#Proporzionale unica via per combattere i #Populismi


Su questo blog avete sempre letto affermazioni positive in riguardo al sistema elettorale maggioritario. Ebbene, avevo torto. Almeno oggi, nel periodo storico che stiamo vivendo. Vi spiego il perché. Partiamo dall’inizio.

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In Italia, dal dopoguerra al 1993, abbiamo avuto un sistema elettorale di tipo proporzionale (tranne il tentativo cosiddetto legge truffa), il quale ha “partorito” 52 governi in 48 anni. Non proprio un campione di stabilità. Ma, ce un ma con la M maiuscola. La legge proporzionale fu pensata per permettere la coabitazione di partiti politici che, tra loro, si guardavano con un po’ di sospetto. L’Italia veniva da vent’anni di dittatura fascista, molti esponenti politici avevano ‘combattuto’ il regime da sponde opposte e alla caduta del regime, avevano varato un governo di unità nazionale e quindi avevano necessità di un sistema elettorale che evitasse il dominio di uno sugli altri, i cosiddetti “pieni poteri” come qualcuno dice oggi. Il proporzionale garantiva rappresentanza a tutti e prevedeva necessariamente accordi post-voto tra forze diverse, limitando lo strapotere di un partito solo.

Il panorama politico italiano è degenerato negli anni non solo per la presenza di una legge di voto proporzionale ma soprattutto perché in Italia non tutti i partiti potevano governare. Il Movimento Sociale era inviso dalle forze democratiche per via del suo collegamento con il fascismo e quando tentò di approcciarsi al governo, tramite appoggio esterno, fu caos (governo Tambroni). Le forze di Sinistra Socialista e Comunista, essendo collegate con l’Unione Sovietica, erano fuori gioco.

Restavano solo la Democrazia Cristiana ed i piccoli partiti ‘satellite’ di centrosinistra (PDSI e PRI) e di destra liberale (PLI). Ben poco.

Negli anni ’60 i partiti di maggioranza ‘aprirono’ ai socialisti, in rotta con Mosca. Negli anni ’70 si tentò il dialogo, poi fallito, con i comunisti. Il tutto però vedeva sempre un partito, la DC, al centro della scena, ‘condannata’ al governo e partiti minori alternarsi o coabitare con essa. Un sistema bloccato che, al contrario di altre Nazioni, non avendo una politica della ‘alternanza’, ha visto aumentare la corruzione, le clientele ed accelerato il proprio declino, culminato con Tangentopoli.

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Nel 1993 si passò al Mattarellum, la legge elettorale con il 75 % dei parlamentari eletti in collegi maggioritari ed il restante con il proporzionale. Complice la ‘morte’ di alcuni partiti storici, uccisi dalle inchieste di Mani Pulite, lo scenario cambiò radicalmente, nacque Forza Italia ed il leaderismo prese piede. Nella prima elezione ‘maggioritaria’ la coalizione ‘centrista’ democristiana fu schiacciata tra la destra berlusconiana e la sinistra progressista e ben presto si spaccò in due, una parte si alleò con la Sinistra, dando vita al Centrosinistra. L’altra finì con Berlusconi, Fini e Bossi, dando vita al Centrodestra.

Era il 1995 e per diciotto anni fummo gestiti da un bipolarismo leaderistico. Pro o contro Berlusconi. Coalizioni raffazzonate, create solo per vincere e che, una volta al governo, condannate a governare da una maggioranza fornita dalla legge elettorale, ben presto creavano frizioni tra alleati e crisi inevitabili. Bossi vs Berlusconi nel 1994, Bertinotti vs Prodi nel 1998. Mastella vs Prodi nel 2008. Fini vs Berlusconi nel 2010 etc etc.

Sino al 2013, con l’arrivo del Movimento 5 Stelle e l’implosione del sistema per la presenza di tre ‘poli’. Il resto è storia di oggi, la conferma dei tre poli nel 2018, il boom di Salvini etc.

Nel frattempo il leaderismo nato nel 1994 con Berlusconi, aveva prodotto come risultato l’affermazione di protagonisti “egocentrici” del calibro di Renzi, Grillo ed in ultimo Salvini. Ed ogni coalizione al governo ha prodotto sistemi elettorali via via più instabili e frutto di mero calcolo politico. Il “Porcellum” nel 2005, l’Italicum renziano nel 2015 e per ultimo il ‘Rosatellum”nel 2017. Sistemi spesso abbattuti dalla Consulta per imperfezioni costituzionali.

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Oggi siamo in pieno Leaderismo Populista. Non solo in Italia. Gran Bretagna, Brasile, Stati Uniti hanno lo stesso problema. In un momento così delicato, con movimenti populisti, spesso di matrice radicale, figli del disagio sociale frutto del fallimento dei partiti tradizionali, è lampante come il sistema elettorale debba cambiare in senso proporzionale. Così da evitare che qualcuno possa avere ‘pieni poteri’ e per favorire coabitazioni tra partiti diversi senza che qualcuno prevalga ‘troppo’ sull’altro. Un ritorno alle alleanze post-elettorali. Possibilmente evitando, come accaduto in passato, che un solo partito rimanga sempre nelle stanze del potere.

