Renzi vince le primarie PD con il 69% ma crolla l’affluenza


69 per lui, 20 per orlando, 11 per Emiliano. Un milione di votanti in meno. Un successone.

MegaTuesday: vincono Clinton e Trump, Rubio si ritira


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Il MegaTuesday si è concluso con una gran vittoria di Hillary Clinton che, salvo sorprese, diventerà la prossima candidata democratica alla Casa Bianca. E’ andata molto bene anche per Donald Trump, che ha vinto in molti Stati, ha battuto Rubio in Florida, causandone il ritiro ma è stato battuto da Kasich in Ohio. Quest’ultimo rimane in corsa, assieme a Ted Cruz, per strappare la nomination repubblicana al tycoon. La Convenction Gop, a questo punto, rischia di avere toni drammatici.

Qui di seguito il riassunto di vittorie e delegati (da Il Post):

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Trump infatti ha vinto in FloridaIllinois e North Carolina, ma in Ohio ha vinto il governatore moderato John Kasich, in un altro risultato significativo della serata: Kasich ha ottenuto nel suo stato la sua prima vittoria in queste primarie, evitando così che Trump potesse ottenere ancora più delegati e rendendo piuttosto impervia la sua strada per arrivare alla maggioranza assoluta.

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Tra i Democratici, Hillary Clinton è andata benissimo e molto meglio delle attese. Clinton ha vinto in Florida, in North Carolina, in Illinois e in Ohio, ed è davanti di poco anche Missouri

Usa2016: test importante per Rubio, Kasich e Sanders


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Stanotte si vota in Florida, Missouri, Illinois, North Carolina e Ohio. Un piccolo ‘SuperTuesday’ stasera. Ultima spiaggia per Rubio e Kasich per rimanere in corsa tra i Repubblicani. Lotta serrata invece nei Democratici tra Sanders e Clinton, con il primo partito decisamente in svantaggio e, come accaduto in altri Stati, dato in forte recupero.

Il Post

Oggi infatti si vota in Florida, Missouri, Illinois, North Carolina e Ohio: il Partito Democratico assegna 691 delegati (con metodo proporzionale) e il Partito Repubblicano invece 358 (quasi ovunque con metodo maggioritario: chi vince prende tutti i delegati dello stato)

Per quanto riguarda i Repubblicani, questa elezione è per almeno un paio di candidati una questione da dentro-o-fuori: l’Ohio infatti è lo stato di casa del governatore John Kasich, mentre la Florida è lo stato di casa del senatore Marco Rubio. Qualora dovessero vincere, i due rilancerebbero le loro possibilità per la vittoria finale e soprattutto riaprirebbero una partita che oggi vede l’imprenditore Donald Trump in netto vantaggio. Qualora dovessero perdere, invece, probabilmente si ritirerebbero – lasciando a quel punto in corsa con Donald Trump il solo senatore texano Ted Cruz (un politico più istituzionale e canonico di Trump, ma con idee se possibile ancora più estremiste delle sue)

Cosa dicono i sondaggi
Tra i Repubblicani, i sondaggi danno Donald Trump in grande vantaggio in Florida, in Illinois e in North Carolina, mentre John Kasich sarebbe avanti di poco in Ohio e Ted Cruz avrebbe qualche possibilità in più degli altri in Missouri. Tra i Democratici, i sondaggi vedono Clinton avanti di pochissimo in Illinois, Ohio e Missouri, e di molto in North Carolina e Florida.

Da Repubblica.it

Ma le debolezze di Rubio sono più sostanziali. Com’è possibile che questo senatore della Florida sia staccato pesantemente da Trump nei sondaggi fatti tra gli stessi elettori repubblicani che lo hanno mandato a Washington? Una spiegazione chiara l’ha data Trump, sbattendogliela in faccia più volte nei dibattiti televisivi: “Sei un assenteista cronico, al Senato non ti sei fatto vedere quasi mai, hai rubato lo stipendio”. Pura verità.

Little Marco è uno dei senatori meno produttivi in fatto di presenze in aula, partecipazione alle votazioni, disegni di legge presentati. Un novellino presuntuoso, che invece di concentrarsi nel mestiere del legislatore stava già dedicandosi ai sogni presidenziali. E questo spiega perché il “vantaggio di casa” sia quasi impercettibile nel caso di Rubio in Florida.

#Usa2016: #SuperTuesday, Clinton e Trump possono prendersi le nomination!


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13 stati al voto, dopo il successo in South Carolina Clinton è nettamente avanti su Sanders e può definitivamente accreditarsi come candidata alla nomination finale. Sul fronte Repubblicano Trump, anche grazie alla vittoria in Nevada, è in vantaggio sugli altri ma se stanotte non otterrà un buon risultato, tutto potrebbe cambiare. C’è chi sussurra poi che in caso di successo per Hillary e Trump, potrebbe scendere in campo un terzo incomodo. Bloomberg, il magnate ex sindaco di New York. Candidatura indipendente la sua capace di sottrarre voti centristi alla Clinton ed indirizzare i repubblicani moderati, ovvero la maggioranza, verso di lui. Stanotte vedremo cosa accadrà. Qui di seguito alcune dritte scritte da Il Post:

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Clinton avanti:

Nei sondaggi ha un vantaggio superiore o pari al venti per cento in sette stati: Georgia, Texas, Virginia, Colorado, Tennessee, Alabama, Arkansas e Minnesota (in molti casi sono comunque sondaggi approssimativi o poco recenti, e quindi poco affidabili). Sanders è messo meglio in Massachusetts, dove è più o meno dato alla pari con Clinton, e in Vermont, stato di cui è senatore e dove ha un vantaggio enorme.

