Bersani, ora Basta! Cambiate politica o rimarrete soli!


Sarà l’estate calda, sarà la rabbia per un governo che sta distruggendo ciò che rimane di questo benedetto paese ma sono furioso. Non verso Berlusconi ed i suoi sodali, sempre impegnati nei loro affari senza curarsi di una Italia che crolla. Sono arrabbiato con Pierluigi Bersani.

Nove mesi fa votai convintamente per l’ex ministro. Ora non so piu cosa pensare. L’esordio pessimo nelle strategie politiche delle elezioni regionali era stato il primo campanello d’allarme. La gestione poco seria delle candidature in Lazio e Puglia aveva messo a nudo tutta la forza di D’Alema, grande elettore di Bersani. I risultati poi si sono visti, Vendola, per vincere, ha dovuto battere prima lo sfidante dalemiano nelle primarie. Nel Lazio si è corsi dietro alla Bonino senza trovare un candidato proprio.

Dal punto di vista del programma, le proposte di Fassina sul Lavoro stanno andando avanti ma molto lentamente, sempre perche si è alla ricerca di ampio consenso. L’ampio consenso porta ai papocchi, come abbiamo visto in molte occasioni nel PD.

Sui temi etici non c’è alcun progresso. Sulle strategie delle alleanze, apriti cielo. Bersani parla ma non ottiene risultati. Di Pietro e Vendola sarebbero gli alleati naturali. Si preferisce invece rimanere nel vago, anche ora che il governo Berlusconi sembra essere giunto alla fine.

Invece di auspicare le elezioni anticipate precedute da un breve governo che cambi la legge elettorale, il PD pensa ad u governo di larghe intese manifestando tutta la miopia politica dei dilettanti allo sbaraglio, quelli presi dalla paura delle urne e pronti a tutto pur di rimandare l’inesorabile. Scrivevo giorni fa:

Il Partito Democratico invece di puntare alla fine di Berlusconi, cerca il dialogo con il PDL per un possibile “governo di larghe intese”. Lo ha detto Letta giorni fa, lo ripete D’Alema oggi.

L’opposizione quindi rinuncia a proporre una alternativa di governo e cerca di scendere a patti con parte della maggioranza dimostrando tutta la sua debolezza ed inconsistenza politica.

Immaginate voi un governo Pd-finiani-Udc con all’opposizione da una parte i Berlusconiani pronti a gridare al golpe sulle tv del Premier e dall’altra l’Idv decisa a portare avanti l’attacco al Pd inciucista. Quanto potrebbe durare un governo del genere e soprattutto cosa rimarrebbe del Partito Democratico alla fine? Possibile non lo capiscano?

In questi giorni poi la vergognosa trattativa con l’Udc per eleggere il centrista Vietti alla vicepresidenza del CSM. Il consiglio superiore della magistratura dovrebbe essere guidato da personalità svincolate dalla politica, già l’elezione di Mancino non era stata delle migliori. Il tentativo di accordo con il partito di Casini grida vendetta e riscuote proteste anche da membri stessi del Pd:

Ignazio Marino si rivolge ai vertici: “Bersani ci dica come spiegare che al Csm voteremo chi ha partecipato alla depenalizzazione del falso in bilancio e si è astenuto sul legittimo impedimento”. Ancora più esplicito Felice Casson: “Non voterò un nome deciso su un divano di Montecitorio tra D’Alema e Casini”.

Basta! Non ci sono piu scuse. Sino ad oggi la segreteria Bersani è stata costellata da poche luci e da tante ombre. Poche decisioni nette, tante parole, molti tentennamenti.

Bersani, non ce la facciamo piu! Cambiate modo di fare politica o rimarrete da soli!

Risultati, Boom di Lega e Grillo. Addio Piemonte e forse Lazio.


