Napolitano ‘piazza’ Amato alla Consulta


Lo avrebbe voluto come suo successore. Aveva pensato a lui come Presidente del Consiglio, scegliendo poi Letta. Alla fine Giorgio Napolitano è riuscito a ‘piazzarlo’ in qualche modo. Giudice della Corte Costituzionale.

Niente da fare, Giuliano è uomo molto Amato dal Capo dello Stato.

“Ogni riforma delle pensioni d’oro è incostituzionale” diceva l’ex Dottor Sottile. Questo casserà ogni legge anti casta.

Verso la crisi?


Circola una voce insistente in queste ore tra i ranghi del Popolo della Libertà: Silvio Berlusconi avrebbe già chiesto ai ministri pidiellini del governo Letta di dimettersi venerdì.

Siamo giunti al redde rationem, o quasi. Entro pochi giorni il Governo potrebbe cadere. Dipenderà molto dall’umore e dalla volontà di Berlusconi.

Chi lo ha visto negli ultimi giorni racconta di un Berlusconi che da troppo tempo non sa più a che santo votarsi. Che parla con tutti, si arrabbia, cambia idea in continuazione. Tra alti e bassi di umore. Tra chiedere la grazia e non chiederla. Tra chiedere a Marina Berlusconi di lanciarsi in politica, ma anche di non farlo. Tra chi lo invita, come Fedele Confalonieri o Ennio Doris, a riflettere sulle sue aziende che potrebbero essere stritolate dopo una crisi di governo, e chi invece gli chiede di forzare la mano.

Appena sabato annunciava di non voler far cadere il governo Letta. Poi la giravolta di mercoledì quando fa trapelare che tra due giorni, cioè venerdì, i ministri del Popolo della Libertà potrebbero dimettersi dall’esecutivo nel caso in cui il Partito Democratico votasse per la sua decadenza da senatore. Le avvisaglie di crisi sono iniziate subito a filtrare tra i parlamentari. Tra chi asseconda le istanze bellicose e chi invece chiede ancora tempo, almeno fino a lunedì.

E’ di oggi l’ennesimo monito di Napolitano contro la crisi. Servirà a poco se le intenzione del Cavaliere saranno quelle di rompere. Si parla di un possibile esecutivo presieduto da Amato per approvare la finanziaria e poi andare al voto nel febbraio 2014.
In realtà il Pdl spinge per la crisi sapendo che comunque Napolitano, in mancanza di altre maggioranze possibili, dovrà tornare a bussare alla loro porta. Ed è in quel momento che arriverà l’aut aut finale. O si salva Berlusconi o si va al voto. Un ultimo disperato tentativo di costringere il Presidente a graziare il Caimano. In caso contrario Marina candidata premier e inizio della battaglia finale al voto.

 

Letta ai militanti PD: “Ce lo ha chiesto Napolitano”


Letta sul governo con il PDL “Ai militanti dico, ce lo ha chiesto Napolitano”

I militanti rispondono “e sti gran cazzi!”

E continua:  “mi dimetterò se vi saranno tagli alla cultura ed alla ricerca”.

Ma aver nominato Biancofiore sottosegretario non è già un taglio netto alla cultura? (ed all’intelligenza umana aggiungerei).

Bene, allora enrichetto dimettiti va.

Verso la rielezione di Napolitano, un grande errore che regalerà il Quirinale a Berlusconi


Quando ogni giorno può essere peggiore del primo:
1. Candidano un impresentabile come Marini, viene affondato. Botta per il PD
2. Candidano Prodi, D’Alema e soci complottano, lo affondano. Bersani si dimette, il PD è morto.
3. Ricandidano Napolitano, che resterà in carica al massimo per un paio d’anni dopodiche Berlusconi trionferà e si prenderà pure il Quirinale dando vita ad una repubblica in stile Russia.

Ed il domani sarà ancora peggiore. Si vocifera che Enrico Letta possa essere il prossimo Premier. Cos’altro ci riserverà il futuro?

 

I saggi di Napolitano partoriscono ovvietà


saggi

Ci volevano i saggi per capire che la legge elettorale va cambiata , che due Camere sono troppe, che vanno tutelati gli esodati, che vanno ripagati i debiti dello Stato con le imprese, che sarebbe utile un reddito minimo etcetc

HP:

13:55 – Oggi

“Finanziamento pubblico ai partiti ineliminabile”

“Il Finanziamento pubblico delle attività politiche, in forma adeguata e con verificabilità delle singole spese, costituisce un fattore ineliminabile per la correttezza della competizione democratica e per evitare che le ricchezze private possano condizionare impropriamente l’attività politica”. Lo scrivono i “saggi” del gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali nella relazione consegnata al capo dello stato, Giorgio Napolitano.

