1996, cosa resta a Sinistra vent’anni dopo?


ulivo
Oggi, con #Cosmopolitica, alcuni amici di Sinistra tentano una nuova strada per costruire un soggetto unitario capace di proporre un cambiamento, una alternativa credibile al Pd renziano. Sui social si vedono volti felici e si leggono dichiarazioni piene di entusiasmo. Così come mesi fa, tra gli amici che condividono l’esperienza di #Possibile.
Non sono i primi nè saranno gli ultimi ‘afflati pieni di speranza’. Ne abbiamo visti tanti negli ultimi due decenni. La mia mente viaggia indietro nel tempo.
Ripenso a venti anni fa, alla nascita dell’Ulivo, alla vittoria del 1996 che portò la Sinistra al governo. Per la prima volta. Ricordo il mio entusiasmo, quello di un ragazzino che pensava fosse arrivata una nuova stagione politica. I comizi in piazza per sostenere i candidati. La notte elettorale, i salti di gioia per la vittoria. La consapevolezza di poter finalmente contribuire a cambiare pagina.
E poi venne il Governo. Dalle parole si passò ai fatti. Ed il riassunto di ventanni viene da se:
“I compromessi al ribasso. La fine del Pds. La legge Treu. Lo scontro con Rifondazione. La caduta di Prodi. Il governo con Cossiga. CentroSinistra con o senza trattino. Amato. Rutelli. Fassino. Il Correntone. La manifestazione CGIL contro l’abolizione dell’articolo 18. I girotondi. Dall’Ulivo all’Unione. Mastella. I Dico. La seconda pugnalata. Veltroni. I tanti ‘ma anche’. L’involuzione reazionaria di Rifondazione. Vendola e SeL. Bersani. La vittoria arancione di Pisapia. La crescita dei 5 stelle. I Sindaci indagati. Regionopoli. Monti. L’ascesa di Renzi e dei liberali Pd. Il giaguaro non smacchiato. Letta. Il governo Renzi. 40.8% alle Europee. L’involuzione liberale nel PD. Jobs Act. Il Partito della Nazione. Bondi e Verdini renziani. Possibile. Sinistra Italiana. Il killeraggio del DDL Cirinnà”
Eccoci arrivati ai giorni nostri. All’oggi. Come avrete letto non ho mai nominato Berlusconi. E c’è un perché. Il Cavaliere è sempre stato un alibi. Nascondersi dietro di lui ed il suo immenso conflitto di interessi economico/giudiziario ha permesso per un ventennio di dimenticare che oltre al ‘combattere’ il Caimano era necessario guardarsi dentro per capire quale fosse la vera proposta per il CentroSinistra. Ed il risultato è stato un misero fallimento.
Oggi regna Matteo I, democristiano di nascita, democratico di potere. Ha preso il blobbone PD senz’anima (grazie ai fallimenti della dirigenza post comunista dei D’Alema/Veltroni/Bersani etc) e lo ha ridisegnato a propria immagine e somiglianza. Un partito di centro, con idee liberali in economia. E la Sinistra? Non è ancora pervenuta. Tranne i balbettii degli ex PD Civati e Fassina. Usciti dal PD per seguire strade diverse e costruire una alternativa a Sinistra.
E mi ritrovo a guardare le immagini sui social di Sinistra Italiana. Ed insieme a tanti giovani di belle speranze vedo pezzi di dirigenza politica che hanno portato la Sinistra a questo sfacelo. Come può quindi nascere qualcosa di concreto se insieme ai semi fecondi vi sono erbacce e semi marci?
D’altro canto in Possibile, dove il percorso parte dalla base, dai singoli cittadini, leggo spesso dichiarazioni livorose verso altri che tentano un percorso diverso. Vedo voglia di contrapporsi al PD, sempre e comunque. Anche in realtà locali dove il Partito Democratico non è ancora il Partito della Nazione.
Renzi è forte perché ha carisma ed egemonia mediatica ma anche perché non ha avversari credibili. Soprattutto a Sinistra, dove tutti sono impegnati a ‘ridipingere’ il vecchio o a percorrere strade solitarie senza futuro.
Cosa resta quindi ventanni dopo quella primavera del 1996? Disillusione e tanta amarezza. Per aver sprecato due decenni. Mentre la società cambiava e nuovi temi si affacciavano. Il Mondo è andato avanti mentre la Sinistra italiana ha pensato solo a regolare i conti tra bande rivali senza seminare per costruire davvero una alternativa. Un progetto capace di far battere i cuori. Di far sperare, da Sinistra, che un cambiamento sia possibile, praticabile, realizzabile.
Vedo solo cocci. Alcuni tinteggiati a nuovo. Ma sempre di cocci si tratta. E non riesco a vedere oltre una quota percentuale così misera da essere solo di testimonianza. E non può bastare. Ci vogliono anima, cuore, carisma, progetti credibili. Al momento c’è solo tanta voglia di fare di molti. Ma quella c’era anche nel 1996 ed in tutti i momenti cruciali in cui si è visto nascere qualcosa. Sappiamo tutti com’è andata a finire poi. Perché oggi dovrebbe essere diverso se le dinamiche sono sempre quelle?
A voi la risposta….