Cosa succede:

Oggi, in tredici stati degli Stati Uniti si tengono le primarie per le elezioni presidenziali del prossimo novembre, in quello che è chiamato tradizionalmente “Super Tuesday”: il giorno delle primarie in cui si vota in più stati contemporaneamente. Il “Super Tuesday” è uno dei giorni più importanti di tutta la campagna per le presidenziali statunitensi: per i Democratici nelle elezioni di oggi verranno assegnati in tutto 865 su circa 4000 delegati per la convention che deciderà il candidato presidente, mentre per i Repubblicani ne verranno assegnati 640 su 2472. Qualche candidato, dopo il voto di oggi potrebbe di fatto assicurarsi la nomination finale, oppure potrebbe rimanere definitivamente escluso dai giochi. Se questo non succederà, è molto probabile che gli equilibri – soprattutto tra i molti candidati repubblicani – cambieranno parecchio. Tra i democratici sono ancora in corsa Hillary Clinton e Bernie Sanders, mentre tra i repubblicani i candidati principali sono Donald Trump, Marco Rubio e Ted Cruz.

Dove si vota:

I Democratici votano in Alabama (53 delegati, primarie), Arkansas (32 delegati, primarie), Colorado (66 delegati, caucus), Georgia (102 delegati, primarie), Massachusetts (91 delegati, primarie), Minnesota (77 delegati, caucus),Oklahoma(38 delegati, primarie), Tennessee (67 delegati, primarie), Texas (222 delegati, primarie), Vermont (16 delegati, primarie) e Virginia (95 delegati, primarie). Oltre a questi 11 stati, votano anche nelle Samoa americane, un minuscolo arcipelago nel Pacifico più vicino all’Australia che agli Stati Uniti, dove si tengono dei caucus che assegnano 6 delegati: la cosa strana è che le Samoa americane non parteciperanno a novembre alle elezioni presidenziali. I Repubblicani invece votano in Alabama (47 delegati, primarie), Alaska (25 delegati, caucus), Arkansas (37 delegati, primarie), Colorado (37 delegati, caucus), Georgia(76 delegati, primarie), Massachusetts (39 delegati, primarie), Minnesota (38 delegati, caucus),Oklahoma (40 delegati, primarie),Tennessee (58 delegati, primarie), Texas (155 delegati, primarie), Vermont (16 delegati, primarie), Virginia (46 delegati, primarie) e Wyoming (26 delegati, caucus).

http://www.ilpost.it/2016/03/01/guida-al-super-tuesday/

Fazio non lo chiama a ‘Che tempo che fa’? Civati si ‘autointervista’


Fabio Fazio invita solo Renzi e Cuperlo al suo programma? E Pippo Civati si ‘autointervista’ad un ‘Che tempo che fa’ fatto in casa.

Ottima idea, a livello comunicativo e simbolico.

Decadenza, Vaffaday, Primarie: la settimana ‘vista’ da Candido (n.5)


settimana copia

  • Decadance. Berlusconi: “noi non ci ritireremo in qualche convento…” Le monache potranno conservare la propria illibatezza.
  • Capricci di famiglia. E quindi Papi si è incazzato ed ha messo in punizione la piccola Barby. Galliani rimane al suo posto.
  • Pupùlismo grillino. Usciamo dall’euro, aboliamo le regioni e cacciamo Napolitano. Queste si che sono le soluzioni per risolvere la crisi.
  • Thailandia, Italia. L’ex premier ‘esiliato’ per via di guai giudiziari ed il governo affidato a sua sorella. Scontri armati tra fazioni politiche in lotta.
  • Mediocrità al potere. Prima il tira e molla sull’ Iva, il cui aumento è scattato all’ultimo momento, dopo settimane di incertezza. Ora il pasticcio della seconda rata IMU.
  • Extra-parlamentari. Renzi, Berlusconi, Salvini, Vendola e Grillo. I leader (odierni e prossimi) dei 5 principali partiti italiani sono fuori dal Parlamento.
  •  Una poltrona per tre. Questa sera su Sky/Cielo il confronto tv tra Civati, Jerry Lewis e Dracula.
  • Una poltrona per tre 2. Il messaggio che passa di Cuperlo è che sa usare le citazioni, di Renzi è che conosce l’inglese, di Civati è che ‘è uno di noi’!
  • Tacer non fu mai scritto. Cuperlo: Craxi ed Andreotti hanno affrontato i processi nelle istituzioni. Ehm, il primo è scappato per non farsi arrestare, il secondo era senatore a vita e non sarebbe mai finito in prigione.
  • Liste ‘pulite’. Franco ‘killer prodiano’ Marini nelle liste di Cuperlo. Francesco ‘bocciato’ Boccia in quelle di Renzi. E poi uno si chiede perché dovrebbe vincere Civati?
  • 41.2% Non è il gradimento del governo, né il consenso per Grillo, né tantomeno il risultato di Renzi alle primarie o la % di fiducia in Berlusconi. 41.2% è la quota di disoccupazione giovanile. Il primo ‘partito’ italiano, al momento. Era sotto il 30 solo due anni fa.
  • 1°dicembre 1955. Rosa Parks. C’è chi dice No.