Francia: il Partito Socialista ha la maggioranza assoluta, bocciate Royal e Le Pen


Oggi in Francia si sta votando per il secondo turno delle Legislative. Secondo alcune agenzie il PS del Presidente Francois Hollande potrebbe raggiungere la maggioranza assoluta alla Assemblea Nazionale.

++ Francia exit non ufficiali, Ps dovrebbe avere la maggioranza assoluta
Fonte: Termometro Politico

Risultati finali:

Era dal 1981 che la Francia non aveva una maggioranza assoluta del PS nella Assemblea Nazionale. 291 seggi del PS, assieme agli alleati salgono al 314, senza contare la possibilità di collaborare con i Verdi (17 seggi) o la Sinistra Radicale (10 seggi).  Hollande avrà quindi mano libera per fare le sue riforme. Il Fronte Nazionale, dopo 15 anni, torna in Parlamento con Marion Marechal-Le Pen, nipote di Jean Marie. Bocciata Marine Le Pen, come la socialista Segolene Royal, ex compagna del Presidente Hollande.

Domani si vota per le Presidenziali francesi: candidati, sondaggi e statistiche sul voto


Domani in Francia si vota per il primo turno delle Presidenziali. Sarkozy appare in difficoltà, il candidato socialista Hollande sembra poter prevalere. Alle loro spalle, per la terza posizione, si battono Marine Le Pen, estrema destra; il centrista Bayrou e Mélenchon, una sorta di ‘Vendola’ d’Oltrealpe.

I principali candidati, tratto da Il Post:

I candidati favoriti sono due: il presidente uscente, Nicolas Sarkozy, del partito di centrodestra UMP, e il segretario del Partito Socialista Francois Hollande. Ci sono però almeno altri tre candidati considerati quantomeno insidiosi: Marine Le Pen, di estrema destra; Francois Bayrou, centrista; Jean-Luc Mélenchon, di estrema sinistra.

Nicolas Sarkozy (Unione per un Movimento Popolare, UMP)
Il presidente uscente è anche il candidato per le prossime elezioni per l’UMP, il partito di centrodestra conservatore e liberista, ma non ancora ufficialmente: molto probabilmente annuncerà la sua candidatura il prossimo marzo. La sua popolarità è particolarmente bassa da diversi mesi, stabile intorno a un misero 25 per cento: Sarkozy paga la difficile situazione economica del paese e l’impressione che, in Europa, la Francia non riesca ad avere il peso dell’influenza della Germania, finendo così per subirla. La presidenza di Sarkozy è stata colpita da diversi scandali che hanno riguardato anche molto da vicino il presidente, da ultimo quello che ha coinvolto a gennaio sua moglie Carla Bruni per un presunto utilizzo irregolare di fondi a favore delle sue attività filantropiche. Ma il repertorio è ricco: si va dall’affaire Karachi, una vecchia storia di finanziamenti illeciti durante la campagna elettorale del 1995, al caso Bettencourt, che riguarda i finanziamenti illeciti che sarebbero arrivati all’UMP e a Sarkozy prima della sua elezione nel 2007.

François Hollande (Partito Socialista, PS)
François Hollande, 57 anni, è il candidato dell’opposizione del Partito Socialista, di cui è stato leader dal 1997 al 2008, il periodo dei due risultati abbastanza disastrosi alle presidenziali del 2002 e del 2007. È il candidato più mainstream all’interno del suo partito: gli viene riconosciuta affidabilità sia dall’ala sinistra che dalla parte – piuttosto minoritaria – che ha posizioni più moderate e centriste. I suoi avversari, anche all’interno del partito, lo dipingono invece come eccessivamente incerto e conciliante. Fino al clamoroso arresto a New York nel maggio scorso, il candidato favorito per le primarie (e per la presidenza) era un altro, l’ex direttore del Fondo Monetario Internazionale Dominique Strauss-Kahn (l’inchiesta si è conclusa con un’archiviazione ad agosto). La candidatura di Hollande, semplicemente, non esisteva, e i sondaggi lo davano intorno al 5 per cento.

Hollande è diventato il candidato ufficiale del PS (e di un suo piccolo alleato, il Partito Radicale della Sinistra, PRG) dopo che lo scandalo Strauss-Kahn ha eliminato il “vincitore annunciato” delle primarie francesi. Con una campagna equilibrata e ben gestita, Hollande ha acquistato a poco a poco punti nei sondaggi e ha vinto le primarie, concluse lo scorso ottobre, superando fin dal primo turno Martine Aubry anche se con un po’ meno voti del previsto (il 39 per cento). Le primarie sono state notevoli soprattutto per il misero risultato di Ségolène Royal (ex compagna di Hollande e già sconfitta da Sarkozy alle elezioni del 2007) e per quello oltre le aspettative di un candidato piuttosto estremista, Arnaud Montebourg. Da quando è diventato il candidato ufficiale, Hollande ha confermato le sue capacità politiche, dimostrando di capire gli umori popolari e non risparmiando neppure lui gli attacchi contro le banche e la finanza, uno dei temi principali di questa campagna elettorale.

