Regionali, riflessioni su vincitori e vinti…


Dove eravamo rimasti? Qualche giorno fa pronosticavo i seguenti risultati:

Nel Nord la destra vincerà in Piemonte Lombardia e Veneto. Alla Sinistra rimarrà la Liguria.Nel Centro, Emilia romagna, Umbria Marche e Toscana andranno alla Sinistra. Il Lazio finirà, malgrado tutto, alla Destra.Nel Sud, Basilicata e Puglia alla Sinistra, Calabria al PDL. Campania al fotofinish al centrodestra. Totale 7-6 per il Centrosinistra. Un pareggio che consentirà a Berlusconi di gridare vittoria vista la riconquista di Piemonte e Lazio, oltre che di Calabria e Campania.

Pronostico rispettato, purtroppo. Anche se è stato il Piemonte e non la Campania a ballare sino all’ultimo minuto. Elenco di seguito alcuni risultati e considerazioni sparse.

La Lega Nord incrementa ulteriormente, rispetto alle gia strabilianti europee, diventa primo partito nel Veneto, con piu di 10 punti di vantaggio sul PDL, riduce a 5 i punti di svatanggio in Lombardia ed aumenta consensi anche in Piemonte, dove invece cala il Popolo delle Libertà. Il partito di Bossi arriva al 13 in Emilia Romagna e cresce in tutte le altre regioni del Nord e del Centro. Allo stesso tempo il PDL perde consensi nel Nord, non ne guadagna nel CentroSud, in Veneto diventa l’alleato minore della Lega.

Il CentroSinistra, perse Piemonte e Lazio per poche decine di migliaia di voti, si trova solo 7 regioni nel bottino. Liguria e Puglia sono le uniche “conferme” rispetto alle zone “rosse” per eccellenza. Il Partito Democratico rimane piu o meno stabile, considerate le liste civiche e la presenza dell’Api, il movimento rutelliano, in alcune regioni. La Idv cala qualche punto al Nord in favore delle Liste Grillo, che rubacchiano anche alla Sinistra Radicale.

Il fattore Udc incide solo marginalmente in Liguria mentre non ha alcun effetto in Piemonte, dove i centristi cedono consensi dimostrando una non obbedienza del loro elettorato agli “ordini” di scuderia. Stessa cosa accade nelle Marche, anche li l’Udc perde una parte dei voti. Nelle regioni in cui è alleato con il centrodestra, Campania e Calabria, il partito di Casini rimane stabile o aumenta di poco i voti. Da bocciare anche la corsa solitaria che fa perdere consensi sia nel centro italia sia in Puglia.  Tutto sommato quindi l’alleanza Pd-centristi non s’ha da fare, non rende ai primi, danneggia i secondi.

Un dato politico, l’astensione, che secondo gli analisti avrebbe dovuto colpire maggiormente il centrodestra, si redistribuisce probabilmente tra i due principali schieramenti.

Un altro dato politico, che dovrebbe far riflettere molto i dirigenti del Partito Democratico, è rappresentato dalla netta vittoria di Nichi Vendola in Puglia. L’uomo osteggiato da D’Alema, bistrattato da una parte considerevole dei Democratici, è l’unico leader ad aver riconfermato quasi tutti i suoi voti e lo ha fatto con la coalizione “naturale” dei Progressisti e cioè senza l’Udc. Burlando, pur riconfermato in Liguria con la stessa % del 2005, ha una coalizione diversa e soprattutto non incrementa il bacino elettorale.

Vittoria di Vendola e del “CentroSinistra Naturale”, netta sconfitta della classe dirigente democratica, vista anche la deludente prestazione di Vasco Errani, il quale cede 10 punti percentuali rispetto al 2005, in parte andati alla Lista Grillo.

La lezione da imparare per il PD? I suoi elettori tollerano molto meno i giochi di potere e le clientele rispetto alla coalizione di centrodestra. Errani avrebbe dovuto lasciare, non lo ha fatto ricandidandosi per la terza volta ed è stato punito, con un aumento netto dell’astensione o con altre scelte.

