La Storia della TV: anno 2000


Il nuovo numero della rubrica “Storia della TV” è dedicato all’anno 2000. Cifra tonda, fondamentale per la tv italiana.

Sconfitto il pericolo Millennium Bug, l’anno televisivo italiano iniziava con due produzioni ancora oggi in onda. Il 7 gennaio, su Rai1, faceva il suo esordio Don Matteo. La serie prodotta dalla Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction e con protagonista Terence Hill nei panni di un parroco di provincia impegnato a risolvere delitti e crimini è da subito un grande successo. Prodotto ancora ai nostri giorni, dopo 246 episodi, avrà una dodicesima edizione nel 2020.

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Mediaset rispose con un programma cult, C’è Posta per te. In onda dal 12 gennaio, lo show condotto da Maria De Filippi è diventato negli anni una vera e propria corazzata mediatica, capace di distruggere qualunque produzione concorrente. Lo sa bene la Rai, che oramai ha quasi abdicato al ruolo di regina del sabato sera autunno inverno. I diritti del format del programma, ideato in Italia da Maria De Filippi, sono stati acquisiti anche da altri paesi per realizzare delle edizioni locali della trasmissione.

Tornando alla fiction, Rai e Mediaset proseguirono la sfida con due produzioni di grande successo pur se dello stesso genere. Distretto di Polizia e La Squadra. Ambedue nati nel 2000, il primo, ambientato a Roma, ha avuto ben 11 stagioni. Il secondo, girato a Napoli, è stato prodotto sino al 2007.

Il duello tra i due colossi televisivi italiani non ha risparmiato il ‘sacro’. Nel 2000 infatti furono girate ben due fiction su Padre Pio. Mediaset si affidò a Sergio Castellitto, Rai preferì Michele Placido. Due sceneggiati di grande successo nell’anno successivo alla beatificazione del presbiterio italiano.

In TV, oltre al filone consolidato delle fiction, si sono avuti anche degli esperimenti interessanti. Uno su tutti fu Libero, il programma di scherzi telefonici di Rai2, ideato da Giovanni Benincasa e condotto per alcune stagioni da Teo Mammuccari. Buoni ascolti, diventato presto ‘cult’ tra i giovanissimi, ha favorito l’impennata nella carriera del conduttore romano. Prodotto sino al 2007. Sempre su Rai2, nello stesso anno, nasceva Stracult, un programma di cinema che analizzava appunto i cult movie del cinema popolare e che viene trasmesso ancora oggi. Una bella passerella per il grande schermo ‘minore’ e per tanti attori malvisti inizialmente e poi rivalutati.

Se spostiamo il mirino sulle serie tv non si può non citare Dawson’s Creek, il nuovo teen drama “figlio di Beverly Hills” e che faceva il suo esordio ‘in chiaro’, in Italia, a gennaio. Sei stagioni, 128 episodi, per un telefilm adolescenziale che ha lasciato il segno. Così come, per certi versi, ha fatto anche Sex and the City, trasmesso per la prima volta nel nostro Paese proprio nel 2000 e che ha contribuito ad un rinnovamento narrativo nella serialità americana ‘al femminile’, proseguita poi con Desperate Housewife ed altre produzioni di genere.

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Capitolo Cinema. La 72ª edizione della cerimonia di premiazione degli Oscar, il 26 marzo 2000, certificava il trionfo di American Beauty, il dramma diretto da Sam Mendes si aggiudicava, tra gli altri, i premi come miglior Film, miglior regia e miglior attore protagonista, quel Kevin Spacey magistrale nel ruolo di un ossessionato Lester Burnham e che anni dopo vivrà sulla propria pelle uno scandalo devastante.

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Due film campioni di incassi dell’anno furono Il Gladiatore, il colossal  storico che ha consacrato il già noto Russell Crowe ed X-men, diretto da Bryan Singer, che contribuì a rafforzare il genere Cinecomics, poi esplosi a fine decennio con le produzioni Marvel.

In Italia segnalo il bel film di Marco Tullio Giordana, i Cento Passi, dedicato alla vita e all’omicidio di Peppino Impastato, giornalista ed attivista impegnato nella lotta alla mafia.

