Da un “Vaffanculo” alle “liste di proscrizione”, deriva grillina dal 2007 ad oggi


Da un Vaffanculo alle liste di proscrizione. Riassunto della ‘deriva grillina’ dal 2007 ad oggi.

All’inizio furono gli spettacoli teatrali, poi arrivò il blog. Infine il ‘Vaffa day’ del 2007. Da Allora Beppe Grillo è entrato a pieno titolo nell’agone politico. Per quanto mi riguarda esposi dubbi già 4 anni e mezzo fa, ad inizio 2009, parlando di ‘Berlusconizzazione di Grillo’:

Quando ieri sera, dopo i suoi venti minuti di monologo, il comico ligure ha abbandonato la tramissione, ha dimostrato di essere degno di Berlusconi, del suo enorme ego, della voglia di non confrontarsi con nessuno, sicuro di essere nel giusto e disprezzando tutta la classe politica.

La mia “parabola” grillina si conclude qui. Da estimatore come ero, nei primi anni 2000, mi sono via via ricreduto quando , invece di tramutare le sue invettive contro tutto e tutti, in un programma politico, ha preferito continuare, esasperando, il suo attacco alla politica.

Nel frattempo nasceva il Movimento5 Stelle. Arrivavano le prime censure ad attivisti che esprimevano pareri critici rispetto al loro leader. “Grillo contro un rappresentante del M5S che difende l’Unità“. Anche i suoi simpatizzanti non si dimostrano da meno, prendendola molto male per un video ‘satirico’ sul comico.

Ad inizio 2012 iniziavano le epurazioni interne al Movimento, contro i dissidenti che la pensavano diversamente dalla linea ufficiale.

Il consenso ai 5 stelle cresceva di mese in mese. Dal comico genovese arrivavano parole ‘ambigue’ verso la Mafia: «La Mafia non strangola le vittime, si limita a prendere il pizzo» (29 aprile 2012)

Si svolgevano le elezioni amministrative. E’ boom grillino. Parma viene conquistata, si sbarca in Sicilia. Grillo non ci vede più ed esagera, lodando il Presidente iraniano Ahmadinejad (quello che giustiziava i gay):

L’economia in Iran va bene, le persone lavorano. È come il Sudamerica: prima si stava molto peggio. Ho un cugino che costruisce autostrade in Iran. E mi dice che non sono per nulla preoccupati … Ahmadinejad vuole cancellare Israele dalle mappe? Non penso lo voglia davvero, lo dice e basta. Del resto anche quando uscivano i discorsi di Bin Laden, mio suocero iraniano m’ha spiegato che le traduzioni non erano esatte. (25 maggio 2012)

Infine arriva l’ottimo risultato alle politiche di 10 mesi fa. E’ il delirio. Prima sostiene l’elezione di Rodotà, poi quando quest’ultimo esprime delle critiche al suo operato, arriva l’attacco frontale: “Un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi”. Così come era stato per la Gabanelli. Lodata prima, criticata poi.

Ad ottobre ecco il vergognoso voltafaccia sulla abolizione del reato di clandestinità .“prima appoggia l’emendamento poi lo attacca”.

In queste ultime settimane il salto di qualità. Prima l’inaugurazione della rubrica periodica del suo blog dedicata alle ‘segnalazioni’ dei giornalisti ostili al movimento. Poi la lettera aperta, dal sapore eversivo,rivolta alle forze dell’ordine per invitarle a non difendere più gli esponenti politici unendosi alla piazza dei forconi.

Un riassunto di sei anni per capire quanto sia degenerato il messaggio di ‘novità’ lanciato dal comico. Da un generico ‘Vaffanculo’ alla classe politica ad un vero e proprio atto di accusa verso chi la pensa diversamente dal Movimento (alcuni giornalisti) ed a sostegno di una ribellione dal ‘sapore eversivo’ delle forze dell’ordine.

Il ‘Berlusconi multitasking’ occupa i media, riuscirà a motivare i suoi?


MultiBerlusconi

Ogni giorno su più canali, dalla radio alla tv passando per il web. Il Berlusconi multitasking è pienamente in attività. Attacchi a Monti, ai suoi ex alleati Fini e Casini, al Pd, a Grillo. Il Cavaliere punta alla occupazione mediatica per motivare i suoi ex elettori, i delusi dalla sua dipartita e dalla pochezza di Alfano. Ci riuscirà? Non è impresa impossibile.

Appare chiaro, però, che chi voterà consapevolmente Berlusconi avrà una grossa responsabilità sul futuro del Paese. Non si può davvero ritenere credibile un partito che appoggia il governo per un intero anno salvo poi ritirargli la fiducia e sparare a zero sul suo operato. No davvero.

 

Riprendiamoci la Rai!


Questa sera, ore 21, a Torino si riuniscono alcuni volti noti e meno noti per denunciare la grave situazione presente in Rai. Tra i tanti interverrà anche Luciana Littizzetto:

Il Fatto
Secondo i protagonisti dell’incontro, è proprio il legame troppo stretto con la politica ad avere condannato al declino la più grande azienda culturale del Paese.

