La Battaglia Finale: maggioranza servente e militarizzazione Rai, due carte da giocare per il 2013, amministrative permettendo….


Da qualche giorno, su Repubblica,  il vicedirettore Giannini cura una rubrica chiamata “Struttura Delta“. La rubrica tratta dell’apparato politico-mediatico messo a punto dal Premier per risollevare le sorti dell’esecutivo ed innalzare il proprio consenso nell’opinione pubblica, in picchiata nelle ultime settimane.

Ritengo sia il caso di non sottovalutare l’argomento rilanciato da Giannini. Come si è più volte detto, anche su questo blog, quando Berlusconi sembra in trappola , riesce sempre a tirare fuori un colpo da maestro per riportarsi in sella. Sappiamo anche che il “Caimano”, quando braccato, diventa più “pericoloso”. Vorrei farvi riflettere poi su alcuni fatti.

Innanzitutto i numeri in parlamento. La tanto temuta “maggioranza servente” si sta purtroppo palesando, parlamentare dopo parlamentare, acquisto dopo acquisto. Futuro e Libertà nell’ultima settimana ha perso ben cinque parlamentari. Alla Camera dei Deputati la coalizione di Berlusconi si è portata a quota 320, numeri che rendono piu “tranquillo” il futuro del governo.
Da qui la contromossa del Cavaliere, approvare le leggi “liberticide”, ddl intercettazioni, riforma della Giustizia, riforma della Consulta e, azzardo io, in prospettiva anche la legge sulla par condicio.

Per la prima volta dal 2001 Berlusconi non ha piu freni. Non ha piu l’Udc che “complicò la vita” nella legislatura 2001-2006, non c’è più Fini, che ha “frenato” alcune decisioni negli ultimi tre anni. Ora il “Caimano” , Lega e Federalismo a parte, sembra non avere piu ostacoli ai suoi progetti. E c’è da aver paura. Per quanto riguarda i Processi in corso, già si parla di “attendere l’ultimo grado di giudizio” il che fa intendere che il Cavaliere non si dimetterebbe neanche in caso di condanna in primo e secondo grado. Tempo, è solo questione di tempo. Ogni minuto che passa rende Berlusconi piu forte.

Oltre ai numeri però c’è bisogno di “consenso”, di approvazione da parte dell’elettorato. Gli scandali sessuali e la litigiosità del governo hanno incrinato la fiducia nel Premier. Urge un maquillage “mediatico”. E quindi ecco che entra in gioco la Rai. Viale Mazzini ha approvato i nuovi palinsesti per i prossimi mesi. Arrivano Vespa e Sgarbi in prima serata. Per di più il contratto di Fabio Fazio è in scadenza, quello di Serena Dandini è stato approvato in extremis lo scorso settembre e non è dato sapere la sua durata. Tra un anno dovrebbe scadere anche quello di Michele Santoro e di certo la Rai berlusconiana non cercherà di trattenerlo.

In vista delle elezioni 2013 quindi il Cavaliere potrebbe “militarizzare definitivamente” la Rai, escludendo tutti i programmi non allineati e favorendone il rimpiazzo con “copie” di centrodestra. Complice la maggioranza “servente”, lo “sgonfiamento” del terzo polo e forse una nuova legge sulla par condicio, Berlusconi potrebbe avere ancora qualche carta da giocare nelle elezioni, in programma tra due anni. Sempre che nelle amministrative del maggio prossimo non vi sia la capitolazione del Centrodestra.

 

Par condicio, la garbata protesta di Augias


La par-condicio Berlusconiana, distorsione della vera legge sulla par-condicio (nata nel 95 per evitare che Berlusconi utilizzasse le sue tv per farsi spot 24 ore su 24 condizionando pesantemente l’elettorato), fa le sue vittime. Ballarò, AnnoZero,Porta e Porta e L’ultima parola non andranno in onda per tutto il mese di marzo. Anche “in mezz’ora” di Lucia Annunziata non andrà in onda, cosi diceva ieri la conduttrice in una intervista radiofonica. Giovanni Floris spera si possa risolvere il tutto, Santoro grida al regime, Vespa non risparmia critiche ai conduttori di centrosinistra.

In tutto questo Berlusconi ci guadagna, non dal punto di vista mediatico ma sicuramente dal punto di vista politico. La Parcondicio, cosi distorta, è  bocciata da tutti e quindi presto potrebbe essere riformata l’intera norma, cosi da togliere tutti i paletti di controllo messi proprio per evitare una deriva mediatica in favore del Premier. Grazie ai radicali, per aver votato questa nuova norma con il PDL.