101. Per seguire la fine del PD ed il CentroSinistra prossimo venturo


101 copia

Perchè 101. Il nome di questa nuova rubrica vuole rappresentare un simbolo. Il simbolo del tradimento. I centouno parlamentari del Partito Democratico che qualche settimana fa decisero di non votare Romano Prodi nella elezione per la Presidenza della Repubblica. Scegliendo di ‘pugnalare alle spalle’ il padre dell’Ulivo e dello stesso PD quei centouno democratici hanno, di fatto, ucciso il partito, spingendolo verso l’abbraccio mortale con Silvio Berlusconi.

Il Governo Letta è nato da meno di due settimane, le proteste della base sono molte ma ancora non è abbastanza chiaro il danno provocato a tutto il CentroSinistra ed al Paese. Quando, tra qualche mese, Berlusconi farà cadere il Governo su un tema a lui caro e facilmente sfruttabile mediaticamente, allora si capirà la gravità di quell’atto, di quel tradimento.

Come si è arrivati alla congiura dei 101 è abbastanza semplice. Ci si è arrivati per la scarsa leadership di Bersani. La campagna elettorale ‘perdente’, il continuo dialogo con Monti che ha fatto perdere milioni di voti in favore di Grillo. La strategia ondivaga post-elettorale, frenata si dai propositi di Governissimo di Napolitano ma anche determinata dalla pochezza politica del segretario PD. La scelta di candidare Marini, in accordo con il PDL, è stato l’ultimo dei tanti suoi errori. Errori che hanno lasciato via libera agli inciucisti, ai traditori, a quegli abietti e luridi personaggi che poi  hanno ‘assassinato’ politicamente Romano Prodi, si sono liberati di Bersani ed hanno dato il via al processo di distruzione del Partito Democratico.

Con 1o1 seguiremo proprio il ‘cambiamento’ del CentroSinistra, il probabile disfacimento del PD, l’eventuale nascita di nuove aggregazioni alla sua Sinistra, la possibile ascesa di Renzi, le contraddizioni che verranno fuori dalla coabitazione con il PDL nell’esecutivo di Enrico Letta, le contestazioni della base e dei giovani democratici.

Uno spazio per testimoniare il danno, a mio giudizio irreparabile, provocato da quel centinaio di farabutti. Quei 101:

  • che hanno applaudito Bersani quando ha deciso di candidare Prodi e poi, qualche ora dopo, hanno tradito il partito, gli elettori e tutto il Paese facendo mancare i propri voti.
  • che hanno spinto il PD nelle braccia di Berlusconi, dando il via alla sua fine.
  • che hanno contribuito all’elezione di Formigoni, Capezzone e Cicchitto alle Presidenze delle commissioni parlamentari
  • grazie ai quali Antonio Razzi è diventato segretario della commissione Esteri in Parlamento
  • che hanno permesso a Nitto Palma di essere eletto alla guida della Commissione Giustizia
  • il cui voto è riuscito a mandare al Governo un Ministro dell’Interno che partecipa a manifestazioni di piazza contro il terzo potere dello Stato
  • che hanno, fin dall’inizio, tramato contro Bersani per arrivare al Governissimo
  • che poi hanno il coraggio di attaccare Berlusconi per cercare i voti dagli elettori di CentroSinistra
  • la cui presenza nel PD è INACCETTABILE
  • che hanno avviato il processo di disfacimento del CentroSinistra
  • che in un colpo solo ci hanno riportato alla Prima Repubblica, quella dei complotti, delle congiure, dei franchi tiratori
  • che saranno sempre responsabili della futura vittoria di Berlusconi alle prossime elezioni

Verso il Quirinale: il ritorno di Berlusconi fa salire le quotazioni di Monti


Le dimissioni di Mario Monti dalla Presidenza del Consiglio aprono nuovi scenari per il Quirinale. Una vittoria del CentroSinistra alle elezioni avrebbe significato la probabile elezione di Romano Prodi come Capo dello Stato.

