Elezioni regionali in Lazio, Lombardia e Molise: candidati e programmi


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Domenica e lunedi, oltre alle Politiche, si celebrano anche le elezioni regionali in Lazio, Lombardia e Molise. Nel Lazio si sfidano il Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, l’ex governatore Francesco Storace, la ‘finiana’ Giulia Bongiorno ed altri candidati:

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Il sito RomaToday ha rivolto alcune domande ai candidati Presidente, qui di seguito i temi principali su cui si sono confrontati:

Regionali Lazio 2013: candidati presidente e programmi a confronto

Rifiuti – L’emergenza rifiuti della Capitale si trascina ormai da molto tempo. Riuscirà la prossima amministrazione regionale a trovare la strada giusta per riportare tutto alla normalità? Qual’è il modello di gestione da sviluppare? Ecco tutte le proposte dei candidati.

Sanità – Tagli ai servizi, chiusura di ospedali e di posti letto, prosteste dei lavoratori. Come risollevare la sanità del Lazio ora commissariata? Ecco tutte le risposte dei candidati.

Grandi opere – Di competenza della Regione Lazio ci sono anche le infrastrutture e le “grandi opere”. Una di quelle in campo ormai da anni è la Roma-Latina. Quale posizione a riguardo? Ecco tutte le risposte dei candidati.

Costi della politica – Un punto all’ordine del giorno di tutti i programmi sono i tagli dei costi della politica. La politica costa troppo? Come ridurre questa spesa? Ecco tutte le risposte dei candidati.

Infine uno sguardo ‘oltre’ il voto. Quali ‘scenari’ post voto sono ritenuti possibili e quali invece vanno esclusi a prescindere? Ecco tutte le risposte dei candidati.

I sondaggi attribuiscono un netto vantaggio a Zingaretti, dato attorno al 40-42%, seguito da Storace con il 32-34%.

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In Lombardia è sfida all’ultimo voto tra Ambrosoli, CentroSinistra e Maroni, Centrodestra. Terzo incomodo il montiano Albertini. La battaglia lombarda risulterà determinante anche per il Senato:

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Alcune proposte dei candidati al Pirellone:

Apprendistato e start-up, Expo 2015 e agevolazioni fiscali alle imprese che investono e assumono. Sono diverse le strategie che i candidati alla presidenza della Regione Lombardia mettono in campo per far ripartire l’occupazione nella Regione.

Nel programma di Umberto Ambrosoli, candidato a presidente del centro-sinistra, si legge che il lavoro viene “prima di tutto, la priorità numero uno deve essere il lavoro”. “L’obiettivo che diamo è di recuperare 300mila posti di lavoro, portando al 70% di tasso di occupazione”, si sottolinea. Per questo motivo, servono “un piano speciale per l’occupazione femminile e per quella giovanile”. E ancora “un patto generazionale, con incentivi al nuovo apprendistato per l’inserimento dei nuovi giovani (150mila nuovi contratti) e riforma della prestazione professionale”, senza dimenticare la “semplificazione degli stage in azienda”.

Ma da non perdere, secondo Ambrosoli, è il ‘treno’ “dell’Expo 2015 come grande occasione di lavoro e di rilancio per tutta la Lombardia, con un patto per unire le forze le energie di governo, Regione e Comune di Milano e recuperare il ritardo accumulato dal centrodestra”. Al di là dell’Expo, poi, per il centro-sinistra, è necessario il “completamento di Brebemi, Iem e Pedemontana”. “Per il futuro, meno grandi opere e più piccoli opere utili, con maggiori ricadute sull’occupazione”, si avverte.

 Nel programma di Roberto Maroni, candidato al Pirellone del centro-destra, invece, è prevista “la promozione dell’apprendistato per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro; No tax-area per le imprese under 35 per 3 anni; un ‘fondo di sostegno per la creatività’ per incentivare i talenti'”.

 La coalizione di centro-destra punta “all’introduzione di bonus fiscali per i primi cinque anni alle imprese avviate dai giovani under 35 e lavoratori in cassa integrazione e mobilità che vogliono mettersi in proprio e sfruttare il proprio sapere e la propria esperienza”. “Per quanto riguarda il mondo artigiano introdurre incentivi e detrazioni per coloro che assumono giovani under 30 cui trasferire le conoscenze e le esperienze sugli antichi mestieri artigiani in via di estinzione”, si propone.

 Maroni punta a “garantire la ‘dote formazione’ per continuare a formare figure professionali adeguate alle nuove esigenze del mercato del lavoro, e garantire la ‘dote lavoro’ per tutta la vita professionale per realizzare un sistema che sostenga e accompagni i lavoratori nell’arco dell’intera vita professionale”. Nel programma, previsto anche l’incentivazione di “imprese che creano nuovi posti di lavoro attraverso un uso premiale della leva fiscale (Irap), in particolare per chi assume giovani e donne”.

 Alla “sperimentazione di nuovi modelli di ingresso al lavoro per i giovani” punta il programma di Gabriele Albertini, candidato per il movimento Lombardia Civica. Nuovi modelli da realizzare “in accordo con le associazioni datoriali e sindacali, in grado di superare le rigidità attuali, garantendo un apprendistato formativo per i diplomati e contratti di ingresso per i laureati sul modello dei vecchi Cfl e promozione della contrattazione decentrata e di secondo livello, per permettere la sperimentazione di nuove flessibilità e opportunità occupazionali per i giovani e le categorie più a rischio”.

 Nel programma dell’ex-sindaco di Milano, anche la “riduzione dell’Irap per le imprese che assumono giovani, donne e over 50 e per chi investe sulla formazione e sulla sicurezza sul lavoro”.

I sondaggi danno un testa a testa tra Ambrosoli e Maroni, dati embedue vicini al 40%.

Ed infine arriviamo al Molise, regione ‘dimenticata’ dai media durante questa campagna elettorale, schiacciata dalle importanti sfide di Lazio e Lombardia. I candidati:

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Regionali Molise, il centrodestra vince di misura, decisivi i grillini


Sembra esserci un testa a testa nelle elezioni regionali in Molise. Dalla pagina Facebook del sito di Sondaggi elettorali Termometro Politico:

Comunque, possiamo confermare che si tratta di un testa a testa.

Per Primonumero.it, dopo il 57,43% delle sezioni scrutinate, Iorio avrebbe un vantaggio dello 0,03%. #molise

Alla fine ha vinto Iorio di uno scarto minimo. La presenza della lista Grillo ha sottratto voti al centrosinistra, come accaduto in Piemonte.