Marine Le Pen (Fronte Nazionale, FN)
53 anni e figlia del fondatore del Fronte Nazionale e attuale presidente onorario, l’83enne Jean-Marie Le Pen, Marine Le Pen guida un partito di estrema destra, anti-immigrazione e statalista in politica interna, nazionalista e euroscettico in politica estera. Suo padre si candidò cinque volte alla presidenza e ottenne il risultato migliore nel 2002, quando arrivò fino al ballottaggio perdendo contro Jacques Chirac. Marine Le Pen si è concentrata negli ultimi mesi su temi economici: ha parlato più volte contro la grande finanza internazionale e il liberismo dell’UMP, e si dice favorevole a un forte protezionismo per l’economia francese e a una almeno parziale nazionalizzazione delle banche. Ha dimostrato di aver raccolto bene l’eredità paterna e il suo partito ha ottenuto alcuni risultati importanti in una serie di elezioni locali, soprattutto nel nord della Francia.

François Bayrou (Movimento Democratico, MoDem)
60 anni, Bayrou è già stato candidato alle presidenziali del 2002 e del 2007, quando venne eliminato al primo turno ma ottenne ben il 18 per cento dei voti. È un ex professore di storia che guida un partito moderato ed europeista, da lui fondato nel 2007 dopo le elezioni presidenziali. Si è progressivamente distanziato dalle posizioni di centro-destra dell’UMP, portando avanti il difficile progetto di una “terza via” centrista al solido bipolarismo francese. Nel 2002 e nel 2007, prima rifiutando di confluire nel partito da cui sarebbe nato l’UMP, poi fondando il suo Movimento Democratico, ha provocato spaccature tra gli altri politici di centro, ma si è sempre dimostrato capace di tenere dalla sua parte una solida percentuale di elettori.

Jean-Luc Mélenchon (Fronte di Sinistra)
Tra tutti i candidati «minori» alle Presidenziali 2012, questo deputato europeo sessantenne è senza dubbio quello che suscita più curiosità, dentro e fuori la Francia. Sedicente paladino del popolo, leader del movimento no-global e anti-liberismo economico, bloggher e polarizzatore della scena mediatica. Jean-Luc Mélenchon è stato ministro di Jospin ed esponente di spicco del Partito socialista ma l’ha abbandonato nel 2008 per spostarsi a sinistra e fondare il proprio movimento politico, il Fronte della sinistra. Fervido ammiratore di Mitterrand, nel suo programma – una sorta di libretto rosso dal titolo «Il programma del Fronte della sinistra, l’umano prima di tutto» – i punti di forza sono l’aumento del salario minimo garantito (Smic) a 1700 euro al mese, la riduzione dei poteri del Capo dello Stato, l’aumento della pressione fiscale per i cittadini più facoltosi e la trasformazione di tutti i rapporti di lavoro in contratti a tempo indeterminato. Sognatore populista o rivoluzionario 2.0? I suoi avversari politici lo dipingono come un «personaggio sprezzante e collerico», valido solo come oratore e come mattatore mediatico, ma politicamente inconsistente.

I Sondaggi:

In questo momento Hollande avrebbe il 29 per cento dei consensi, seguito da Sarkozy col 24 per cento. Rispetto ai sondaggi di una settimana fa, il presidente francese uscente ha perso due punti percentuali. Marine Le Pen è data al 17 per cento, Jean-Luc Mélenchon al 15 per cento, Francois Bayrou al 10 per cento. I dati, insomma, confermano la tendenza fin qui: il vantaggio di Hollande su Sarkozy e la capacità di entrambi i principali candidati di tenere a debita distanza – non senza qualche fatica – gli avversari alla loro destra e alla loro sinistra. Hollande in questo momento è in testa anche nei sondaggi sul ballottaggio, dovesse arrivarci insieme a Sarkozy: oggi avrebbe il 58 per cento dei consensi contro il 42 per cento del presidente uscente.

I risultati del primo turno nel 2007:

(da precisare che generalmente chi arriva in testa al primo turno poi vince le Presidenziali. Nel 1981 però Mitterand si classificò alle spalle del Presidente uscente ma poi vinse)

Nicolas Sarkozy Unione per un Movimento Popolare 11.448.663 31,18
Ségolène Royal Partito Socialista 9.500.112 25,87
François Bayrou Unione per la Democrazia Francese 6.820.119 18,57
Jean-Marie Le Pen Fronte Nazionale 3.834.530 10,44
Olivier Besancenot Lega Comunista Rivoluzionaria 1.498.581 4,08
Philippe de Villiers Movimento per la Francia 818.407 2,23
Marie-George Buffet Partito Comunista Francese 707.268 1,93
Dominique Voynet Verdi 576.666 1,57
Arlette Laguiller Lotta Operaia 487.857 1,33
José Bové no-global 483.008 1,32
Frédéric Nihous Caccia, Pesca, Natura e Tradizioni 420.645 1,15
Gérard Schivardi Partito dei Lavoratori 123.540 0,34 

Si aprono i Congressi a “Sinistra”, Rifondazione ago della bilancia


Luglio è stato ufficiosamente ribattezzato il “mese dei congressi”. Due settimane fa si è chiusa l’assise del Partito Socialista, che ha eletto Riccardo Nencini nuovo segretario. Il PS guarda al dialogo con il PD, con l’Udc e respinge ogni possibile alleanza con l’italia dei Valori di Di Pietro. Malgrado la brutta accoglienza riservata a Walter Veltroni, voci di alcuni iscritti parlano di un accordo non ufficiale relativo alle europee 2009 con un socialista (forse Boselli) eletto nelle liste del Partito Democratico. Si parla anche di una futura federazione tra PS e PD, pur nella reciproca autonomia. Prove tecniche di “annessione dolce”, d’altronde un partito che vale lo 0,9% non ha molte carte da giocare e deve raccattare quel che passa il convento “veltroniano”.

