Sondaggi segreti: c’è il sorpasso?


Ecco qui i dati ‘segreti’:

Lo avevamo anticipato ieri sera sulla nostra pagina Facebook (a proposito, iscrivetevi per restare sempre aggiornati!): le indiscrezioni di stamattina sono clamorose, e ci raccontano uno scenario in cui non solo gli equilibri del Senato pontificio, ma anche l’esito della votazione del Conclave nazionale finora ritenuto saldamente nelle mani del fronte progressista, sembrano appesi a un filo.

(Per chi invece non fosse interessato alle notizie dalle ovattate stanze vaticane ma preferisse le imminenti elezioni politiche, che qui chiaramente non trattiamo, consigliamo invece il nuovissimo Seggiometro e la fantastica mappa elettorale interattiva di YouTrend).

I conteggi di madre Gilda Sleri, superiora delle Suore marcelline di Milano e soprattutto vaticanista di fiducia dell’inaffondabile cardinale di Monza e Brianza, registrano infatti una corsa all’ultimo voto tra le truppe dei due schieramenti principali e grossi rimescolamenti di consenso tra le altre forze. Ma andiamo con ordine.

Il gioviale cardinale di Piacenza non riesce ad andare oltre i 33,5 cardinali (i porporati, come è noto, non sono immuni ai decimali) ed è tallonato dal suo più temibile avversario, il prelato pelato di Monza e Brianza, che sarebbe arrivato a raggranellare, secondo le ultime misurazioni, ben 32 voti nel segreto della Cappella Sistina. Un distacco di appena un cardinale abbondante, all’interno del margine d’errore.

Come spiegare questo riavvicinamento che lascia con il fiato sospeso tutti i partecipanti al Conclave e getta nell’incertezza i porporati riuniti nella Cappella sistina? Forse il merito è dell’ingegnosa proposta-shock, che il cardinale brianzolo ha tirato fuori dallo zuccotto con tanto di missiva episcopale inviata a tutti i cardinali-elettori, di rimborsare le decime versate lo scorso anno per imposizione dell’austero cardinale milanese?

Non meno importanti sono le novità sulle quotazioni degli altri candidati, anch’esse rilevate dall’esperta Gilda Sleri nella giornata di lunedì: il simpatico camerlengo di Genova, in grado di riempire i sagrati di alcune delle principali cattedrali della Penisola, è in forte ascesa e sarebbe giunto addirittura a 19 voti, staccando – e quasi doppiando! – un contendente che giorno dopo giorno appare sempre più appannato: il serio e rigoroso cardinale di Milano, forse apprezzato più nelle assemblee liturgiche internazionali (del resto è stato a lungo nunzio apostolico a Bruxelles) che non nell’italianissima Cappella sistina, è infatti ad appena 10,6 porporati, e rischia seriamente di scendere sotto la soglia che implicherebbe il definitivo «extra omnes» dalla Camera papale per i suoi maggiori alleati (tanto il devotissimo vescovo di Bologna quanto l’asciutto omologo di Montecarlo).

E che dire del temuto grand’inquisitore del Sant’Uffizio di Palermo – già fulmineo delegato pontificio in Centro America –, che balla proprio sul crinale dei 4 voti (indispensabili per non essere esclusi dal prossimo Concistoro)? Secondo questa rilevazione, le prospettive sono tutt’altro che rosee: i cardinali di cui è accreditato sono infatti appena 3,2.

Ecco perchè Berlusconi può vincere le elezioni


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L’allarme lanciato oggi dal Presidente Napolitano in relazione alle inchieste Mps e l’intervento a gamba tesa dell’Europa contro il Cavaliere fanno capire che si, in molti cominciano a temere una vittoria di Berlusconi alle elezioni politiche.

Sia ben chiaro, al momento il Centrodestra rimane dietro la coalizione di Bersani. Tra 2 e 9 punti percentuali separano le due aree politiche, c’è da dire però che erano più di 15 solo un mese e mezzo fa. Guardate i due sondaggi IPSOS di dicembre e gennaio, il CentroSinistra cala di 5 punti; il polo Montiano, con la discesa in campo del Premier, guadagna circa 5 punti; il Centrodestra recupera quattro punti mentre Grillo ne cede altrettanti.

