Ingroia si candida, nasce il ‘Polo arancione’ con Di Pietro, De Magistris e Rifondazione


L’ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, al momento in Guatemala per un incarico dell’Onu, ha inviato al Consiglio superiore della magistratura una domanda di collocamento in aspettativa per motivi elettorali. Lo ha comunicato lo stesso Csm. (Corriere.it)

Il dado è tratto. E’ nato il Quarto Polo. Con la discesa in campo di Ingroia (che a mio giudizio avrebbe dovuto dimettersi, o comunque lo dovrebbe fare non appena eletto in Parlamento) il Polo Arancione è presto fatto. Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Lista Arancione di De Magistris e frattaglie varie tutti uniti per raggiungere il 4% ed arrivare alla Camera. Se guardiamo ai sondaggi (Prc al 2, Idv al 2, Arancioni allo 0,5) potrebbero riuscire.

Bersani lancia il Nuovo Ulivo ed una Alleanza Democratica contro il Populismo della destra di Bossi e Berlusconi


Pierluigi Bersani parla. Dopo un lungo silenzio il segretario democratico scrive una lunga lettera a Repubblica in cui esprime le sue proposte per il futuro del CentroSinistra e del Paese.

Bersani propone una Alleanza Democratica contro la deriva populista di questa destra di governo:

Noi proporremmo un’alleanza democratica per una legislatura costituente. Un’alleanza capace finalmente di sconfiggere una interpretazione populista e distruttiva del bipolarismo, capace di riaffermare i principi costituzionali, di rafforzare le istituzioni rendendo più efficiente una salda democrazia parlamentare (a cominciare da una nuova legge elettorale) e di promuovere un federalismo concepito per unire e non per dividere. Sto parlando di una alleanza che può assumere, nell’emergenza, la forma di un patto politico ed elettorale vero e proprio, o che invece può assumere forme più articolate di convergenza che garantiscano comunque un impegno comune sugli essenziali fondamenti costituzionali e sulle regole del gioco. Una proposta che potrebbe coinvolgere anche forze contrarie al berlusconismo che in un contesto politico normale (come già avviene in Europa) avrebbero un’altra collocazione; una proposta che dovrebbe rivolgersi ad energie esterne ai partiti interessate ad una svolta democratica, civica e morale.

E poi il segretario PD auspica la creazione di un Nuovo Ulivo che, a differenza dell’Unione stile 2006, possa essere credibile e coerente.

Per dare l’impulso decisivo a questo cruciale passaggio occorre l’impegno univoco, leale, convinto e coeso di tutte le forze progressiste, che sono adesso chiamate a mettersi all’altezza di una responsabilità democratica e nazionale. Come potrebbero queste forze essere credibili se in un simile frangente non dessero per prime una prova di consapevolezza, di unità e di determinazione comune? Ecco allora la proposta di un percorso comune delle forze di centrosinistra interessate ad una piattaforma fatta di lavoro, di civismo, di equità, di innovazione e disponibili ad impegnarsi ad una progressiva semplificazione politica e organizzativa che rafforzi il grande campo del centrosinistra. Un simile percorso dovrebbe lasciarci definitivamente alle spalle l’esperienza dell’Unione e prendere semmai la forma e la coerenza di un nuovo Ulivo. Un nuovo Ulivo in cui i partiti del centro sinistra possano esprimere un progetto univoco di alternativa per l’Italia e per l’Europa e mettersi al servizio di un più vasto movimento di riscossa economica e civile del Paese. Dunque, un nuovo Ulivo ed una Alleanza per la democrazia. Su queste proposte il Pd vuole esprimere la sua funzione nazionale e di governo.

Per quanto riguarda la crisi di governo, Bersani propone un governo di transizione per riformare la legge elettorale e mantenere gli impegni economici al fine di evitare all’Italia un default simile a quello greco.