La Lista Grillo fa perdere la Sinistra in Piemonte mentre, malgrado l’assenza del PDL a Roma, la Polverini potrebbe prevalere nel Lazio.  In Emilia Romagna i grillini prendono piu del  6% e il democratico Errani rischia di andare sotto il 50. Gli elettori di centrosinistra puniscono evidentemente la nomenklatura emiliana tesa al conservatorismo e non all’innovazione. Errani è al terzo mandatom, e quindi si vota Grillo. Queste le novità principali fornite dai primi dati. Per il resto risultati abbastanza prevedibili, come il Boom leghista in Veneto ed in Lombardia. Ulteriori riflessioni domani, alla fine dello spoglio.

Regionali, riflessioni pre-voto


Nel week-end piu di 40 milioni di italiani voteranno per il rinnovo di 13 amministrazioni regionali e svariate amministrazioni provinciali e comunali. Una sfida locale ? Non solo e sapete bene il perche….

…Silvio Berlusconi, sempre lui. Come possiamo non parlare dell’uomo che da 16 anni sta condizionando i destini della politica del nostro paese?

Vediamo un po di riassumere la situazione. Dopo aver vinto nel 2008, il Governo ha dichiarato molto ma fatto ben poco, apparte un po di maquillage in Campania ed in Abruzzo, la distruzione dello Statuto dei Lavoratori e della Scuola Pubblica, di decisioni concrete se ne sono viste poche. Nessun abbassamento delle tasse, nessuna spinta innovativa, nessuna riforma importante. Perche, direte voi, vista la ampia maggioranza in parlamento? Perche ci sono stati avvenimenti imprevisti come la crisi economica americana ed il terremoto in Abruzzo che hanno cambiato la agenda politica del Governo, diranno loro.

In verità il Governo è stato fermato dalla stessa sua maggioranza, apparentemente compatta quando si tratta di decisioni che riguardano gli interessi del Premier, decisamente eterogenea nel caso si debba prendere qualche decisione seria, e per seria non intendo le direttive pseudoxenofobe (medici spia, presidi spia, ronde, impronte digitali per gli immigrati, respingimenti etc)  prese per accontentare i deliri della Lega.

Le vere riforme non “partono” anche per i dissidi interni della maggioranza, composta da “aziendalisti” come i forzisti ed i Berlusconiani ex An ma anche dagli ex democristiani come Pisanu o dai “finiani” , recalcitranti nei confronti dei disegni politici del Premier, e cioè riforme costituzionali atte a “piegare” il nostro paese alle voglie autoritarie del Leader del PDL che progetta una giustizia totalmente assoggettata ai suoi voleri, una Repubblica Presidenziale o con poteri amplissimi per il Premier, uno stravolgimento degli organi di controllo, come la Consulta, che andrebbero depotenziate in favore di un totale asservimento nei confronti del Capo del Governo. Tutto questo non garba molto ad alcune correnti della maggioranza, le quali cercanodi prendere tempo sperando nella fine anticipata del Ventennio Berlusconiano. Speranze vane, secondo me.

In questo articolo lascerò stare i miei pensieri sul destino politico di Berlusconi e mi soffermerò solo su una analisi politica preventiva del risultato delle regionali.

Come dicevo prima, le elezioni di domani e dopodomani non avrebbero una importanza nazionale se non fosse che è Berlusconi stesso ad avere tutti gli interessi per renderle tali. Un rischio il suo, ma un rischio calcolato. E vi spiego il perche.

Inanzitutto il Governo in questo momento è gestito dall’asse Berlusconi-Lega, gli ultimi giorni di campagna elettorale hanno visto un miniduello interno alla maggioranza con i leghisti che, in caso di risultati ottimi in Lombardia, leggi sorpasso sul PDL, sono pronti a chiedere la poltrona di Sindaco di Milano per le prossime comunali 2011.

Nord, un test tutto interno alla maggioranza.

Tolto il Piemonte, unica regione in bilico, Lombardia e Veneto sono “questioni di famiglia” del centrodestra. Conteranno molto i risultati dei singoli partiti, PDL e Lega. La Lega Nord, in Lombardia, è passata dal 16% nel 2005 al 23 del 2009 riducendo da 19 a 9 punti % il distacco dal PDL. In Veneto il boom leghista è ancora piu evidente. Nel 2005 c’erano 15 punti di differenza, nel 2009 il PDL viaggiava attorno al 29% mentre la Lega era poco sopra il 28.

