ArTè: Camille Pissarro e la pittura ‘en plein air’


File:Autoritratto di Camille Pissarro (1903).jpg
(autoritratto, 1903)

Il numero di oggi di Artè è dedicato a Camille Pissarro (1830-1903), francese, un altro dei massimi esponenti dell’Impressionismo. Da wikipedia leggiamo:

Dal 1859 inizia a frequentare l’Académie Suisse, dove conosce Claude Monet. Si reca a dipingere en plein air (all’aperto) nei piccoli paesi di periferia e lungo i fiumi. Nello stesso anno partecipa per la prima volta al Salon con un paesaggio di Montmorency.

Nel 1861 diventa amico di Paul Cézanne e Guillaumin. Nel 1861 e nel 1863 viene rifiutato al Salon; per questo decide di esporre al Salon des Refusés.

Come molti altri pittori, è un assiduo frequentatore del Café Guerbois, il locale di Batignolles dove si tengono accese discussioni sull’arte. Per il suo carattere aperto e conciliante, il suo aspetto simile ad un profeta con la lunga barba bianca, e gli incoraggiamenti che sapeva infondere nei giovani artisti (fu lui, infatti, a scoprire il genio di Van Gogh), venne visto da tutti gli impressionisti come l’anima che seppe mantenere unito il gruppo per tanti anni.

Il metodo ‘en plein air‘ consisteva nel dipingere all’aria aperta, per intercettare tutte le sfumature di luce presenti e che generavano dettagli e particolari sui paesaggi o gli oggetti. I dipinti ‘all’aria aperta’ erano solitamente più piccoli dei ‘classici’ quadri pre-impressionisti e venivano realizzati in poche ore o giorni. Lo sviluppo di questa corrente pittorica fu facilitato anche dalla invenzione dei colori ‘a tubetti’ che quindi permetteva ai pittori di portare fuori dallo studio la tavolozza per dipingere.

antilian-landscape-st-thomas-1856.jpg!BlogAntilian landscape,st-thomas 1856 Boulevard Montmartre, primavera 1897Boulevard Montmartre, primavera 1897 Entrata del villaggio di Voisins 1872Entrata del villaggio di Voisins 1872 La mietitura 1882La mietitura 1882 The Chestnut Trees at Osny) c. 1873The Chestnut Trees at Osny c. 1873 The Stage Coach at Louveciennes 1870The Stage Coach at Louveciennes 1870 the-road-to-louveciennes-at-the-outskirts-of-the-forest-1871.jpg!BlogThe road to louveciennes at the outskirts of the forest 1871.

ArTè: Caspar David Friedrich e l’Arte Romantica


ARTè

Il numero di oggi è dedicato a Caspar David Friedrich (1774-1840). Pittore tedesco, maggiore esponente dell’Arte Romantica. I suoi dipinti, frutto del ‘paesaggismo simbolico’ erano caratterizzati da toni malinconici e riflessivi, tipici del romanticismo. Le figure umane spesso venivano rappresentate di spalle o comunque mai chiaramente visibili in volto. Il quadro simbolo è il Viandante sul mare di nebbia. Nel dipinto sono raffigurati Gli Elbsandsteingebirge , un massiccio montuoso al confine tra Germania e Repubblica Ceca.

Caspar David Friedrich – Mare al chiaro di luna Mare al chiaro di luna, 1835-36

Donna al tromonto del soleDonna al tramonto del sole, 1818

la grande riservaLa grande riserva, 1832

Abbazia del quercetoAbbazia nel querceto, 1809

Caspar David Friedrich - Rocky Reef on the Sea ShoreRocky Reef on the Sea Shore, 1824

Viandante sul mare di nebbiaViandante sul mare di nebbia, 1818

Benritrovato Autunno


Benritrovato Autunno!

(Foreste autunnali di Albert Bierstadt, 1886)

Questa sera torna l’Autunno, una stagione spesso associata alla malinconia. Io invece credo che l’autunno sia anche il tempo delle riflessioni, della fuga dalla frenesia estiva. Una occasione per lasciare spazio ad un rapporto più profondo con quel che ci circonda, con il nostro corpo e la nostra anima.