Un brano della intervista a Santoro:

Proprio il conduttore di Annozero ha rilasciato un’intervista molto piena e onesta a la Repubblica che parte dall’accostamento di questo momento storico a quello che portò all’editto bulgaro:

“Ma la Rai oggi, come soggetto editoriale, è più debole di prima. E’ un’azienda che sta morendo. E non l’ho detto io, l’ha detto il presidente Garimberti. Che gli spazi di autonomia di tutta la televisione sono ancora più stretti perché ai partiti non è rimasto niente dell’eredità della Prima repubblica: ideologia e cultura. Sono gruppi di potere e basta. Mentre eravamo tutti agitati per il regolamento uscito dalla commissione, il Direttore Generale della Rai stava in vacanza. E’ chiaro: non aveva bisogno di essere qui. La decisione era già stata presa e non a Viale Mazzini. La par condicio è un pretesto, come le elezioni regionali. La questione è più grande. Da un po’ assistiamo a un attacco senza precedenti ai poteri di controllo: la magistratura, l’informazione, la burocrazia, come nel caso della Protezione civile. Cercano una militarizzazione della società. Di questo disegno Berlusconi è il principale architetto. Ma non agisce da solo”.

Par condicio, STOP ai programmi di informazione della Rai


Berlusconi c’è riuscito. Grazie alla collaborazione dei Radicali, ha tappato la bocca all’informazione RAI.

van straten: «è una scelta sbagliata»

Par condicio, il cda Rai ha deciso
«Stop ai talk show fino a fine voto»

Il consiglio di amministrazione di Viale Mazzini vota a maggioranza la proposta del dg Masi

Rai, regolamento Par Condicio, Azienda e conduttori protestano


Il nuovo regolamento della Par condicio continua a creare polemiche. A rischio trasmissioni come Annozero, Ballarò, In mezzora, Porta a Porta:

La RAI protesta ufficialmente:

Preoccupazione e forte perplessità, questa la reazione del Consiglio d’amministrazione della Rai alle nuove norme, sempre più restrittive, per l’applicazione della par condicio… “Il consiglio di amministrazione ha ribadito quindi che il regolamento incide negativamente sui palinsesti della concessionaria di servizio pubblico e rischia di creare una disparità tra l’informazione Rai e quella delle emittenti televisive private.”

Michele Santoro critica i provvedimenti e si dichiara pronto per andare avanti, comunque:

[Annozero] potrà comunque continuare ad andare in onda con cadenza settimanale senza politici, anche in giorni diversi dalla sua normale programmazione, per il periodo indicato, con obiettività, completezza e imparzialità.

Giovanni Floris polemizza con i partiti:

“Il servizio pubblico non e’ di tutti, ma dei partiti. Se sono i partiti a decidere gli ospiti, gli argomenti e i tempi, io vengo invaso non dal pubblico, ma dal partito. Questo e’ un rapporto paradossale che la Rai ha da sempre con la politica, in un momento come questo in cui i partiti, pur di parlare, cancellano quello che gia’ c’e’, questo paradosso arriva al picco massimo”.

Anche Lucia Annunziata prende le distanze:

“Le cose si commentano da sole. È evidente che è stato superato un limite e che l’editore della Rai e’ la politica”. Lucia Annunziata commenta così, intervistata a ‘Tutta la città’ su Radiotre, in onda oggi alle 10, le nuove regole sulla par condicio previste dal regolamento per le elezioni regionali approvato ieri sera in Vigilanza.

Persino Vespa ha qualcosa da dire sull’argomento:

”L’esperienza di quindici anni ci insegna che Porta a porta ha sempre rispettato la Par Condicio ed e’ stata guardata al microscopio dentro e fuori le campagne elettorali. Ad altri e’ stato concesso il diritto di scorreria. Pur con questa premessa, che legittima alcune preoccupazioni politiche, trovo molto grave l’azzeramento dei programmi informativi prima delle elezioni e spero che ci possano essere degli spazi di mediazione. Per quanto ci riguarda ci atterremo naturalmente a quanto ci sara’ trasmesso dall’azienda. Professionalmente mi auguro che ci vengano consentiti dei minimi spazi di autonomia professionale, requisito indispensabile per poter gestire le trasmissioni nelle prossime settimane’

Nuova Par condicio, cancellati Ballarò, AnnoZero, Porta a Porta: preludio ad una riforma generale (pro silvio) della legge?