Il ritorno di Berlusconi e l’abbandono del Presidente del Consiglio cambiano un po’ le prospettive. L’ex professore della Bocconi ora vede salire le sue quote per l’elezione alla prima carica dello Stato.

Se il Cavaliere riuscirà a ricompattare il Centrodestra è probabile che il CentroSinistra non avrà la maggioranza al Senato. Vendola e Casini non potranno convivere facilmente. Napolitano ha già detto che non intende nominare il prossimo Capo del Governo, quindi la prima tappa del nuovo Parlamento sarà l’elezione del Presidente della Repubblica. E qui torna Monti. PD, Terzo polo e parte del Pdl potrebbero eleggerlo al Quirinale come ‘garanzia’ di un nuovo governo tecnico che rassicuri i mercati e (pure) gli interessi del Cavaliere.

Verso il Quirinale: Casini in ‘pole’, Cancellieri outsider. Storia dei Presidenti: Enrico De Nicola


Dal primo numero della rubrica sono passati piu di due mesi. Settanta giorni sono molti nel mondo della politica ed infatti il passare del tempo ha già prodotto alcuni effetti. Il CentroSinistra di ‘Vasto’ è, per ora, definitivamente archiviato. Antonio Di Pietro, da mesi scatenato contro il Quirinale ed il governo Monti, strizza sempre piu l’occhio a Beppe Grillo, l’alleanza con il Partito Democratico è oramai un ricordo sbiadito. Bersani ha presentato la carta d’intenti del PD ed ha avviato un immediato dialogo con Nichi Vendola. L’asse Pd-Sel, nelle intenzioni del segretario democratico, dovrebbe costituire la colonna portante di una coalizione che includa anche l’Udc di Pierferdinando Casini. Non è dato sapere come possa ‘stare in piedi’ un alleanza Pd-Udc-Sel ma, al momento, sembra piu probabile del ‘modello Vasto’.

Tramonta l’ipotesi Prodi

Il cambiamento ‘genetico’ a Sinistra, che dovrebbe trasformarsi in Centro-CentroSinistra, produrrà i suoi effetti anche per la corsa al Quirinale. Appare in netto ribasso la candidatura di Romano Prodi. L’ex Presidente del Consiglio è il ‘simbolo’ del ‘vecchio’ CentroSinistra e quindi non sembra essere la figura giusta per poter ‘sugellare’ il nuovo accordo con i Centristi.

In calo anche Mario Monti

Altra candidatura in calo sembra essere quella del Premier Mario Monti. Forte di un sostegno internazionale notevole e di una fiducia dei ‘poteri forti’ di casa nostra, seppur ‘appannato’ nella popolarità, il Professore potrebbe rimanere a Palazzo Chigi anche dopo le prossime elezioni politiche.

Scongiurato al momento uno sciogliemento anticipato delle Camere, l’appuntamento elettorale è fissato per la primavera 2013. Il rimescolamento delle alleanze e la legge elettorale, il Porcellum o quella che verrà, molto probabilmente non garantiranno una solida maggioranza parlamentare nella prossima legislatura. Probabile quindi la nascita di un esecutivo appoggiato da ampi settori del Parlamento. Scontata la riconferma dell’attuale Premier, in un governo ‘politico’ e non piu tecnico.

Aumentano le chance di Casini

Se Monti sarà a Palazzo Chigi anche per i prossimi anni, la casella del Quirinale potrebbe essere occupata da chi, in questi mesi, si è sempre speso in apprezzamenti ‘senza se e senza ma’ per il Governo. Di chi sto parlando? Di Pierferdinando Casini naturalmente.  Le quotazioni del leader Udc sono in netto rialzo anche se non sono chiari i ‘numeri’ che potrebbero garantirgli l’elezione al Colle.

Una alleanza Pd-Udc-Sel, semmai si farà, sarebbe un mero cartello elettorale di difficile sopravvivenza nel post elezioni. Casini lo sà bene ed infatti sta tessendo la sua tela cercando di costruire un Polo di centro piu ampio dell’attuale, imbarcando personalità di Governo (Passera) e delle forze sociali (Bonanni, Marcegaglia, Montezemolo) oltre che all’alleato Gianfranco Fini ed a qualche democristiano in uscita dal Pdl (Pisanu ed altri).

