A Cielo i diritti in chiaro per la Seria A dei prossimi 3 anni


La Serie A va in Cielo! La rete free di Murdoch ha acquistato i diritti ‘in chiaro’ per il campionato di Calcio dei prossimi 3 anni.

Addio 90°minuto? Quale nuova trasmissione sportiva si inventeranno quelli di Sky per ‘attrarre’ pubblico? La sola diretta di SkyCalcioShow con Ilaria D’Amico oppure un programma tutto nuovo, magari condotto dal volto della rete, ovvero Simona Ventura?

Inarrestabile il declino di Viale Mazzini. Crisi economica, nuovi vertici e strategie discutibili hanno privato la Rai di quasi tutto lo sport. La Champions League è tornata a Mediaset che detiene già i diritti della Europa League. Persa anche la Formula Uno, dal prossimo anno su Sky e Cielo, la tv di Stato ha dovuto rinunciare anche al pacchetto ‘free’ del campionato di Serie A.

 

Da TvZoom:

E’ di pochi minuti fa la conferma della firma dell’accordo di tre anni tra la Lega Calcio e l’emittente in chiaro sul digitale terrestre Cielo per la trasmissione dei diritti dai campi delle partite di Serie A e i goal in anteprima rispetto alla Rai. In queste ore è allo studio il format che potrebbe essere già in onda da domenica prossima. Nei giorni scorsi si era parlato di Simona Ventura come conduttrice. A breve usciranno i comunicati ufficiali della Lega e di Cielo.

 

Chiude il ‘News of the World’: perche?


 

Si puo chiudere un giornale perche alcuni suoi redattori e dirigenti hanno commesso dei reati? Il ‘bel gesto’ di Murdoch non è altro che una scelta industriale. Con gli sponsor in fuga non c’era altra scelta. Alla faccia della storia della testata e del rispetto per i suoi lettori, che poco c’entrano con lo scandalo.

Dal 5 luglio, pomeriggio vintage per Cielo: tornano Strega per amore e Fantasilandia


Su Cielo, la rete di Murdoch visibile in chiaro sul Digitale Terrestre, arriva il Pomeriggio Vintage. Alle 13 di lunedì 5 luglio parte il nuovo corso pomeridiano con tre telefilm cult. Cuore e Batticuore e soprattutto Strega per Amore e Fantasilandia. Il genietto Jeannie ed il signor Rourke allieteranno i caldi pomeriggi d’estate dei telespettatori italiani. Due belle serie, a mio giudizio.

I tentacoli di “Fininvest” sbarcano in Germania


 

da digital.sat:

La famiglia Berlusconi diventa socia d’affari di Rupert Murdoch in Germania. Fininvest, l’impero finanziario del premier e dei suoi figli, detiene il 3% di Premiere, la pay-tv tedesca di proprietà del magnate australiano dei media (che ne detiene il 25%). Il pacchetto è stato acquistato in numerose tranche nel corso degli ultimi 13 mesi: le intenzioni della holding guidata da Pasquale Cannatelli sono di arrotondare al massimo fino al 5% e di non puntare a entrare nel board dell’emittente. «Mi sembra una operazione finanziaria di Fininvest» ha commentato a caldo il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri.
 
La Germania è però un mercato a cui la famiglia Berlusconi ha sempre guardato con interesse; due anni fa Mediaset, controllata di Fininvest, si era fatta avanti per ProSiebenSat 1, la principale emittente tedesca un tempo di proprietà dell’imprenditore televisivo Leo Kirch, messa in vendita dal tycoon americano Haim Saban. Il gruppo televisivo italiano si trovò però di fronte a forti resistenze politiche. E ancor prima, nel 2002-2003, al momento del crack del gruppo bavarese Kirch Media, Mediaset aveva tentato un affondo, ma analogamente l’ipotesi era stata accolta da riserve non secondarie: quelle dell’allora cancelliere Gerhard Schroder.
 
Ora è la stessa Fininvest a muoversi, ma con dimensioni e un peso molto diversi: quello in Premiere, si apprende da fonti vicine alla holding, è un investimento da alcune decine di milioni di euro, mentre ProSiebenSat valeva 30 volte tanto (ai primi del 2007 è stata comprata dai fondi Kkr e Permira per 3 miliardi di euro).
 
Il 2008 non sarà un anno da incorniciare per la holding creata da Silvio Berlusconi circa 30 anni fa e oggi presieduta dalla figlia Marina, perché i tre principali asset (Mediaset, Mondadori e Mediolanum) chiuderanno con risultati inferiori all’anno scorso (e già nei primi sei mesi gli utili della holding sono caduti del 20% a 161 milioni, con ricavi in lieve crescita, +3%). Ma in Fininvest, forti di 900 milioni di liquidità, hanno deciso di non giocare in difesa ma anzi di rilanciare e così da mesi hanno accumulato posizioni nell’emittente televisiva, approfittando poi, nell’ultimo periodo, anche dei crolli di Borsa (Premiere ha bruciato il 70% negli ultimi tre mesi). Con gli ultimi acquisti fatti a metà Novembre, Fininvest ha superato la soglia rilevante per le società quotate in Germania e così è scattata la comunicazione obbligatoria al mercato.
 
Dopo alcuni anni di focus sul mercato interno, tutta la galassia Fininvest ha iniziato a muoversi nel mercato internazionale delle tv: Mediaset nel giro di un anno e mezzo è entrata con forza nel settore dei contenuti, comprando la casa di produzione internazionale Endemol (in tandem con Telecinco) e TaoDue, ha ampliato il suo bacino di broadcasting con l’ingresso nell’americana Caribevision, la principale emittente etnica per i «latinos», e nella pubblicità con la join-venture in Cina con un operatore locale per raccogliere la pubblicità per un nuovo canale spartivo lanciato nel Paese l’anno scorso, un bacino di 400 milioni di telespettatori. Risale alla scorsa primavera, poi, il progetto di sbarco nel mercato emergente del Nord Africa con l’investimentco, a fianco del finanziere franco-tunisino Tarak Ben Ammar, in Nessma Tv, canale satellitare tunisino che trasmette in tutta l’area del Maghreb di cultura araba.
 
Abbastanza logico quindi che, nell’apprendere la notizia, ieri il mercato si sia lasciato suggestionare da scenari strategici di ampio orizzonte: quello tedesco è uno dei mercati principali in Europa e la quota potrebbe aprire possibili intese industriali tra Mediaset e Premiere. Non a caso il titolo dellla società tedesca si è impennando del 32% alla Borsa di Francoforte, salendo a 3,7 euro.
 
C’è di più: Murdoch con Sky Italia è il leader nella pay-tv nel nostro Paese e Mediaset Premium, il pacchetto di canali a pagamento sul digitale terrestre lanciato l’anno scorso è stato visto come un concorrente di Sky. Ora però, alla luce degli interessi in comune, il quadro potrebbe ammorbidirsi.
 
Nel quartier generale di Fininvest però frenano ogni lettura in prospettiva trasversale dell’operazione: fonti di via Paleocapa hanno fatto intendere che l’investimento nella pay-tv tedesca è stato fatto come se fosse una qualsiasi altra azienda e se ci fosse stato un interesse industriale o strategico sarebbe stata Mediaset ad acquistare azioni.
 

Simone Filippetti
per “Il Sole 24 Ore”