Alla Regione Lazio arriva la ‘nuova Minetti’, candidata dal CentroDestra


Che stile, che competenza. Non c’è niente da fare, il CentroDestra è sempre in prima linea nel premiare il merito.

Anche il Lazio avrà la sua Nicole Minetti in Consiglio regionale? E’ quello che spera Waima Vitullo la candidata di Grande Sud alle prossime elezioni regionali nel Lazio che per sua stessa ammissione si ispira a alla consigliera lombarda

“Tutti i giornalisti mi paragonano alla Minetti perché ho ricorso anche io alla chirurgia estetica, mi sono rifatta solo labbra e seno” ha ammesso la Vitullo che non nasconde l’ammirazione per la collega.

Renata Polverini si è dimessa


Renata Polverini si è dimessa. Dopo due anni e mezzo termina una Amministrazione che ha usato l’accetta contro il sistema sanitario laziale.

Ed ora si torna al voto. Quali gli schieramenti? L’Udc, che ha tolto l’appoggio alla Governatrice, potrebbe quindi stipulare un accordo con il PD. I Democratici però potrebbero anche schierare una formazione ‘Vasto’ assieme a Sel ed Idv. I radicali presenteranno di nuovo Bonino? E poi c’è il fattore Grillo, che sottrarrà almeno un 8-10% agli altri schieramenti. Per i candidati Governatore, per il Centrosinistra sarebbe buono il nome di Gasbarra, ex vicesindaco di Roma e già Presidente della Provincia. Polverini potrebbe poi ripresentare? Quante chance ha il Pdl, alleato con la Destra e l’Udc, di poter conservare la regione?

Regione Lazio,i consiglieri PDL: «Rinunciare ai vitalizi? Faremo i conti»


Lo scorso anno Polverini aveva esteso agli assessori della sua giunta i privilegi previdenziali destinati ai consiglieri regionali. Tutto questo perche, a causa dello scandalo che aveva bloccato la Lista Pdl alle Regionali 2010, nella circoscrizione di Roma non erano stati eletti consiglieri regionali del Popolo della Libertà. Cosi molti assessori in Giunta non sedevano in Consiglio e non godevano dei diritti previdenziali di cui sopra.

Dopo l’esplosione dell’affaire Fiorito, Polverini ha pensato bene (tardi ma bene) di togliere tali privilegi. Peccato che pochi assessori vogliano rinunciarci:

Mancavano pochi giorni a Natale l’anno scorso quando la Regione Lazio decise in fretta e furia di estendere il vitalizio dei consiglieri (la pensione scatta a sessant’anni dopo cinque anni di mandato) a tutti gli assessori della giunta Polverini, che essendo esterni al consiglio, non avrebbero potuto trarre benefici dalle generose norme per i membri della Pisana.

 Renata Polverini annuncia che tra i prossimi tagli ci saranno anche questi: «Dovremmo provvedere alla proposta di legge per il sistema contributivo dei vitalizi». Compreso quello degli assessori. Un diritto ormai acquisito: per perderlo è necessaria una dichiarazione volontaria. Polverini aggiunge: «Riapriremo i termini per presentare la rinuncia». Il taglio comporterebbe un risparmio di circa un milione di euro.

L’altra sera la governatrice si era sbilanciata: «I miei assessori non avranno difficoltà a rinunciare». L’aria alla Pisana, ieri, sembrava diversa. C’è chi non risponde, chi si trincera dietro il no comment, chi fugge via. Stefano Cetica, potentissimo assessore al Bilancio, uno degli ex Ugl più legati alla Polverini, è nell’emiciclo. Assessore, rinuncia al vitalizio? «Non lo so, vedremo». Mette le mani avanti? «Ma no, è che prima bisogna capire come si potrà articolare il nuovo sistema. Passare al contributivo, comunque, significa già risparmiare». D’accordo: ma lei che farà? «Dipende. Ognuno farà i suoi conti, a seconda che gli convenga o no».
E così nei corridoi della Pisana, mentre Polverini sta parlando alle tivù, gli assessori cominciano a rifletterci su. Francesco Lollobrigida (Trasporti) prende tempo: «Vediamo che norma portano a casa e poi decidiamo come comportarci»

Polverini si dimette?