Rendendoci disponibili oggi ad un governo di transizione non cerchiamo né scorciatoie né ribaltoni. Sfidiamo piuttosto la destra a riconoscere la realtà e ad ammettere l’impossibilità di mandare avanti l’attuale esperienza di governo e ad introdurre correttivi, a cominciare dalla legge elettorale, che consegnino lo scettro ai cittadini, per tornare poi in tempi brevi al voto. Sarebbe questo un tradimento del mandato elettorale? L’elettore in realtà è stato tradito da chi non è più in grado di rappresentare la sua coalizione e mantenere le promesse del suo programma. Sarebbe questo uno strappo costituzionale? Qui siamo all’analfabetismo o alla sfacciata malafede. E’ l’esclusione in via di principio di questa ipotesi, il vero strappo costituzionale!

Dalle varie forze di CentroSinistra arrivano commenti positivi. Finisce così l’era veltroniana della “vocazione maggioritaria”, la piu grande idiozia partorita dalle menti di Veltroni e che ha “regalato” a Berlusconi una maggioranza amplissima messa a rischio solo dal dissidio con Fini.

Ottimo Bersani. Finalmente qualcosa si muove nel CentroSinistra. Noi ne avevamo parlato proprio ieri:

Concludendo, a Sinistra sta per tornare una sorta di Ulivo allargato che va da Vendola a Di Pietro passando per Radicali, Pd, Socialisti e forse anche Rifondazione. Il sogno di Bersani è raggiungere un accordo con Casini ma ciò non accadrà. D’altro canto il terzo polo centrista, che potrebbe essere costituito da Casini, Fini, Rutelli e Lombardo, farebbe fatica a trovare una quadra sul programma. Troppo liberale il Presidente della Camera, troppo cattolico il leader Udc.

Rifondazione in piena “Sindrome Prodiana”


Ecco la nuova Rifondazione Comunista targata Ferrero. Un partito retto da una maggioranza debolissima, frutto dell’unione “contro” Vendola, che non è saldamente unita da un programma. Leggendo queste righe avete avuto un dejavù? Vi ricorda l’esperienza del governo Prodi?
Si, sembra proprio cosi in effetti. Baste vedere cosa è accaduto oggi al Comitato Politico Nazionale, riunitosi per eleggere alcuni organi politici. La composizione della Segreteria, dove i vendoliani non sono voluti entrare, è stata eletta con solo 141 voti a favore e 130 contro. 138 voti era il quorum necessario perche potesse essere valida la elezione. Successivamente è stata respinta una mozione sulla politica estera presentata da Migliore. Respinta 96 voti contro 126.
Tornano quindi i “numeri ballerini” di Prodi, il quorum famoso da raggiungere al Senato, le imboscate delle opposizioni per mettere in difficoltà la maggioranza presentando mozioni “trappola”.  Ed i piccoli partiti che ricevevano incarichi importanti visto il loro ruolo cruciale? I trotzkisti che ottengono un incarico importante in segreteria malgrado il loro 3,2% nel partito vi dice nulla? Saranno l’Udeur della situazione? faran cadere Ferrero al primo appuntamento importante? Oppure alzeranno la posta anche loro?
Intanto si sta organizzando il partito nel partito, a fine settembre si riunisce “Rifondazione per la Sinistra” e cioè il “partito” di Vendola e dei suoi. Un po come il PD ai tempi di Prodi. Un movimento nuovo che rischia di indebolire ancora di piu la gia fragile maggioranza ferrariana, già indebolita di suo visto il calo dei “numeri” a sua disposizione. Da 148 della elezione a segretario ai 141 della elezione della segreteria nazionale.
Intanto il Governo punta ad approvare una legge elettorale europea con sbarramento al 5% cosi da buttare fuori dal Parlamento Europeo tutto ciò che non sia PD, PDL. In un clima politico di questo tipo Rifondazione naviga in acque agitatissime.
Prodi governò un anno e mezzo, usurando la sua popolarità e quella della sua maggioranza, spazzata via dalle mosse suicide di Veltroni e Bertinotti e dal Cavaliere. Cosa accadrà a Ferrero e soprattutto a Rifondazione comunista se, nel partito, le premesse sono quelle “Prodiane”?