Scoppia il caso “Par condicio”. Ricapitoliamo. Il radicale Beltrandi, in commissione di vigilanza Rai, ha proposto (e fatto approvare grazie ai voti del centrodestra) un nuovo regolamento per le trasmissioni politiche RAI:

Le nuove disposizioni stabiliscono che i programmi di approfondimento possano scegliere: o devono ospitare nei loro spazi le tribune politiche, oppure possono andare in onda in orari e fasce diverse. Dipenderà da Vespa, da Floris, da Santoro, cioè dai responsabili delle trasmissioni. E in ogni caso, se decideranno di andare in onda in altre fasce orarie e si occuperanno di politica, dovranno obbedire alle regole della comunicazione politica e cioè delle tribune.

Tuona il Partito Democratico:

Quello che è accaduto è molto grave: il centrodestra, complice Beltrandi, ha votato la soppressione delle trasmissioni di approfondimento giornalistico nell’ultimo mese di campagna elettorale: dunque ‘Porta a Porta’, ‘Ballaro, ‘Annozero’ salteranno, cosa mai accaduta prima e che la legge non chiede, e per estensione due terzi del palinsesto di Raitre rischiano la cancellazione. La norma approvata, infatti, prevede che al posto di queste trasmissioni si facciano tribune elettorali, sottoposte alle regole rigide della ripartizione paritaria fra tutti i soggetti politici

In rivolta anche l’Usigrai, il sindacato dei dipendenti Rai:

Domani stesso apriremo le procedure per lo sciopero dopo la decisione della vigilanza dimettere il bavaglio all’informazione Rai durante la campagna elettorale. Si stanno minando le ragioni stesse del servizio pubblico. Una assurdità.

Oggi il parlamentare radicale, su radiodue, negava il blocco dei programmi in questione, semmai le stesse trasmissioni dovrebbero trasmettere al loro interno una pseudo-tribuna politica.

Mi chiedo se questa mossa non sia il preludio, e la scusante, per una riforma definitiva della par condicio. Una norma, quella approvata ieri, apparentemente assurda fatta per ribaltare le carte e poter procedere tranquillamente ad una modifica della legge di regolamentazione della propaganda politica in tv, cosi da poter piegare definitivamente le norme ad uso e consumo della destra, in stile 1994, che se ricordate vedeva gli spot di Berlusconi in onda ad ogni ora del giorno in modo disgustosamente ingiusto rispetto alle altre forze politiche.

Il tutto, comunque, sembra essere una “piccola vendetta” di Beltrandi e dei Radicali contro il PD, complice di aver votato assieme al PDL, una modifica della par condicio che, di fatto, oscura tutti i piccoli partiti, leggete qui cosa dichiarava l’esponente politica solo due giorni fa:

(08 febbraio 2010) –
Il Pd si assume una grave responsabilita’ politica, condividendo il progetto di Pdl e Lega Nord di cancellare la par condicio nelle competizioni elettorali, a cominciare da quelle regionali di imminente svolgimento’. E’ questa la denuncia fatta da Marco Beltrandi, deputato radicale eletto nelle liste del Pd, relatore in commissione di Vigilanza Rai, sul regolamento di attuazione della par condicio per le elezioni regionali.

In una conferenza stampa, Beltrandi ha sottolineato che ‘Pd e Pdl condividono una visione distorta del pluralismo informativo, puntando ad una sorta di monopolio-duopolio che uccide il pluralismo dell’informazione politica’. Secondo l’esponente dei Radicali dal confronto politico nella tv pubblica sarebbero esclusi, secondo l’accordo che si prospetta tra due principali partiti, movimenti politici come il Nuovo Psi, l’Udeur, i Verdi, il Prc, Sinistra e Liberta’, la Lista Bonino-Pannella e La Destra di Storace. Secondo Mario Staderini, segretario dei Radicali italiani, ‘c’e’ la volonta’ esplicita di lasciare la comunicazione politica all’arbitrio dei salotti televisivi. Non a caso cinque partiti si spartiscono il 95% degli spazi televisivi e la stessa quota dei finanziamenti pubblici’.

Ancora secondo Staderini, la Rai rischia di pagare milioni di euro di sanzione per la mancata attuazione dei principi della par condicio. La commissione di Vigilanza Rai riprendera’ l’esame delle norme per l’attuazione della par condicio nella campagna elettorale per le Regionali da domani alle 13,30.

Lodo Alfano, gli italiani d’accordo con la Consulta, mentre il centrodestra…


A pochi giorni dalla bocciatura del Lodo, l’istituto demoscopico SWG ha pubblicato alcuni sondaggi in merito alla vicenda:

Ed il governo prepara il contrattacco verso la Magistratura. Leggiamo da Polisblog:

La prima proposta di legge patrocinata dal Ministro Alfano, dopo la sentenza della Consulta sul “lodo”, è una riforma del Consiglio Superiore della Magistratura intesa soprattutto a modificare il sistema di composizione dell’organo. La novità più importante? L’elezione dei consiglieri dovrà essere preceduta da un sorteggio.. I fortunati estratti vinceranno il diritto all’elettorato passivo! Potranno essere eletti. Gli altri a casa. Magari ritenteranno la prossima volta!…..

