#Renzi, #DiMaio, #Zingaretti e #Conte, quattro leader per un governo traballante


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Ieri abbiamo analizzato i temi bollenti che il governo giallorosso sarà chiamato ad affontare nelle prossime settimane e che potrebbero mettere a dura prova la sua sopravvivenza. Archiviato il 2019, il governo traballa anche per via delle ambizioni di alcuni partner della maggioranza, i quali rappresentato mine pericolose sulla stabilità e la durata del Conte 2. Due su tutti, Renzi e Di Maio. Mentre Zingaretti e Conte sondano convergenze future.. 

RENZI

Fino a quando il suo neonato movimento avrà poco consenso, il governo andrà avanti. Qualora crescerà di gradimento, Renzi potrebbe voler andare all’incasso. Il dilemma è come potrà crescere? Al PD potrebbe rosicchiare qualche altro punto ma chi è rimasto nei dem non ha idee moderate e quindi difficilmente seguirà Renzi. Forza Italia è ridotta al lumicino e quel 5% di fedelissimi di Berlusconi non credo finiranno a Salvini o all’ex segretario del Pd.

Per accrescere in popolarità quindi, Renzi avrà bisogno di fattori esterni. Il ritiro del Cavaliere, uno scandalo che terremoti Lega 5 stelle o PD o cose simili. Soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi che lo riguardano.

DI MAIO

Il capo politico dei 5 stelle vede il suo movimento in agitazione ed in progressivo disfacimento. Tre senatori sono passati alla Lega, altri parlamentari si vocifera possano formare gruppi autonomi in sostegno diretto del Premier, le dimissioni del Ministro Fioramonti e le polemiche ad esso seguite. Nelle prime settimane di vita dell’esecutivo, l’ex vicepremier aveva aperto diversi fronti di crisi. Ultimamente, complice anche la visita di Grillo a Roma, sembra avere ridotto la rissosità. Forse ha capito che la sua leadership è legata alla sopravvivenza del governo.

ZINGARETTI

Il segretario Dem si gioca tutto nelle regionali emiliano-romagnole. In caso di sconfitta non solo il governo potrebbe cadere ma anche la sua leadership ne risentirebbe. I sondaggi delle ultime settimane danno il PD in calo, complici le scissioni di Renzi e Calenda. E’ possibile quindi che, per evitare di rimanere schiacciato tra le rissosità di Italia Viva e 5 Stelle, non sia lo stesso Zingaretti a staccare la spina dell’esecutivo per poi cercare di creare una coalizione vasta con Sinistra e parte dei 5 stelle per limitare i danni alle elezioni. Da qui si spiegano i numerosi attestati di stima verso Giuseppe Conte.

5 Stelle, il populismo che strizza l’occhio all’estrema destra


 

Ed eccoci qui, se scimmiotti il populismo caro alla destra non puoi non attirare simpatie da quelle parti. Prenderanno mai le distanze da questa gente?

Grillo, ci sono anche le Milizie 5 Stelle

Sui social network sono comparse le pagine di questi gruppi vicini al Movimento ma con numerosi riferimenti all’estrema destra. E anche i parlamentari grillini sono tra gli amici

[Fonte Espresso] Citazioni di Friedrich W. Nietzsche ed Ezra Pound, versi di Gabriele D’Annunzio e consigli di tattica militare dell’antico stratega cinese Zhuge Liang: sembrerebbe il pantheon di riferimenti di un gruppo orientato verso la destra estrema. E invece no: si tratta delle citazioni scelte dalle “Milizie Cinque Stelle” per presentarsi ai propri follower ed amici su Facebook
….

I primi messaggi su Twitter risalgono al 5 settembre scorso, su Facebook a metà dello stesso mese: da allora, le pagine ed i profili chiamati “Milizia Cinque Stelle”, ognuna relativa ad un preciso luogo geografico, continuano ad aumentare. Tracce delle Milizie si trovano anche sul Forum collegato al blog di Beppe Grillo

Bravo Michele Serra nel descrivere la situazione all’interno del Movimento:

Prendete il populismo della destra più becera, aggiungente l’ideologia utopistica dei comunisti ed infine condite con un pizzico di volgarità tutta berlusconiana, ecco a voi il Movimento5Stelle.