“Vanno cacciati i mercanti dal tempio del Pdl – ha detto – . Certamente Fiorito è una persona da mandare fuori. E quanto agli altri, che non sono indagati, il Pdl deve valutare se questo è il momento giusto per liberare il partito da qualsiasi tensione e lotta intestina. Secondo me, assolutamente, il momento giusto è ora”. Al partito la presidente chiede “un segnale chiaro. Il Pdl deve dire che non vuole esporre se stesso a questo abisso di perdita di moralità, di credibilità, d’immagine”

Si sfoga così Renata Polverini, pronta alle dimissioni dalla Regione Lazio. Nel consiglio regionale è in corso, da tempo oramai, una lotta intestina tra i partiti della maggioranza. L’esplosione dello scandalo Fiorito ha peggiorato di molto le cose. Al Pdl non è mai andata giù la ‘libertà d’azione’ che Polverini si è ritagliata nel tempo. La lista Città Nuove, da lei creata e lanciata nelle amministrative successive al 2010 ha sottratto voti al Pdl e questo ha fatto infuriare i ‘colonnelli’ locali.

Ora la Governatrice chiede un passo indietro al capogruppo Pdl in Regione, il quale non ha alcuna intenzione di dimettersi. Il tutto potrebbe portare il Lazio ad elezioni anticipate.

Più o meno esplicitamente la presidente ha chiesto la testa dell’attuale capogruppo Battistoni. Ma lui di andarsene non ne vuole sapere. Lo ha ribadito anche oggi: “Non mi dimetto”. Intanto suoi quotidiani si consuma la battaglia a colpi di accuse tra i consiglieri del Pdl. Con Fiorito che su Repubblicaaccusa Giancarlo Miele di avere “divorato ostriche con i soldi pubblici” e Bernaudo di avere “stappato lo champagne”. E non risparmia il consigliere Carlo De Romanis, colpevole, secondo “Batman”, di avere organizzato un festino da 20mila euro con i soldi pubblici.

I BILANCI ONLINE – Insomma la governatrice non sembra contenta di come si stanno mettendo le cose in consiglio regionale. “Ho posto la condizione di rientrare nei parametri economici delle altre Regioni; la cosa, che non mi pare sia stata compresa dal Consiglio regionale, è che bisogna fare e invece si sta proseguendo in una lotta intestina. Vogliono cercare di far capire all’opinione pubblica che il presidente della Regione vale un consigliere regionale”. E annuncia che i conti della suo gruppo saranno resi pubblici da lunedì. Da domani invece pubblicherà il bilancio il gruppo consigliare dell’Idv. “Noi non abbiamo problemi a farlo – ha dichiarato il capogruppo Vincenzo Maruccio – e li metteremo anche online”. Come hanno già fatto Pd, Sel e Radicali.

BERLUSCONI –  In molti continuano a suggerire alla Polverini di andare avanti. La presidente della Regione Lazio avrebbe avuto un colloquio con Silvio Berlusconi che in tutti i modi le avrebbe chiesto di aspettare prima di prendere decisioni definitive. Diversa la versione riportata da Il Fatto quotidiano secondo cui l’ex premier avrebbe suggerito alla governatrice di rassegnare le dimissioni in cambio di un’offerta molto allettante: la corsa a Palazzo Chigi. La presidente della Regione è attesa proprio stasera a Palazzo Grazioli per un incontro con l’ex premier.

Nel caso si arrivi davvero alle elezioni anticipate in regione quali saranno gli schieramenti? Polverini si ripresenterà oppure punterà davvero, come rivelato da Il Fatto, alla leadership nazionale, benedetta da Berlusconi? Zingaretti, in corsa per le comunali di Roma, sarà ‘dirottato’ alla Regione? Giorgia Meloni potrebbe poi essere chiamata a guidare il CentroDestra per la riconquista del Lazio?