Se Atene piange, Sparta non ride. Dall’altro capo della Sinistra, infatti, si aprono le danze. Dopo “l’assaggio” di fine giugno, con la elezione di Claudio Fava a coordinatore di Sinistra Democratica, ora si entra nel vivo. Oggi si aprono i Congressi di Verdi e dei Comunisti Italiani.

Per quanto riguarda il movimento ambientalista, orfano del dimissionario Alfonso Pecoraro Scanio, si profila una soluzione di ripiego. Le mozioni presentate dovrebbero essere almeno cinque ma la maggioranza dovrebbe convergere verso la mozione 1 “Ritorno al Futuro” che è sostanzialmente attendista. Questa mozione è appoggiata dalla vecchia dirigenza del partito, da Angelo Bonelli a Paolo Cento, da Loredana de Petris a Marco Pecoraro Scanio, fratello di Alfonso, il segretario dimissionario anche lui legato a questo gruppo. La Presidenza del movimento dovrebbe essere affidata a Grazia Francescato, la conta finale quindi potrebbe essere rimandata a dopo le Europee 2009. Nel frattempo si guarda sia al PD sia a quello che succede a Sinistra. Dopodiche si sceglierà, morire democratici o federati alla Sinistra, perche una cosa è certa, da soli non si potrà andare, visto anche il probabile sbarramento alle europee.

Nello stesso giorno a Salsomaggiore si apre l’assise dei Comunisti Italiani. Oliviero Diliberto sogna di riunificare tutti i comunisti in un unico partito. Da Rifondazione a Ferrando passando per il PdCi e Sinistra Critica. Le mozioni in votazione saranno due. La mozione 1 “Ricostruire la Sinistra, Comuniste e Comunisti cominciamo da Noi”, approvata dal Comitato Centrale e “sponsorizzata” da Diliberto è maggiormente critica verso il passato governo Prodi, totalmente negativa nei confronti della Sinistra Arcobaleno, intende rilanciare principalmente l’Unità dei Comunisti, avendo un ruolo di competizione critica con il PD, pur non escludendo future alleanze.

La mozione 2, “Una necessità per il paese: Unire la Sinistra” anche detta “malignamente” mozione Belillo-Vendola, pur prendendo le distanze dalla Sinistra Arcobaleno, non è totalmente critica verso l’esperienza di governo appena conclusa, si propone per una alleanza programmatica con il PD e vorrebbe realizzare un nuovo contenitore di Sinistra Plurale, sulla falsa riga della tedesca “Die Linke”. 

Se per il PDCI è abbastanza scontata la vittoria di Diliberto, in ambito locale infatti ha prevalso la mozione 1 con l’86% dei voti, appare invece ancora tutto da decidere il destino di Rifondazione Comunista.

In Rifondazione la tensione si taglia con il coltello. Le mozioni di Ferrero e Vendola si contendono la vittoria finale e numerose accuse di brogli sono state denunciate da entrambe le parti. Alcuni congressi locali sono stati annullati per “rigonfiamento di iscritti”.

Secondo le stime non ancora ufficiali, le percentuali darebbero questo quadro: mozione Vendola 46,8%, mozione Acerbo-Ferrero-Grassi 40,6%, mozione Pegolo 7,8%, mozione Bellotti 3,2%, mozione Russo-De Cesaris 1,5%. Nel centro-sud, sarebbe prevalente il documento politico che ha come primo firmatario Nichi Vendola, mentre al centro-nord vincerebbe quello sottoscritto da Paolo Ferrero.

Spaccatura totale quindi, anche se in queste ore i rappresentanti delle due mozioni principali stanno sondando il terreno per raggiungere un accordo. Vendola potrebbe essere eletto segretario ma il Prc dovrebbe presentarsi da solo alle Europee , con il proprio simbolo, ponendo fine al progetto di una Sinistra Plurale. Questo non piace molto ai Vendoliani, maggiormente disposti a portare avanti il discorso della Sinistra Arcobaleno e che quindi si vedrebbero “prigionieri delle minoranze”. Non è escluso però che si trovi un accordo unitario che rilanci quindi Rifondazione Comunista come soggetto autonomo.

Le decisioni di Rifondazione avranno quindi un effetto domino sul resto della Sinistra in vista delle Europee 2009. Con un probabile sbarramento al 4%, una corsa solitaria di Prc spingerebbe Sinistra Democratica, e forse anche i Verdi, tra le braccia del PD. I due piccoli partiti infatti non potrebbero aspirare ad eleggere da soli nessun deputato europeo.

Vedremo come evolveranno le cose sperando che presto possa celebrarsi anche il Congresso del PD. Un Congresso dove poter finalmente dare la parola agli iscritti.

Sinistra, scendi dal piedistallo!


In alcune occasioni gli elettori di centrosinistra, o piu propriamente di sinistra, accusano l’elettorato di destra di essere poco informato, di farsi plagiare dalle parole di Berlusconi e sodali, di non ragionare con la propria testa, in sostanza, di essere ignoranti.

Questa tesi di “superiorità intellettuale” viene avvalorata dal forte sbilanciamento a sinistra presente nel mondo della cultura.

Se andiamo a vedere le statistiche poi, piu sale il grado di istruzione e piu sale la percentuale di elettori di centrosinistra. Gli stessi giovani, sempre secondo statistiche varie, si differenziano nel voto in base al loro “status”, quelli che studiano propendono maggiormente per i progressisti, quelli che lavorano invece votano in maggioranza per il centrodestra.

Fatte queste opportune premesse mi chiedo però perche la Sinistra oggi sembra sia diventata quasi una corrente politica d’elite. Perche operai, impiegati e pensionati vedono nella destra una opportunità concreta rispetto al fronte progressista; perche gli umili, i semplici, quelli che una volta erano il “cuore” della Sinistra ora sembrano preferire altri lidi.