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E mentre la Lazio vinceva il suo secondo scudetto della Storia, su Canale5, il 22 maggio, veniva trasmesso per la prima volta un nuovo format poi diventato di culto. Chi vuol essere Miliardario. Gerry Scotti si apprestava a condurre la la versione italiana del format inglese Who Wants To Be a Millionaire? Tredici edizioni, l’ultima, celebrativa, proprio qualche mese fa.

Il 2000 nella musica può essere riassunto in una parola. Anastacia. L’esordio bomba della cantautrice statunitense fu di quell’anno. I’m Outta Love, uscito ad inizio 2000 in Usa e poi arrivato in primavera anche in Europa. Milioni di copie vendute, hit dell’anno in testa per settimane in molte classifiche nazionali, il brano ha consacrato l’artista americana nel mondo.

Qui di seguito la classifica dei brani più venduti in Italia nell’anno 2000:

I'm outta love - Anastacia [#1, 2000/01]
Freestyler - Bomfunk MC's [#1, 2000/01]
It's my life - Bon Jovi [#1]
Move your body - Eiffel 65 [#1, 1999/00]
Vamos a bailar - Paola e Chiara [#1]
Too much of Heaven - Eiffel 65 [#1]
Music - Madonna [#1, 2000/01]
Sex bomb - Tom Jones & Mousse T [#1, 1999/00]
American pie - Madonna [#1]
Lady (hear me tonight) - Modjo [#1, 2000/01]

Tornando al piccolo schermo, nell’anno della creazione del dipartimento Teche della Rai, sempre nella azienda di Viale Mazzini, Pippo Baudo conduceva Novecento. Il programma era nato dal successo di Giorno dopo Giorno, quiz di Rai3 che aveva segnato il ritorno in Rai di Baudo dopo la parentesi Mediaset di fine anni 90.

La trasmissione raccontava fatti e personaggi italiani del novecento alla presenza di testimoni e storici. La formula prevede un talk-show condotto da Baudo e la partecipazione di due coppie del mondo dello spettacolo e della cultura che si sfidano in un quiz relativo ai temi della trasmissione

(Wikipedia)

Uno spettacolo gradevole, come solo Pippo Baudo sapeva fare e che ebbe una buona affermazione sulla terza rete, palcoscenico insolito per il conduttore siciliano e per il genere proposto. Ho così tanto apprezzato il programma da aver scelto lo stesso titolo per la rubrica sulla storia del programmi televisivi italiani, Novecento appunto.

Sul fronte sportivo, oltre al successo della Lazio in campo nazionale, la Francia vinse gli Europei di calcio grazie ad un golden goal di Trezeguet proprio sull’Italia di Zoff. Fortemente criticato da Berlusconi, il commissario tecnico lasciò l’incarico. In Formula Uno, Michael Schumacher riportò, dopo 21 anni, il titolo piloti in casa Ferrari.

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L’autunno, negli Stati Uniti, fu segnato da una delle elezioni presidenziali più incerte di sempre, che avrebbe poi visto prevalere di pochissimi voti il governatore George Bush su il vicepresidente uscente Al Gore. In Italia invece su fu un autunno ‘culinario’. Nel mezzogiorno di Rai1 arrivava infatti Antonella Clerici con la prima edizione del fortunatissimo La Prova del cuoco. Anche la Rai sceglieva il cooking show, di lì a poco tutta la tv ne sarebbe stata contagiata.

Menzione ‘culturale’ per Ulisseil piacere della scoperta, è del 2000 la prima puntata, dedicata agli Etruschi, del programma televisivo documentaristico ideato da Piero Angela ed Alberto Angela, e condotto da quest’ultimo. 19 edizioni, più di 200 puntate e soprattutto la promozione su Rai1 di quest’anno con un buon riscontro di pubblico. Segno che la qualità e la cultura pagano, anche in prima serata.

L’ultimo anno del XX secolo si concluse con ascolti record per un nuovo genere di programma. Il reality show. A settembre, su Canale5, prese il via il Grande Fratello, basato sul format olandese Big Brother, generato anche dal clamore che scaturì dal film The Truman Show, il reality per eccellenza ebbe un grosso successo in Europa e soprattutto in Italia. 16 milioni di spettatori videro l’ultima puntata del dicembre 2000.

