Modifiche Italicum, sbarramento al 4,5%, soglia ballottaggio al 37%


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Una legge elettorale che premia Forza Italia, (ballottaggio al 37% favorisce la vittoria al primo turno del Centrodestra) Ncd (partiti coalizzati ottengono seggi con il 4,5%) e Lega (concessioni a partiti territoriali). In più concede a Berlusconi alcune candidature multiple.

SEL invece viene semplicemente annientata. Spero domani Pisapia, Zedda, Vendola e tutti gli amministratori di SEL rassegnino le dimissioni. IL PD ha deciso di uccidere SEL, è giusto quindi che l’alleanza termini con coerenza. Se si muore, si muore tutti.

Arriva l’Italicum renziano, un Porcellum rivisto in chiave tripolare


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Un doppio turno se nessuno raggiunge il 35%, premio di maggioranza per consentire a chi vince di ottenere dal 53 al 55% dei seggi. Sbarramento al 5% per i partiti in coalizione, dell’8% per quelli che si presentano da soli. Mini liste bloccate con 6 nomi. Questo è l’Italicum, la proposta renziana di sistema elettorale, concordata con Forza Italia e ‘limata’ per andare incontro ad Alfano. (Qui maggiori dettagli)

In sostanza la nuova legge elettorale pensata da Renzi ‘adatta’ il Porcellum (creato nel sistema bipolare csx-cdx) ad un sistema tripolare, (quello di oggi con cdx-csx-grillo), istituendo un eventuale doppio turno tra i primi due raggruppamenti.

Quindi, se il Porcellum era una porcata, questa legge elettorale è una semi-porcata.

Intanto la ‘profonda sintonia’ tra un pregiudicato ineleggibile ed il Pd lascia interdetti. Così come quelli che parlano di ‘umiliazione’ di B. D’altro canto non posso far altro che provare disgusto per quelli come Fassina, Scalfari e soci. Accusare Renzi di aver inciuciato con Berlusconi quando loro stessi lo hanno fatto approvando Governi di larghe intese ed eleggendo il Capo dello Stato.

Il continuo gioco delle parti tra queste persone, la loro mancanza di coerenza, mi fa vomitare. Grillo invece mi fa rabbia. Avrebbe potuto provare a scardinare tutto ed invece si è trincerato dietro un ‘sono tutti uguali’, non prendendosi responsabilità, lavandosene le mani.

Renzi, Berlusconi, Grillo da una parte. Alfano, Letta, Napolitano dall’altra. Niente di buono..

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Sarà logico, comprensibile, normale.. tutto quel che volete ma la verità è che se qualche mese fa molti parlavano di Berlusconi finito (Renzi compreso) oggi Berlusconi risulta essere uno dei Padri Fondatori della prossima legge elettorale nonchè delle future regole.

Allora decidiamoci, se il Cavaliere è un pregiudicato ed è finito politicamente con lui non si dovrebbe trattare, se lo si interpella lo si riconosce come leader politico e quindi come interlocutore credibile.

Alla fine, si dirà, chi decide è il popolo, con il voto. Bene. Berlusconi non si può presentare al voto perchè interdetto ed inelegibile. Ma lo stesso vale per Grillo, pregiudicato e non candidabile eppure leader politico e pienamente presente sulla scena politica.

Come uscirne? Con la coerenza. Ovvero, andare avanti per la propria strada con una proposta senza trattare con chi ha dimostrato di non essere affidabile. Ovvero Berlusconi e Grillo.

Renzi avrebbe dovuto presentare una propria proposta senza ‘concordarla‘ prima con questo o quello. In Parlamento avrebbe dovuto ‘modificarla’ leggermente per raggiungere una convergenza massima.

Accordarsi con Berlusconi è un errore. Come lo è stato farci un Governo ed eleggerci un Presidente della Repubblica. Quindi, tranne Civati, nessuno nel PD può dare lezioni a Renzi.

Comunque tra qualche settimana Berlusconi userà l’accordo sulla legge elettorale come arma di ricatto sulla sentenza di condanna. Minaccerà di rovesciare il tavolo senza il salvacondotto.

Infine, una riflessione nel merito della legge.

Se le liste bloccate ci hanno regalato parlamentari nominati come Razzi e soci, le preferenze ci hanno dato gente come Fiorito, Sbardella ed altri campioni di clientele. Idem per il maggioritario, con elezione diretta del candidato ma con la candidatura comunque stabilita dalle segreterie.

Insomma, più che problema di liste, il problema è il nostro essere italiani.

Porcellum bocciato, le motivazioni della Consulta


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La Consulta ha precisato. Al momento abbiamo un sistema proporzionale con mini-liste bloccate (4-5 nomi) e soglie di sbarramento derivate dal Porcellum.

A questo punto, dei tre modelli proposti da Renzi, quello spagnolo risulta il più ‘calzante’ con le indicazioni della Corte.