Berlusconi è proprietario di un impero mediatico è vero e questo è un fatto, ma non puo essere l’unico motivo per spiegare tale fenomeno. Non è forse un pò colpa della Sinistra stessa? rimasta ferma su alcuni principi senza capire che l’Italia “cambia”, o meglio cambiano le priorità.

Il dramma della società di oggi è che, con il passare del tempo, si trova sempre più in difficoltà. La forte immigrazione, ad esempio, porta con sè anche un aumento della criminalità, con relavita crescita della diffidenza verso gli immigrati. I benpensanti sosterranno giustamente che sono le leggi italiane a determinare questo stato di cose, il sistema giudiziario non è in grado di funzionare e quindi i criminali vengono tranquillamente in Italia ben sapendo di rimanere impuniti. Ma al cittadino rimangono in mente le immagini viste in tv e le notizie lette sui giornali. Nella coscienza dell’opinione pubblica restano le facce, le persone, i”simboli”.

Il nostro paese è sempre piu “precario”. I giovani trovano dei lavori sottopagati ad alcune volte si vedono “scippata” una opportunità “per colpa” dell’extracomunitario che costa di meno. Anche li è facile comprendere che nella “battaglia tra poveri” ci guadagna l’imprenditore italiano che, in molti casi, tiene in nero l’immigrato o gioca al ribasso per guadagnare di piu.

In un contesto come questo, il grosso problema della Sinistra e del fronte progressista in generale è quello di aver perso gradualmente un contatto “diretto” con la società italiana, con le persone semplici, quelli che non filosofeggiano, che non conoscono Max Weber o Keynes, che non pensano ai diritti per tutti, ma guardano piu egoisticamente al loro orticello, cercando protezione, speranza, lavoro.

Non basta candidare Calearo e Colaninno, come fa il PD, per accaparrarsi il voto degli imprenditori, anzi forse in questo modo si perdono i voti degli operai che si sentono presi in giro dalla presenza di candidati che non hanno contatto con la gente, che vengono dall’alto. Come non basta parlare di laicità o di lavoratori, le due bandiere di Socialisti e Sinistra Arcobaleno , senza specificare cosa si intende fare in concreto per aumentare il potere di acquisto, senza parlare di interventi seri in tema di sicurezza.

Veltroni in questa campagna elettorale ha girato l’Italia andando “tra la gente” , questo è un fatto ma èanche un fatto, non di poca importanza, che il leader del PD venisse da Roma. Non basta farsi 110 province,stare li a parlare un’ora, raccogliere qualche applauso e poi andare nella città vicina per avere il “contatto con la gente”.

Perche invece di candidare Calearo non sono stati promossi i dirigenti locali? Una delle priorità della sinistra dovrà essere quella di ricostruire un rapporto diretto con il territorio. Se al cittadino vicentino invece di proporre imprenditori scelti nel “mazzo” dai dirigenti nazionali si propone come candidato un consigliere regionale che si è battuto per proteggerli, dar loro dei diritti, risolvere problemi della città, probabilmente vi sarà un riscontro maggiormente positivo.

Su questo tema la Sinistra deve TORNARE a fare la Sinistra, a riempire le sezioni, deve riuscire a riavvicinare le persone. Ma i cittadini si convicono se parli la loro lingua, non basta candidare uno che “parla” veneto per conquistare la regione, si devono far crescere quegli amministratori che “vivono” nelle realtà locali, che hanno provato a cambiare qualcosa, che hanno idee e proposte. Purtroppo il PD, e non solo, sembra privilegiare le scelte di vertice, gente catapultata in una zona o comunque, seppur della zona, che non ha un contatto diretto con le popolazioni locali.

Ci sono sezioni romane di alcuni partiti di Sinistra che organizzano incontri con autori ed intellettuali per parlare delle loro opere. Lodevoli operazioni culturali per carità, ma non sarebbe altrettanto lodevole organizzare delle iniziative per ripulire il quartiere dalla spazzatura? oppure per aiutare i piu poveri piuttosto che per portare avanti e con forza delle battaglie locali evitando demagogia e populismo e badando alla risoluzione dei piccoli problemi quotidiani?

E poi un altro consiglio, la Sinistra deve cambiare il modo di porsi, il proprio linguaggio, deve rinunciare ai paroloni, alle frasi generiche e andare nel particolare con messaggi brevi e diretti.

Non basta dire “piu sicurezza” o “1000 euro per i precari” o anche “la laicità è importante” oppure “aboliamo la legge 30” (tanto per citare slogan di Pd, Ps e Sinistra). Si deve dire chiaramente che “I criminali devono finire in galera”, che “la precarietà va eliminata”, che “l’immigrazione incontrollata non va bene” . Non bisogna avere paura di usare termini chiari, semplici, che colpiscono. La cosa importante è abbinare a tali slogan delle politiche serie e non demagogiche o populiste come quelle usate da molti esponenti della destra. Una riforma della giustizia con l’eliminazione di un grado di giudizio e la soppressione di alcune attenuanti francamente incomprensibili abbinata ad una riforma dei codici provocherebbe una “rivoluzione” tale da garantire maggiore sicurezza in quanto il “funzionamento” della macchina della giustizia sarebbe il maggiore deterrente per i criminali, sicuramente piu potente di un braccialetto elettronico o di una ronda di cittadini inesperti. Un sistema di ammortizzatori sociali comprensivo di diritti quali malattia, ferie, trattamento di fine rapporto e permessi retribuiti costituirebbe un aiuto molto piu efficace che alzare da ottecento a mille euro il salario di un precario facendolo rimanere senza diritti ne tutele. La previsione di quote piu o meno ristrette per molti paesi extraeuropei e per alcune nazioni europee come la Romania garantirebbe un flusso di immigrazione “sostenibile”. L’immigrazione è una ricchezza ma il CentroSinistra deve essere capace di unire solidarietà ed accoglienza a legalità e sostenibilità del fenomeno.

