#NomineRai, #Carboni al Tg1, #Sangiuliano al Tg2, #Paterniti al Tg3


Trovata la quadra sulla Rai. Qui di seguito le nomine proposte dal cda:

Il Cda della Rai ha dato il via libera al primo pacchetto di nomine che riguardano i telegiornali. Un solo voto contrario, quello di Rita Borioni. Giuseppe Carboni (attuale caporedattore del Tg2, scelto dal M5S) va dunque al Tg1. Alla Lega tocca invece la direzione del Tg2 con Gennaro Sangiuliano, mentre i 5 stelle ottengono a sorpresa anche la guida del Tg3, affidata a quella Giuseppina Paterniti che la Lega ha ritenuto «troppo di sinistra» per il Tg1. Ne fa le spese Luca Mazzà, fino all’ultimo considerato intoccabile alla guida del Tg3 e che, invece, deve traslocare alla Radio.

https://www.lastampa.it/2018/10/31/italia/il-cda-rai-approva-i-nuovi-direttori-carboni-al-tg-QeRsSBpoptYo3m9bYzzafJ/pagina.html

Nomine TG: Rai ‘militarizzata’ per il Referendum


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Nomine Rai.
La berlusconiana di ferro Ida Colucci al TG2 al posto del centrista Masi. (Si profila un nuovo patto FI-PD? Anche perché Mediaset si trova in difficoltà dopo l’affaire Vivendi-Premium)

Il TG3 viene ‘normalizzato’ o meglio renzianizzato, arriva Luca Mazzà, ex volto pomeridiano del tg (personalmente mi è sempre stato antipatico, quando lo vedevo in tv cambiavo canale). Aveva lasciato Ballarò per contrasti con Giannini ed il TG per contrasti con Berlinguer. (un giusto pedigree da renziano)

Il TG1 rimane ad Orfeo, un direttore per ogni stagione.

Al TGRegionale resta Vincenzo Morgante, vicino a Schifani e quindi a quell’area ‘centrista’ utile per avere i numeri al Senato.

Ah già, ma questa è la Rai del ‪#‎cambiaverso‬.

PS: quanti amici piddini che prima si stracciavano le vesti in nome della libertà di informazione, della Rai fuori dai partiti, oggi sono silenti, ovviamente per meri interessi di ‘bottega’, renziana…

http://www.blitzquotidiano.it/…/nomine-rai-manuale-cencell…/

Nomine ‘renziane’ a Viale Mazzini: Daria Bignardi a capo di Rai3


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Una Rai giovane, renziana, milanocentrica, lontana dai palazzi romani. La sintesi delle nomine appena fatte da Campo Dall’Orto.

Ed intanto Mentana fa battutine su Giorgio Gori, uno dei renziani della prima ora, adesso Sindaco di Bergamo.

Dicono che in Rai comandi quello a destra (Renzi) . Ma il super direttore generale era l’assistente di quello a sinistra (Gori), la nuova direttrice di Raidue era la sua vice e la nuova direttrice di Raitre è stata creata da lui. È il Rutelli della tv…

Un articolo del Corriere dove si spiega il cambio di passo a Viale Mazzini:

Eccoli, dunque, i nuovi direttori di rete proposti dal direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto. Si presentano in conferenza stampa a viale Mazzini, sorridenti e lieti, dopo la conferma delle loro nomine da parte del Cda, che si è espresso in maniera favorevole, ad eccezione di Giancarlo Mazzuca e Arturo Diaconale, consiglieri di area centro-destra. C’è Andrea Fabiano , che prende il posto di Giancarlo Leone a Raiuno, c’è Ilaria Dallatana a Raidue e Daria Bignardi per Raitre; presenti anche Gabriele Romagnoli, nuovo direttore di RaiSport e Angelo Teodoli a Rai4.