Spiare le reazioni di ragazzi sconosciuti chiusi assieme in una casa fu un gran colpo di genio degli olandesi e soprattutto ha generato un filone televisivo oramai predominante. Assieme ai talent, i reality hanno davvero cambiato la televisione, contribuendo a mandare in pensione il genere di spettacolo di varietà che per tanti anni ha caratterizzato il nostro piccolo schermo. Una evoluzione del linguaggio tv che è forse più una involuzione, una perdita di qualità in cambio di ‘vicinanza’ alla gente comune. Il famoso quarto d’ora di notorietà di Andy Warhol che diventa un vero e proprio modo di fare televisione. E chissà con quali altre e temibili evoluzioni future.

Sondaggio ‘Novecento80’: vota lo show ‘simbolo’ degli anni ’80!


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In questa estate 2016, con Novecento80, stiamo facendo un salto nel passato parlando dei prigrammi tv degli anni 80. Da Ok, il prezzo è giusto a Il pranzo è servito passando per Pronto Raffaella, TeleMike, Drive in e Bim bum bam. Amici lettori, qual è secondo voi lo show simbolo degli anni’80?

Votate al sondaggio qui di seguito per eleggere la trasmissione del decennio!

Poll: Quale e lo show simbolo degli 80?

Risultati:

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#SanremoStory: Novecento ‘speciale’ Festival anni 80/90/2000


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La seconda parte dello speciale di Novecento Sanremo  è dedicata agli anni 80/90/2000. La Rai ha un nuovo concorrente, le reti Fininvest e gli ascolti non sono più totalmente incentrati sulla Tv di Stato. Malgrado questo il Festival, piano piano, risale la china sul fronte popolarità. Il personaggio principe di questa fase è Pippo Baudo. Dal 1984 al 2008 condurrà ben 12 edizioni della manifestazione canora. Tanti i volti nuovi poi diventati big della nostra canzone. Da Eros Ramazzotti a Laura Pausini passando per Giorgia, Andrea Bocelli e Zucchero.

Sanremo si ‘allarga’, dal 1987 le serate passano da tre a quattro per poi diventare ben cinque dal 1995.

Cosa ricordare? La polemica tra Baudo ed il presidente Rai Manca nel 1987 sulla tv nazionalpopolare, preludio per il passaggio a Fininvest del presentatore siciliano. Le incursioni di ‘cavallo pazzo‘, un esagitato, sempre durante i Festival baudiani. L’arrivo del Dopofestival nei primi anni ’90. Il ritorno di Mike all’Ariston nel 1997. I flop delle edizioni di Raffaella Carrà nel 2001, Simona Ventura nel 2004 e Giorgio Panariello nel 2006.

Qui di seguito qualche ‘pillola’ del periodo:

Il 1980 sanremese si apre con il bacio ‘scandaloso’ tra Roberto Benigni ed Olimpia Carlisi, i due conduttori assieme a Roberto Cecchetto. Quell’edizione fu vinta dall’eterno ‘secondo’ Toto Cutugno con ‘Solo Noi’. Terzo si piazzò Pupo con l’evergreen ‘Su di noi’

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Il look ‘sobrio’ di Loredana Bertè nel 1986. Quell’anno vinse un giovanissimo Eros Ramazzotti con “Adesso tu”, edizione condotta da ‪#‎LorettaGoggi‬ con ‪#‎AnnaPettinelli‬

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Altra esibizione ‘cult’. 1986, ‪#‎RenzoArbore‬ calca la scena del teatro Ariston con ‘‪#‎ilClarinetto‬‘, tra ammiccamenti e doppi sensi, il sesso torna a ‪#‎Sanremo‬ .Non più play-back, solo la base registrata. Fu successo immediato e si piazzò secondo, dietro Ramazzotti.

Ed eccoli, Albano e Romani, tornati a Sanremo dopo più di ventanni. Celebriamoli con una foto del 1987. Si classificarono terzi con ‘Nostalgia Canaglia‘. Quell’edizione fu vinta dal trio Morandi-Tozzi-Ruggeri con ‘Si può dare di più’. Nella sezione nuove proposte prevalse Michele Zarrillo con ‘La notte dei pensieri’

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Ecco la copertina di ‪#‎SorrisieCanzoniTV‬ del 1988, quell’edizione fu condotta da Miguel Bosè e Gabriella Carlucci e vide il trionfo di ‪#‎MassimoRanieri‬ con ‘Perdere l’amore‘, tuttora tra le canzoni romantiche più gradite dal pubblico. Dietro il cantante campano ‘l’eterno secondo’ Toto Cutugno con ‘Emozioni’. Sempre di quel Festival, tra i 26 big in gara, vale la pena ricordare ‘Le notti di maggio’ di Fiorella Mannoia, arrivata decima e ‘Mi manchi’ di Fausto Leali, quinto.