In estrema sintesi:

1.Usare parole semplici e parlare anche dei temi molto sentiti dall’opinione pubblica.
2. Abbinare agli slogan “ad effetto” una serie di provvedimenti “seri” e non demagogici o populisti.
3. Ricostruire il rapporto con il territorio, valorizzando i dirigenti locali che si impegnano e non facendo interessi delle “caste” di partito.

Berlusconi ha un impero mediatico che sarà sempre piu forte. O la Sinistra si mette in testa di spiegare “casa per casa” cosa vuol fare, sfruttando il territorio e proposte semplici ma efficaci oppure mettiamoci l’anima in pace e prepariamoci a decenni di dominio della destra con qualche periodo di gestione della sinistra, tanto per rimettere i conti a posto e divenire impopolari.h

Roma: battaglia tra Rutelli ed Alemanno


Alemanno rifiuta l’apparentamento con la Destra e Rutelli rifiuta quello con il PS. Mentre Grillini lascia libertà di scelta tra i due sfidanti al campidoglio, Storace e Sinistra critica devono ancora decidere. La Rosa Bianca intanto si divide con Baccini che, a titolo personale, appoggia Alemanno e Pezzotta che risponde picche. L’Udc lascia libertà di scelta, mentre la disgrazia di venerdi sera (la donna violentata a La Storta) entra prepotentemente nella campagna elettorale romana.

Tramite Repubblica.it ecco le principali novità della giornata:

Storace: “Su Alemanno sento il partito e decido”

“La libertà di coscienza non sarebbe seria per un partito come il nostro. Oggi decidiamo”. Così il leader della Destra Francesco Storace a proposito del ballottaggio di domenica prossima per l’elezione del sindaco di Roma tra il candidato del Popolo delle Libertà, Gianni Alemanno, e quello del Partito Democratico, Francesco Rutelli.

Sinistra Critica decide tra Rutelli e Alemanno

Domani alle ore 12 conferenza stampa di Sinistra Critica a proposito della posizione sul ballottaggio nelle elezioni comunali di Roma tra Rutelli e Alemanno

Baccini: “Voto Alemanno”

“Il disappunto degli amici della rosa Bianca e dell’udc mi rincresce. Ma è il caso che se la facciano passare”. Mario Baccini, dopo aver annunciato il suo sostegno ad Alemanno, non arretra di fronte alla presa di distanza dalla sua scelta di campo del presidente del partito, Savino Pezzotta

Alemanno punta su Roma Capitale

“Questa volta vogliamo fare sul serio”. Il candidato sindaco di Roma del Pdl, Gianni Alemanno, a sette anni dalla riforma della Costituzione prende l’impegno di realizzare il distretto di Roma Capitale in tempi rapidi. “Vogliamo bruciare le tappe – ha affermato Alemanno – e far partire la legge di riforma costituzionale e dare poteri straordinari a Roma”.

Ballarò, faccia a faccia Rutelli-alemanno

Ballarò, in onda domani alle 21.05, su RaiTre, ospita l’atteso faccia a faccia tra i due candidati a sindaco di Roma Gianni Alemanno e Francesco Rutelli, che saranno protagonisti del ballottaggio in programma domenica 27 e lunedì aprile.

Rutelli: “Gestirò direttamente la sicurezza”

“Se sarò eletto sindaco non ci sarà l’assessorato con delega alla sicurezza. La sicurezza infatti è un tema trasversale e molto sensibile che esige la diretta responsabilità del sindaco”. Lo ha annunciato il candidato per il centrosinistra a sindaco di Roma Francesco Rutelli.

Giordano: “Stiamo con Rutelli”

“Alle comunali di Roma appoggeremo Rutelli in maniera incondizionata, per evitare che questa città possa finire nelle mani della peggiore destra che si possa immaginare”. Così Franco Giordano, di Rifondazione Comunista.

Rutelli: “Collaborerò con il governo sulla sicurezza”

Il candidato del Pd al Campidoglio, Francesco Rutelli, ha assicurato “grande collaborazione” al nuovo governo e al nuovo Parlamento sulla sicurezza. Ma, promette, “il sindaco di Roma andrà in Parlamento a chiedere che siano adottate misure legislative”.

“La polizia municipale assumerà un ruolo strategico nella politica comunale per la sicurezza dei cittadini. Sarà disponibile al fianco delle forze di polizia nazionali, anche in unità miste, per intervenire sulle situazioni critiche con rapidità e competenza”. Lo ha detto il candidato sindaco del Pd per il Comune di Roma, Francesco Rutelli, nel corso di una conferenza stampa durante la quale ha spiegato la sua proposta di una commissione consultiva per la sicurezza integrata.

Rutelli: “Alemanno era in governo che favorì immigrazione”

Secondo il candidato del Pd a sindaco di Roma, Francesco Rutelli, “il problema dell’immigrazione di persone che delinquono è purtroppo legato a una piccola minoranza, molto aggressiva, di cittadini arrivati soprattutto nell’ultimo anno e mezzo dalla Romania. I provvedimenti che lo hanno consentito sono stati tutti presi dal governo berlusconi, e in quel governo c’era il ministro Alemanno, che li ha votati tutti”.