Di seguito la notizia del CPN di Rifondazione, tratta da aprileonline.it

 

Ferrero elegge la nuova segreteria

I Bertinottiani restano fuori, mentre una parte dei sostenoitori della mozione Vendola entrano nella Direzione nazionale. Il partito rischia la “sindrome del governo Prodi”,  tant’è che lo stesso segretario del Prc non esita a definire “risicata” la maggioranza coagulatasi a fine luglio. Domani, al Brancaccio di Roma, parte la campagna d’autunno

Il Comitato politico nazionale di Rifondazione ha eletto la nuova direzione nazionale e la segreteria. La maggioranza coagulatasi a fine luglio attorno a Paolo Ferrero al Congresso di Chianciano, e che lo stesso Ferrero ha definito “risicata”, regge quindi la sua prima prova del fuoco.

La nuova Direzione del Prc è composta da 60 membri e comprende tanto la maggioranza coagulatasi attorno al segretario Paolo Ferrero, ex ministro del governo Prodi, quanto un pezzo della minoranza bertinottiana capitanata dall’ex capogruppo Gennaro Migliore, protagonista già durante lo scorso congresso di una contrapposizione tutta interna alla sua area tra “vecchi” e “giovani”. In tutto i sostenitori della mozione Vendola in Direzione nazionale saranno 28 su un totale di sessanta. La nuova composizione della Direzione ha ricevuto una votazione largamente maggioritaria: 247 i favorevoli alla nuova Direzione, 22 i contrari, 5 gli astenuti.

Diversa la situazione in Segreteria. Con l’esplicito rifiuto a collaborare alla “gestione unitaria” del partito venuto dai seguaci di Nichi Vendola, per bocca dell’ex capogruppo alla Camera, Gennaro Migliore, il segretario del Prc, Paolo Ferrero, ha dato via libera alla proposta di segreteria di maggioranza (i voti a favore al comitato politico sono stati 141, 130 i no e 3 gli astenuti), di 7 componenti, tra cui Claudio Bellotti, leader di Falcemartello, l’ultimo gruppo organizzato trotzkista rimasto in Rifondazione.
Per la mozione principale dell’attuale maggioranza del Prc, Rifondazione in movimento, oltre a Ferrero siederanno in segreteria Roberta Fantozzi (responsabile lavoro) e Eleonora Forenza (scuola) entrambe vicinissime al segretario, insieme agli esponenti di Essere comunisti, Claudio Grassi (organizzazione e di fatto numero due del partito) e Maria Campese. Per l’articolata area dell’Ernesto (7,7% al congresso) ci sarà Gianluigi Pegolo (enti locali). A Bellotti andrà il settore “radicamento sociale”, un vero successo per i suoi trotzkisti ‘eretici’ e che premia il risultato del 3,2% ottenuto al congresso, decisivo per la risicatisima maggioranza che ha portato alla svolta a sinistra del Prc e Ferrero alla guida del partito. Fuori da tutti gli organismi dirigenti l’ex segretario e candidato premier nella sfortunata esperienza della Sinistra arcobaleno, Fausto Bertinotti.
Come gesto unilaterale, Ferrero ha comunque confermato il vendoliano Sergio Boccadutri tesoriere del partito.
Qualche malumore per le decisioni sugli organigrammi ha abbassato i voti ricevuti dalla lista della segreteria da 148 (quelli sui quali potenzialmente avrebbe potuto contare la maggioranza) a 141, con 130 contrari e 3 astenuti.

Ad animare la riunione odierna ci ha pensato un lungo scontro procedurale su un ordine del giorno di condanna del comportamento della Russia in Caucaso, firmato dall’ex capogruppo alla Camera Gennaro Migliore, dall’eurodeputato Roberto Musacchio e da Elettra Deiana, che è stato alla fine bocciato con 96 voti a favore, 126 contrari e 4 astenuti. Le varie anime della mozione Ferrero hanno accusato i vendoliani di voler strumentalizzare la guerra in Georgia per dividere la maggioranza interna al partito, e alla fine, in una seconda votazione, è stato deciso di rinviare comunque la discussione sull’argomento a una prossima riunione.