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#‎Raf‬ torna al Festival dopo 24 anni. Ed eccolo allora nel 1989 con ‘Cosa resterà degli anni ’80’. Arrivò 15esimo su 24. Vinsero Anna Oxa e Fausto Leali con ‘Ti lascerò’, edizione condotta dai ‘figli di..’ Rosita Celentano, Paola Dominguin, Danny Quinn e Gianmarco Tognazzi.
Anno 1993. Una emozionata ‪#‎LauraPausini‬ si esibisce ne ‘La solitudine’. Vincerà la sezione giovani e prestro diventerà una delle più affermate star italiane all’estero. Tra i ‘big’ prevalse Enrico Ruggeri con ‘Mistero’. Il Sanremo di quell’anno fu condotto da Pippo Baudo con ‪#‎LorellaCuccarini‬.
#‎Giorgia‬ esordì al Festival nel 1994 con ‘E poi’, scritta da lei stessa con Massimo Calabrese e Marco Rinalduzzi. L’inciso del brano fu riscritto grazie al contributo di Pippo Baudo, allora presentatore e direttore artistico del ‪#‎Festival‬. Arrivò settima tra le nuove proposte (in cui vinse Andrea Bocelli) ma venne definitivamente lanciata nel mondo della musica. Tra i big vinse Aleandro Baldi con ‘Passerà’
Sanremo 95, vince Giorgia con ‘Come Saprei’ ma Andrea Bocelli canta ‘Con te partirò’, si piazza quarto ed inizia una carriera strepitosa che lo porterà a cantare in tutto il mondo. Altra scoperta di Baudo, vinse nella categoria giovani l’anno precedenti. Tra i big Gianni Morandi arrivò secondo con ‘In Amore’, cantata assieme a Barbara Cola. Terza Spagna con ‘Gente come noi’, il grande accreditato della vittoria Fiorello si piazzò solo quinto. L’edizione, condotta da Pippo Baudo con Anna Falchi e Clauda Koll battè tutti i record, con 18 milioni di ascolto, il più alto dei Sanremo moderni.
Non potevano mancare. Oramai sono diventati un ‘cult’ festivaliero. Sono loro, I #‎Jalisse‬. Vinsero ‪#‎Sanremo97‬ (condotto da Mike Bongiorno, Piero Chiambretti e Valeria Marini) con la leggendaria ‘Fiumi di parole’ per poi sparire nel nulla. Pochi sanno però che avevano gareggiato anche nel SanremoGiovani95, arrivando terzi e poi al Sanremo96, dove terminarono sesti con il brano ‘Liberami’. Altra creazione di ‪#‎PippoBaudo‬. Meteore in questo caso.
Il debutto di Elisa a Sanremo, nel 2001, si conclude con una vittoria. ‘Luce’ prevale su ‘Di sole e d’azzurro’ della veterana Giorgia. Una edizione con bassi ascolti, condotta da Raffaella Carrà assieme a Megan Gale, Massimo Ceccherini e Enrico Papi

Novecento Tv: ‘Settevoci’ (1966), il primo talent show


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Settevoci

La trasmissione di oggi rappresenta un altro ‘tassello’ importante nel panorama televisivo italiano. Sto parlando di Settevoci. Il programma, andato in onda la domenica pomeriggio sul Programma Nazionale (l’antenata di Rai1) dal 1966 al 1970, lanciò definitivamente Pippo Baudo, allora giovane conduttore con alle spalle poche esperienze tv.

Settevoci consisteva in una gara canora che vedeva impegnati artisti noti, ad inizio carriera e già affermati, a cui venivano abbinati dei giovani i quali rispondevano ad un quiz musicale. I cantanti erano poi giudicati tramite ‘l’applausometro‘, strumento in grando di ‘misurare’ gli applausi del pubblico in studio. Vi parteciparono artisti emergenti come Giuni Russo, Massimo Ranieri, Mario Tessuto, Orietta Berti, Al Bano, Marisa Sannia e Loretta Goggi.