Arriva la ‘fronda’ interna nei 5 Stelle


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«Né una parola né un saluto. Non ci ha incontrato, non si è confrontato. È assurdo» «Noi stiamo qui a lavorare. Lui arriva, impone la sua linea e sparisce. Evidentemente ci considera dei numeri. Magari è Casaleggio che gliel’ha fatto credere. Ma io non voglio ritrovarmi tra vent’anni a pensare che abbiamo buttato alle ortiche un’occasione storica per rendere l’Italia un posto migliore» (Uno dei venti parlamentari 5 stelle ‘perplessi’ dal comportamento di Grillo)

Buongiorno! Benvenuti nel mondo del ‘dittatore’ a 5 stelle. Pensavate davvero che con Grillo si potesse instaurare qualsiasi minimo dialogo per il bene del Paese?

Terza Repubblica: la riorganizzazione dei Poli e gli scenari post-voto


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Camere sciolte, elezioni fissate per il 24-25 febbraio. Si marcia spediti verso il nuovo appuntamento elettorale che probabilmente segnerà la fine del ventennio berlusconiano aprendo la via alla ‘cosiddetta’ terza Repubblica. Come si stanno muovendo i partiti? Quali le strategie post-voto? Cerchiamo di vederci più chiaro mettendo in ordine un po’ di cose.

Il CentroSinistra, che oggi celebra le Primarie Parlamentari per scegliere buona parte dei deputati e dei senatori presenti nel prossimo parlamento, e che vede in Pierluigi Bersani il candidato alla Presidenza del Consiglio, si sta organizzando attorno a Partito Democratico e Sinistra Ecologia e Libertà. Nel partito di Vendola, oltre al nucleo storico dei bertinottiani (il quale però preferisce Ingroia) figurano anche ex esponenti dei Verdi.  Tra Pd e Sel c’è poi il Partito Socialista di Nencini. A ‘destra’ del PD invece è nata l’aggregazione centrista che riporta Rutelli nel centrosinistra (dopo un anno nel terzo polo) assieme a Tabacci ed agli ex dipietristi seguaci di Donadi, Centro Democratico il nome:

La sua Alleanza per l’Italia, fondata appunto nel 2009 quando Rutelli fuggì dal Pd per via della vittoria del “socialdemocratico” Bersani alle primarie e al congresso, è la “struttura portante del nuovo Centro democratico” presentato questa mattina da Bruno Tabacci, che presto lascerà il posto di assessore della giunta Pisapia a Milano per candidarsi al Parlamento, e l’ex Idv Massimo Donadi. Si tratta della “terza punta” della coalizione…

Ad ogni modo, molto probabilmente, le liste del Centro Democratico ripresenteranno per il nuovo Parlamento tutto il nucleo storico dell’Api, compreso lo stesso Rutelli (sei mandati parlamentari alle spalle), più Tabacci, Donadi e i parlamentari dipietristi che l’hanno seguito nella scissione dall’Idv.

A ‘sinistra’ del CentroSinistra è nato oggi il cosiddetto Quarto Polo‘, che aggrega Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Comunisti Italiani, Verdi , ‘Arancioni’ di De Magistris ed altri movimenti della società civile. L’obiettivo è quello di rosicchiare voti al CentroSinistra e magari anche a Grillo. Antonio Igroia sarà il candidato Premier:

Si punta comunque a una lista unitaria alla Camera e al Senato. Obiettivo: superare lo sbarramento del 4 per cento nel primo caso, dell’8 per cento nel secondo caso, ma per entrare a Palazzo Madama basta superare la soglia in qualche regione (pensano di farcela in Campania, Umbria e forse anche Toscana) Direzione: qui la faccenda si complica. Governo o opposizione? Perché in questo nuovo polo ci sono tendenze diverse. Di Pietro continua a sognare un’alleanza con il Pd, dopo il voto. Il cartello di ‘Cambiare si può’ invece si attesta più su una linea di opposizione a chi andrà al governo, che sia Bersani o Monti o loro due insieme. E c’è da dire che la stessa area sta ancora dando battaglia sullo stesso programma di Ingroia, considerato carente nella contestazione delle politiche di austerity europee. Ma nel polo del pm antimafia, non manca anche chi predica “l’unione delle forze con Grillo”, come l’associazione ‘Terza primavera”, vicina allo stesso Ingroia.

