Leopolda, Cuperlo, Napolitano, 5 Stelle, Datagate. La settimana ‘vista’ da Candido


 

  • PD movie. Non so perché ma Renzi ‘alla Leopolda‘ mi fa venire in mente quei B-movie italiani degli anni 70-80 con Edwige Fenech, Gloria Guida e Lino Banfi, tipo ‘Giovannona coscia lunga..’
  • PD movie 2. Cuperlo è un personaggio vittoriano, lo vedrei bene in un episodio di Downton Abbey.
  • Vita da cani. Berlusconi gioca con Dudù. Monti se la prende con Empy. Napolitano si consola con Letta. Ad ognuno il suo ‘fido’.
  • Cave canem. Certo che dare la colpa del proprio fallimento politico ad un cagnolino è davvero meschino. Semmai gli ha dato una parvenza di umanità. Persa dopo qualche secondo. Povero animale, e non mi riferisco a Empy.
  • Datagate . Intercettavano milioni di cittadini americani, francesi, italiani e di altri paesi ‘alleati’ tanto da arrivare (forse) addirittura al cancelliere tedesco.  Se alla Presidenza degli Stati Uniti ci fosse stato Bush, sarebbe accaduto il putiferio, manifestazioni di piazza, diplomatici in rivolta. Invece c’è un Nobel per la pace e tutto appare meno grave, appare
  • Datagate 2. Cosa è peggio per Obama? Non avere sotto controllo i propri servizi segreti o essere accusato di spiare 35 leader mondiali nonchè milioni di utenti non americani?
  • La buona politica. Ghedini, Verdini, Longo, Santanchè, Brambilla. Gente che prende soldi pubblici, rilascia dichiarazioni discutibili e diserta il posto di lavoro. Tra il 92 ed il 99% di assenze in Parlamento. Silvio poi è primo. 99,93%. Un esempio di ‘buona politica’.
  • Re Giorgio. Napolitano convoca la maggioranza e lascia a casa le opposizioni. Ma perchè non si trasferisce direttamente a Palazzo Chigi? Il comportamento irrituale del Capo dello Stato è inaudito, sta abusando delle sue funzioni pur rimanendo nel solco della Costituzione. Furbo ma comunque inopportuno.
  • Alleati a chi ti ha affossato il Governo? Si può, se Napolitano ordina, Letta controfirma, 101 farabutti avvallano ed il resto della truppa si aggrega. Sono cinque mesi che va avanti e chissà per quanto ancora. Il Partito Democratico governa con un partito il cui leader è accusato di aver corrotto dei parlamentari al fine di far cadere l’esecutivo di Romano Prodi, padre fondatore dello stesso PD. Ci vuole stomaco eh? O meglio, voltastomaco.
  • Polemica Rai-Crozza-Brunetta. Vi dico la verità. Sono contento Crozza sia rimasto a La7. Il programma è carino, dura solo un’ora e quindi è ben concentrato. Fa buoni ascolti. In Rai avrebbero creato un megashow con alto rischio di fallimento. Non credo infatti che il comico genovese sia adatto ad un pubblico ‘nazionalpopolare’ come quello di Rai1.
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D’Alema, Monti, Renzi, Grillo, Priebke. La settimana ‘vista’ da Candido