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Per certi versi antesignano dei talent show, la fortuna di Settevoci (e di Pippo Baudo) fu dovuta ad un cane, Rin tin tin. Proprio grazie alla mancata presenza di una videocassetta della serie televisiva dell’eroe a quattro zampe, venne mandata in onda come ‘tappabuchi’ la puntata pilota del programma musicale, il quale era stato giudicato ‘intrasmissibile’ e la cui cassetta giaceva quindi negli archivi Rai.

Il giorno dopo i centralini della tv di stato e le redazioni dei giornali vennero tempestate da telefonate di gradimento e plauso per la nuova trasmissione, che piaceva moltissimo sopratutto ai giovanissimi e non dispiaceva agli adulti. Le case discografiche cominciarono a battagliare per poter inviare i loro ‘pupilli’ allo show.

Il successo fu tale che Settevoci andò in onda per ben quattro anni, segnando successi clamorosi di pubblico e incoronando Baudo come nuova ‘stella’ tv. Tale anedotto è stato spesso raccontato dal presentatore siciliano in svariate trasmissioni.

Ideato da Sergio Paolini e Stelio Silvestri, con la regia di Maria Maddalena Yon e l’orchestra diretta dal Maestro Luciano Fineschi, il varietà fu promosso in prima serata sul Secondo Canale (Rai2) nelle ultime edizioni. Purtroppo non sono rimaste tracce video in quanto non conservate dagli archivi della Rai. Si sono salvate però le sigle del programma.

Sanremo 2013, arriva il Festival di ‘qualità’ con Fazio e Littizzetto


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Tanta Rai3  con qualche spruzzata di La7, Sky e Radio2. Il Sanremo di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto può essere cosi riassunto, vista la presenza di tanti ospiti, giurati e cantanti legati alla concezione ‘faziana’ della Tv, ovvero la qualità, i sentimenti, l’impegno sociale, la comicità ficcante e (forse) anche un po’ di noia.

Sapete cosa mi piace di più di questo Sanremo? Che non piaccia a gente come Giletti, Venier ed agli altri rappresentanti della RaiUno ‘gossippara’, quella che si avvicina ‘anche se non troppo’ al trashume di Barbara d’Urso e soci:

Tvblog. Più passano i giorni, più una sensazione diventa certezza: il Festival di Sanremo di quest’anno non è ben accetto dalla RaiUno “della porta accanto”. Quella dei salotti caramellosi, dell’Arena domenicale, di tutti quei volti alla buona di RaiUno costretti a “farsi da parte” per lasciar spazio all’intellettuale di un universo parallelo chiamato Rai3.
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Il fatto, poi, che gran parte dei premiatori e superospiti provenga dal mondo di La7 e Sky (targato Caschetto) accentua il divario con la borghesia di Raiuno, che ovviamente tace sui veri ospiti e sul “Festival della contemporaneità”, preferendo propagare l’immagine di una “succursale del Primo maggio”.
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Prima fra tutti la signora di RaiUno, Mara Venier, che potrebbe aggiudicarsi il titolo di regina del tormentone del Festival 2013. Nel suo approccio quotidiano alla kermesse ci sono due refrain fissi: “Sono contenta di non andarci” e “Cantanti non popolari”. Ma i cantanti da reality non ci sono sempre stati? Perché l’anno scorso nessuno gridava allo scandalo con la sconosciuta Chiara Civello o gli estremi Marlene Kuntz?

Fazio a volte risulta noioso, il format di ‘Vieni via con me’ riproposto a dismisura negli ultimi due anni con Quello che (non) ho e con Che tempo che fa del lunedì appare un pochino logoro ed è più volte scivolato sullo scontato eppure in confronto ai salotti di RaiUno e Canale5 la tv proposta dal presentatore ligure è puro ossigeno.

Vediamo meglio come si articolerà il Festival della Canzone targato Fazio.

La ‘striscia quotidiana’ di Dose e Presta, by Radio2

Ogni sera, da martedì 12 a sabato 16, alle 20.30 su RaiUno andrà in onda un’anteprima di Marco Presta e Antonello Dose, la coppia d’oro de Il Ruggito del Coniglio di Radio Due, che scorrazzerà nel backstage per raccontare l’emozione del pre-diretta

La giuria di qualità ed il ridotto potere del pubblico

Innanzitutto è stato ridotto il potere del pubblico nella scelta finale dei vincitori. Quel pubblico che qualche anno fa riuscì a premiare gente come Marco Carta, Valerio Scanu e Pupo grazie ai cielo verrà ridimensionato fortemente dalla presenza di una giuria di qualità di notevole pregio.  Eleonora Abbagnato, Stefano Bartezzaghi (quello de La settimana Enigmistica), Cecilia Chailly, Claudio Coccoluto, Serena Dandini, lo scrittore Paolo Giordano, Nicoletta Mantovani, Rita Marcotulli, Nicola Piovani, Carlo Verdone.