Rutelli: “Riorganizzerò i campi rom”

“Voglio mettere in campo, se sarò eletto sindaco, una radicale riorganizzazione dei campi nomadi e della presenza dei rom che oggi, come tale, non è più sostenibile”. Lo ha detto il candidato sindaco di Roma del centrosinistra Francesco Rutelli.

Roma, Pezzotta bacchetta Baccini

“Non si può sostenere, come tu stesso fai, che occorre essere alieni da qualsiasi vocazione aprioristica verso il centrosinistra e il centrocentrodestra e poi alla prima occasione schierarsi. Non è sostenibile, non è opportuno, non è corretto”. Lo ha scritto il presidente della Rosa per l’Italia Savino Pezzotta al collega di partito Mario Baccini, per ribadire la necessità di non schierare il movimento politico a sostegno del candidato del Pdl a sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Grillini: “A Roma elettori Ps votino secondo coscienza”

“A titolo individuale riteniamo di dire ai nostri elettori di votare secondo coscienza”. E’ l’indicazione che danno l’ex candidato a sindaco della Capitale per il partito socialista Franco Grillini e la capolista del Partito socialista per Roma Daniela Brancati in vista del voto per il ballottaggio alle elezioni comunali



Elezioni: Come si vota


Siamo arrivati al voto. Grazie agli speciali di Corriere.it  e di Repubblica.it vi posto un vademecum su come si vota e su cosa si vota.

COSA SI RINNOVA

I componenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

Nelle regioni a statuto ordinario:
– 8 Presidenti e Consigli provinciali (Asti, Varese, Massa Carrara, Roma, Benevento, Foggia, Catanzaro, Vibo Valentia)
– 426 Sindaci e dei Consigli comunali (di cui 9 capoluoghi di provincia: Brescia, Sondrio, Treviso, Vicenza, Massa, Pisa, Roma, Viterbo, Pescara)

Nelle regioni a statuto speciale:
– i presidenti e degli organi consiliari delle regioni Sicilia e Friuli Venezia Giulia
– in Friuli Venezia Giulia si vota anche per le elezioni del presidente e del consiglio di 1 provincia e dei sindaci e dei consigli di 8 comuni (di cui 1 capoluogo di provincia).

QUANDO SI VOTA

Le operazioni di voto si svolgono:
domenica 13 aprile, dalle ore 8 alle ore 22
lunedì 14 aprile, dalle ore 7 alle ore 15

In caso di turno di ballottaggio per l’elezione dei presidenti di provincia e dei sindaci dei comuni, si vota:
domenica 27 aprile, sempre dalle ore 8 alle ore 22
lunedì 28 aprile 2008, dalle ore 7 alle ore 15

IL CORPO ELETTORALE

Camera e Senato
Gli elettori sul territorio nazionale (dati riferiti al 45° giorno antecedente la data della votazione e suscettibili di lievi modificazioni al termine della revisione straordinaria delle liste elettorali attualmente in corso) sono:
– per la Camera dei deputati 47.295.978 (22.688.262 maschi e 24.607.716 femmine)
– per il Senato della Repubblica 43.257.208 (20.620.021 maschi e 22.637.187 femmine).
Eleggono 618 deputati e 309 senatori.
Le sezioni elettorali sono 61.225.

Gli elettori residenti all’estero che votano per la circoscrizione estero (dati provvisori) sono:
-per la Camera dei deputati 2.812.400
-per il Senato della Repubblica 2.531.560.
Eleggono 12 deputati e 6 senatori.

Elezioni provinciali
Le elezioni nelle 8 province di regioni a statuto ordinario interessano 5.838.223 elettori (2.797.138 maschi e 3.041.085 femmine).
Le sezioni elettorali sono 6.758.

Elezioni comunali
Sono 6.060.784 elettori (2.896.923 maschi e 3.163.861 femmine).
Le sezioni elettorali sono 6.990.

Considerando una sola volta gli enti interessati contemporaneamente a più elezioni amministrative nelle regioni a statuto ordinario, il numero complessivo di elettori è di 9.099.766, di cui 4.371.308 maschi e 4.728.458 femmine.
Il numero complessivo di sezioni elettorali è di 10.624.

Per Friuli Venezia Giulia e Sicilia (al 30 giugno 2007) gli elettori sono 5.697.172 (2.751.466 maschi e 2.945.706 femmine).
Le sezioni elettorali interessate sono 6.669.

 

 

 

COME SI VOTA

La legge elettorale prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza e soglie di sbarramento. Sia per la Camera (scheda rosa) sia per il Senato (scheda gialla), l’elettore esprime il voto tracciando con la matita copiativa un solo segno sul contrassegno della lista prescelta. È vietato scrivere sulla scheda il nominativo dei candidati e qualsiasi altra indicazione. Anche nel caso di liste collegate in coalizione, il segno va sempre posto solo sul contrassegno della lista che si vuole votare e non sull’intera coalizione. Se il segno dovesse invadere parzialmente altri simboli il voto viene comunque assegnato: si intende infatti riferito al contrassegno su cui insiste la parte prevalente del segno stesso. In Valle d’Aosta (per Camera e Senato) e in Trentino-Alto Adige (per il solo Senato) l’elettore esprime il voto tracciando con la matita un solo segno (esempio: una croce o una barra) sul contrassegno del candidato prescelto o nel rettangolo che lo contiene.