  • Democristiani di ritorno. Casini spacca SC, Alfano sta creando un suo gruppo nel PDL, Letta si porta dietro i Dc del PD. Dopo il CAF avremo il CAL (Casini Alfano Letta), stavolta l’obiettivo è chiaro. Creare un agglomerato centrista democristiano in grado di condizionare la vita politica postberlusconiana.  Ventanni di mussolini, quarantanni democristiani, poi ventanni berlusconiani.. ed ora ritocca a loro
  • La Tomba ignota. Su Priebke, una ultima annotazione. Nei prossimi mesi le redazioni di alcuni programmi pseudogiornalistici sguinzaglieranno i loro inviati alla ricerca della ‘tomba segreta’. Dopo lo sgoop i nazi avranno il loro santuario.
  • Monti lascia.Finisce così il bienno folle del Professore. Chiamato a furor di popolo da Napolitano per ‘salvare’ il Paese, lo ha massacrato di tasse, tagli e riforme ammazza-welfare. Epperò, Fini ci ha messo ben 18 anni per essere usato, fagocitato e poi sputato da Berlusconi prima e dai democristiani poi. Monti solo 18 mesi.
  • Il menagramo. “Fra settembre e ottobre allo Stato finiranno i soldi, e sarà difficile pagare pensioni e stipendi”. ”L’Italia in autunno va in bancarotta”, destino che toccherà anche “alle piccole e medie imprese“  (Beppe Grillo, 23 aprile 2013, intervistato da Bild). Caro menagramo, siamo a fine ottobre e noi ancora resistiamo. Alla faccia tua e di tutti i populisti da quattro soldi che speculano sulle nostre difficoltà economiche.
  • Sui 5 Stelle. Grillo è l’antipolitica, vuota e fine a se stessa. Alcuni grillini eletti in Parlamento stanno iniziando a ‘fare’ politica, provando (a volte con risultati imbarazzanti) a legiferare. Saranno i peggiori nemici di Grillo, ed alcuni suoi atteggiamenti lo fanno intuire.
  • Su Renzi. Il cosiddetto ‘effetto Renzi’ sta svanendo. L’attrattiva che il sindaco di Firenze aveva verso elettori centristi e liberali si sta dirottando su Letta. Credo ben presto diventerà uno dei tanti politici nostrani, magari con un pochino di appeal in più della media (appeal che per me equivale ad antipatia cronica).
  • D’Alema e l’uccisione di Prodi. “Lo avvertii (Prodi, ndr) che il modo in cui si era giunti alla sua candidatura, dopo la liquidazione di Franco Marini, rischiava di esporlo a una vera e propria trappola. Non è vero che quella mattina tutti applaudirono Prodi[…] i parlamentari si sono trovati di fronte a quella che è stata da molti vissuta come una scelta imposta, come una decisione contraddittoria, non discussa[…]” (Massimo D’Alema) Ma che c’era da discutere? Prodi era il fondatore dell’Ulivo, l’ispiratore del PD, il Premier del risanamento, uno degli uomini politici più onesti ed integerrimi esistenti. D’Alema vergognoso, come al solito. Uno dei personaggi peggiori del CentroSinistra.
  • Stampa Berluscones in movimento. Valzer di poltrone nella galassia Berlusconi. Il direttore de “Il Giornale”, Sallusti, verso TgCom24, al suo posto Giorgio Mulè e Sechi a “Panorama”. Dal Giornale a TgCom è una promozione. La tv fa molto più presa di un giornale.

Monti si dimette da Scelta Civica, il bienno ‘folle’ del Professore


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Finisce così il bienno folle del Professore. Chiamato a furor di popolo da Napolitano per ‘salvare’ il Paese, lo ha massacrato di tasse, tagli e riforme ammazza-welfare. Nel momento in cui, per avare chance di riconferma, gli si chiedeva di farsi da parte, egli ha deciso di candidarsi in prima persona, causando una crisi di identità nel PD e probabilmente, grazie alla strategia suicida di Bersani, ha spinto migliaia di elettori di centrosinistra a preferire Grillo. Le gestione del suo movimento dal post-elezioni ad oggi è stata pessima. Le dimissioni confermano quanto fosse inadatto a ruoli di leadership.

 

ELEZIONI: Bersani di un soffio alla Camera, Grillo Boom, Senato ingovernabile


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I risultati:

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16.10 come volevasi dimostrare. Prime proiezioni Ipr danno Pdl in testa in Sicilia Campania ed addirittura in Piemonte. Sky parla di soli 158 senatori per il centrosinistra, mentre prima ne dava 163. Il fattore vergogna colpisce ancora?

16.00 non c’è molto da credere a questi dati, sara’ stato calcolato il fattore vergogna che spinge i berlusconiani e negare di aver votato il Cav? Negli anni scorsi i dati per la destra erano sempre sottostimati. Attendiamo.

15.10 Istituto Piepoli ISTANT POLL per la Rai: Pd e Sel fra il 35 e il 37%, Pdl e Lega fra il 29 e il 31%, il Movimento 5 Stelle fra il 19 e il 21%, la Lista Monti fra l’8 e il 10, Rivoluzione Civile fra il 2 e il 3%.