Sono anni oramai che la dirigenza democratica non capisce gli umori e le sensazioni del suo “popolo”. Lo stesso Soru dovette dimettersi perche contrastato dai potentati democratici sardi, con il risultato di indebolire il proprio candidato consegnandolo ad una sconfitta sicura, figlia anche della popolarità di Berlusconi e delle decisioni dello stesso Soru ma anche e soprattutto dello scontro interno al PD sardo.

Quella lezione non è bastata, come non è bastata la lezione precedente di Rutelli a Roma. Sia nel 2009, sia in queste regionali, il CentroSinistra di è attestato su percentuali superiori al 50%. A Roma è maggioranza, ma Rutelli perse, perche “calato” dall’alto.

Rutelli, Soru, Errani, Vendola. Quattro “situazioni” che dovrebbero far capire bene quanto scollamento esista tra dirigenti PD ed elettorato. Ed ora, nelle regioni “rosse” si affacciano le Liste Grillo. Liste composte da gente comune che, come fa un po anche la Lega, sono piu vicine ai “piccoli interessi quotidiani” delle popolazioni locali. Una classe di buoni amministratori, quelli leghisti, che è anche alla base del successo del carroccio. Che i grillini si preparino, sul fronte opposto, a fare lo stesso? In questo caso eroderebbero voti proprio al CentroSinistra. Oggi in Emilia Romagna, dove la Sinistra veleggiava attorno al 60-65 si raggiunge a malapena il 52. Domani ci penserà Grillo a regalare la regione al CentroDestra?E se accadrà, cosi come in parte è successo in Piemonte, sarà colpa delle Liste a 5 Stelle oppure dei dirigenti del PD che non sono stati in grado di approntare una politica di “base”  e vicina alle esigenze delle persone?

Già, le liste Grillo. Il movimento del comico genovese appare come uno dei vincitori. Nelle, poche, regioni dove è stato presente, ha raccimolato dal 3 al 6%. Ancora non è chiara la composizione “politica” dei suoi votanti ma è anche vero che probabilmente il fronte Progressista dovrà sempre fare i conti con uno zoccolo duro dei suoi elettori i quali non si riconoscono in un atteggiamento politico di “governo” e si sentono alternativi al “sistema” e di volta in volta votano i movimenti piu “estremi” rispetto ad una coalizione con ambizioni di governo. Oggi Grillo, ieri Rifondazione per un lato e Di Pietro per un altro.

Riassumento i vincitori ed i vinti. Bossi ha vinto, Berlusconi e Fini non hanno perso. La lega alzerà il prezzo per la sua fedeltà politica, Fini d’altro canto male tollererà questa situazione e Berlusconi si troverà in mezzo ben consapevole che se il Presidente della Camera darà troppo fastidio lo strappo sarà inevitabile e naturalmente l’alleanza Berlusconi-Bossi sarebbe a quel punto imprescindibile.

Bersani e Casini hanno perso. Il primo perche ha commesso errori grossolani nelle candidature di Lazio, Calabria e Puglia ed anche in Piemonte non ha ceduto ai richiami di Chiamparino, riconfermando la Bresso.  La Puglia è stata salvata da Vendola, unico vincitore a Sinistra, il quale ha sconfitto nelle primarie l’uomo di D’Alema, Boccia. Proprio D’Alema esce a pezzi dalla sfida con il Governatore Pugliese, e speriamo di tolga finalmente dai “cabbasisi”, per dirla alla Camilleri.

In definitiva se questa tornata elettorale doveva essere un refendum Pro o Contro Berlusconi, possiamo dire che Berlusconi ha vinto, appaltando certamente molta della sua futura fortuna alla Lega, ma ha comunque vinto. Malgrado i danni che sta procurando alla scuola pubblica, ai lavoratori, alle imprese, alla politica in generale ..Berlusconi cade sempre in piedi. Anche grazie alla debolezza di una opposizione che, a distanza di due anni, ancora non ha trovato la “quadra” per tornare, qualora lo sia mai stato, una credibile alternativa di governo.