Dopo lunghi mesi di tormenti e scontri interni, domattina, al Teatro Brancaccio di Roma, Rifondazione torna a guardare all’esterno con una assemblea nazionale intitolata “Ricominciamo dall’opposizione”, che verrà conclusa dall’intervento di Paolo Ferrero e che inaugura la campagna d’autunno che culminerà nella manifestazione nazionale dell’11 ottobre contro “le politiche aggressive del Governo di centrodestra”. Il segretario punta a una svolta “a sinistra, ma anche in basso. Perché – spiega Ferrero – il problema è ricostruire un’utilità sociale della sinistra e dei comunisti. E per questo va affermata un’opposizione di sinistra al governo e a Confindustria, senza inseguire il Pd, che questa opposizione non la vuole fare”. Dopo la sconfitta della coalizione Arcobaleno, Ferrero punta a “unire la sinistra dal basso e dall’opposizione. Ognuno ci sarà con la sua identità, ma per lavorare unitariamente” e per quel che riguarda il Prc senza dimenticare che gli ultimi sondaggi “non indicano una dissoluzione, ma una crescita di Rifondazione”.
Ma all’iniziativa di domani mancherà probabilmente il sostegno e la presenza della minoranza interna: gli uomini di Vendola hanno accusato in queste settimane il segretario di aver compiuto un passo unilaterale, mai discusso con nessuno, e la considerano una iniziativa di parte.

Sul futuro del Prc pesa dunque il rischio di una “sindrome Prodi“, ovvero il problema per l’ex ministro della Solidarietà sociale dell’ultimo governo di centrosinistra di guidare una maggioranza di partito quanto mai risicata e con punte possibili di conflittualità interna. Per Ferrero “la linea politica chiara”, quella appunto della svolta a sinistra, “fa premio su altre possibili questioni”. Esclude la scissione dei vendoliani: “Perché – dice – non ne vedo lo spazio politico” e, assicura che continuerà con la proposta della gestione unitaria a tutti i livelli del partito.
Migliore dice no al “nuovo centralismo democratico” e, nell’escludere la scissione, conferma però i prossimi appuntamenti dell’area programmatica “Rifondazione per la sinistra“, a partire da quello del 27 settembre a Roma con tutti gli ex arcobaleno e oltre.

Ferrero Segretario. L’incoscienza al potere.


Paolo Ferrero è il nuovo segretario di Rifondazione Comunista. A nulla sono valsi i tentativi di mettere d’accordo le due principali mozioni. L’ex Ministro della Solidarietà Sociale, persona che peraltro stimo molto, arriva alla guida del Partito dopo una battaglia serrata con il governatore della Puglia Nichi Vendola. Vendola, esponente della ex maggioranza bertinottiana, era l’unico candidato ufficiale alla segreteria ma la sua mozione aveva conquistato solo il 47% dei delegati per il Congresso, una maggioranza relativa ma non in grado di poter guidare, da sola, il partito. Ferrero invece, forte di un 40% della mozione uno, ha saputo unire le altre tre mozioni arrivando quindi a farsi eleggere dal Comitato Politico e cioè dal “parlamentino” nominato oggi dai delegati del Congresso.

Gennaro Migliore, vendoliano ed ex capogruppo alla Camera, in un suo intervento di oggi ha accusato i “ferrariani” di non aver voluto unire il 90% del partito (e cioè i delegati delle due principali mozioni) ma di aver voluto solamente coalizzare quattro mozioni contro una.

Nichi Vendola ha ammesso la sconfitta ma ha annunciato battaglia, “minacciando” piu o meno velatamente di creare una corrente nel partito. Corrente che avrà il 48% e che quindi sarà la metà esatta di Rifondazione.

Il “furbo” Ferrero ha avuto in dote i voti dei “comunisti duri e puri” ed ora dovrà gestirli. E cosi, se pur nelle difficoltà e nella spaccatura verticale, il Prc ha deciso. Ha impresso una svolta a Sinistra, ha messo una pietra tombale sul progetto di Sinistra Plurale, ha ritirato fuori Falce e Martello annunciando la corsa solitaria alle Europee, ha affievolito il progetto di Sinistra Europea nato quattro anni fa, ha dichiarato guerra al PD rendendosi indisponibile ad alleanze politiche. Fonti del Tg1 parlano anche di una eventuale uscita dalla maggioranza nelle amministrazioni locali. Una svolta a 360 gradi con salto mortale carpiato all’indietro.

Un salto nel vuoto, mi viene da aggiungere.