Una Rai meno «romanesca» e assai più «milanocentrica» (scelta, volendo, assai «renziana», per il noto disamore del presidente del Consiglio per il Palazzo romano). Una tv pubblica fortemente ringiovanita e capace di attirare le platee under 35 ormai in fuga da tutti i prodotti Rai: grave danno pubblicitario, poiché è il pubblico dei «big spender», quello caro agli inserzionisti. Insomma, volti lontani dal vecchio «corpaccione Rai»

Uno dei due nuovi direttori di rete, Ilaria Dallatana, ha alle spalle una robusta storia Mediaset e la fondazione di Magnolia (società di produzione di format per giovani, eppure longevi, come «Masterchef» o «X Factor») al fianco di Giorgio Gori. Quindi cultura televisiva milanese al cento per cento. Affine a quella di un’altra star del centro di produzione meneghino, Fabio Fazio. E lo stesso si può dire per l’altro direttore, Daria Bignardi, che ha sostituito nello schema nomine all’ultimo momento un apprezzato professionista come Andrea Salerno, indicato da settimane come il futuro direttore di Raitre. Bignardi vuol dire mille mondi milanesi, stretta amicizia con Campo Dall’Orto (che la sostenne fortemente, e la formò, da direttore de La7), un’idea di tv che incarna un modello non certo nato alla Rai.

http://www.corriere.it/politica/16_febbraio_18/nomine-rai-nuova-linea-piu-milano-meno-palazzo-tentativo-attirare-giovani-1e3f9f5c-d607-11e5-8e4b-2c56813c9298.shtml

Rai: Orfeo al Tg1, Leone a Rai1 e Vianello a Rai3


Nomine Rai, domani si decide. Le anticipazioni dicono Orfeo (ex Tg2, ora a Il Messaggero) per il Tg1, Leone a Rai1, Teodoli a Rai2 e Vianello a Rai3. Su Orfeo non mi esprimo, non è certamente Minzolini ma neanche Calabresi.

La nomina di Giancarlo Leone, interno Rai e soprattutto competente relativamente a palinsesti e programmi, mi vede d’accordo. Andrea Vianello a Rai3 è una scommessa. Peccato per Agorà, che dovrà cercarsi un nuovo conduttore. Non conosco Teodoli ma viene dal Tg1 ed ora si occupa di palinsesti.

 

Anna Maria Tarantola eletta come nuovo Presidente Rai


Davidemaggio.it
Anna Maria Tarantola è il nuovo Presidente Rai. La nomina, avvenuta su designazione del premier Monti, è stata ratificata oggi pomeriggio dal CdA di Viale Mazzini. L’ex manager di Bankitalia ha ottenuto il voto di tutti i Consiglieri, tranne quello di Antonio Verro (Pdl), che si è astenuto. Una scelta, la sua, di natura politica. Tarantola non era presente alla consultazione che l’ha eletta al suo nuovo incarico.

 

Nomine Rai, verso il nuovo Cda


Stasera il Parlamento dovrebbe votare il nuovo Cda della Rai. I nomi dei consiglieri piu probabili:

Stavolta potrebbe essere la volta buona, dopo tutta una serie di rinvii che di fatto hanno bloccato l’ingresso della nuova governance in quel di viale Mazzini e dopo le designazioni del governo Monti del Presidente, nella persona del vice direttore della Banca d’Italia Anna Maria Tarantola e di Marco Pinto, componente della Commissione tributaria centrale del ministero dell’economia, quale componente del nuovo CDA. Sui nomi che verranno eletti questa sera si sa di Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi, indicati da alcune associazioni della “società civile” su richiesta del segretario del PD Pierlugi Bersani. Dovrebbe essere confermato anche Rodolfo De Laurentiis, su indicazione dell’UDC (posto questo piuttosto importante per gli equilibri nelle votazioni del nuovo CDA Rai).