In questa tornata elettorale poi si prevedono % ancora maggiori per il partito di Bossi che, dato per scontato il sorpasso in Veneto, vede concretamente possibile un risultato simile anche in Lombardia non sottovalutando le performance in Piemonte. Cosa spinge ad un risultato simile? Probabilmente la debolezza del PDL, troppo impegnato nei litigi tra finiani e berlusconiani. Maggiore sarà il “travaso” da PDL a Lega, maggiore sarà la destabilizzazione della maggioranza, con i finiani sempre piu scontenti e Berlusconi costretto ad appiattirsi sempre di piu verso i leghisti, i quali saranno a loro volta portati ad alzare il “prezzo” politico della loro “fedeltà”.

D’altro canto, nelle opposizioni, il Partito Democratico e l’Udc dovranno verificare alcune cose. I primi sono chiamati a saggiare un eventuale recupero di voti dalla Idv, rispetto alle europee 2009. I secondi vedranno se la politica dell’isolazionismo, in Lombardia e Veneto, e del collaborazionismo con il PD, in Piemonte e Liguria, porta a risultati positivi o meno.

Centro. Continuerà il boom leghista?

Le regioni rosse rimarranno rosse. Ma con quale sfumatura? Tenderanno maggiormente al rosa oppure cominceranno ad assumere sfumature verdi?

Anche qui infatti torna il gioco la Lega. Nel 2008 in Emilia la lega valeva l’8% circa mentre nelle altre regioni rosse si attestava su % vicine al 2. Un anno dopo, europee 2009, nella regione di Bersani il partito di Bossi aveva % a due cifre, superiori all’11 mentre in Umbria Marche e Toscana aveva raddoppiato i voti aggiudicandosi tra il 4 ed il 5% dei consensi. Un vero boom. Continuerà? Altro fattore da tenere d’occhio.

Per il resto ci sarà da verificare la tenuta della nuova maggioranza marchigiana, orfana della Sinistra Radicale sostituita dall’Udc che quindi dovrà tenere conto del risultato elettorale per guardare a future alleanze nazionali con i democratici.

Il Lazio è un caso a parte. Il PDL non è presente nella provincia di Roma, che vale l’80% dei voti laziali. Sarà quindi interessante, aldilà della vittoria o meno della Polverini, notare la ripartizione dei voti Pdl negli altri partiti della coalizione. Data per scontata una percentuale superiore al 20% per la Lista Polverini, quanti pdellini voteranno Udc, Udeur e quanti invece la Destra di Storace?

D’altro canto, sul fronte del centrosinistra, la candidatura Bonino rafforza i radicali e potrebbe indebolire ulteriormente il già provato PD Laziale.

Sud, debacle annunciata per la Sinistra ma…

Calabria e Campania sono regioni amministrate dalla Sinistra e che, salvo sorprese dal fronte Campano, finiranno ambeude al centrodestra. Le divisioni non pagano e questo lo sanno anche nel PDL, visto che Vendola rischia seriamente la riconferma anche a casua del mancato accordo centrodestra-Udc in Puglia.

In Puglia, qualora Vendola non vincesse, qualcuno nel PD potrebbe stappare una bottiglia di spumante. Le mazzate ricevute dai dalemiani non si contano piu. Dalla sconfitta alle primarie 2005, alle candidature sbagliate di Frisullo e di altri politici locali, poi inquisiti, al goffo tentativo di disarcionare Vendola poco prima delle elezioni, alla debacle colossale nelle ennesime Primarie di due mesi fa. Siamo proprio sicuri che tutti i democratici remeranno in favore di Nichi?

Al tempo stesso in Campania si vocifera che il candidato a Governatore, il democratico  De Luca, stia preparando la candidatura a Sindaco di Napoli nel prossimo anno, sicuro oramai di aver perso la sfida per la guida della Regione, eppure alcuni sondaggi degli ultimi giorni dicono altro….

