uno, si componeva di dieci puntate in ognuna delle quali la cantante cremonese veniva affiancata da un conduttore diverso.

Il cast era completato dalla presenza dell’attrice comica Franca Valeri e dalla ballerina Lola Falana.

In ognuna delle puntate , oltre agli spazi comici della Valeri, ai balletti della Falana ed ai medley cantanti da Mina, intervenivano anche alcuni ospiti.

Rimane nella storia del piccolo schermo la puntata in cui si esibirono contemporaneamente i quattro conduttori piu famosi del periodo: Pippo Baudo, Mike Bongiorno, Enzo Tortora ed il grande Corrado.

Alcuni spezzoni del programma:

Mina- Rascel

Mina-Pavone

Mina-Bramieri

Bongiorno-Mina-Valeri

Scompare Mike Bongiorno, il papà della TV


E’ morto Mike Bongiorno. Prima o poi doveva accadere, per molti di noi Mike c’è sempre stato, è sempre stato li, in quella scatola magica chiamata  tv.  Ha aperto le danze della tv di stato, ha contribuito a creare la fama delle reti private di Berlusconi, negli ultimi mesi aveva poi abbracciato il progetto di Sky, dove avrebbe dovuto condurre un suo vecchio successo “Rischiatutto”.

Se ne è andato nel sonno, per un infarto, ad 85 anni ancora in piena attività. Forse la morte “perfetta” per il simbolo della Tv italiana. Un uomo medio che ha rappresentato appieno una certa “stagione” della nostra società.

Qualcuno ora dirà che la tv senza di lui non sarà piu la stessa. Io aggiungo che la tv “alla Mike” è morta da molto tempo, sostituita dal trash puro alla ricerca del gossip e del sensazionalismo con pochi contenuti e molta approssimazione.

Saluti a Mike, voglio ricordarlo con questo video tratto da TeleMike di una ventina di anni fa quando Bongiorno mise in riga il solito Sgarbi:

Torna il Rischiatutto, su SkyUno, con Mike Bongiorno


Torna il Rischiatutto! La storica trasmissione della prima rete Rai riprende vita grazie a SKY. Mike Bongiorno ha firmato un contratto con la tv di Murdoch che gli consentirà di realizzare 12 puntate per un “nuovo” show, Rischiatutto appunto.

La notizia:

Alla fine firmò. Anche Mike Bongiorno, scaricato da Mediaset, passa a Sky. Non ci è voluto molto perchè il decano della tv italiana facesse la sua prima apparizione sul satellite per promuovere lo show di Fiorello, rivelasse di non essere più sotto contratto con Mediaset, comparisse in Rai ad X-Factor e infine firmasse per Sky. La prima di queste cose è successa il 7 Marzo scorso, durante l’intervallo del derby fra Torino e Juventus, l’ultima oggi.

Questi 21 giorni, con questa escalation, mostrano tutta la vitalità del quasi 85enne Bongiorno, una vitalità nella quale Sky vuole credere ingaggiandolo per dare vita sul nascituro SkyUno a 12 puntate del suo Rischiatutto, il secondo storico quiz condotto da Mike in Rai fra il 1970 e il 1974. Dire che Katryn Fink, direttrice dei programmi di Sky, aveva appena rigettato l’idea di portare Bongiorno sul satellite.

E quattro! Anche Mike Bongiorno su SkyUno…


Dopo Fiorello, Cuccarini e Panariello anche Mike Bongiorno sembra approdare su SkyUno, la nuova rete semi-generalista in partenza al 2 aprile sulla piattaforma Sky. Mike lascia Mediaset dopo quasi trentanni, un divorzio non indolore per “l’uomo della tv”. Di seguito la notizia:

MILANO — Il primo mattone di Canale 5 saluta e se ne va. Se Mediaset è diventata un palazzo a tre reti, un bel po’ di merito lo ha avuto lui. Ma a Cologno Monzese non c’è più posto per Mike: «A proposito della mia attività televisiva desidero chiarire quanto segue: da molte parti leggo che “Mike Bongiorno ha tradito Silvio Berlusconi”, ma la verità è un’altra. Mediaset prima della fine dell’anno scorso, senza preavviso, non mi ha rinnovato il contratto che mi legava al gruppo fin dalla sua fondazione. Di conseguenza ora non avendo legami sono libero di svolgere il mio lavoro con chiunque». Affida a un comunicato la sua amarezza il re del quiz, lui che per seguire Silvio Berlusconi a TeleMilano che poi diventò Canale 5, abbandonò la Rai e fece un salto nel buio, ben pagato, per carità: il contratto da 25 milioni salì a 600.

Nonciclopedia: Mike Bongiorno


MIKE BONGIORNO

“Agooooniaaaaaaa!!!!”
– Mike Buongiorno (idem)

“Mike Bongiorno è morto”
– Nietzsche

“AAllleegriaaaaaaaa!!!!”
– Chiunque , dopo aver appreso la notizia data da Nietzsche

“Ohilalà!”
– Mike Bongiorno su Eiaculazione precoce

Ahi, ahi signora Longari, lei mi cade sull’uccello!”
– Mike Bongiorno su Transgender

Vita
Il giovine Mike diffonde la sua Alllegriaaaaaaaaaaa in tutti gli ostelli della gioventù presenti nella sua città, dando vita a un’ondata di suicidi e aborti senza precedenti. Da grande segaiolo qual è debutta in televisione con la pubblicità dell’olio Culo, un lubrificante in grande uso tra gli omosessuali e i nerd. Nel 1945, dopo aver distrutto la televisione pubblica della Svervegia, che per questo entrò in una crisi finanziaria senza precedenti (gli azionisti svervegi persero circa 1 dollaro a testa, cioè il denaro che uno svervegio guadagna in 15 anni di servizio) venne nel bel paese dicendo “Vediamo se possiamo rompere i coglioni anche lì, ecco!” Qui da vita a grandi show come “Piscia tutto”, “La ruota della tortura” o “Ascia e rattoppa”, di grande successo in Terronia. In tempi più recenti si diletta (a 1234 anni suonati) a dire a tutti che è come se ne avesse 1100 e possiede un allevamento di bambini, e una mandria di trotta imbufaliti chiamati trufali, dove si diletta a fustigarli. Chi non sa rispondere a semplici domande come “Quanti peli del culo aveva Hitler?” oppure “Romolo e Remolo erano froci, perché era sempre Remolo a prenderlo in culo?”.

Ora si diletta a fare figure da culo ovunque e a farsi prendere in giro da Fiorello che lo fa vestire da Dante Alighieri o da Garibaldi e lo canzona per la sua demenza senile. Nel 2000 ebbe una crisi spirituale e ando in pellegrinaggio al polo nord, si narra che un giorno, mentre si divertiva a sodomizzare le lastre di ghiaccio facendo piccoli buchi a mò di pescatore eschimese ebbe un rapporto orale con un pinguino, più tardi si venne a sapere che era Suor Germana. Mike è un grandissimo nemico di Giorgio Mastrota, con cui fa a gara nelle telepromozioni. Spesso Mike fa scherzi a Mastrota, per esempio si intrufola nel camerino di Giorgio e fa la cacca nei suoi mocassini di vacchetta

Mike Bongiorno prima della quotidiana seduta di trucco e parrucco