Se il Polo moderato, ‘pompato’ da personalità di spicco e di fiducia, riuscirà ad ottenere un buon risultato elettorale, per Casini si aprirerebbero le porte del Quirinale, grazie ad una maggioranza parlamentare completata dal Partito Democratico e da qualche altro partito centrista minore.

La legge elettorale ‘ostacolo’ alle ambizioni del leader Udc

L’unico grande ostacolo al progetto Presidenziale dell’ex Presidente della Camera è rappresentato dalla legge elettorale. Se una nuova legge con premio al partito maggiore e sbarramento al 5% potrebbe garantire il giusto numero di parlamentari per l’elezione, il Porcellum invece , con una Camera vincolata ai 340 deputati di maggioranza renderebbe il tutto molto piu difficile. Una alleanza Pd-Udc-Sel avrebbe Vendola come alleato determinante per la corsa al Quirinale. Difficile poi un sostegno leghista, pdellino, grillino o dipietrista. In quel caso l’ipotesi Casini tramonterebbe.

Il nome nuovo, Anna Maria Cancellieri

Ed ecco l’outsider, un ‘tecnico’ di indubbia fama, un nome su cui convergerebbero facilmente molti settori del Parlamento, una donna. L’attuale Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri.

Già prefetto, poi commissario straordinario a Bologna e Parma, gode della stima del CentroSinistra, dei centristi e di una parte del Centrodestra. Una dei pochi Ministri ‘applauditi’ durante la cerimonia commemorativa della Strage di Bologna.  Un ‘neo” sulla sua candidatura è però quello di non aver mai ricoperto una carica Istituzionale.

Tutti i Presidenti della Repubblica, prima dell’elezione, sono stati Capi di Governo (Leone, Segni, Cossiga, Ciampi) Presidenti di un ramo del Parlamento (De Nicola, Gronchi, Saragat, Pertini, Scalfaro, Napolitano, ) o hanno ricoperto importanti incarichi istituzionali (Einaudi, Governatore della Banca d’Italia). L’elezione di una donna al Quirinale, evento auspicato dallo stesso Napolitano, sarebbe però un evento di notevole cambiamento, di ‘rottura’ con il passato. Poco importerebbe quindi il ‘pedigree’ politico.

Nell’attesa di avere nuove informazioni sulle ‘quotazioni’ del possibile Presidente, facciamo un tuffo nel passato tornando alla elezione del Primo Capo dello Stato, era il 1946 ed il monarchico Enrico De Nicola veniva nominato ‘Presidente provvisorio’ della Repubblica.

Enrico De Nicola

(1877-1959)

Napoletano, avvocato penalista e politico di area liberale giolittiana, venne eletto in Parlamento per la prima volta nel 1909. Divenne presidente della Camera nel 1920, carica che lasciò nel 1924, dopo il ‘putsch’ fascista. Tornò alla politica attiva nel 1943:

Nel 1943, dopo la caduta del regime, considerato figura autorevole della politica pre-fascista, fu chiamato a mediare fra gli Alleati e la Corona per consentire un più agevole passaggio di poteri. Si deve in particolare a De Nicola l’intelligente soluzione che evitò a Vittorio Emanuele III l’abdicazione: propose di istituire la figura del Luogotenente, da affidare all’erede al trono Umberto. La creazione di questa figura, pur limitando la sovranità monarchica, permise di ridurre l’impatto formale della sconfitta.

La sua elezione alla Presidenza, avvenuta tramite il voto dell’Assemblea Costituente il 28 giugno 1946 con 396 voti su 501, fu frutto di un compromesso tra le principali forze politiche di allora. Le candidature contrapposte di Vittorio Emanuele Orlando, per il centro e le destre e Benedetto Croce, per i liberali e le sinistre, lasciarono il posto ad un nome su cui poter convergere unitariamente:

..per eleggere un presidente capace di riscuotere il maggior gradimento possibile presso la popolazione affinché il trapasso al nuovo sistema fosse il meno traumatico possibile; si convenne perciò che dovesse scegliersi un meridionale, a compensazione della provenienza settentrionale della maggioranza dei leader politici, e che (stante il risicato – e da parte monarchica contestato – scarto dei risultati del referendum istituzionale) dovesse trattarsi di un monarchico.