Ripercussioni Nazionali

Come detto in precedenza, se la Lega avrà un risultato importante nel Lombardo-Veneto e nelle Regioni Rosse presenterà poi il conto a Berlusconi, che quindi vedrà ancora piu stretta la sua maggioranza tra Lega da una parte e finiani dall’altra. Fibrillazioni in vista, anche perche oramai l’eventuale sconfitta della finiana Polverini sara addossata alla mancanza della lista PDL e non alla debolezza della candidata. Al contrario, in caso di vittoria della ex segretaria Ugl, Fini potrà avere qualche carta in piu nella futura partita con il Premier.

L’Udc testerà le “alleanze variabili” verificando dove guadagna, dove perde e dove è stabile a seconda se si presenta da sola (Lombardia, Veneto, Umbria, Toscana, Emilia, Puglia, Basilicata), con il PD (Liguria, Piemonte, Marche) o con il PDL (Lazio, Calabria e Campania).

Il PD sperimenterà l’effetto della Segreteria Bersani sull’elettorato. Si prevede un recupero di voti sulla Idv, che quindi dovrebbe cedere qualche punto percentuale. Maggiore successo avranno i democratici, maggiore sarà la autonomia di manovra di Bersani per costruire una coalizione alternativa alla Destra. Probabilmente una via di mezzo tra Ulivo ed Unione, i modelli sono quello piemontese (Centrosinistra+Udc+desistenza con Prc-Pdci), quello marchigiano(Centrosinistra + Udc al posto di Prc-Pdci) o quello pugliese, passato dal disegno dalemiano di un fronte progressista alleato all’Udc al sogno di ogni elettore medio della Sinistra e cioè il PD alleato alle Sinistra con l’Udc da solo pronto a fare concorrenza al CentroDestra.


Per le formazioni minori ci sono speranze nel Lazio, per i Radicali, nella Puglia,per Sinistra ecologia e Libertà e nelle Marche, dove Federazione della Sinistra e SeL sono alleate contro la svolta centrista del governatore uscente Spacca.

Previsioni

Ed ora veniamo alle “previsioni”. Pur non avendo le doti medianiche del Divino Otelma o le competenze tecniche dei vari Istituti Demoscopici, mi azzardo comunque a fornire qualche dato.

Nel Nord la destra vincerà in Piemonte Lombardia e Veneto. Alla Sinistra rimarrà la Liguria.

Nel Centro, Emilia romagna, Umbria Marche e Toscana andranno alla Sinistra. Il Lazio finirà, malgrado tutto, alla Destra.

Nel Sud, Basilicata e Puglia alla Sinistra, Calabria al PDL. Campania al fotofinish al centrodestra.

Totale 7-6 per il Centrosinistra. Un pareggio che consentirà a Berlusconi di gridare vittoria vista la riconquista di Piemonte e Lazio, oltre che di Calabria e Campania.

Potrebbe andare meglio, in caso di una bassa affluenza, in quel caso il Piemonte e forse anche il Lazio potrebbero rimanere alla Sinistra. (8-5 o 9-4) Ma potrebbe anche andare peggio, se l’affluenza sarà alta e quindi Berlusconi sarà riuscito nell’intento di mobilitare il suo elettorato, prevedo difficoltà anche in Puglia e forse in Liguria. (6-7 o 5-8).

Conclusioni

Una netta vittoria del centrodestra aprirà la strada alla fase 2 del Governo Berlusconi, le Riforme Costituzionali che ridisegneranno la Carta a sua immagine e somiglianza per poi essere votate tramite referendum confermativo e che, in caso affermativo, lo porteranno al controllo totale del destino del paese.