A mio giudizio tutto si sistemerà e non ci saranno dimissioni. C’è comunque da dire che Polverini sta dimostrando una caparbietà che non mi aspettavo. L’avesse dimostrata anche nell’evitare la distruzione del sistema sanitario laziale sarebbe stato molto meglio.

Regionali Lazio, tra Bonino, Polverini e Napoleoni… il PD “esplora”…


44.7 contro 46.9. Questi sono i dati CERTI da cui parte il Centrosinistra nella sfida delle regionali nel Lazio. Dati però pronti a cambiare in un baleno. Il 46,9% ottenuto dal fronte progressista si riferisce alle elezioni europee 2009 e comprendeva PD-Sinistra e Libertà, Comunisti, Radicali, Idv. Il Centrodestra non includeva l’Udc ed i movimenti neofascisti FN e Fiamma.

Tra ieri ed oggi sono cambiati gli scenari con la candidatura Bonino e l’appoggio Udc alla Polverini. Il centrosinistra quindi si trova di fronte a varie opzioni. Presentarsi compatto sostenendo la Bonino (ipotesi 1). Presentare un Candidato PD che quindi dovrà scontrarsi con Bonino e Polverini (ipotesi 2). Dividersi ancora di piu con i Commies pronti a sostenere un proprio candidato (ipotesi 3). Rimescolare ancora le carte tramite un candidato moderato in grado di intercettare i voti Udc, rinunciando però sia a Radicali sia ai commies. (ipotesi 4).

Vediamo, in base ai dati in nostro possesso, da quali % partirebbe il centrosinistra.

1. Bonino contro Polverini. 46.9 centrosinistra, 50.2 il centrodestra + Udc

2. Candidato PD contro Bonino e Polverini. 43.9 csx, 3 radicali, 50.2 o 44.7 Polverini (in base al sostegno o meno di Udc)

3.  CandidatoPd contro Bonino, Comunisti e Polverini. 40.2 csx, 3 radicali, 3,7 comunisti, 50.2 o 44.7 Polverini.

4. Centrosinistra + Udc contro Bonino, Comunisti e Polverini. 45,7 csx 3 radicali, 3,7 comunisti, 44.7 Polverini.

Come avete potuto verificare voi stessi, in base ai dati delle Europee il centrosinistra parte sempre e comunque in svantaggio. Solo nel caso di una alleanza con L’Udc le cose potrebbero mettersi diversamente. Ci sono poi alcune variabili da considerare come il nome del Candidato, che attira o respinge voti della propria coalizione; il fatto che solitamente i candidati dei due “blocchi” risucchiano voti ai candidati in solitaria. Sta di fatto che Renata Polverini nel Lazio è molto apprezzata e grazie all’accordo con l’Udc puo tranquillamente cominciare a preparare la squadra da insediare ad aprile alla Pisana.

Il Centrosinistra, che ieri ha dato mandato a Zingaretti di trovare un candidato unitario, è nei guai. Innanzitutto l’incarico “esplorativo” al Presidente della Provincia, che riferirà direttamente a Bersani, dimostra il fallimento del segretario regionale Mazzoli, dalemiano appoggiato dai bersaniani, eletto solo qualche settimana fa. In secondo luogo la non disponibilità di Zingaretti ad una sua candidatura alla Regione, rende ancora piu difficile la ricerca di una personalità capace di raccogliere ampio consenso. Per giunta i Radicali hanno proposto Emma Bonino, persona stimata e valida ma che non puo certo avere il consenso dei moderati. La sinistra PD e parte della coalizione spingono per le Primarie, non gradite invece ai vertici democratici. Primarie però che vedrebbero in pista Luigi Nieri (ex Prc, ora SeL, assessore regionale al Bilancio) e Loretta Napoleoni ( economista finanziaria).