Artemisia Gentileschi, grande pittrice e donna coraggiosa


Giuditta che decapita Oloferne, 1612-13 (Rappresentazione della vendetta 'desiderata' da Artemisia sul suo stupratore Agostino Tassi)

Questo 5 novembre lo dedico ad un’artista poco conosciuta, Artemisia Gentileschi. Pittrice in tempi in cui per le donne non esisteva spazio, Artemisia fu anche protagonista di uno dei primi processi per stupro, intentato contro il suo insegnante. La donna difese la sua dignità davanti alla società seicentesca, anche a costo di vessazioni e sofferenze. In un certo senso, una eroina, anche se non deve passare in secondo piano il dono per la pittura, che la rende una delle artisti piu dotate dell’epoca.

Ritorno al Medioevo: “ritoccato” il seno di un dipinto a Palazzo Chigi


Come nel Medioevo anche a Palazzo Chigi vengono “ritoccati” i dipinti per evitare che le persone si turbino. Ora mi chiedo, ma spostare il quadro no eh?
Anche dalle piccole cose si vede in che mani siamo

La spiegazione del «ritocco»: turbava i telespettatori
E Palazzo Chigi «velò» il seno alla Verità svelata del Tiepolo

ROMA — Le donne, a Palazzo Chigi, preferiscono vederle vestite. E non importa se quella che esibisce un seno — piccolo, tondo, pallido — se ne sta su una copia del celebre dipinto di Giambattista Tiepolo (1696-1770): «La Verità svelata dal Tempo ». Il dipinto, che Silvio Berlusconi aveva scelto come nuovo sfondo per la sala delle conferenze stampa, viene ritoccato. È successo. La testimonianza fotografica è inequivocabile. Prima si scorge un capezzolo. Poi il capezzolo sparisce. Coperto, si suppone, con due colpetti di pennello. La notizia è battuta dall’agenzia Italia alle 17,22. Un’ora dopo, Vittorio Sgarbi, critico d’arte di antica osservanza berlusconiana, ha la voce che quasi gli trema. «Cos’hanno fatto? Ma davvero?». Un ritocchino, professore. «Pazzi, sono dei pazzi…».

Ci vuole un bel coraggio, in effetti, a mettere le mani su un Tiepolo, sia pure in crosta. «E allora cosa dovrebbero fare con tutte quelle statue di donna sparse in decine di musei italiani dove spesso si ammirano seni da far restare senza fiato pure Pamela Anderson? ». L’arte, evidentemente, spaventa. «Oh… io spero davvero che la decisione di questo assurdo, folle, patetico, comico, inutile ritocchino sia stata presa all’insaputa del Cavaliere. Tanto più che se volevano fargli un piacere, cercando di non far associare agli italiani una tetta alla sua immagine di uomo, come dire? incline al fascino femminile, sono riusciti invece nell’esatto contrario. Ma si sa, almeno, chi è il responsabile di questa cretinata?». Non s’è capito subito, in verità. Poi il sottosegretario alla Presidenza Paolo Bonaiuti ha fatto personalmente qualche telefonatina. «E allora, beh, direi che è andata molto semplicemente: diciamo che è stata un’iniziativa di coloro che, nello staff presidenziale, provvedono alla cura dell’immagine di Berlusconi ».

Bonaiuti, scusi: ma cosa li avrebbe turbati tanto? «Beh… sì, insomma: quel seno, quel capezzoluccio… Se ci fate caso, finisce esattamente dentro le inquadrature che i tg fanno in occasione delle conferenze stampa». E quindi? «E quindi hanno temuto che tale visione potesse urtare la suscettibilità di qualche telespettatore. Tutto qui». C’è da dire che in occasione delle prime inquadrature ormai risalenti alla conferenza stampa del 20 maggio scorso (con il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia perfettamente centrata sotto la femminile Verità ancora scoperta) al centralino di Palazzo Chigi non risultano essere giunte particolari proteste da parte della cittadinanza italiana. Nè preoccupazioni per eventuali turbamenti vennero comunque al Cavaliere e al suo architetto di fiducia, che lo aiutò nella scelta del celebre dipinto: Mario Catalano, forse non casualmente già scenografo del memorabile programma di spogliarello televisivo «Colpo Grosso», condotto da Umberto Smaila su Italia 7 dal 1987 al 1991, con le ragazze, chiamate «mascherine», che — appunto — si facevano volar via il reggiseno cantando «Cin cin/ fruttine prelibate/ cin cin…».

Fabrizio Roncone
03 agosto 2008

http://www.corriere.it/politica/08_a…4f02aabc.shtml