Rifondazione parte dal 3% circa della Sinistra Arcobaleno. E’ molto probabile che, rispolverando i gloriosi simboli del passato, riuscirà ad incrementare questo misero risultato. Complice anche una possibile riunificazione con il PDCi e con le altre “schegge” comuniste, immagino che si potrà arrivare ad un 4-5% e forse anche ad eleggere qualche parlamentare europeo tra un anno.

Detto questo però, dobbiamo anche capire QUALE PREZZO dovrà pagare la Sinistra Italiana. Le prime avvisaglie le avvertiamo già in questi giorni. Fassino corteggia l’Udc. Casini nicchia ma sta valutando sul da farsi. Se continuerà ad essere “chiuso” a Destra, per potersi “salvare” sarà costretto ad allearsi con il Partito Democratico. Ed il Partito Democratico, per poter avere qualche speranza di vittoria futura, dovrà scegliere le  alleanze guardando ai numeri ed alla compatibilità. La scelta quindi apparirà obbligata. Perche a Sinistra del PD non ci sarà piu una Federazione Progressista compatibile con l’esperienza di governo. A Sinistra del PD ci sarà un Partito Comunista dei “duri e puri”, poco avvezzi al dialogo e comunque troppo schiacciati su posizioni incompatibili con la cultura di Governo. E quindi il PD guarderà maggiormente all’Udc.

Nel frattempo le altre forze politiche della ex-Sinistra Arcobaleno, orfane di un contenitore che possa ospitarle e rinnegate dai nuovi dirigenti di Prc, saranno “costrette” ad una confluenza, piu o meno dolce, nel Partito Democratico. Nel frattempo il populismo di Di Pietro calamizzerà i voti degli antiberlusconiani, comprese frange di Rifondazione e della Sinistra Radicale.

Fin qui l’analisi politica. Ma quali saranno le conseguenze “sociali”? Proprio in questi giorni la maggioranza di centrodestra ha cancellato la possibilità di regolarizzazione dei precari nei casi di contenzioso in atto. Una norma tutta a favore degli imprenditori e che va a danno dei piu deboli. Deboli per i quali, se pur tra le infinite polemiche, il Governo Prodi aveva previsto qualche tutela in piu. Il Protocollo sul Welfare, che anche io ho criticato aspramente, dava qualche piccolo aiuto. Prevedeva il pareggio del costo del lavoro entro il 2011, forniva qualche tutela ai cocopro.  Troppo poco per i lavoratori, troppo poco per la Sinistra Radicale, che è stata “travolta” anche per questi motivi.

E qui torniamo al Congresso di Rifondazione. Visto il fallimento del Governo Prodi in alcuni provvedimenti di indirizzo sociale ed ideologico, visto che la ex maggioranza bertinottiana aveva avallato, seppur tra le polemiche, quei provvedimenti, ecco che, per reazione, i “duri e puri” svoltano a Sinistra. Rinunciando al Governo, maledicendo quella alleanza.

I duri e puri dimenticano di ricordare che “Quella” alleanza però si reggeva su un Senatore, grazie ad una legge diabolica e grazie anche alla pochezza della proposta politica complessiva del CentroSinistra.

I duri e puri dimenticano di ricordare che 60 senatori della Sinistra valevano quanto un Dini o un Fisichella o un Turigliatto e che in quelle condizioni era molto difficile operare.

I duri e puri dimenticano di ricordare che, comunque siano andate le cose, “quella” maggioranza ha detassato l’ICI ai redditi medio-bassi, ha permesso di risparmiare grazie alla liberalizzazioni, ha combattuto l’evasione fiscale, ha previsto dei miglioramenti sociali, ha ritirato le truppe dall’irak, ha fatto approvare la moratoria sulla pena di morte all’ONU. Ha fatto pochissimo sia ben chiaro ma qualcosa ha fatto.

Ma hanno vinto i duri e puri. O almeno pensano di aver vinto. Sino a quando Ferrero non si rivelerà per quello che penso sia, cioè una persona furba che ha saputo sfruttare il momento ma che non ha un chiaro disegno politico se non quello di complicare ulteriormente la vita alla Sinistra

Ma in tutto questo contesto, che fine faranno quei cittadini a cui Rifondazione si è sempre rivolta? Quei cittadini “senza voce”, gli operai, i precari, i “deboli” non tutelati ne dal punto di vista sociale ne da quello dei diritti civili?. Ferrero dice che il partito dovrà stare “Meno in tv e piu con la gente”. Ricominciare dal basso quindi.