La votazione avverrà con sistema misto: la Giuria di Qualità (50%), il televoto (25%), il computo dei risultati ottenuti nella serata di giovedì (25%). Il vincitore verrà poi deciso non solo dal televoto, ma anche dalla Giuria di Qualità, ciascuno al 50%.

Gli ospiti:

Maurizio Crozza, Roberto Baggio, Carla Bruni, Claudio Bisio, Neri Marcorè, i direttori d’orchestra Daniel Barenboim e Daniel Harding, Bar Refaeli e Laetitia CastaAndrea Bocelli ,  Bianca Balti, la tennista Flavia Pennetta, le sorelle Benedetta e Cristina Parodi, Filippa Lagerback, Ilaria D’Amico, Vincenzo Montella, il pallanuotista Stefano Tempesti, la campionessa di tiro con l’arco Jessica Rossi, Pippo Baudo, Antonella Ruggiero, Annalisa Scarrone, Gaetano Veloso e Beppe Fiorello.

E poi Cutugno, Al Bano ed i Ricchi e Poveri.

Cantanti e Canzoni:

Big

Chiara Galiazzo (L’esperienza dell’amore, Il futuro che sarà);
Raphael Gualazzi (Sai [ci basta un sogno], Senza ritegno);
Maria Nazionale (Quando non parlo, E’ colpa mia);
Marta sui Tubi (Vorrei, Dispari);
Marco Mengoni (Bellissimo, L’essenziale);
Simona Molinari con Peter Cincotti (La felicità, Dr Jeckyll Mr. Hyde);
Daniele Silvestri (A bocca chiusa, Il bisogno di te)

Almamegretta (Onda che vai, Mamma non lo sa),
Annalisa (Scintille, Non so ballare);
Simone Cristicchi (La prima volta [che sono morto], Mi manchi);
Elio e le Storie Tese (La canzone mononota, Dannati forever);
Max Gazzè (Sotto casa, I Tuoi maledettissimi impegni);
Malika Ayane (Niente, E se poi)
Modà (Come l’acqua dentro il mare, Se si potesse non morire).

Giovani:

Andrea Nardinocchi, Antonio Maggio, Blastema, Il Cile, Ilaria Porceddu, Irene Ghiotto, Paolo Simoni e Renzo Rubino

Venerdì c’è Sanremo Story, le Canzoni che hanno fatto grande Sanremo:

Almamegretta: Il ragazzo della via Gluck (Adriano Celentano, 1966)
Malika Ayane: Cosa hai messo nel caffè (Riccardo Del Turco, 1969)
Simone Cristicchi: Canzone per te (Sergio Endrigo, 1968)
Elio e le storie tese, duetto con Rocco Siffredi: Un bacio piccolissimo (Robertino, 1964)
Chiara Galiazzo: Almeno tu nell’universo (Mia Martini, 1989)
Max Gazzè: Ma che freddo fa (Nada, 1969)
Raphael Gualazzi: Luce (tramonti a nord est) (Elisa, 2001)
Marta sui Tubi, duetto con Antonella Ruggiero: Nessuno (Mina, 1959)
Marco Mengoni: Ciao amore ciao (Luigi Tenco, 1967)
Simona Molinari con Peter Cincotti, duetto con Franco Cerri: Tua (Jula De Palma-Tonina Torrielli, 1959)
Modà: Io che non vivo (Pino Donaggio, 1965)
Maria Nazionale: Perdere l’amore (Massimo Ranieri, 1988)
Annalisa Scarrone duetto con Emma Marrone: Per Elisa (Alice, 1981)
Daniele Silvestri: Piazza Grande (Lucio Dalla, 1972)

Pronostici:

Stanleybet al momento ci sono pochi dubbi sul podio: sul palco del teatro Ariston al primo posto si classificherà Malika Ayane, quotata 4.50, favorita assieme ai Modà. Nelle previsioni dei bookmakers inglesi, il gruppo di Kekko Silvestre, valutato discretamente dalla stampa durante l’ascolto segreto, ha sorpassato infatti la vincitrice dell’ultima edizione di X Factor Chiara Galiazzo, data a 5.00.