Di carattere mite, al limite dell’indecisione, De Nicola fu anche un Presidente decisamente umile:

dopo l’elezione, arrivò a Montecitorio da Napoli con la sua auto e senza scorta. Non volle mai dallo Stato una sola lira di stipendio. Pagava di tasca propria persino le telefonate e i francobolli, anche se non era per niente ricco, anzi: è rimasto celebre il cappotto rivoltato col quale affrontò con superba dignità le incombenze ufficiali della carica.
Si stabilì a palazzo Giustiniani, spiegando che il palazzo dei re e dei papi non si addiceva ad un semplice capo provvisorio dello Stato. “Quando andavamo a trovarlo al Quirinale – ricorda Giulio Andreotti, allora giovanissimo sottosegretario – lui ci mostrava un’agenda di pelle nera: lì, spiegava, io sto scrivendo la prassi repubblicana, quello che deve o non deve fare un presidente. Appena arrivò Einaudi, dunque, andammo insieme alla ricerca di quell’agenda: rimanemmo allibiti, scoprendo che De Nicola non vi aveva scritto neppure una riga”.

Dimessosi nel giugno 1947 per motivi di salute, fu subito rieletto. Con il varo della Costituzione, il Primo gennaio del 1948 divenne Presidente della Repubblica a tutti gli effetti. Carica che mantenne sino al 12 maggio dello stesso anno.

De Nicola appone la sua firma sulla Costituzione Italiana, che entrerà in vigore poco dopo

Terminato il mandato presidenziale, De Nicola tornò ad assumere incarichi importanti. Fu Presidente del Senato dal 1951 al 1952, si dimise durante l’iter per l’approvazione della legge elettorale ‘truffa’. Presidente della Corte Costituzionale dal 1956 al 1957, lasciò in forte polemica con il governo italiano che accusò di intralcio nell’opera di democratizzazione e di pulizia dalle norme fasciste del nostro ordinamento.

Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_De_Nicola
http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/denicola.htm
http://www.angiolettionline.it/old/costituzione/presidente/usi%20e%20costumi.htm

La storia politica degli ultimi 10 anni vista dai (miei) video


Stasera stavo rivedendo alcuni miei vecchi video ed ho notato come , postandoli uno dopo l’altro, alcuni di essi possano riassumere (anche se da un punto di vista personale) la storia della politica italiana degli ultimi 9 anni. Voi cosa ne pensate?

Capitolo 1. 2001-2006 Governo Berlusconi


Capitolo 2. 2006-2007 Governo Prodi


Capitolo 3. 2008 (Campagna elettorale del PD)


Capitolo 4. 2008 (Campagna elettorale del PDL)


Capitolo 5. PD, il dualismo Veltroni-D’Alema


Capitolo 6. La fine politica di Veltroni (2009)


La lunga marcia del CentroSinistra verso l’evoluzione del paese


Per celebrare “degnamente” l’anniversario della vittoria Berlusconiana dello scorso anno, questa sera mi avventuro in una nuova riflessione sul centrosinistra. L’Italia, storicamente, non ha mai rappresentato il baluardo del progressismo europeo, sia in ambito scientifico e sociale ne tantomeno in quello politico. L’Italia sino a sessantanni fa era un paese in gran parte costituito da analfabeti, nel nostro paese l’istituto del divorzio ha meno di quarantanni. Insomma, a quasi tutti gli avvenimenti importanti, noi siamo arrivati dopo, in ritardo.

Questa prerogativa italiana ci aiuta a spiegare, a mio modo di vedere, la crisi che attanaglia tutto il CentroSinistra, ora diviso in varie parti ancora alla ricerca di una identità. Mi spiego meglio. Tralasciando la prima repubblica, nei quindici anni della cosiddetta Seconda Repubblica, il CentroSinistra ha disputato cinque competizioni elettorali, perdendone tre e vincendone due. L’ultima vittoria, targata 2006, premiava una coalizione eterogenea che aveva al proprio interno una miriade di partiti e soprattutto di “culture” politiche tali da impedire a Romano Prodi , complice una maggioranza ristretta al Senato, di portare a termine la Legislatura.

L’ esigua maggioranza ha messo sotto gli occhi di tutti le contraddizioni della coalizione. Lo si è visto soprattutto in campo etico, per le unioni di fatto e la legge sulla fecondazione assistita, ma anche in politica estera, interna, sulla sicurezza, sul precariato etc….

In molti, tra i quali anche il sottoscritto, assistendo alla lenta agonia del governo Prodi II, hanno rimpianto il Prodi versione 1996, il governo dell’Euro, di Ciampi, Napolitano, Flick, Andreatta. Un esecutivo di alto profilo che riuscì a risanare il paese senza troppi sacrifici per la popolazione e che mise le basi per una rinascita dell’Italia. Nulla in confronto con il Prodi versione 2006 annichilito da Rutelli, Mastella, Pecoraro Scanio, Diliberto, Bertinotti e dagli altri “ducetti” di cui era composta la maggioranza.