La proposta di legge intenderebbe introdurre un sorteggio preventivo all’elezione dei membri eletti dai magistrati. Una misura probabilmente incostituzionale, in quanto lesiva del diritto all’elettorato passivo dei magistrati stessi (e, dunque, dell’articolo 104 della Costituzione). L’intento sarebbe quello di combattere il tanto vituperato fenomeno del “correntismo”, ritenuto causa e manifestazione di un’ormai dilagante “politicizzazione” della magistratura. La legge dovrebbe essere promulgata dal Capo dello Stato, rappresentante dell’unità nazionale, garante politico della Costituzione, nonché Presidente del C.S.M. stesso.

C0s’altro dire, prosegue il conflitto istituzionale tra Berlusconi e le altre cariche dello stato. In difesa dei suoi interessi naturalmente.

Berlusconi-Magistratura: finirà cosi?


(tratto da Il Caimano di Nanni Moretti)

Lodo, le contromosse di un Berlusconi furibondo


L’alba del giorno dopo ci regala un premier sempre piu infuriato e pronto a tutto pur di salvarsi. Come avevo detto già in altri articoli Berlusconi non si farà disarcionare molto facilmente e combatterà sino all’ultimo, buttando a mare ogni formalità istituzionale.

Per Napolitano, la Consulta, le Opposizioni e tutta la tv non allineata inizia un periodo pericoloso e difficile. Molti personaggi non schierati con Berlusconi rischieranno la censura.

Nel frattempo gli avvocati del Cavaliere sono gia al lavoro per evitargli processi ed eventuali condanne, leggiamo da “Il fatto quotidiano”

Il piano B, quello che non gli farà evitare i suoi tre processi, ma almeno lo metterà al riparo dal rischio di una condanna per corruzione giudiziaria, è scattato non appena dalla Consulta è arrivata la (per lui) ferale notizia: il lodo Alfano era stato bocciato. È stato in quel momento che gli uomini di Silvio Berlusconi hanno deciso di tirare fuori dalle secche della commissione giustizia, dove era impantanata da mesi, una norma finora nascosta tra le pieghe della riforma del codice di procedura civile. Una legge ad personam, l’ennesima, che toglie il valore di prova alle sentenze già passate in giudicato.

Quando sarà approvata, e c’è da giurarci che lo sarà, i tempi di centinaia di dibattimenti si allungheranno a dismisura. E tra questi c’è anche quello per la presunta mazzetta da 600.000 dollari versata dal Cavaliere per comprare la testimonianza dell’avvocato inglese David Mills…..

La strategia processuale di Berlusconi, infatti, non può che essere quella di sempre. Chiedere che vengano ascoltati centinaia di testimoni, domandare lunghissime nuove perizie sulla rete di conti esteri gestiti da Mills, far saltare un’udienza dopo l’altra sollevando una serie di legittimi impedimenti parlamentari suoi o dei suoi avvocati. Insomma puntare alla prescrizione. In fondo il Cavaliere non deve non resistere molto. Un’apposita legge, la ex Cirielli, approvata dal centro-destra nel 2005, proprio quando Berlusconi scoprì di essere indagato per il caso Mills, ne ha dimezzato la lunghezza: se il processo contro di lui cominciasse settimana prossima (ma non sarà così) il premier nel giro di circa due anni la farebbe franca. Ventiquattro mesi sono un niente se la norma che toglie alle sentenze il valore di prova sarà approvata. Sono invece pochi, ma forse sufficienti per arrivare fino alla cassazione, se la legge non viene cambiata. Il futuro giudiziario e politico del premier si gioca insomma sul filo dei giorni, anzi delle ore. Berlusconi ha bisogno di tempo. E già domani, quando comincerà l’appello contro il solo Mills, la strategia diventerà evidente.

Non dimentichiamo poi la legge sulla Par-Condicio, sarà una delle prime a cadere. Nei piani di Berlusconi infatti vi sarà una forte sovraesposizione mediatica, in stile 1994, con spot in tutte le tv cosi da poter vincere facile le elezioni regionali del 2010 e tentare la spallata al Presidente della Repubblica, ritenuto tra i responsabili del “complotto” ordito ai suoi danni.

Le opposizioni dovranno farsi trovare pronte nel prossimi mesi, perche se il Caimano sta affondando, tenterà di portare con se tutto il sistema istituzionale italiano. Resistere, resistere, resistere…