In tutto questo marasma, l’armata Brancaleone del Centrosinistra si prepara ad infrangersi contro l’Iceberg Polverini, alla quale gli unici fastidi provengono da destra, da Il Giornale di Feltri,che continua ad etichettarla come “comunista”, in quanto sindacalista. Cosa che potrebbe farle guadagnare consensi proprio a sinistra e questo è il bello… Feltri, volente o nolente, sta facendo anche egli gli interessi del centrodestra e della stessa Polverini.  Ma gli interessi del centrosinistra chi li fa?

 

 

Zingaretti alla Regione ed un Udc alla Provincia? No, grazie


Si parla di Zingaretti alla Regione Lazio e di un Udc alla Provincia di Roma. Io non sono d’accordo. La provincia di Roma è L’UNICA Istituzione laziale che è in “salvo” dal centrodestra, almeno sino al 2013. Zingaretti poi rappresenta il candidato ideale per riprendere il Campidoglio proprio nel 2013. Candidare Zingaretti alla regione, con rischio alto di sconfitta, soprattutto se la avversaria sarà la Polverini, significa perdere in un sol colpo sia la Provincia sia la presenza di un Leader forte come Zingaretti, che sarebbe bruciato poi per la corsa a Sindaco.

No, meglio candidare altri. Nicola è troppo importante per “rischiarlo” in un momento di difficoltà per il centrosinistra. 

Lazio, dalla platea del Pd tam tam per Zingaretti

di Mariagrazia Gerinatutti gli articoli dell’autore

In via dei Frentani, davanti alla storica sede della Federazione romana del Pci, capannelli di fumatori tracciano retroscena su via Gradoli. «Bisognerebbe chiedere ai vecchi compagni che seguirono il caso Moro…». Dentro, nella sala a ipogeo, un Pd passato dall’«effetto Veltroni» (quando il Campidoglio faceva da traino) all’«effetto Marrazzo» prova a lasciarsi alle spalle scandali e divisioni, immaginando un candidato per le regionali capace di invertire la tendenza Alemanno. Mentre sul palco va in scena il passaggio del testimone tra il segretario uscente, Roberto Morassut, 37%, mozione Franceschini, che si ritira, e Alessandro Mazzoli, 44%, mozione Bersani, eletto per acclamazione. Con 135.107 voti su 304.072. E un’unità tutta da conquistare, viste le percentuali. «Avrà bisogno del supporto di tutti noi», gli ricorda Ileana Argentin, 19%, mozione Marino. Mentre Morassut, in attesa di trovare un’intesa sul nome del presidente dell’assemblea, detta: fuori la politica dalla sanità, manifestazione contro la mafia, opposizione più dura in Campidoglio. Qualcuno fotografa il passaggio con una battuta: «Dal modello Roma al modello Viterbo», città del tesoriere dei Ds Sposetti, da cui proviene Mazzoli.

IL TAM TAM PER ZINGARETTI
Quanto alla scelta del candidato per le regionali, il nuovo segretario si limita a scandire una data: 24 gennaio, primarie di coalizione. E un obiettivo: l’alleanza con l’Udc, che intanto fa pervinire i suoi auguri a Mazzoli. Il resto del dibattito, per ora, è off records. Attraversa la platea sotto forma di brusio trasversale. Ma c’è già chi immagina quelle del 24 come «primarie alla Prodi». E sillaba il nome di Nicola Zingaretti, in attesa che il Pdl decida tra Tajani e Polverini. Dialogo tra un’assessora regionale della mozione Franceschini e un senatore della Bersani: «Lo dice anche la gente per strada: Zingaretti è l’unico che ha vinto e l’unico che può vincere». Replica: «Ma è come dire: non abbiamo nessun altro. Pensiamoci bene». Il bindiano Bachelet si entusiasma: «Ma dobbiamo sentire i circoli». La soluzione rischia-tutto – anche la Provincia, vinta da Zingaretti nel 2008 – fa tremare le vene ai polsi. «Perciò ci vuole un fattore straordinario: l’alleanza con l’Udc», spiega Mario Di Carlo, rutelliano ancorato al Pd. Zingaretti, al momento, per ora si sottrae. Ma c’è chi parla già di candidatura incrociate: lui per la Regione, con l’appoggio dell’Udc, un Udc alla Provincia, con l’appoggio del centrosinistra. Scenario che non piace a chi in Sinistra e Libertà considera Zingaretti «leader naturale del centrosinistra nel Lazio», ma lo vede in Provincia fino al 2013 e poi in corsa per il Campidoglio: «Perché non Gasbarra?», spiega, appunto l’assessore provinciale di Sl, Massimiliano Smeriglio. Se primarie saranno, Sl candiderà l’assessore regionale Luigi Nieri. Mentre anche l’Idv Stefano Pedica si prepara alla contesa.