Vedremo cosa farà il governo Conte in questo senso.

Grillo: “siamo populisti, l’impeachment è una finzione, una deriva a sinistra è la fine”


“Noi parliamo alla pancia della gente. Siamo populisti veri. Non dobbiamo mica vergognarci. Quelli che ci giudicano hanno bisogno di situazioni chiare. Ad esempio prendete l’impeachment di Napolitano. Molti di voi forse non sono d’accordo, lo capisco. Ma è una finzione politica. E basta. Non possiamo dire che ha tradito la Costituzione. Però diamo una direttiva precisa contro una persona che non rappresenta più la totalità degli italiani. Noi siamo la pancia della gente”. Perché il rischio era molto grosso: “Abbiamo raddrizzato la situazione, siamo stati violenti per far capire alla gente. Se andiamo verso una deriva a sinistra siamo rovinati”.

[da Treccani]
Populismo:
atteggiamento ideologico che, sulla base di principî e programmi genericamente ispirati al socialismo, esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi.

Demagogo: chi cerca di ottenere il favore delle masse popolari con lusinghe e promesse

Cialtróne: persona volgare e spregevole, arrogante e poco seria, trasandata nell’operare, priva di serietà e correttezza nei rapporti personali

Appunto. In un due parole: Beppe Grillo

Ecco,

In&Out: Gazebo e Quinta Colonna, due modi diversi di usare ‘la piazza’


Gazebo e Quinta Colonna. Come rappresentare la ‘piazza’ in due modi diversi. Il primo, in onda la domenica in seconda serata su Rai3, ideato e totalmente gestito dal blogger Diego Bianchi, in arte ‘Zoro’, usa una sorta di ‘documentario’ per analizzare, dal basso, i principali avvenimenti politici.

Bianchi già da anni, con una semplice videocamera, ci mostra ‘la piazza’ confondendosi tra le persone, carpendo commmenti di semplici cittadini, di giornalisti e di personalità politiche. Un modo originale per fare informazione.

Con Gazebo si ha un salto di qualità ovvero ai filmati di Zoro si aggiunge il commento in studio, con lo stesso Bianchi assieme al giornalista dell’espresso Marco Da Milano ed aiutati dalle vignette satiriche di un autore d’eccezione, Makkox. Una delle parti più divertenti del programma è la ‘Top social’, in cui vengono mostrati i principali commenti ‘social’ degli esponenti politici italiani.

Un bel programma, ironico, che usa l’informazione per fare satira (e non solo). Gli ascolti lo danno attorno al 7%.

Ed ora arriviamo a Quinta Colonna. In onda su Rete4, la trasmissione condotta da Paolo Del Debbio incarna invece il peggior format possibile sul modo di utilizzare ‘la gente’. Ospiti politici scadenti, collegamenti frequenti con la ‘piazza’, il trionfo del populismo più becero, una sorta di mix tra Piazza Pulita, Servizio Pubblico e Barbara d’Urso. Un piccolo assaggio:

Roba da far venir voglia di cambiare canale. Eppure ha un discreto successo. Uno share tra il 7 e l’8% garantisce a Rete4 ascolti migliori rispetto alla media di rete, vicina al 6.

Grillo: “Istigano perché qualcuno mi elimini”, da che pulpito….


Il rito quotidiano dell’Odio da parte di aizzatori di professione nei miei confronti, nei confronti degli appartenenti al MoVimento 5 Stelle e dei miei collaboratori sta diventando fragoroso, insopportabile, indecente. Lo scopo è quello, chiaro, di creare dei mostri da abbattere per mantenere lo status quo. Non discutono mai nel merito (ad esempio del Programma del M5S), insultano, fomentano con l’obiettivo di isolare, infamare, distruggere. E dopo? Cosa verrà dopo? Dal tiro al bersaglio metaforico, si passerà a quello reale? L’informazione sta sconfinando in molti casi in istigazione a delinquere come avvenne negli anni di piombo. Li diffami, li isoli e poi qualcuno li elimina. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere. (Beppe Grillo, dal suo blog)

Grillo si lamenta degli aizzatori di professione? Di quelli che non discutono nel merito ma che fomentano con il solo obiettivo di infamare e distruggere? E chi era quello che organizzava i Vaffanculo Day per mandare a quel paese la classe politica, senza  fare distinzioni, senza precisare le responsabilità?

Non mi si venga a dire che i V-Day avevano dei punti qualificati di ‘richieste’ perche, da parte di Grillo, mai c’è stata voglia di collaborare con la classe politica, c’è solo stato tanto populismo, becero e purtroppo decisamente efficace in un paese, l’Italia, abituato ad affidarsi ai populisti, siano essi in camicia nera, unti dal Signore oppure imbonitori che tra una risata e l’altra diffondono qualche buona idea e tanta forza distruttrice.

Diverso è il discorso per chi, nel Movimento5Stelle, si impegna ogni giorno per portare avanti le proprie idee. Quelle persone, come tutti i cittadini ‘attivi’ nella politica, vanno rispettate e giudicate per ciò che fanno.