Sin qui le novità a Sinistra, non ne mancano però anche al Centro. Con la ‘salita in campo’ di Monti e la riorganizzazione del Terzo Polo . Ne faranno parte l‘Udc di Casini, Futuro e Libertà di Fini, Italia Futura di Montezemolo e poi si parla anche di altri soggetti (il movimento di Giannino, Italia Libera degli ex berlusconiani Isabella Bertolini, Giorgio Stracquadanio e Gaetano Pecorella). Tra i candidati vi saranno anche Ministri del Governo Tecnico nonchè ex Pdl come Frattini e Pisanu ed ex Pd come Pietro Ichino, Linda Lanzillotta e Nicola Rossi. Monti non sarà candidato ad un seggio ne ufficialmente sarà indicato come candidato Premier ma l’obiettivo è quello:

Listone unico al Senato, ma non per la Camera, dove le liste della coalizione che si rifà all’Agenda Monti saranno due o più. E’ lo stesso Mario Monti che nel corso della conferenza stampa a Palazzo Madama chiarisce le modalità della sua “salita in politica” al termine di quello che in un tweet ha definito un pomeriggio impegnativo….

“Il presidente Monti ha definito lo schema della coalizione. Una lista con dentro nomi dell’associazionismo e della società civile e più liste politiche che aderiranno all’Agenda”, spiega Italo Bocchino all’Huffington Post. “Non tutto – aggiunge – è stato definito”. Il principio è un po’ quello che si evince dalle parole dello stesso Monti: “wait and see”. Aspettare per vedere come andrà a finire. Non solo per capire se il professore tornerà a Palazzo Chigi, ma anche per vedere come si svilupperà nel suo complesso la sua “salita in politica”.

La nuova formazione politica, a detta dello stesso Monti “ha una vocazione maggioritaria” e “avrà una evoluzione in futuro”.

Arriviamo infine al Centrodestra Berlusconiano. Il candidato Premier è chiaro, come da ventanni a questa parte. La riorganizzazione politica dell’area è però ancora in alto mare. Non è detto che il Popolo delle Libertà conservi nome e simbolo, si è parlato di riportare in auge il logo di Forza Italia. Il primo alleato del Pdl sarà Fratelli d’Italia, una lista che ingloba ex An come La Russa e Meloni assieme a liberali come Crosetto. In sostanza una lista ‘civetta’ per intercettare i delusi dal Pdl ed i nostalgici di Alleanza Nazionale.

Un fremito d’orgoglio l’ho avuto, non lo nego, con la nascita della “cosa di destra” Crosetto-Meloni.

Non mi dispiaceva affatto l’opportunità di una contaminazione fra una destra liberale e una sociale, priva di sconfinamenti nel nostalgismo, di chiara ispirazione antimontiana. Ci ha pensato La Russa a infilarsi nel progetto per sfruttare l’ingenuità del gigante e della bambina riproponendo, di fatto, Alleanza Nazionale. Con Crosetto che appare sempre più un pesce fuor d’acqua stretto in un vestito che, ovviamente, non è più il suo. Un errore strategico grave che i sostenitori, in primis La Retrovia molto attiva sui social a favore del gigante, non hanno né gradito né compreso. Un errore da game over.

Ben presente l’altro alleato di ferro, ovvero Francesco Storace con La Destra. Previste poi altre listarelle per incrementare il bottino con gli zero virgola raccolti qua e la.

Più problematico l’accordo con la Lega Nord. La base leghista non vuole Berlusconi candidato Premier. Maroni sta cercando un compromesso che consenta di salvare l’alleanza (ed i posti in parlamento). All’interno del movimento vi sono però molte resistenze, capitanate da Matteo Salvini , dal sindaco di Verona Tosi e dal Presidente del Veneto Zaia.

Lontano dai partiti classici c’è il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Un’area distinta e distante da tutti i partiti.