Un pareggio farà rimanere lo status quo, con qualche prova di forza limitata a Intercettazioni, Riforma della Giustizia e Par condicio

Una sconfitta, e cioè la tenuta del centrosinistra in Piemonte, Lazio e Puglia, potrebbe però significare l’inizio di una fase 2.0 “Alternativa” con Fini e Bossi ai ferri corti e Berlusconi costretto a logorarsi. In quel caso però il Premier, a mio modo di vedere, ha gia pronto il piano B. Rompere con Fini appiattendosi completamente su Bossi ed andare ad elezioni anticipate puntando tutto sull’asse PDL-Lega. In quel caso la palla passerà a Fini, se avrà il coraggio di formare un Comitato di Liberazione Nazionale assieme a tutte le Opposizioni forse l’Italia si salverà, altrimenti prepariamoci ad un governo perenne della Famiglia Berlusconi.

Indicazioni di voto: LIVIO RICCIARDELLI


Come molti mezzi di informazione, anche Candido fornisce una indicazione di voto. Nella provincia di Roma, per le elezioni Regionali del Lazio, il Blog invita a votare LIVIO RICCIARDELLI.

Di Livio ho gia parlato QUI, qualche giorno fa. Mi ripeto volentieri nel dire che, conoscendolo personalmente, posso garantire sulla limpedezza, l’onestà e la preparazione. Livio è un ragazzo molto giovane eppure è molto piu competente di tanti “politici navigati”, forse semplicemente perche vive ogni giorno il suo essere cittadino e non “privilegiato”, come appaiono oggi tanti personaggi che siedono in Parlamento e nei Consigli Regionali.

Voi lettori ed elettori di Roma e Provincia, donne e uomini, ragazzi e ragazze di questa regione alla ricerca di una persona che possa al tempo stesso rappresentare le vostre esigenze e dare inizio ad una fase di rinnovamento della politica, Domani e Lunedi esprimete una preferenza, votando PD e scrivendo RICCIARDELLI sulla scheda elettorale.

Per un futuro di Speranza e di Concretezza.

Questo il sito di LIVIO:

http://livioricciardelli.ilcannocchiale.it/

Questa la sua Pagina Facebook

Livio scrive anche per il sito “Il Termometro Politico“, qui i suoi articoli

Questi i punti fondamentali del suo “programma“, tratta dall’intervista rilasciataci giorni fa:

Il mio programma elettorale si basa su quattro punti che ritengo strategici. Per le nuove generazioni ma soprattutto per tutta la Regione: ambiente, università, sport e politiche giovanili.
Sull’ambiente è mia intenzione sviluppare una seria cultura dell’ecologismo e del risparmio energetico. Da questo punto di vista la nostra Regione ha un potenziale immenso. Potenziale che purtroppo spesso non viene sfruttato a pieno.
Sulle tematiche ambientali ho trovato un “link” con il tema dell’università e della formazione: un obbiettivo concreto è quello di sviluppare un raccordo tra aziende che investono nelle energie alternative e atenei che dedicano alla tematiche corsi specifici.
Un altro punto prioritario del mio programma elettorale è rappresentato da una proposta di una rete di giovani dirigenti e amministratori locali del Pd che intende, tagliando da stipendi dei consiglieri regionali e dai vitalizi, stanziare dei fondi ai giovani che intendono affittare una casa. Perché i giovani non sono “bamboccioni”, ma molto spesso non sono nelle reale situazione di poter vivere in maniera indipendente.

Regionali 2010: Puglia


Chiudiamo il nostro speciale Regionali 2010 con la Puglia.

Una delle sfide piu intense ed importanti dell’intera tornata elettorale. Vendola, riconfermato a furor di popolo come candidato del centrosinistra, si trova favorito nel risultato finale dalla divisione del centrodestra. Raffaele Fitto, ministro del PDL e plenipotenziario in Puglia, ha imposto il suo delfino Rocco Palese come candidato governatore. L’Udc però, dopo aver cassato l’alleanza con il PD, ha deciso di correre da sola appoggiando Adriana Poli Bortone, centrista. Il risultato è che Vendola parte in pole, anche se negli ultimi giorni, complice lo scandalo che coinvolge alcuni esponenti regionali del PD, sembra arrancare.

I sondaggi danno Vendola leggermente in testa su Palese. 46 a 44.