“Serve maggiore certezza sulle interpretazioni delle legge, spesso troppo barocche, e maggiore responsabilità da parte dei magistrati circa le conseguenze delle proprie decisioni”. E’ quanto sottolineano i saggi voluti dal capo dello Stato Giorgio Napolitano, nella relazione finale del gruppo dedicato ai temi istituzionali.

Superare la legge elettorale vigente: Il nuovo sistema “potrebbe prevedere un sistema misto (in parte proporzionale e in parte maggioritario) un alto sbarramento, un ragionevole premio di governabilita”. È quanto propongono i dieci saggi nel documento conclusivo invitando anche ad abolire le circoscrizioni estere.

Questa la proposta dei saggi per quanto riguarda la riduzione del numero dei parlamentari. La proposta poi prevederebbe il superamento del bicameralismo perfetto con la creazione di un Senato delle Regioni.

Rivedere la struttura dei livelli retributivi delle figure apicali e dirigenziali nella pubblica amministrazione. È la proposta avanzata dai saggi tra le misure finalizzate al miglioramento della legislazione e funzionamento della Pubblica Amministrazione.

“Completare il pagamento dell’intero ammontare dei debiti commerciali della pubblica amministrazione verso le imprese e far si che l’obbligatorio termine di 30 giorni per i pagamenti, in vigore dall’inizio dell’anno, sia effettivamente rispettato”. È una delle proposte avanzate dai saggi sul fronte economico-sociale. Ancora, è necessario “espandere la operatività del Fondo Centrale di Garanzia per le piccole e medie imprese, che può, attraverso garanzie a banche e Confidi sui prestiti alle Pmi, attivare prestiti aggiuntivi per oltre 30 miliardi”. I saggi chiedono anche di “accelerare l’utilizzazione dei Fondi strutturali dell’Unione europea, rafforzando la sinergia fra amministrazioni centrale, regionali, locali e imprese”.

Grillo: “delusi per la mancata fiducia? Avete sbagliato a votarci”


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“delusi per la mancata fiducia? Avete sbagliato a votarci” (Beppe Grillo)

Lo dice chiaro e tondo finalmente. Alla fine c’è arrivato anche Travaglio:

Sarebbe bastato che ieri i capigruppo fossero saliti al Quirinale con una proposta chiara e netta: un paio di nomi autorevoli per un governo politico guidato e composto da personalità autorevoli fuori dai partiti…. Sarebbe stato lo scacco macco al re. Invece lo scacco i grillini se lo sono dato da soli. Col rischio di perdere un treno che potrebbe non ripassare più; di accreditare le peggiori leggende sul loro conto; e di gettare la basi per drammatiche spaccature…… Hanno chiesto ciò che non potevano avere: l’incarico. Ha prevalso l’inesperienza, o la supponenza, o la paura di essere incastrati in giochi piu grandi ed inafferrabili.

Mi piacerebbe sentire cosa ne pensano tutti quegli elettori di sinistra che avevano deciso di votare Grillo per ‘dare una lezione’ ai vecchi partiti, perche lui rappresentava il cambiamento etcetc. Eccolo il cambiamento, un tizio che eterodirige i suoi ‘burattini’ a 5 stelle e li costringe ad una strategia folle che ci sta portando dritti dritti verso il baratro. Sarebbe interessante sentirli, questi elettori ‘in buona fede’ che pensavano davvero di votare nel giusto. Immagino alcuni di loro mantengano ancora il punto, perche ammettere i propri errori non è di questo mondo.

Pensateci la prossima volta. Ma forse sarà già troppo tardi.

Napolitano si dimetta, anche per favorire la nascita di un governo


Oggi le consultazioni lampo al Quirinale, l’incarico di Bersani ‘congelato’, in attesa che il Capo dello Stato riesca a sbloccare le cose. Il PDL è favorevole ad un governo con PD e Scelta Civica, il PD no. I 5 Stelle sono contrari a qualsiasi governo espressione dei partiti. Cosa fare?

Dimissioni, di Napolitano. L’unica ipotesi logica e giusta. Un Presidente ‘con le mani legate’, alla cui scadenza mancano due settimane, che non può sciogliere le Camere perche non è più in possesso di tutti i suoi poteri, non dovrebbe poter scegliere il prossimo Presidente del Consiglio in una situazione cosi complicata come quella in atto.

L’elezione del nuovo Capo dello Stato, infatti, è tuttora materia di veti e controveti che coinvolgono i partiti  (e/o impediscono) la nascita di un esecutivo.

Da qui l’unica scelta saggia, dimissioni anticipate di Napolitano, cosicchè si avviino le procedure per l’elezione del nuovo Presidente. Chissà mai che, attorno ad un nome condiviso tra i vari schieramenti per il Quirinale, non possa anche nascere una collaborazione per l’espressione di un Governo.