Le istantanee di questo declino sono tante e per lo più conosciute: dagli adii eccellenti di trasmissioni come Annozero e Parla con me a quelle più piccole, ma non meno importanti, come Passepartout o Per un pugno di libri, fino alla paventata chiusura di un cult per gli amanti del calcio come Novantesimo minuto e addirittura di alcune sedi di corrispondenza all’estero.

Ma, secondo Verna, la situazione che meglio fotografa l’agonia della Rai è l’emorragia di ascolti del Tg1 di Augusto Minzolini: “E’ stata demolita la reputazione del giornale della rete ammiraglia. Qualsiasi altra azienda avrebbe messo fine a questa pagina nera rappresentata dall’attuale direzione. In Rai no. Non si riesce”.

Per recuperare la credibilità perduta, gli estensori del manifesto a difesa della Radiotelevisione pubblica chiedono alla politica di fare un passo indietro. “A partire dal prossimo marzo, quando l’attuale consiglio d’amministrazione finirà il suo mandato – annuncia Verna – Se verrà rieletto secondo i principi contenuti nella Legge Gasparri, allora vorrà dire che in Cda siederanno altre nove persone che risponderanno solo ai partiti. E se così fosse, allora la Rai esalerà l’ultimo respiro”.

Berlusconi:”stiamo lavorando per cambiare il panorama dell’attuale televisione”


Corriere. TRASMISSIONI TV – «Alcune trasmissioni tv sono allucinanti: stiamo lavorando per cambiare il panorama dell’attuale televisione» ha spiegato Berlusconi. Che poi ha dato anche alcune semplici «regole per la comunicazione» per i dibattiti televisivi. «Mai dare del tu agli avversari altrimenti la confidenza può dar luogo all’effetto teatrino – ha spiegato il premier -. E poi contraddire sempre anche col linguaggio del corpo. La Ravetto è stata bravissima l’altra sera da Paragone all’Ultima Parola, ma non scuoteva abbastanza la testa quando parlava l’opposizione, prestava troppo attenzione».

Cosa sta tramando? Gia ci hanno privato di Annozero, Parla con me e Vieni via con me. Quali sono i piani futuri per la Tv? Attentare all’indipendenza de La7, che ultimamente da voce agli epurati Rai? Chiudere la bocca a Floris, Gabanelli, Iacona ed agli altri ‘reduci’ Rai?

Attendiamo con apprensione le novità….

Tg3 e RaiNews sotto attacco della dirigenza Rai. Obiettivo? Indebolirli


Tg3, TgR e Rainews sono sotto attacco. Di chi? Da parte della dirigenza Rai ovviamente. Il Tg3 protesta perche la soppressione di Parla con me vedrà indebolire mediaticamente l’edizione della notte del Tg. Nella fascia che fu di Elio e soci ora andranno in onda repliche di documentari e telefilm. La testata diretta da Bianca Berlinguer ha cosi chiesto alla direzione generale dell’azienda di mandare in onda Tg3 Linea notte alle ore 23.15, al posto della trasmissione della Dandini, evitando quindi le repliche di prodotti già visti che rischierebbero di pesare sullo share del Tg in onda a mezzanotte.

La redazione del Telegiornale scrive:

Dopo le scelte autolesionistiche che hanno fatto perdere all’Azienda gli ascolti di ‘Annozero’, ‘Vieni via con Me’ e ‘Parla con me’, con mancati introiti in termini di pubblicità per diversi milioni di euro, adesso tocca al TG3.

I giornalisti del TG3 ritengono inaccettabile la sostituzione del programma di Serena Dandini con repliche e telefilm che di fatto danneggiano gravemente gli ascolti di Linea Notte e chiedono che fino a quando la Rete non avrà messo a punto un programma in grado conservare gli ascolti precedenti, quello spazio venga affidato al TG3.

L’Assemblea conferisce mandato al Cdr di programmare una giornata di sciopero da attuare di concerto con l’USIGRAI. Inoltre, per protesta, i giornalisti del TG3 ritirano le firme dai servizi realizzati.

Anche il Tg Regionale e RaiNews protestano vivacemente. Sempre la direzione della Rai ha deciso di sopprimere la terza edizione, quella notturna, delle testate regionali che va in onda su Rai3 per sostituira con una trasmissione quotidiana in onda sulla rete all-news diretta da Corradino Mineo. Decisione assurda, perche sopprimere una edizione locale del Tg regionale per ‘interrompere’ la programmazione di Rainews al fine di mandare in onda un programma regionale fatto da una redazione esterna alle singole sedi locali?