Grillo contro Santoro, continuano i deliri del ‘comico a 5 stelle’


E fu cosi che i deliri di Grillo colpirono anche un suo noto estimatore, nonchè ‘unico’ a mandarlo in onda nella tv generalista. Michele Santoro.

Annozero, ieri sera. In un video registrato il comico genovese attacca il conduttore campano:

«Ho letto un libro che mi ha fatto aprire gli occhi. Si intitola I volenterosi carnefici di Hitler. Quelli che hai tu in studio, i politici, sono i volenterosi carnefici della democrazia, per questa gente qui è finita, tu Santoro tieni in vita queste persone, non sei un media ma un medium, fai parlare la gente alle tue spalle invece di far parlare i politici in studio

Santoro risponde:

Basta con Annozero? Lo pensa anche Berlusconi.

Se noi vogliamo davvero un cambiamento in senso ecologico della realtà che ci circonda dobbiamo imparare ad amare tutte le piante che ci circondano, e se vogliamo una rivoluzione dei sentimenti dobbiamo imparare a rispettare tutti i sentimenti delle persone che ci circondano. E ancora una obiezione: se in questo Paese tende a prevalere la legge più forte non sarà perché noi manchiamo di attenzione nei confronti delle ragioni degli altri? […] Noi qui non ci possiamo esprimere come Grillo vuole che ci esprimiamo, per il semplice motivo che intorno a noi sono state costruite una serie di regole che funzionano un po’ come delle sbarre».

Veleno, veleno e solo veleno. Questo è il Grillo versione 2011. Fino a quando la gente non si stancherà di sentire un Berlusconi versione ‘ambientalista’?

Alcuni sostenitori del leader delle liste civiche diranno che l’attacco a Santoro dimostra ancora di piu l’indipendenza di Grillo, pronto a schierarsi contro tutti, senza sconti o simpatie di convenienza.

No, amici, non è questo il punto. Il punto è che nel corso degli ultimi anni non ho sentito mai una parola ‘buona’, solo e sempre insulti. “I politici sono morti, i politici sono tutti uguali, fanno tutti schifo”, manca soltanto ‘si stava meglio quando si stava peggio’ e ‘ quando c’era il Duce queste cose non accadevano’ ed i luoghi comuni sono finiti.

Non si puo sempre e solo sputare odio. Sono già ventanni che Berlusconi usa questo metodo per creare consenso attorno a lui. Non si sentiva il bisogno di un nuovo ‘omuncolo’ pronto ad usare gli stessi mezzi del Cavaliere.

Grillo, come dice ‘velatamente’ Santoro, manca di  attenzione verso le cose che lo circondano e manca di ‘rispetto’ a chi, come il conduttore di Annozero, è a lui vicino, nelle idee e nella voglia di cambiare il modo di fare politica.

Un Annozero senza politici non avrebbe ascolti e quindi verrebbe soppresso, negando ai telespettatori una importante voce ‘alternativa’ capace di fare anche ottimi servizi giornalistici. Questo vuole Grillo? Non lo so, sicuramente una svolta tale la brama il Cavaliere, cosi da poter far ‘chiudere’ il programma, il quale resiste ancora solo grazie ai giganteschi ascolti avuti sino ad oggi.

Grillo e Berlusconi, sempre piu vicini nei loro intenti. E vedrete nel prossimo futuro quanto spazio verrà dato dai media del Premier alle liste a 5 stelle. I movimenti civici rosicchiano voti al centrosinistra e sono quindi i migliori alleati di Berlusconi, in crisi da tempo. Ricordate il notevole spazio dato dai media berlusconiani al comico ai tempi del governo Prodi? E poi vi fu il silenzio. Chissà perche?

Chi è l’utile idiota che salverà la Moratti? Chi è l’utile idiota che terrà a galla Berlusconi grazie anche alla debolezza delle opposizioni? Ecco, basta saperlo.

Appello al Presidente Napolitano


 

Signor Presidente,

La prego vivamente di non apporre la sua firma alla legge che istituisce il blocco dei processi per alcune tipologie di reato. La Associazione Nazionale dei Magistrati riferisce che tale provvedimento provocherebbe la sospensione dei processi legati a reati come il sequestro di persona, l’estorsione, la rapina, lo stupro, l’associazione per delinquere, le frodi fiscali, la corruzione, l’abuso d’ufficio, l’immigrazione clandestina, la detenzione di materiale pedopornografico, le molestie e maltrattamenti in famiglia, gli omicidi colposi per colpa medica o a seguito di incidenti stradali, il traffico di rifiuti.

Il suo profondo rispetto per la Nazione, per i suoi cittadini e per la Carta Costituzionale di cui è garante non possono che impedirle di firmare una siffatta sciagurata legge.

La prego di ascoltare questo appello accorato di un semplice cittadino che ha paura delle conseguenze di un provvedimento nato per proteggere solo alcune persone ma che rischia di aprire una voragine nella legalità.

Un cittadino spaventato da tanta follia.