Per quel che riguarda il PDL ci sarebbe anche la conferma per Antonio Verro, che nei mesi scorsi è rimasto in Rai rifiutando un posto nel parlamento e l’arrivo di Antonio Pilati (su di lui si dice sia fra gli ideatori della Legge Gasparri). Altro nome sicuro proveniente dal centro destra dovrebbe essere quello di Enrico Pazzali, amministratore delegato di Fiera di Milano. Per quel che riguarda il settimo nome si parla di Enzo Iacopino, presidente dell’ordine dei giornalisti ed Enzo Savonese, ex Agcom, oppure di una conferma di Guglielmo Rositani, mentre si affaccia nelle ultime ore anche il nome di Luisa Todini, ex parlamentare di Forza Italia.

Quale maggioranza ci sarà in consiglio? E soprattutto quali nomine saranno fatte in autunno? Sicuramente cambieranno i direttori di Tg1 (Maccari va in pensione) e Rai1. Per il Tg della prima rete da tempo si fa il nome di Mario Calabresi anche se nelle ultime ore è aumentata la quotazione di Massimo Franco. Minzolini invece potrebbe finire al Tg4. Giusto epilogo per un ‘indipendente’ come lui.

Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi, i nomi della ‘società civile’ per il Cda RAI


Questa volta Pierluigi Bersani ha azzeccato la mossa. Proponendo alle associazioni della società civile di indicare due nomi per il consiglio di amministrazione della Rai, il PD ha fatto un bel gesto, mediatico e civico assieme. Se il PDL avesse fatto la stessa cosa forse, malgrado la deleteria legge che regola le nomine, avremmo potuto avere un Cda poco dipendente dai partiti.

Bravo Bersani. Complimenti per le scelte fatte dalle associazioni. Colombo e Tobagi potranno fare bene. Uno è uomo di legge, l’altra è nel mondo della comunicazione.

ROMA – Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi: sono questi i due nomi proposti a Pier Luigi Bersani dalle associazioni “Libertà e giustizia”, “Libera”, il “Comitato per la libertà e il diritto all’informazione” come candidati per il consiglio di amministrazione della Rai. “Se non ora, quando?” sceglie invece di presentare a Sergio Zavoli una rosa di nomi, chiedendo che il nuovo consiglio d’amministrazione di Viale Mazzini sia per metà composto da donne “di indiscusso valore ed esperienza”.

La risposta all’invito del segretario del Pd 1, che aveva chiesto alle associazioni di proporre due nomi della società civile impegnandosi a farli eleggere per rompere la logica delle indicazioni di partito, arriva dopo una riunione durata oltre sei ore. I candidati sono dunque il giudice di Mani pulite, come anticipato da Repubblica 2, e la figlia minore del giornalista Walter Tobagi, assassinato dalle Brigate rosse nel 1980, impegnata nella produzione di audiovisivi, collaboratrice di Repubblica e conduttrice di ‘wiki-radiotre’.

I due curricula sono stati inviati alla commissione di Vigilanza Rai che quindi li esaminerà e valuterà se votarli quando giovedì 21 sarà aperto il seggio elettorale a palazzo San Macuto.

Mario Calabresi al Tg1?


Si parla di Mario Calabresi come nuovo direttore del Tg1. Fermo restando che la poltrona del primo Tg della Rai, oltre ad essere ambita, risulta anche di difficile gestione, non potrei che essere contento di una direzione Calabresi.

Un anno scrivevo:

Mario Calabresi , giornalista e scrittore, sembra essere uno dei pochi in grado di ‘rinnovare’. Da quando è arrivato alla direzione de La Stampa, il quotidiano torinese è cambiato, in meglio. Dal punto di vista editoriale, si è scelto di non accanirsi sui casi di cronaca nera e su un certo modo ‘sensazionalistico’ di fare informazione. Anche dal punto di vista delle nuove tecnologie Calabresi appare in prima fila. La creazione dell’archivio storico de La Stampa si è rivelata una scelta azzeccata, cosi come il nuovo concorso sulla Informazione Digitale.

Bravo Calabresi, una ventata di aria fresca in un mondo, quello della carta stampata, troppo spesso immobile.

Aldo Cazzullo dovrebbe subentrare a Calabresi nella direzione de La Stampa. Non male come scelta anche se io avrei preferito nettamente la ‘promozione’ di Massimo Gramellini.