Io vorrei però entrare nel cervello di tutti quei delegati, quegli iscritti e quegli elettori di Rifondazione e degli altri partiti della galassia comunista-radicale per capire “COME” vorrebbero risolvere i problemi. Un partito di lotta ottiene ben poco se non accetta gli “oneri” che il governo del paese impone.

Il Partito Comunista, con il suo 30 e passa percento, ha fatto tante battaglie certo ma chi ha ottenuto lo Statuto dei Lavoratori, la Nazionalizzazione dell’Energia Elettrica, la Riforma della Scuola Pubblica? Forse il PCI che scendeva nelle piazze? O forse il PSI che appoggiava la maggioranza di governo con l’allora DC?

In Spagna Zapatero ha messo mano al mercato tv tagliando le gambe ai monopoli privati ed alle lottizzazioni politiche, ha “Laicizzato” il paese, ha ritirato le truppe dall’Irak. Lo ha fatto dalle piazze oppure Governando, anche con l’appoggio della Izquerda Unida, e cioè la Sinistra Radicale Spagnola?

E’ chiaro che Prodi non era Zapatero, come non lo è Veltroni, è chiaro che in Italia, dove un uomo vestito di bianco si affaccia ogni domenica da un balcone e detta le condizioni, è molto difficile portare avanti certi discorsi. E’ altrettanto chiaro che l’Italia è un paese conservatore, nelle idee e nei modi. In una situazione di questo tipo si deve scegliere. Governare, scendendo a compromessi ma realizzando qualcosa (a seconda dei “numeri” delle varie maggioranze) oppure essere “duri e puri” rimanendo perennemente all’opposizione, ululando alla Luna e lasciando il proprio popolo in una condizione di difficoltà.

Marx, Engels, Gramsci, l’Anticapitalismo, l’antiglobalizzazione, la cultura, la filosofia, la storia, le recriminazioni non aiutano ad arrivare a fine mese, a pagare il mutuo, ad avere uno stipendio dignitoso.

E sappiamo tutti che quando le persone soffrono, spuntano fuori i “parassiti” che puntano l’indice contro il “diverso” di turno. Sia esso ebreo, gay, rom o musulmano. E guarda caso gli episodi di intolleranza si stanno moltiplicando, tra l’indifferenza di molti, troppo presi a “sbarcare il lunario”.

Cari Comunisti “duri e puri”, continuate cosi, filosofeggiate su chi è piu puro oppure denunciate la situazione sociale senza però proporvi come alternativa credibile e di governo. Ritirate fuori la “lotta di classe” tra Borghesi e Operai dimenticando che da che mondo è mondo il piu forte cerca sempre di “sottomettere” il piu debole e questo non accade solo tra imprenditori ed operai ma anche tra semplici cittadini. E’ compito dello stato cercare di tutelare tutti, senza distinguere tra classi, preoccupandosi di tutti i “singoli cittadini”, in quanto tali e non in quanto imprenditori, operai, impiegati, etcetc.

Continuate cosi cari amici. La nave “Italia” sta affondando e voi state contribuendo in modo decisivo a farla affondare.

Rifondazione chiede la grazia per Franzoni


Dopo l’arresto La sinistra si divide. Ritanna Armeni: invoco la legge superiore della pietà
E Rifondazione chiede la grazia «Compassione per la Franzoni»

Non bisogna vergognarsi della pietà. L’appello è comparso sulla prima pagina di Liberazione, il quotidiano di Rifondazione comunista, che ritrova voce politica dopo lo tsunami elettorale e riparte dal caso Cogne per invocare una Grazia d’ufficio. L’idea di quelli di Liberazione è che sarebbe «bello e saggio » se il ministro della Giustizia avviasse le pratiche per la grazia e che poi il presidente Napolitano la controfirmasse. E avvertono: «Noi non sappiamo se Anna Maria è colpevole o innocente, ma ora dovrebbe prevalere un sentimento di pietà, di solidarietà. Non è un sentimento ignobile, anche se negli ultimi anni, mesi e giorni, tutti stanno cercando di convincerci di questo».
http://www.corriere.it/cronache/08_m…4f02aabc.shtml