Cinque aree diverse, alcune distinte ed alternative, altre più dialoganti tra di loro. Unico obiettivo, ottenere più posti in parlamento possibile. Il Centrosinistra appare in testa ma difficilmente riuscirà ad ottenere la maggioranza in entrambe le Camere. Se a Montecitorio è scontata, a Palazzo Madama sembra impossibile:

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Il sondaggio IPSOS di Ballarò non lascia scampo. Al Senato si riproporrebbe lo scenario 2006, la maggioranza inesistente o ottenuta sul filo di lana grazie al voto dei senatori a vita. A questo giro però non ci saranno Scalfaro, Pininfarina e Cossiga, deceduti; Rita Levi Montalcini e Giulio Andreotti, oramai troppo avanti con l’età e Giorgio Napolitano, che difficilmente appoggerà una ipotesi di autosufficienza risicata del CentroSinistra e che comunque rimarrà Presidente sino a maggio.

L’unica opzione credibile sarà un dialogo serrato tra PD e Polo Montiano. Molte le incognite però. Sel difficilmente si presterà ad un Governo con Casini e Monti. Non è detto che Terzo Polo e PD abbiamo la maggioranza per formare un esecutivo senza Vendola. D’altro canto il CentroSinistra potrebbe avere il ‘soccorso’ del Polo di Ingroia, qualora ottenga qualche senatore. Oppure si dovrà andare a ‘bussare’ alla porta di Berlusconi, pronto ad appoggiare qualsiasi cosa a patto che non si tocchino le sue aziende e la sua libertà.

Spettatori curiosi saranno infine i parlamentari del M5S. Chissà che qualcuno non venga attirato dalle ‘sirene’ bersaniane. Lo scopriremo presto.

Silvio è tornato in tv, il PDL risale nei sondaggi


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Il tour de force del Caimano è iniziato. Domenica Live, Porta a Porta, Pomeriggio Cinque e Servizio Pubblico. Berlusconi torna in televisione e non si schioda da li, almeno per le prossime settimane. L’obiettivo è quello di rimobilitare il suo popolo aiutando il Pdl in difficoltà. I sondaggi sembrano, come al solito, dargli ragione:

Sondaggio del 4 dicembre                                          Sondaggio del 18 dicembre

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Come potete vedere, il PDL recupera ben 4 punti, andandoli a prendere tutti dal Movimento 5 stelle. I due elettorati sono quanto mai contigui.

Un altro paio di settimane di sovraesposizione mediatica ed il Pdl potrà sfondare quota 20%. L’alleanza con la Lega e la Destra garantirà una base di partenza della coalizione vicina al 30%. Il Centrosinistra sembra ancora lontano ma non si sa mai.

Il ritorno della Mummia, quanto recupererà il Centrodestra?


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I mercati, come ampiamente previsto da tutti, bocciano la crisi di governo. La borsa cede, lo spread risale, i rendimenti dei titoli si impennano. Sono contrario alla ‘dittatura dello spread’, non ritengo giusto che le speculazioni finanziarie debbano condizionare le politiche dei governi ma purtroppo al momento Italia, Spagna, Grecia e gli altri paesi ‘poco virtuosi’ non sembrano essere in grado di riottenere la completa indipendenza politica. I ‘mercati’ speculano, le istituzioni economiche internazionali dettano le condizioni e noi siamo costretti ad eseguire le Riforme.

C’è però modo e modo di Riformare il Paese, lo si può fare da destra, con politiche liberiste che distruggono il restante sistema sociale. Lo si può fare da Sinistra, con politiche di rigore che facciano però pagare di più a chi ha di più, tagliando gli sprechi e salvaguardando il più possibile il welfare.

Una cosa è però imprescindibile, per qualsiasi coalizione politica, la credibilità. Quella che Silvio Berlusconi ha inesorabilmente perso nell’arco degli ultimi 4 anni.

Una credibilità politica, minata dalla instabile coalizione instaurata con la Lega Nord ed incetrata su leggi populiste, utili agli interessi del Premier ed inutili per proteggere il Paese dalla crisi economica nata nel 2008.

Una credibilità personale, distrutta da egli stesso, preso a rincorrere le sottane di questa o quella signorina, senza controllare chi avesse di fronte, salvo poi cercare di coprire gli scandali con telefonate alquanto surreali. Per queste due motivazioni Berlusconi ha dovuto lasciare la carica di Presidente del Consiglio. La dittatura dello spread centrava poco due anni fa.