Su Aricolo21 un articolo spiega meglio gli obiettivi della manovra:

Da lunedì 26 con la nascita della trasmissione della TgR “Italia Sera” in onda su Rainews vengono centrati.
Gli obiettivi sono 2: da un lato minare l’autonomia editoriale di Rainews, disarticolare la testata all-news, snaturarne la missione. Stabilire che Rainews è una rete come le altre, sulle cui frequenze i vertici aziendali che si occupano dei palinsesti possono decidere di volta in volta cosa mandare, vuol dire che l’informazione all-news (unico caso al mondo) non è fatta da un direttore e una redazione, ma dal governo centrale dell’azienda.

L’altro obiettivo è accentrare l’informazione regionale, colpendo al cuore la ricchezza federale della Tgr. E infatti per “Italia Sera” è stata creata di fatto una redazione ad hoc alle dirette dipendenze della direzione della testata regionale. Un segno di evidente sfiducia nei confronti di tutte le redazioni regionali.

Il filo rosso che unisce questi due obiettivi è chiaro: aumentare il controllo sull’informazione, limitare drasticamente gli spazi di libertà.

11 senatori per una seduta di 6 minuti, Palazzo Madama.. oggi


Oggi la manovra lacrime e sangue è arrivata in Senato. E’ stata accolta da 11 senatori. Undici, su 315! La seduta è durata 6 minuti, tutto aggiornato al 5 settembre.

Mi chiedo che senso abbia ‘aprire’ una Camera, con annesse spese di illuminazione, elettricità, aria condizionata etc per una riunione di 6 minuti. E comunque non è ammissibile che si presentino solo undici persone, in un periodo come questo poi….

 

La notte della rete: ‘live’ l’evento contro la delibera AgCom


Clicca sull'immagine per accedere alla 'diretta live' dell'evento

Tutti insieme per manifestare il dissenso contro la delibera prossima ventura della Agcom che, di fatto, si arroga il diritto di chiudere qualsiasi sito sospettato di ledere il copyright, sostituendosi a magistratura e parlamento. Un provvedimento di ‘regime’!

fonte. Martedì 5 luglio dalle 17.30 alle 21 alla Domus Talenti a Roma ( via delle Quattro Fontane, 113 ) partecipa anche tu alla nostra mobilitazione. Fai sentire la tua voce!

Fra i presenti all’evento già confermati:

Fulvio Abate, Pierfrancesco Bazzoffi, Olivero Beha, Rita Bernardini, Marco Berry, Emma Bonino, Roberto Cassinelli, Alessandro Cecchi Paone, Pippo Civati, Nicola D’Angelo, Juan Carlos de Martin, Stefano Disegni, Tana de Zulueta, Antonio Di Pietro, Federica Festa, Dario Fo, Giovanbattista Frontera, Alessandro Gilioli, Peter Gomez, Beppe Giulietti, Peter Gomez, Fabio Granata, Margherita Hack, Carlo Infante, Giulia Innocenzi, Ignazio Marino, Gianfranco Mascia, Gennario Migliore, Roberto Natale, Leoluca Orlando, Luca Nicotra, Leoluca Orlando, Flavia Perina, Marco Perduca, Marco Pierani, il Piotta, Donatella Poretti, Enzo Raisi, Franca Rame, Lidia Ravera, Fulvio Sarzana, Marco Scialdone, Guido Scorza, Sergio Spina,Richard Stallman, Antonio Tabucchi, Mauro Vergari, Carlo Verna, Vincenzo Vita, Vittorio Zambardino.

L’evento è stato promosso dalle seguenti associazioni:

Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confcommercio, Avaaz.org, Popolo viola, Radicali italiani, Studio Legale Sarzana & Associati, Valigia blu.

Media Partner dell’evento:

Il fatto quotidiano

Altri media aderenti:

Altratv.tv, Agoravox, Corriere.it, FEMI, Justice Tv, Skynews, Rai News, lastampa.it

Norma salva Mondadori in Finanziaria, Candido lo aveva predetto!


Amici lettori, non ho fatto neanche in tempo a dirlo (ieri):

Entro la settimana è prevista la sentenza del processo d’appello per il Lodo Mondadori. Fininvest potrebbe essere costretta a pagare svariate centinaia di milioni di euro al gruppo De Benedetti. Altro che ‘crisi di governo’, questi sono i veri problemi che preoccupano il Premier. Una leggina ad hoc no?

E’ di oggi la clamorosa notizia:

Nascosto nelle pieghe della Finanziaria, un comma che sospende  l’efficacia esecutiva di maximulte, come ad esempio quella come sul Lodo Mondadori. E’ attesa a giorni la sentenza d’appello civile sul risarcimento della Fininvest alla società di Carlo De Benedetti

Non ho parole. Il Premier legge il nostro blog? In verità si sospettava da tempo che potesse tramare un altro imbroglio per salvare le sue aziende. Non so piu cosa dire, questo Paese scivola sempre piu in basso, senza la minima indignazione.

PS: fossi nel Presidente della Repubblica, qualora la norma non avesse valore retroattivo, firmerei il Decreto dopo aver assistito alla sentenza sul Lodo Mondadori, in programma tra qualche giorno, cosi da dissipare qualsiasi dubbio sul fatto che la norma non fosse ad personam. Perche non lo è no?