Sul terzo gradino del podio si piazza l’altra stella di X Factor, Marco Mengoni che ottiene un 5.50 a pari merito con Raphael Gualazzi, che nel 2011 vinse il Festival nella categoria Giovani.

Attesissima la performance di Elio e le Storie Tese i cui brani, lodatissimi dalla critica, potrebbero ribaltare i pronostici. (fonte)

Pippo Baudo torna su Rai3, con ‘Il Viaggio’


Pippo Baudo torna in tv, precisamente su Rai3. Nessun programma musiciale, questa volta il ‘Pippo Nazionale’ si cimenta in una trasmissione culturale sulla scia di ‘Linea Verde’, con un tocco di storia, musica e spettacolo. Il Viaggio, ore 21.10, stasera:

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Sulle note di “Strada facendo” di Claudio Baglioni, il tour fa tappa in tutte le regioni, a cominciare dalla Toscana, terra che rivedremo anche nella quarta puntata del 24 settembre. Il via è a Cortona (in provincia di Arezzo), dove il conduttore incontrerà Jovanotti, che ormai da anni vive nel bel comune della Val di Chiana. Il camper salirà poi a Prato per ricordare con lo scrittore Edoardo Nesi la vecchia cittadina tessile, arricchita nel corso degli anni dalla manodopera cinese.

Tappa “obbligata” a Vergaio (frazione di Prato), dove Roberto Benigni ha trascorso la sua infanzia, per proseguire poi a Firenze, città “esplosa” di arte, nella quale Pippo Baudo incontrerà a Palazzo Vecchio il sindaco Matteo Renzi. Il camper sosta anche a Vinci (comune fiorentino) per visitare il Museo Leonardiano e “toccare” così il paese che ha dato i natali a Leonardo Da Vinci.

L’obiettivo del conduttore è il 10% di share, credo impossibile da raggiungere. Un  buon successo potrebbe essere uno share tra il 7 e l’8. Vedremo cosa dirà domani l’auditel.

 

Pippo Baudo diventa ‘una iena’ per Italia1


Ok, giovedì prossimo gli appassionati potranno vedere Pippo Baudo diventare una Iena. In attesa di Claudio Amendola, prossimo sostituto di Alessandro Gassman, il Pippo nazionale affiancherà Ilary Blasi ed Enrico Brignano nella conduzione del programma di Italia 1.

Ce lo vedete voi Baudo ballare gli stacchetti musicali con Ilary oppure lanciare i servizi della trasmissione? Il conduttore nazionalpopolare, esperto affabulatore e soprattutto mediaticamente ‘ingombrante’ si accontenterà di fare la ‘spalla’ agli altri?

72 anni tra qualche mese, piu di quarantanni di carriera alle spalle, forse per Baudo sarebbe ora di pensare ad un ‘buen retiro’ o comunque a ripensarsi, magari riciclandosi in altra veste. Di certo non come Iena, a mio avviso. Comunque la curiosità è tanta. Chissà che non riesca a stupire ancora una volta?

Novecento Tv: “Sabato Sera”


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Il 1967 annovera tra le produzioni piu riuscite della Rai Tv il programma “Sabato Sera“, condotto da Mina. La regia era affidata ad Antonello Falqui, le musiche erano curate da Bruno Canfora. L’edizione , che prendeva in qualche modo il posto di Studio Uno, si componeva di dieci puntate in ognuna delle quali la cantante cremonese veniva affiancata da un conduttore diverso.

Il cast era completato dalla presenza dell’attrice comica Franca Valeri e dalla ballerina Lola Falana.

In ognuna delle puntate , oltre agli spazi comici della Valeri, ai balletti della Falana ed ai medley cantanti da Mina, intervenivano anche alcuni ospiti.

Rimane nella storia del piccolo schermo la puntata in cui si esibirono contemporaneamente i quattro conduttori piu famosi del periodo: Pippo Baudo, Mike Bongiorno, Enzo Tortora ed il grande Corrado.

Alcuni spezzoni del programma:

Mina- Rascel

Mina-Pavone

Mina-Bramieri

Bongiorno-Mina-Valeri