Come nel 2008, siamo ancora li. Un po piu populisti, grazie alla vittoria leghista ed alla crescita di Grillo, ma siamo li. Centrodestra vicino al 50%, CentroSinistra debole. Udc in mezzo al guado.

Con queste premesse i prossimi tre anni appaiono segnati dalle riforme in programma per assoggettare la magistratura al potere politico e riformare la Costituzione in senso Berlusconiano. Fini e Pisanu permettendo, già ..perche come vado dicendo da un po oramai, il pallino del gioco è tutto interno al CentroDestra. La Sinistra puo solo osservare, leccandosi le ferite e cercando di costruire una coalizione credibile qualora le frizioni a Destra superino il livello di non ritorno. Bersani, che ha iniziato decisamente male a livello strategico, appare comunque forse in grado di costruire intorno al PD una coalizione in stile Ulivo. Non sembra però minimamente adatto a guidarla. Serve un nuovo Romano Prodi. E non è Bersani.


Risultati, Boom di Lega e Grillo. Addio Piemonte e forse Lazio.


La Lista Grillo fa perdere la Sinistra in Piemonte mentre, malgrado l’assenza del PDL a Roma, la Polverini potrebbe prevalere nel Lazio.  In Emilia Romagna i grillini prendono piu del  6% e il democratico Errani rischia di andare sotto il 50. Gli elettori di centrosinistra puniscono evidentemente la nomenklatura emiliana tesa al conservatorismo e non all’innovazione. Errani è al terzo mandatom, e quindi si vota Grillo. Queste le novità principali fornite dai primi dati. Per il resto risultati abbastanza prevedibili, come il Boom leghista in Veneto ed in Lombardia. Ulteriori riflessioni domani, alla fine dello spoglio.

Regionali, nel centrodestra si aprono crepe, il centrosinistra è ancora nel caos


Le elezioni regionali si avvicinano e le alleanze elettorali volgono alla conclusione. Tra il caos. Il CentroSinistra vive degli psicodrammi quotidiani. Il Centrodestra appare maggiormente coeso ma “sotto sotto” si annidano faide interne tra finiani e berlusconiani. In mezzo c’è l’Udc, con la politica dei due forni o piu semplicemente la politica della “furbizia” e della ambiguità, terreno su cui Casini è arrivato recentemente.

Dunque, analizziamo i fatti regione per regione.

Nel Lombardo-Veneto c’è poco da dire. Formigoni si avvia verso la quarta vittoria di fila, in Lombardia l’Udc appoggia il governatore del PDL. Penati, ex presidente della provincia di Milano è il candidato del CentroSinistra composto da Pd-Sel-Idv-Verdi. Comunisti e  la lista Grillo presenteranno candidature autonome. In Veneto, dove per il centrodestra c’è il ministro Zaia, l’Udc forse stringerà un patto con il PD, ancora in cerca di un candidato. L’idv forse da sola, come i Comunisti.

In Piemonte la situazione è ingarbugliata. Bresso conta sull’appoggio di Pd-Sel-Verdi-Idv e dell’Udc. I Comunisti, pur presentandosi da soli, dovrebbero sostenere la Bresso. Anche in questa regione si presenta la Lista Grillo, che rosicchierà voti alla sinistra. Il centrodestra candida il Leghista Cota.