15.00 ISTANT POLL Tecné: CSX 34,5 % CDX 29% M5S 19% Scelta Civica 9,5% Rivoluzione Civile 3,5% . Camera Maggioranza (316 deputati) Csx 340, Scelta Civica Monti 46 Cdx 140 deputati M5s 91. SENATO: Csx 169 (158 maggioranza senato). Lombardia: in vantaggio minimo Csx 37,01 contro il 37 del Cdx.

Elezioni 2013: tre possibili scenari post-voto


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Le elezioni si avvicinano ed il parlamento che uscirà dalle consultazioni eleggerà anche il prossimo Presidente della Repubblica. Partendo dalla elezione del Capo dello Stato, mi sono divertito ad immaginare tre scenari possibili per il futuro dell’Italia. Sperando non se ne avveri neanche uno.

Il Presidente Fo

ROMA 15 maggio 2013. Con 501 voti Dario Fo è stato eletto nuovo Presidente della Repubblica. Il premio Nobel per la Letteratura è stato eletto al quarto scrutinio, con la maggioranza assoluta, votato dal Movimento 5 Stelle, da Rivoluzione Civile e da alcuni deputati di Partito Democratico e Sinistra Ecologia e Libertà.

Il nuovo Capo dello Stato avrà l’arduo compito di trovare il nome nuovo capace di coagulare attorno a se una maggioranza in grado di poter esprimere un esecutivo. La crisi di governo dura oramai da dicembre, con le dimissioni di Mario Monti e lo scioglimento del Parlamento da parte dell’allora Presidente Napolitano. Le elezioni di febbraio hanno visto il trionfo del Movimento di Beppe Grillo che ha conquistato la Camera dei Deputati ed ha ottenuto più di 125 seggi in Senato. La maggioranza inesistente a Palazzo Madama non ha ancora permesso, ad oggi, la formazione di un governo. Il Presidente Napolitano, prima delle dimissioni, ha effettuato diversi tentativi andati a vuoto. Stefano Rodotà ed Antonio Ingroia hanno dovuto rinunciare dopo essere stati incaricati mentre è ancora fresco il gran rifiuto di Beppe Grillo.

Gli indici economici sono in peggioramento, la borsa ha perso circa il 20% dall’inizio dell’anno ed i vertici europei esprimono preoccupazione per l’empasse venutasi a creare.

In un breve comunicato il nuovo Presidente della Repubblica ha ribadito la necessità di avere un esecutivo ‘nel più breve tempo possibile’ altrimenti, ha affermato Fo, ‘l’unico sbocco saranno nuove elezioni anticipate’ entro la fine di giugno.

Prodi si ritira

ROMA 15 maggio 2013. Romano Prodi ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dalla candidatura per la Presidenza della Repubblica. ‘Non sono più disponibile’ ha affermato l’ex Premier. Sulla decisione ha pesato l’ennesimo voto negativo per l’elezione del Capo dello Stato. Al quinto scrutinio, il secondo con maggioranza assoluta, il nome di Prodi ha ottenuto solo 486 voti sui 505 teoricamente a disposizione della risicata maggioranza del Governo Veltroni.

Le elezioni di febbraio avevano sancito la vittoria del CentroSinistra alla Camera. Al Senato invece la coalizione di Bersani aveva ottenuto solo 140 seggi. Da quel momento era iniziato un periodo di trattative che avevano poi portato ad un accordo Pd-Centristi per la nascita di un governo ‘a tempo’ della durata di un anno con lo scopo di riformare la legge elettorale e prendere alcune decisioni in campo economico per completare le riforme iniziate lo scorso anno dal Governo Monti.

Bersani, dimissioniario dalla segreteria democratica, aveva indicato Walter Veltroni come nome capace di unire Pd e Centristi. Vendola, smarcatosi dal progetto, aveva garantito la nascita del governo uscendo dall’aula di Palazzo Madama al momento del voto di fiducia.

La fallita elezione di Prodi al Quirinale segna la fine definitiva della alleanza tra Partito Democratico e Sinistra ecologia e Libertà. E’ chiaro come i ‘franchi tiratori’ siano arrivati dall’ala destra del Pd e da Udc e Fli. ‘Con questa decisione incredibile il PD ha posto fine alla alleanza politica con noi’ ha tuonato il Governatore della Puglia, primo sostenitore della candidatura del Professore.