ELEZIONI PROVINCIALI

(scheda verde)

Per quanto riguarda le elezioni provinciali (scheda di colore verde) l’elettore potrà esprimere il proprio voto: a) tracciando un solo segno sul rettangolo contenente il nominativo del candidato alla carica di presidente della provincia. In tal modo, il voto si intenderà attribuito solo al candidato presidente; b) tracciando un solo segno o sul contrassegno relativo ad uno dei candidati alla carica di consigliere provinciale o sul nominativo del candidato presidente. In tal modo, il voto sarà attribuito sia al candidato consigliere che al candidato alla carica di presidente collegato; c) tracciando un segno sia sul rettangolo contenente il nominativo del candidato presidente, sia sul contrassegno relativo ad uno dei candidati consiglieri collegati o sullo stesso nominativo del candidato consigliere medesimo. In tal modo, il voto sarà parimenti attribuito tanto al candidato alla carica di presidente che al candidato consigliere che fa parte del gruppo o di uno dei gruppi collegati. Per le elezioni provinciali non è ammesso il cosidetto «voto disgiunto», cioè il voto per un presidente della provincia di un gruppo o di un gruppo di liste e per un candidato al consiglio provinciale di un altro gruppo o gruppo di liste.

ELEZIONI COMUNALI 

(scheda azzurra)

Per quanto riguarda le elezioni comunali (scheda di colore azzurro) le modalità di voto variano a seconda della grandezza del comune.
Nei Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti l’elettore potrà esprimere il voto:
a) tracciando un solo segno sul rettangolo contenente il nominativo del candidato alla carica di sindaco. In tal modo, il voto si intenderà attribuito solo al candidato sindaco;
b) tracciando un solo segno sul contrassegno di una delle liste di candidati alla carica di consigliere comunale collegate a taluno dei candidati alla carica di sindaco. In tal modo, il voto sarà attribuito sia alla lista di candidati consiglieri che al candidato sindaco collegato;
c) tracciando un segno sia su uno dei contrassegni di lista che sul nominativo del candidato alla carica di sindaco collegato alla lista votata. In tal modo, il voto si intenderà attribuito tanto al candidato sindaco che alla lista ad esso collegata;
d) tracciando un segno sul rettangolo contenente il nominativo del candidato alla carica di sindaco ed un altro segno sul contrassegno di una lista di candidati consiglieri non collegata al candidato sindaco prescelto. In tal modo, il voto si intenderà attribuito sia al candidato sindaco che alla lista di candidati consiglieri (cosiddetto voto disgiunto). L’elettore potrà manifestare un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale, scrivendone il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, la data e il luogo di nascita) sulla riga alla destra del contrassegno della lista di appartenenza del candidato consigliere. In tal modo, il voto si intenderà attribuito, oltre che al singolo candidato a consigliere comunale e alla lista cui il candidato stesso appartiene, anche al candidato alla carica di sindaco collegato con la lista stessa, a meno che l’elettore non si sia avvalso della facoltà del cosidetto voto disgiunto.

Nei Comuni con popolazione sino a 15.000 abitanti di Regioni a statuto ordinario, l’elettore potrà esprimere il proprio voto:
a) tracciando un solo segno di voto sul nominativo di uno dei candidati alla carica di sindaco;
b) tracciando un solo segno di voto sul contrassegno di una delle liste di candidati alla carica di consigliere;
c) tracciando un segno di voto sia sul contrassegno di lista che sul nominativo del candidato alla carica di sindaco collegato alla lista votata. In tutti questi, il voto si intenderà attribuito sia in favore del candidato alla carica di sindaco sia in favore della lista ad esso collegata. L’elettore potrà manifestare un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale, scrivendone il nominativo sulla riga stampata sotto il contrassegno della lista di appartenenza del candidato consigliere stesso. Così il voto si intenderà attribuito, oltre che al singolo candidato a consigliere comunale, anche alla lista cui il candidato appartiene e al candidato alla carica di sindaco collegato con la lista stessa.

 ELEZIONI NEI MUNICIPI (EX CIRCOSCRIZIONI)

(scheda grigia)

Per eleggere i presidenti dei Municipi è possibile scegliere una delle seguenti opzioni:

Per eleggere i presidenti dei Municipi è possibile scegliere una delle seguenti opzioni:

  • Barrare il nome del candidato presidente senza indicare preferenza di lista
  • Indicare solo una preferenza di lista; in tal modo il voto va alla lista e al candidato presidente
  • Barrare il simbolo della lista prescelta e il candidato presidente collegato
  • Infine barrare solo il simbolo della lista prescelta si vota automaticamente anche il candidato presidente collegato
  • ELEZIONI REGIONALI IN FRIULI VENEZIA GIULIA

     Il voto per le regione Friuli Venezia Giulia varia da provincia a provincia. Per tutti i chiarimenti consultare il sito della Regione.

    ELEZIONI REGIONE SICILIANA

    Anche la normativa elettorale per l’elezione del presidente e del consiglio della Regione siciliana è speciale. Si riporta qui il testo della norma.
    LA TESSERA ELETTORALE

    Per esercitare il diritto di voto, presso l’ufficio elettorale di sezione nelle cui liste risulta iscritto, l’elettore dovrà esibire, oltre a un documento di riconoscimento valido, la tessera elettorale.
    Chi avesse smarrito la propria tessera potrà chiederne il duplicato agli uffici comunali che, a tal fine, saranno aperti da martedì 8 a sabato 12 aprile, dalle ore 9 alle ore 19, e per tutta la durata delle operazioni di voto di domenica 13 e lunedì 14 aprile. Gli elettori sono invitati a voler verificare sin d’ora se siano in possesso di tale documento e, in mancanza, a richiedere al più presto il rilascio del duplicato, evitando di concentrare tali richieste nei giorni di votazione.