fonte:Unità

 

Regione Lazio: assegno di disoccupazione e No ai medici delatori


La regione Lazio fa quello che dovrebbe fare il governo nazionale. 530 euro mensili per i disoccupati, come chiedeva Franceschini ed un bel NO ai medici “delatori”, cioè la possibilità dei medici di denunciare gli immigrati irregolari. Bravo Marrazzo.

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A livello nazionale non si farà. Nel Lazio, invece, arriva il “reddito minimo di cittadinanza“, una boccata d´ossigeno – sull´onda lunga della proposta di Dario Franceschini – per 20.000 persone. La legge, approvata ieri dal Consiglio regionale del Lazio, con 32 sì della maggioranza di centrosinistra e del Pdci; contrari An e socialisti Riformisti e astenuti Forza Italia e Udc avrà l´obiettivo di garantire 7mila euro annui a quella fascia di cittadini a cui la crisi nega un futuro. Cinquecento euro mensili, o giù di lì andranno a disoccupati, inoccupati e precari con un reddito annuale sotto i 7mila euro. Quaranta i milioni stanziati per il trienno 2009-2011.

Il provvedimento, quest´anno, avrà una copertura finanziaria di 20 milioni. Lo stanziamento iniziale di 10 milioni annui – previsto nella finanziaria regionale – è stato raddoppiato da un emendamento alla legge presentato dall´assessore al Bilancio Luigi Nieri. «Siamo la prima la prima grande regione italiana che si dota di uno strumento fondamentale che nulla ha a che fare con la vecchia logica assistenzialista», ha detto il presidente della Regione. In futuro, con l´assestamento di bilancio, «si cercherà di aumentare gli stanziamenti», assicurano dall´assessorato al Bilancio. Anche perché «i dati sul Pil del 2008 ci riportano indietro alla crisi petrolifera di oltre trent´anni fa», per dirla come il governatore che annuncia: «Nel 2009 saranno circa in 50mila a rischiare il posto di lavoro nel Lazio».

A beneficiare del provvedimento quest´anno saranno probabilmente le donne e i precari, ha spiegato l´assessore al Lavoro Alessandra Tibaldi: «Secondo le statistiche – ha detto – sono queste le categorie più esposte alla crisi». La legge si rivolge a chi risiede nel Lazio da almeno due anni. I primi assegni verranno elargiti già tra qualche mese. Ma se la maggioranza regionale plaude all´approvazione della legge, è scettica la minoranza. Secondo An «i finanziamenti a pioggia sono più una bandiera politico-ideologica che uno strumento per affrontare la crisi. E «creerà più illusioni che risposte concrete», secondo Massimiliano Maselli, consigliere di Forza Italia.

Ma non solo “reddito garantito”. Ieri, in consiglio regionale è stata approvata anche la mozione contro i “medici delatori”. Mozione che impegna Marrazzo, a intervenire, nell´ambito della conferenza Stato-Regioni, per impedire l´approvazione definitiva della norma inserita nel ddl 733 che impone ai medici di denunciare i cittadini stranieri irregolari, bisognosi di cure.

(05 marzo 2009)