Liguria. Burlando dovrebbe essere sostenuto dal centrosinistra e dall’Udc. Biasotti sarà sostenuto da PDL e Lega

Nelle regioni rosse ci sono novità. In Emilia Romagna il Pd in pratica corre quasi in solitaria. L’Idv si presenta da sola, come pure l’Udc e la Lista Grillo. Centrodestra compatto. In Toscana il centrosinistra candida l’ex assessore Rossi, il centrodestra forse appoggerà Oliviero Toscani, presentato dai Radicali.Nelle Marche il governatore Spacca si ricandida, forse sostenuto anche dall’Udc. In Umbria ci sono problemi. La governatrice uscente Lorenzetti non puo ricandidarsi , lo prevede lo statuto del PD, non è dello stesso parere la diretta interessata che preme per una sua ricandidatura. Si opterà per Marina Sereni?. Il centrodestra ancora non ha deciso.

Piu scendiamo lo stivale, maggiori sono i problemi per il centrosinistra.

Nel Lazio il PD ha dovuto chinare la testa di fronte alla candidatura Bonino, qualcuno dice che alcuni democratici hanno spinto l’esponente radicale a candidarsi, altri mal sopportano una gestione pessima dei dirigenti che non sono stati in grado di esprimere un nome condiviso e sono stati costretti a riconcorrere la Bonino. Per di piu nel PD non tutti hanno gradito questa svolta “radicale”. La Binetti ha annunciato che farà campagna “contro” la Bonino. Speriamo che la caccino definitivamente dal partito.  Non si sà cosa faranno i comunisti, mentre la Polverini è sostenuta da Pdl, Udc e destra estrema.

Le regioni del Sud sono un vero e proprio rebus, soprattutto per le forze progressiste.

In Campania il centrodestra ha ufficializzato Caldoro. Il Centrosinistra è ufficialmente nel caos. Ad oggi non ci sono candidati, anche se voci non ufficiali parlano di un possibile accordo Centrosinistra-Udc in favore del rettore dell’università di Salerno, Pasquino.

In Calabria, con l’Idv che sostiene un candidato assieme alla lista Comunista, il PD doveva celebrare le primarie per scegliere . Poi il colpo di scena. Niente primarie e poltrona di Governatore offerta all’Udc. Il centrodestra propone Scopelliti.

La Puglia andrà ad elezioni primarie per scegliere il candidato governatore. Parteciperanno l’uscente Vendola e Boccia, sostenuto dal PD. Se vincerà Boccia l’alleanza di centrosinistra sarà allargata all’Udc. Il centrodestra va unito ma non ha il candidato.

In Basilicata si ripresenta De Filippo per il centrosinistra,forse allargato all’Udc. Il centrodestra non sa cosa fare.

Questo lo schema-tetris delle elezioni regionali.  Il Centrosinistra “old style”, quello che governava unito a livello locale, è oramai solo un ricordo. I comunisti corrono da soli, preparandosi ad uscire anche dai consigli regionali, dopo essere stati cancellati da parlamento nazionale ed europeo. L’italia dei valori sta un pò di qua (con il PD) ed un pò di là (da sola). I radicali, forse, corrono da soli in alcune regioni. Il che sarebbe un affronto dopo che il PD ha garantito l’appoggio alla Bonino, forse si eviterà questa ulteriore umiliazione per i democratici.  L’Udc va dove lo porta “il profumo di vittoria”.  Ed in piu c’è la Lista Grillo che potrebbe rubare voti ad Idv e Comunisti.

Il centrodestra imbarca Storace e Santanchè (e cioè i neofascisti e gli islamofobici) pur di vincere. La coalizione conservatrice sembra compatta ma all’interno si annidano faide e paci armate che non si sa quanto possano reggere. Nel Lazio,ad esempio, il patto Fini-Casini ha garantito l’appoggio centrista alla Polverini. Berlusconi non ha gradito e vorrebbe cacciare i centristi da tutte le alleanze locali (Lombardia in testa, dove Casini appoggia Formigoni). Fini non ci stà ed anzi si vocifera di un possibile tentativo di boicottaggio operato dai finiani ai danni dei candidati PDL ex forza italia.

Lotte interne nel centrodestra, politica ambigua ed indecisa per il centrosinistra. Queste le conferme di un’altra settimana caotica. Vedremo nei prossimi giorni come evolveranno le cose.