Dopo quattro ore di camera di consiglio – preceduta comunque da lunghe consultazioni informali – i 15 giudici della Corte costituzionale hanno dato il via libera al testo delle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso 4 dicembre, hanno azzerato il Porcellum. La sentenza è auto applicativa e questo significa che in caso in inerzia del Parlamento si andrebbe a votare con ciò che resta del porcellum mutilato del premio di maggioranza e delle liste bloccate: in altre parole, se si andasse alle urne nei prossimi giorni si voterebbe con un sistema proporzionale puro con la preferenza unica. La sentenza è stata depositata in Cancelleria ed emerge subito che i punti qualificanti del testo sono due: quello sul premio di maggioranza, che può sussistere ma deve avere una soglia di accesso e non può essere cumulato a altri meccanismi maggioritari; e quello che non vieta le liste bloccate purché siano corte (4-5 candidati al massimo) in modo da consentire all’elettore di identificare bene il candidato. (Il Post)

Le idiozie dei 5 Stelle: “si vada a votare con il Mattarellum”


Di Maio (M5S): “Ripristinare il Mattarellum e andare subito al voto”
I Cinque Stelle, nel frattempo, chiudono ogni possibilità di dialogo: “Questo Parlamento meno cose vota, meglio è – scrive il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio sul blog di Beppe Grillo – È moralmente illegittimo perché composto in maniera alterata. Ripristiniamo il Mattarellum e stacchiamo la spina”. La premessa è naturalmente la bocciatura del Porcellum. Per dire il vero tra le proposte di Renzi c’è anche quella del Mattarellum, sia pur rivisitato. Ma Di Maio insiste, aggiungendo che la sentenza della Consulta vale “praticamente per tutte le leggi elettorali delle Regioni italiane” e per lo stesso motivo sono da “attenzionare” anche i sistemi elettorali delle città capoluogo. Un Paese sub iudice, insomma. E dunque tutto deve ripartire da un “nuovo Parlamento eletto con il Mattarellum potrà decidere di fare una nuova legge elettorale o addirittura di metterla in Costituzione

I 5 stelle ‘non accettiamo le proposte di Renzi, si vada a votare subito con il Mattarellum, poi le riforme’.

Ma santo cielo, la Consulta ha bocciato solo una parte della legge elettorale. Se si dovesse andare al voto oggi vi sarebbe un proporzionale puro incorretto perché vanno rimesse le preferenze e serve una legge. Quindi ad oggi il Mattarellum non esiste. Io ho una Citroen, domani posso pure svegliarmi dicendo ‘voglio una Ferrari’. Sempre la Citroen ho.

Ma come fate a votare sta gente? Capisco la sfiducia nei partiti tradizionali ma la loro ignoranza politica procedurale istituzionale è molto più pericolosa. Voi dareste il telecomando dei missili atomici ad un bambino di 3 anni?

Berlusconi torna ‘Caimano’, il Governo Letta verso la crisi


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Nel ‘consiglio di guerra‘ di ieri notte hanno vinto i falchi. Berlusconi sembra deciso a rompere l’alleanza di governo, cercare di abbattere la legislatura per andare ad elezioni anticipate a novembre e presentarsi ancora una volta come candidato leader, prima che magistratura e politica arrivino ad impedire una sua candidatura.

Il 28 agosto vi sarà un Consiglio dei Ministri a tema ‘IMU’, probabilmente si consumerà lì la rottura con il PDL, in rivolta per la mancata abolizione totale del balzello. Berlusconi accuserà Letta di voler continuare a ‘tassare gli italiani’, solito compione che ha ampiamente funzionato solo sei mesi fa. Il Governo quindi rischia di crollare ben prima del 9 settembre, giorno in cui si dovrebbe riunire la commissione senatoriale per votare sulla decadenza del Cavaliere.

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Alcuni parlano di qualche senatore di centrodestra pronto a fare il salto della quaglia per garantire la prosecuzione del Governo. A mio giudizio sarà molto difficile arrivare ai 158 senatori necessari per avere la maggioranza a Palazzo Madama. Al senato vi sono fedelissimi di Berlusconi e conosciamo bene i mezzi utilizzati dal Cavaliere per ‘convincere’ nel 2010 i vari Razzi e Scilipoti.

Più probabile l’apertura della crisi ad inizio settembre. Non è dato sapere cosa farà Napolitano. Dimissioni? La vedo dura. Dopo la caduta di Letta i mercati sprofonderanno ed eventuali dimissioni anche del Capo dello Stato potrebbero far precipitare ancor di più le cose. Non che rimanere nello stallo odierno aiuti davvero il Paese a risolvere i propri problemi.

Un reincarico a Letta è nell’ordine delle cose e questa volta Napolitano potrebbe consentire a lui ciò che ha negato a Bersani qualche mese fa, ovvero la possibilità di presentarsi in Parlamento per ‘cercare’ i voti utili a formare una maggioranza per un governo breve che riformi la legge elettorale e poi guidi l’Italia verso elezioni anticipate nella primavera 2014.

Missione difficile, quella di eventuale Letta-bis. Grillo si opporrà ad ogni riforma delle legge elettorale e spingerà verso le elezioni per ‘incassare’ consensi a discapito di PD e PDL. Il PDL forse potrebbe arrivare a drammatizzare la situazione con dimissioni di massa. Il cerino passerà quindi al PD.

Io, come al solito, una via ce l’avrei. Approvare in poche settimane una legge elettorale maggioritaria a doppio turno. I democratici dovrebbero essere favorevoli, anche SEL potrebbe votarla, cosi come i grillini. Risultato? Dare all’Italia una legge che favorisce (non garantisce) la governabilità e rispondere per le rime ad un Berlusconi sempre concentrato sui suoi interessi e mai su quelli del Paese.

Naturalmente tale auspicio risulterà vano. Nel 2007 avrei preferito che Veltorni non dialogasse con Berlusconi per la legge elettorale, cosi non fu, Prodi cadde ed il Cavaliere trionfò. A febbraio avrei voluto l’elezione di Prodi o Rodotà alla Presidenza con un governo ‘civico’ di pochi mesi in grado di abolire il Porcellum e varare pochi provvedimenti economici per poi tornare al voto. Il PD ha scelto di accordarsi con Berlusconi.

Ogni qualvolta i Democratici sono chiamati a scegliere, hanno la capacità di commettere sempre gli stessi errori. Tanto che oramai pochi pensano ancora siano davvero errori.

Appuntamento a fine agosto per una prima vera analisi dei fatti.