Tornando all’oggi. Ogni persona con un minimo di cognizione di causa dubiterebbe nel votare chi ci ha portato a questo punto, chi ha costretto Monti a tassare i ceti medio bassi per evitare di tassare le categorie a lui vicine (ovvero i ricchi) per poi staccare la spina al governo gridando alla troppa pressione fiscale. Chi mai si affiderebbe ad un uomo invischiato in guai giudiziari, sempre pronto a difendere solo i suoi interessi? Un pericolo per il Paese e per l’Europa intera, un personaggio senza la minima credibilità politica nazionale ed internazionale. Una vergogna per la nostra Storia insomma.

Eppure uno zoccolo duro c’è. Tra dipendenti delle sue aziende, collaboratori, miracolati ,servitori ed ammiratori viscerali almeno il 15% dell’Italia è con Lui. Se saprà giocare bene le sue carte, unendo tutto il possibile, potrebbe arrivare anche ad avere dietro di se una coalizione dal 30%. Dio (o la Natura) ce ne scampi e liberi.

Vi invito comunque a guardare la tabella qui sotto:

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Il sondaggio di IPSOS per Ballarò del 4 dicembre. Prima della ‘crisi’ voluta da Berlusconi, il CentroSinistra aveva il 42-43% circa. Il Centro ‘montiano’ si attestava attorno all’11-12%. Il Centrodestra raccoglieva più o meno il 21%. Il Movimento 5 stelle era il secondo partito al 19%.

La campagna elettorale è già iniziata. Berlusconi insisterà sulle troppe tasse, sull’Europa che vuole distruggerci, sul disastro del governo Monti. Dimenticherà di aggiungere che Monti è intervenuto dopo la dissennata amministrazione del suo Governo e che ha dovuto mettere maggiori tasse al ceto medio a causa del niet di Berlusconi stesso all’aumento della tassazione per le fasce più ricche. Sarà interessante verificare in che numero il PDL recupererà consenso nell’arco dei due mesi che ci separano dalle elezioni anticipate di febbraio. Io credo che all’ aumento del Partito di Berlusconi (se resterà Pdl o cambierà nome) corrisponderà un calo di quello di Grillo.

Maroni in Lombardia e Storace nel Lazio, i due candidati ‘alleati’ del PDL segneranno il patto Pdl-Lega-Destra per le Regionali e le Politiche. Sul blog cercheremo di monitorare i sondaggi nelle prossime settimane per verificare l’effettivo recupero del Pdl-antieuropeista ed antimontiano. Vedremo poi se Monti scenderà in campo e quanto questo fatto influirà sulle percentuali dei centristi.

Un auspicio personale. Anzi, una richiesta accorata. Gli Italiani che non credono alla Sinistra o ai montiani votino Grillo ma evitino di affidarsi a chi ha gia ampiamente fallito contribuendo a portare sull’orlo del baratro l’intero Paese.

‘Parlamentarie’ del Movimento 5 Stelle, alcuni video (da Huffington Post)


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Cliccate sull’immagine qui sopra per accedere alla pagina dei video di alcuni candidati alle ‘parlamentarie’ del Movimento 5 stelle. I candidati parlamentari in votazione sul sito di Grillo.

Primarie online per il Movimento5Stelle, polemiche


Le votazioni per il Parlamento si terranno da lunedì 3/12/12 a giovedì 6/12/12 dalle 10.00 alle 17.00 di ogni giorno. Da lunedì sarà presente sul portale del MoVimento 5 Stelle e qui sul Blog il link che ti porterà all’area del voto. Per accedere all’area dovrai usare l’email e la password che utilizzi per accedere al portale del MoVimento 5 Stelle.

Dopo quelle del PD arrivano anche le ‘primarie’ del Movimento 5 Stelle. Si voterà online per quattro giorni, dal 3 a 6 dicembre. Peccato che ad oggi ancora non si conoscano i candidati. Come faranno gli elettori ad evere il tempo utile per decidere chi votare? Mah…

Perplessità tra i lettori del blog:

girllo