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ma dico io, già 16 anni sono pochi secondo me, poi con i benefici di legge ne passerà solo 5-6 in carcere ed ora la Sinistra Radicale chiede pure la grazia? E’ piu di un mese che sono spariti dalle tv, se il “ritorno” nei media è questo, difficilmente torneranno in parlamento.
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Il 25 Aprile della Destra, l’inizio dell’Era Glaciale per il Centrosinistra


Sto leggendo e rileggendo i dati che arrivano dalle varie fonti di informazione ed ancora non credo al risultato.

La coalizione di Veltroni esce sconfitta è vero, ed anche pesantemente, ma tutto sommato un 6-8% di differenza poteva starci.

Quel che piu mi colpisce è il resto. L’esplosione della Lega Nord che torna alle % di tangentopoli, con la differenza che è stato gia ampiamente provato la sua NON credibilità nel governo del paese, come è comprovato che la Lega di oggi non è la lega del 92. Allora, dopo la crisi del sistema, era comprensibile un voto di “protesta”. Oggi, dopo aver visto che la Lega non è altro che un manipolo di populisti similfascisti e pronti a tutto per una poltrona, non è comprensibile questa esplosione.

Non è altresi comprensibile la SCOMPARSA della Sinistra Radicale. Dopo 62 anni i comunisti non entrano in Parlamento. ASSURDO! La Sinistra Arcobaleno, seppur dal mio punto di vista, troppo poco pragmatica su certi argomenti, era comunque maggiormente vicina ai temi della Laicità e del Precariato. E poi quando una cultura politica viene completamente sterminata non è mai una bella cosa, almeno la testimonianza, seppur ridotta, è importante. Questo discorso vale anche per il PS, che sparisce dal Parlamento.

Ragazzi, a me sembra di vivere un paradosso, ancora non riesco a credere che questo paese ha dato di nuovo fiducia a chi definisce Mangano un eroe, a chi vuole cancellare la Resistenza dai Libri di storia, a chi attacca sempre i magistrati.

Non posso credere che un partito populista come la Lega sia premiato come “novità”. Non posso credere che la Sinistra Arcobaleno non sarà presente in parlamento.

Avevo messo in preventivo la vittoria di Berlusconi ma NON DI QUESTE PROPORZIONI e NON con QUESTI STRAVOLGIMENTI.

Il Governo che nascerà forse si reggerà su una maggioranza non amplissima ma sarà pur sempre tutto il male che l’italia potesse immaginare.

Il 14 Aprile 2008 rimarrà nella Storia di questo paese come il 25 Aprile, ma nel senso opposto.

Il 25 Aprile del 1945 l’Italia veniva liberata dal Nazifascismo. Il 14 Aprile 2008 l’Italia si “libera” della Sinistra. Veltroni, scegliendo la strada solitaria, ha causato un effetto a catena (Berlusconi senza Casini) che paradossalmente consegna questo paese al peggio del peggio.

Ma d’altronde Veltroni ha semplificato l’offerta togliendo tanti alibi (l’anticomunismo in primis) agli elettori. Bisognava scegliere tra due visioni della vita. L’Italia ha scelto Mangano, il Revisionismo, il Populismo, il Servilismo, l’asservimento del potere giudiziario, la fine del contratto nazionale collettivo (con annessa fine degli aumenti per i dipendenti privati) etcetc.

Lo hanno scelto tutti quei moderati che hanno deciso di votare ancora una volta per un egocentrico arrogante personaggio e per tutta la sua cricca, compresi i populisti xenofobi. Lo hanno deciso anche tutti quegli elettori che sono stati a casa.

Non mi si venga a dire che la colpa è solamente dei POLITICI. Veltroni poteva essere invotabile, Bertinotti e la SA possono essersi “compromessi” agli occhi dei loro elettori per aver ingoiato troppi rospi, il PS poteva rappresentare una alternativa debole ma tutto questo non giustifica il non voto e dirò di piu, anche il non voto non giustifica un risultato di questo tipo.