    IL DIVIETO DI INTRODURRE TELEFONI CELLULARI NELLE CABINE ELETTORALI

    Per assicurare la segretezza dell’espressione del diritto di voto è vietato introdurre all’interno delle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini. Il presidente dell’ufficio elettorale di sezione, all’atto della presentazione del documento di identificazione e della tessera elettorale da parte dell’elettore, inviterà l’elettore stesso a depositare le apparecchiature indicate di cui è al momento in possesso. Le apparecchiature depositate dall’elettore, prese in consegna dal presidente dell’ufficio elettorale di sezione unitamente al documento di identificazione e alla tessera elettorale, saranno restituite dopo l’espressione del voto. Chiunque violi tale divieto è passibile di denuncia alla competente autorità giudiziaria con conseguenti sanzioni detentive e pecuniarie.

     

    Le frasi nuove di questa “campagna elettorale”


      

    Analizziamo insieme gli Slogan di questa campagna elettorale oramai agli sgoccioli

    “Si può fare!”

    Non è propriamente nuovo in quanto copiato dal “Yes, We Can” di Obama, ma è lo slogan del PD per questa campagna elettorale improntata sull’ottimismo, sulla possibilità di “togliere i lacci” a questo paese stretto tra “veti e no” come dice Veltroni. Il 15 aprile naturalmente lo slogan cambierà in “No, non si poteva“.

    Rialzati Italia!

    Berlusconi quest’anno è costretto ad inseguire Veltroni, che detta l’agenda politica (“ma anche” mediatica) di questa campagna elettorale. Ed ecco che nasce questo slogan che pare essere un incitamento a rialzare la testa, dopo anni di depressione e declino. Sembra quasi che l’Italia esca da da 20 anni di governo della Sinistra, mentre sino a meno di 2 anni fa al timone di questo paese c’era proprio Silvio, quello della crescita zero, dell’aumento del deficit, dell’aumento delle tasse locali, delle missioni in Iraq, delle mancate promesse. Diciamo che forse, dal 15 aprile, lo slogan potrebbe cambiare in “Riabbassati, a 90 Grazie

    “Io Credo”

    Uno dei messaggi piu gettonati  lanciati dalla Candidata Daniela “Crudelia” Santanchè. Da protagonista assoluta dei salotti altolocati a paladina del “mutuo sociale”, la Daniela si è ritagliata un ruolo singolare in questa campagna elettorale e cioè quello della candidata maggiormente presa in giro. Non so se avete visto la parodia-imitazione fatta da Paola Cortellesi, beh… è piu credibile lei di questa ex moderat-chic riciclata ora, per convenienza politica, a capopopolo della destra sociale, ma per favore! Consiglio di cambiare slogan, dal 15 aprile meglio usare “Io Credo…di avere la faccia come il ****

    “Una scelta di parte”

    Lo slogan della Sinistra-l’Arcobaleno è  basato su questa frase. Tende quindi a “distinguersi” dal resto del panorama politico, tornare alla “diversità” che è propria del PCI e che tante volte ha fatto tacciare di “supponenza” la Sinistra. Ma quelli della Sinistra lo sanno che questo stesso slogan fu utilizzato da Berlusconi per le regionali 2000? Potevano essere un “pochettino” piu originali. Visti i sondaggi che danno la SA tra 6-8% lo slogan futuro rischia di diventare  “Una scelta di una Piccola parte“.

    “Forti”

    Il messaggio lanciato dall’UDC per queste elezioni, lo si vede scritto in tutti i manifesti, accanto al faccione di Casini. Povero Pierferdi, rifiutato dal Cavaliere, ed ora costretto ad una corsa solitaria e “rischiosa”. Secondo me dal 15 aprile cambierà in “Eravam Forti, ora siam tutti Morti… soprattutto a Palazzo Madama

    “Sono incazzato”

    Lo slogan del Partito Socialista per queste elezioni. Precari, lavoratori, gay, pensionati.. tutti incazzati per un Paese che non li rispetta e si dimentica di loro. Forse questo sarà l’unico slogan a non cambiare dopo il 14 aprile.

    I Nuovi Mostri, Mastella nel PS di Boselli?


     Qualche giorno fa, scherzosamente, avevo fatto un manifesto taroccato in stile Partito Socialista (la campagna del “sono incazzato”) ma con il faccione di Mastella. Oggi la macabra scoperta che la realtà…a volte supera anche la fantasiaaaaa, Leggete e Piangete:

    19:45 Boselli: “Offro a Mastella di essere capolista al Senato”

    “Ho chiamato Clemente Mastella e gli ho espresso la mia solidarietà per come si è conclusa la vicenda Why Not. In Italia anche in questo caso i socialisti non possono accettare una impostazione giustizialista che vuole processi di piazza con condanne sommarie e mediatiche”. Lo afferma Enrico Boselli.
    “Le differenze tra me e Mastella sono grandi. E questo lo sanno tutti, ma questo non mi impedisce, da garantista, di offrirgli il diritto di tribuna nelle liste del mio partito per consentire che il giudizio su di lui non sia fatto dai media. Gli offro di essere capolista completamente indipendente del Senato in Campania – conclude Boselli – comprendo il suo stato d’animo, mi auguro che abbia la forza di combattere anche questa battaglia”.

    adesso questo manifesto torna di attualita!