Cosi nel 2005

Raffaele Fitto
Casa delle Libertà
1.151.405 -49,24 FORZA ITALIA
AN
UDC
NUOVO PSI-PRI
MOV. SOC. RAUTI
PUGLIA PRIMA DI TUTTO
380.843
259.110
166.388
48.056
10.117
195.355
17,79
12,11
7,77
2,25
0,47
9,13
10
7
4
1
0
5
1
Totale coalizione 1.059.869 49,52 27 28
Nichi Vendola
L’Unione
1.165.536 -49,84 DS
MARGHERITA
LISTA PRIMAVERA
RIF. COM.
PDCI
VERDI
LISTA DI PIETRO
SDI-UNITA’ SOC.
AP-UDEUR-RI PUGLIA
PART. PENS.
DC UNITI
PSDI-SOC. AUT.-REP. EUR.
355.842
208.355
55.357
109.267
48.287
33.298
38.121
85.755
70.211

3.956
8.454
47.507

16,63
9,73
2,59
5,11
2,26
1,56
1,78
4,01
3,28

0,18
0,39
2,22

14
8
3
4
2
1
1
3
3

0
0
2

1
Totale coalizione 1.064.410 49,74 41 42
Gianfelice Galassi
Alternativa sociale
10.973 0,47 ALTERN. SOCIALE – MUSSOLINI 9.307 0,43 0
Laura Scalabrini
Democrazia Cristiana
10.477 0,45 DEMOCRAZIA CRISTIANA 6.741 0,31 0

Regionali 2010: Basilicata


Stiamo per concludere il viaggio nell’Italia delle Regioni al voto domenica e lunedi prossimo. Oggi è il turno della Basilicata, unica regione “rossa” da sempre nel cuore del sud moderato e conservatore. I sondaggi danno ampiamente in testa il Governatore uscente De Filippo, le ultime medie parlano di piu di 11 punti di vantaggio per il centroSinistra.

Cosi nel 2005:

Cosimo Latronico
Casa della libertà
101843 28.8 FORZA ITALIA
UDC
AN
FED. DI CENTRO
43573
27187
22513
3135
12.7
7.9
6.5
0.9
4
3
2
0
Totale coalizione 9
Vito De Filippo
L’Unione
236814 67.0 UNITI NELL’ULIVO
UDEUR
VERDI
RIF.COM.
PDCI
L’ITALIA DEI VALORI
PATTO
133843
38181
19410
16035
14268
9235
5976
38.9
11.1
5.6
4.7
4.1
2.7
1.7
10
3
1
1
1
1
0
Totale coalizione 17
Margherita Torrio
Nuovo Psi
8783 2.5 NUOVO PSI 7711 2.2 0
Roberto Fiore
Alternativa Sociale
3578 1.0 ALTER.SOC.MUSSOLINI 2259 0.7 0
Angela Rosa Mancuso
Unità popolare
2446 0.7 UNITA’ POPOLARE 938 0.3 0

Lui, sempre lui… irrimediabilmente lui



Ieri interviene al Tg1 attaccando Sinistra e Magistratura. Oggi interviene al Tg5 continuando l’affondo ad Opposizione e Procure. Tutto questo, violando la Par Condicio. Berlusconi cerca di galvanizzare i suoi, di aizzare lo scontro. Si motivare i delusi Pdl invitandoli ad andare a votare, evitando l’astensionismo.

Evidentemente i sondaggi in suo possesso sono negativi, soprattutto al Nord, dove la Lega è data in forte ascesa, addirittura con percentuali doppie rispetto allo stesso PDL, in alcune zone del Veneto.

Mancano ancora 2 giorni alla fine della campagna elettorale, pensavo che il Premier tirasse fuori qualche coniglio dal cilindo ed invece si limita ad attaccare usando il vecchio, e collaudato, copione. “Il partito dell’Amore” vero? Sono sedici anni che B. spara odio verso i suoi avversari. Eppure seduce, ammalia… lo farà ancora? Per sapero, attendete le 14.00 di lunedi 29 marzo.