Sulle sorti dell’elezione Presidenziale piomba l’incertezza. Sembra farsi largo l’ipotesi Casini ma buona parte del Pd, in primis i ‘turchi’ Fassina ed Orfini, meditano vendetta contro i complotti centristi. Il leader Udc potrebbe però trovare consensi nel campo del Pdl. I prossimi giorni saranno decisivi e c’è chi fa il nome di Monti come extrema ratio.

L’ennesimo colpo di scena del Cavaliere

ROMA 15 maggio 2013. Gianni Letta, il nome unico su cui convergeranno Lega e Pdl. Non vi sono altre ipotesi per il Centrodestra. Berlusconi ha deciso di andare al muro contro muro e non accetterà diktat da Casini o Monti. Il Caimano è il vero stratega delle manovre per il Quirinale ed è intenzionato ad andare avanti. Sulla carta il Centrodestra conta 345 deputati, 127 senatori ed alcuni delegati regionali che fanno salire il numero totale dei ‘grandi elettori’ a 499, qualcuno in meno della maggioranza necessaria per eleggere Gianni Letta nuovo Capo dello Stato dal quarto scrutinio, per il quale è necessaria una maggioranza assoluta e non quella qualificata dei 2/3 del corpo elettorale.

La strategia del Cavaliere è chiarissima. Eleggere Letta al Quirinale per avere un suo uomo nella poltrona più importante del Paese, quella che gli consentirà di nominare anche i giudici della Corte Costituzionale e che quindi potrà facilitare le riforme prodotte dal neonato governo conservatore.

Casini, Fini e Monti , seppur membri dell’esecutivo Alfano, si sono detti indisponibili nel sostenere Letta ed anzi minacciano di ritirare il loro appoggio in Senato. Casini, dal Ministero degli Esteri, ostenta tranquillità ma alcune voci di corridoio lo vedono furioso verso il Cavaliere. L’ennesimo colpo di coda del ‘Caimano’ ha messo sotto scacco i centristi. ‘O votate Letta oppure crolla tutto’ ha fatto sapere Berlusconi agli alleati di governo. Dal massimo scranno della Presidenza del Senato, il Presidente Pdl, ha manipolato la sua coalizione per costringerla a votare la ‘garanzia finale’ su inchieste ed aziende. L’ascesa dell’ex sottosegretario alla Presidenza del consiglio per Berlusconi equivarrà alla impunità permamente per i prossimi sette anni. Anche nel caso in cui, quindi, tra qualche mese si torni alle urne. L’ex Premier è fermo nella sua intenzione ‘Letta sarà l’unico candidato che avrà i voti del Centrodestra, o lui o non sarà eletto nessun’altro al Quirinale’.

La minaccia è chiara, il Cavaliere è pronto ad aprire una crisi istituzionale senza precedenti, in grado di mettere in ginocchio il nostro Paese, facendolo piombare in una crisi di credibilità insostenibile. Il tutto per difendere i suoi interessi, come da copione. Casini e Monti sanno bene che nulla lo fermerà e prima o poi cederanno all’ennesimo ricatto, per evitare il collasso dell’Italia.

Elezioni 2013: candidati e programma del polo Montiano


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Monti è salito in politica e si è portato dietro gente nuova e vecchia. Pezzi di PD (Ichino), PDL (Mauro) ma non solo. Al Senato c’è un listone unico con Casini e Fini mentre alla Camera, per volere dei due leader, Udc e Fli avranno loro liste, cosi come la Scelta Civica di Monti.

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Qui il programma della Lista Civica di Monti.  Tra i punti:

 · Per sostenere il mondo delle imprese ci proponiamo di ridurre progressivamente ma significativamente l’IRAP durante la legislatura. L’obiettivo primario è eliminare il monte salari dalla base imponibile dell’IRAP. La nostra proposta implica che nel 2017 il gettito IRAP sarà circa 11.2 miliardi meno del livello attuale (in pratica un dimezzamento del peso IRAP sul settore privato). Non prevediamo di modificare le aliquote IRES.
 · Per favorire i redditi più bassi, le famiglie e gli anziani, proponiamo di intervenire sull’IMU a partire dal 2013: aumentando la detrazione sulla prima casa da 200 a 400 euro, raddoppiando le detrazioni per figli a carico da 50 a 100 euro per figlio, introducendo una detrazione di 100 euro per anziani soli e persone con disabilità, il tutto fino ad un massimo di 800 euro. Complessivamente la riduzione del gettito IMU sarà di circa 2.5 miliardi di euro. Escludiamo modifiche alla tassazione di altre forme di patrimonio.
Sul lavoro ci sono proposte liberali che tolgono diritti a chi li ha per darne qualcuno a chi non ne ha :
Superamento del dualismo fra protetti e non protetti nel mercato del lavoro: occorre consentire a imprese e lavoratori di sperimentare un contratto di lavoro a tempo indeterminato meno costoso (riduzione del cuneo fiscale e previdenziale) e più flessibile, anche per rendere possibile l’assorbimento nell’area del lavoro dipendente regolare di centinaia di migliaia di collaborazioni autonome continuative irregolari, senza perdite di occupazione dovute ad aumenti di costi e/o di rigidità
Le liste dei candidati:

Elezioni, gli ultimi sondaggi danno in calo Bersani e Monti mentre Berlusconi e Grillo risalgono


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Per Demos sono 5,5 punti. Per IPSO sono 7,5. Per Tecnè sono 4. IPSOS parla di 6,6 punti mentre per Termometro Politico sarebbero 6.8%. Euromedia (l’unico istituto ad aver azzeccato le politiche 2006) da un misero 1.7% di differenza.

Questi sono gli ultimi sondaggi della settimana, d’ora in avanti non potranno più essere pubblicati per via della legge. Noi cercheremo comunque di farvi capire come stanno andando i flussi elettorali.

Il CentroSinistra è in calo, il CentroDestra è in netta rimonta, Grillo aumenta i voti mentre cala la lista di Monti. Vedremo tra 15 giorni.

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Sondaggio Termometro Politico/Fanpage

Il senato, vista la riduzione della forbice tra i due poli principali risulta senza maggioranza:

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fonte Huffington Post

Repubblica/Demos.
Nel sondaggio condotto dall’istituto Demos, il margine di vantaggio del Centrosinistra alla Camera è ancora più risicato: 5 punti e mezzo separerebbero oggi Berlusconi e Bersani, rispettivamente al 28,6 e al 34,1. Il Pd scenderebbe sotto il 30% (al 29,9%) dei consensi, il PdL sarebbe sopra il 20% (20,4). In crescita il Movimento 5 stelle, oggi al 16%.

stime di voto

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Corriere/Mannheimer
Più ampio il margine rilevato invece dal sondaggio di Renato Mannheimer per il Corriere della Sera. Il Centrosinistra si attesterebbe al 37,2, il Centrodestra al 29,7, Il Movimento 5 Stelle al 14,3, Scelta Civica al 12,9 e Rivoluzione Civile al 4,2

partiti
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Il Sole 24 Ore/Ipsos
Sono 6,6 i punti percentuali che separano invece le due coalizioni principali nell’indagine condotta da Ipsos per Il Sole 24 Ore
Pd e Sel si attestano appena sotto la soglia critica del 35%, al 34,9% dei voti alla Camera mentre Pdl e alleati sono arrivati al 28,3%. Due settimane fa secondo l’Ipsos la distanza era di 10,8 punti.

sondaggio
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Sondaggio Tecnè/SkyTg24

tecne

 DEMOPOLIS

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Ecco perchè Berlusconi può vincere le elezioni


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L’allarme lanciato oggi dal Presidente Napolitano in relazione alle inchieste Mps e l’intervento a gamba tesa dell’Europa contro il Cavaliere fanno capire che si, in molti cominciano a temere una vittoria di Berlusconi alle elezioni politiche.

Sia ben chiaro, al momento il Centrodestra rimane dietro la coalizione di Bersani. Tra 2 e 9 punti percentuali separano le due aree politiche, c’è da dire però che erano più di 15 solo un mese e mezzo fa. Guardate i due sondaggi IPSOS di dicembre e gennaio, il CentroSinistra cala di 5 punti; il polo Montiano, con la discesa in campo del Premier, guadagna circa 5 punti; il Centrodestra recupera quattro punti mentre Grillo ne cede altrettanti.