In questa comparazione però c’è un errore di fondo, e cioè che l’Italia del 1996 era ben diversa da quella del 2006. Nel corso degli ultimi dieci anni il mondo è cambiato notevolmente, si sono affacciate nuove istanze da parte delle minoranze, i flussi migratori dall’est sono aumentati, i progressi della scienza hanno posto alla ribalta nuovi temi. Il Governo Prodi I avrebbe avuto le stesse difficoltà del Prodi II a trattare argomenti come le Unioni Civili, il testamentio biologico, la fecondazione assistita, “l’emergenza sicurezza”, la questione immigrazione. Solo che nel 1996 molti di questi temi non esistevano ancora o non erano nell’agenda politica nazionale ed internazionale.

Il CentroSinistra quindi, con il passare del tempo e con l’evolversi del progresso scientifico e della società moderna, si è trovato in grossa difficoltà nel far conciliare l’anima “cattolica” con quella laica e socialdemocratica. E questi contrasti sono destinati ad aumentare.

Nel campo avverso invece c’è stata una vera e propria cementificazione della coalizione. Il laico Berlusconi del 1994, ex socialista, è solo un ricordo. Ora Berlusconi è un fervente cattolico ed ha messo a “disposizione” della Chiesa il suo PDL. D’altro canto la Chiesa, se negli anni novanta aveva preferito rimanere abbastanza neutrale dividendosi nelle due principali coalizioni, ora , anche per l’affacciarsi di questi nuovi temi con cui necessariamente il CentroSinistra deve fare i conti, si vede maggiormente “garantita” dal Centrodestra italiano che di liberale ha veramente poco e somiglia sempre piu ad un partito confessionale.

I problemi del CentroSinistra però non finiscono qui, nel Centrodestra infatti c’è anche la Lega, altro movimento che nel corso degli anni ha subito delle mutazioni “genetiche”. Da movimento di protesta dei piccoli imprenditori è passato attraverso il secessionismo sino a diventare un partito plurale, composto da estremisti di destra ma anche da operai, poveri e disoccupati, persone che sino a qualche anno fa votavano a Sinistra e che ora si vedono maggiormente tutelati da chi li difende dai “nuovi poveri”, quegli immigrati sempre piu numerosi in un paese che non è ancora pronto ad una società multiculturale.

Questo insieme di fattori rende molto difficile per il Centro Sinistra un ritorno alla vittoria nel breve-medio termine . Noi elettori dobbiamo prendere coscienza che il governo di questo paese rischia seriamente di essere appannaggio della destra almeno per un decennio. L’aumento della immigrazione, l’esigenza crescente di fornire diritti alle minoranze, l’imporsi di temi come la fecondazione assistita, il testamento biologico, l’eutanasia, renderanno sempre piu difficoltosa la strada verso la vittoria, soprattutto con la presenza di una Udc svincolata dal CentroDestra, pronta a captare i voti cattolici in fuga dal Partito Democratico.

In una situazione di questo tipo sono perdenti le linee iperlaiciste ed anticlericali o quelle troppo “garantiste” verso l’immigrazione e la sicurezza. Il compito del CentroSinistra e principalmente del Partito Democratico è di quelli quasi impossibili e cioè trovare una “sintesi” tra le nuove esigenze nazionali ed internazionali ed adattarla al Paese o meglio al grado di “progresso” che esiste in questo paese. Per alcuni temi l’Italia non è ancora pronta e chissà per quanti anni ancora non lo sarà. Il CentroSinistra, ed in particolare il Partito Democratico, anche dall’opposizione, dovrà contribuire alla evoluzione del paese, senza estremismi, senza esasperazioni ma con argomenti validi, argomenti che oggi sono utilizzati dalla destra ed a cui il fronte progressista dovrà trovare una risposta valida, unica e credibile.

La lunga marcia del CentroSinistra è iniziata solo un anno fa e potrà concludersi vittoriosamente solo se, assieme ai progressisti, crescerà anche l’Italia.

 

2008, i fatti accaduti durante l’anno


Oggi è il primo giorno dell’anno. E’ bene quindi ricordare il 2008 appena concluso. Di seguito un breve filmato creato appositamente dal Blog e poi l’elenco degli avvenimenti 2008 tratti da wikipedia

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