Io leggo e rileggo, ragiono e penso, ma non me lo spiego. Veltroni non sfonda (un 34% è un risultato accettabile ma nn di certo entusiasmante soprattutto perche ruba voti a Sinistra ma non ne prende al Centro, vero obbiettivo del PD) la SA sparisce del tutto, il PS valo lo zero virgola.

Dopo 62 anni la Sinistra Comunista non entra in Parlamento. Prima c’era il fascismo, ora al governo ci sono i suoi eredi (politici e “stilistici”) senza neanche una presenza moderata a fermarli.

Ci si può dimettere da essere Italiani? Eppure pensavo che questo paese avesse imparato qualcosa…..

Candidati Premier: Fausto Bertinotti


 

Dedichiamo l’articolo di oggi al Candidato Premier della Sinistra-L’Arcobaleno. Fausto Bertinotti, ex leader di Rifondazione comunista, prende la guida della nuova formazione nata dalla convergenza di Prc, Pdci, Verdi e Sinistra democratica. Colui che nel 1998 causò la caduta del Governo Prodi, l’uomo che guidò il Prc ad una corsa solitaria nel 2001, corsa che consentì una facile vittoria al Cavaliere e cinque anni di “danni Berlusconiani”, il Subcomandante Fausto si propone come “l’alternativa di parte” in una elezioni schiacciata sui blocchi PD-PDL. Dopo aver governato per due anni con Prodi la Sinistra “radicale” si è vista sbattere la porta in faccia dal Veltroni “neodem”. Se nel 2006 i partiti della formazione contavano sull’11-12%, ad oggi un obiettivo ottimo sarebbe raggiungere l’8%, cioè la percentuale che ebbe da sola Prc nel lontano 1996. Laicità e tutele per i lavoratori, queste le parole d’ordine nel programma della “Sinistra”. Per leggere la biografia di Bertinotti andate qui. Per leggere il programma qui. Di seguito alcune dichiarazioni del Presidente della Camera ed una divertente imitazione di Corrado Guzzanti.

Bertinotti: «È tempo di scala mobile. La tecnofinanza ha fallito» Il Sole 24 Ore

ELEZIONI/ BERTINOTTI: PRECARIETA’ E’ PONTE FRA LEGALITA’ E Alice News

ALITALIA: BERTINOTTI, OFFERTA AIR FRANCE INACCETTABILE ANSA

Bertinotti elogia Action. Ma l’associazione occupa i locali

Corrado Guzzanti “profetico” come sempre.

Assemblea della Sinistra-Arcobaleno


Domani e dopodomani, a Roma, si svolgerà l’Assemblea della Sinistra e degli Ecologisti, che sancirà la nascita di una Federazione di Sinistra comprendente Rifondazione Comunista, Verdi, Sinistra Democratica e Comunisti Italiani.
Candido seguirà per voi questo appuntamento importante riportando commenti, fotografie ed impressioni.

Il PROGRAMMA DELLA ASSEMBLEA

Roma l’8 e 9 dicembre 2007
Nuova Fiera di Roma – Ingresso Est
Via Alexandre Gustave Eiffel

Domenica 9 dicembre, dalle ore 9.30, l’Assemblea si svolgerà tutta in plenaria e sarà idealmente divisa in due momenti. Una prima parte nella quale interverranno “testimonial” qualificati e interlocutori sui temi dei forum. Nella seconda parte, invece, interverranno i quattro segretari dei movimenti politici. Verrà assunta una “Carta di valori e di principi”, presentato il simbolo unitario e lanciata una grande consultazione di massa sulle idee e sui valori della Sinistra.

L’appuntamento è fissato per le ore 14.00 di sabato 8 dicembre nel padiglione 10, i lavori si svolgeranno in 8 forum tematici:
1.Lavoro, economia, welfare
2.Libertà, diritti, laicità
3.Disarmo, cooperazione, Europa
4.Democrazia, rappresentanza, partecipazione, questione morale
5.Ambiente, clima, territorio
6.Conoscenza, innovazione, ricerca
7.Lotta alla mafia, criminalità, legalità
8.Migranti e cittadinanza

Ciascun forum sarà guidato da un uomo e una donna, dirigenti politici, e facilitato da due intellettuali anch’essi un uomo e una donna.