             11 dicembre 2012                                      31 gennaio 2013

sondaggi

 

Quali sono i fattori che rischiano di far vincere di nuovo il Cavaliere? Proviamo a vederli assieme:

1. Fine dell’effetto primarie

Il Partito Democratico e Sinistra Ecologia e Libertà hanno visto crescere molto i consensi durante le settimane precedenti e successive alle elezioni primarie. In quel periodo, mentre il PDL era preda di crisi isteriche tra fazioni litigiose, il CentroSinistra beneficiava di una notevole copertura mediatica e soprattutto le due ‘offerte’ politiche di Renzi e Bersani riuscivano a convogliare sul PD consensi prima insperati. Ora, a due mesi di distanza, l’effetto primarie si è quasi del tutto esaurito ed il passaggio di alcuni ‘renziani’ doc nelle fila di Monti non ha fatto altro che far migrare verso il Premier alcuni elettori democratici.

2.Frammentazione a Sinistra

Quando Bersani scelse di ‘estromettere’ l’Italia dei Valori dalla alleanza di CentroSinistra il PD era oltre il 35% e Sel veleggiava stabilmente sopra il 6. Con più del 40% ed un PDL ridotto al 15% la strada verso la vittoria era tutta in discesa. Poi lo scenario politico è cambiato, il Centrosinistra ha perso almeno il 4-6% dei voti ed ora quel 5% di Rivoluzione Civile, cartello che raccoglie Idv, Prc, Pdci e Verdi, rischia di essere determinante per la vittoria al Senato e chissà magari anche alla Camera. Peraltro la continua associazione Monti-Vendola per un possibile accordo di governo post-elettorale non fa altro che indebolire SEL in favore del cartello di Ingroia.

3.Fattore Monti

L’entrata in campo del Premier non ha reso facile la vita al Partito Democratico. Monti, secondo gli auspici di Bersani ed anche di Napolitano, avrebbe dovuto rimanere fuori dai giochi in vista di una possibile elezione al Quirinale. Il Professore ha pensato diversamente e sta riuscendo ad erodere consensi al PD attraendo, come già detto, quegli elettori democratici vicini alle idee centriste.

4. Grillo

Nel periodo 2010-2011 il movimento5Stelle ha ‘rosicchiato’ voti prevalentemente a sinistra, quella più radicale. Nel 2012 ha virato a destra, raccogliendo tanti orfani del Cavaliere. Non è detto che i nuovi scandali finanziari che vedono coinvolti personaggi vicini al Centrosinistra non possano spingere alcuni elettori PD-SEL a votare Grillo come segno di protesta verso la solita politica.

5.Scandalo Mps

Lo scandalo del MontePaschi, soprattutto per le evoluzioni future, sta causando una piccola erosione di consensi alla coalizione Italia Bene Comune. Cosi come fu per l’affaire Unipol nel 2005-2006, la commistione tra Banche e Politica riesplode, casualmente sotto elezioni, e rischia di condizionare la campagna elettorale e l’esito del voto.

6. Promesse Berlusconi

Il Cavaliere lo si conosce bene, promette e non mantiene. Ma quando promette lo fa in modo egregio, da gran ‘venditore’. Già si parla di restituzione IMU o anche di abbassamento al 35% delle aliquote Irpef, per non parlare della battaglia anti-euro ed anti-Germania. Una persona con un minimo di intelletto dovrebbe sapere a quali risultati ci hanno portato le sue promesse e soprattutto le sue mosse in campo economico e politico. Eppure qualcuno disposto a farsi abbindolare c’è. Ci sono sempre elettori che considerano la scheda elettorale come una schedina del totocalcio, ‘non ci credo ma lo voto, chissà mai non mi riduca davvero le tasse’. Uniamo a questo le uscite su Mussolini e la tattica da vincente ottenuta con l’acquisto di Balotelli e capiamo bene che il 30% di voti è un obiettivo facilmente raggiungibile.

Tutti questi fattori, uniti ad una legge elettorale incredibilmente inadeguata, rischiano di regalare la Camera dei Deputati ad una coalizione del 33-34%. Paradossalmente Berlusconi potrebbe vincere pur avendo contro il 65% degli italiani.

Se il Caimano conquisterà la maggioranza nelle Camere potrà eleggere il Presidente della Repubblica e quindi potrà condizionare le nomine della Corte Costituzionale (il Capo dello Stato nomina cinque giudici su quindici). Se a questo aggiungiamo il probabile acquisto de La7 da parte di Urbano Cairo, imprenditore da sempre vicino all’uomo di Arcore, possiamo capire come l’Italia potrebbe ben presto svegliarsi più berlusconiana di quello che sembra.