             11 dicembre 2012                                      31 gennaio 2013

sondaggi

 

Quali sono i fattori che rischiano di far vincere di nuovo il Cavaliere? Proviamo a vederli assieme:

1. Fine dell’effetto primarie

Il Partito Democratico e Sinistra Ecologia e Libertà hanno visto crescere molto i consensi durante le settimane precedenti e successive alle elezioni primarie. In quel periodo, mentre il PDL era preda di crisi isteriche tra fazioni litigiose, il CentroSinistra beneficiava di una notevole copertura mediatica e soprattutto le due ‘offerte’ politiche di Renzi e Bersani riuscivano a convogliare sul PD consensi prima insperati. Ora, a due mesi di distanza, l’effetto primarie si è quasi del tutto esaurito ed il passaggio di alcuni ‘renziani’ doc nelle fila di Monti non ha fatto altro che far migrare verso il Premier alcuni elettori democratici.

2.Frammentazione a Sinistra

Quando Bersani scelse di ‘estromettere’ l’Italia dei Valori dalla alleanza di CentroSinistra il PD era oltre il 35% e Sel veleggiava stabilmente sopra il 6. Con più del 40% ed un PDL ridotto al 15% la strada verso la vittoria era tutta in discesa. Poi lo scenario politico è cambiato, il Centrosinistra ha perso almeno il 4-6% dei voti ed ora quel 5% di Rivoluzione Civile, cartello che raccoglie Idv, Prc, Pdci e Verdi, rischia di essere determinante per la vittoria al Senato e chissà magari anche alla Camera. Peraltro la continua associazione Monti-Vendola per un possibile accordo di governo post-elettorale non fa altro che indebolire SEL in favore del cartello di Ingroia.

3.Fattore Monti

L’entrata in campo del Premier non ha reso facile la vita al Partito Democratico. Monti, secondo gli auspici di Bersani ed anche di Napolitano, avrebbe dovuto rimanere fuori dai giochi in vista di una possibile elezione al Quirinale. Il Professore ha pensato diversamente e sta riuscendo ad erodere consensi al PD attraendo, come già detto, quegli elettori democratici vicini alle idee centriste.

4. Grillo

Nel periodo 2010-2011 il movimento5Stelle ha ‘rosicchiato’ voti prevalentemente a sinistra, quella più radicale. Nel 2012 ha virato a destra, raccogliendo tanti orfani del Cavaliere. Non è detto che i nuovi scandali finanziari che vedono coinvolti personaggi vicini al Centrosinistra non possano spingere alcuni elettori PD-SEL a votare Grillo come segno di protesta verso la solita politica.

5.Scandalo Mps

Lo scandalo del MontePaschi, soprattutto per le evoluzioni future, sta causando una piccola erosione di consensi alla coalizione Italia Bene Comune. Cosi come fu per l’affaire Unipol nel 2005-2006, la commistione tra Banche e Politica riesplode, casualmente sotto elezioni, e rischia di condizionare la campagna elettorale e l’esito del voto.

6. Promesse Berlusconi

Il Cavaliere lo si conosce bene, promette e non mantiene. Ma quando promette lo fa in modo egregio, da gran ‘venditore’. Già si parla di restituzione IMU o anche di abbassamento al 35% delle aliquote Irpef, per non parlare della battaglia anti-euro ed anti-Germania. Una persona con un minimo di intelletto dovrebbe sapere a quali risultati ci hanno portato le sue promesse e soprattutto le sue mosse in campo economico e politico. Eppure qualcuno disposto a farsi abbindolare c’è. Ci sono sempre elettori che considerano la scheda elettorale come una schedina del totocalcio, ‘non ci credo ma lo voto, chissà mai non mi riduca davvero le tasse’. Uniamo a questo le uscite su Mussolini e la tattica da vincente ottenuta con l’acquisto di Balotelli e capiamo bene che il 30% di voti è un obiettivo facilmente raggiungibile.

Tutti questi fattori, uniti ad una legge elettorale incredibilmente inadeguata, rischiano di regalare la Camera dei Deputati ad una coalizione del 33-34%. Paradossalmente Berlusconi potrebbe vincere pur avendo contro il 65% degli italiani.

Se il Caimano conquisterà la maggioranza nelle Camere potrà eleggere il Presidente della Repubblica e quindi potrà condizionare le nomine della Corte Costituzionale (il Capo dello Stato nomina cinque giudici su quindici). Se a questo aggiungiamo il probabile acquisto de La7 da parte di Urbano Cairo, imprenditore da sempre vicino all’uomo di Arcore, possiamo capire come l’Italia potrebbe ben presto svegliarsi più berlusconiana di quello che sembra.

PD-SEL nella ‘tenaglia’ Monti-Ingroia, Berlusconi spera


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Gli ultimi sondaggi lo dimostrano chiaramente. La Coalizione di Centrosinistra è stretta nella tenaglia Monti-Ingroia. Il primo attacca pesantemente Berlusconi mentre esprime apprezzamento per il PD, cosi facendo ‘tenta’ gli elettori democratici centristi, attraendoli. Il secondo preme sulla parte sinistra scontrandosi con SEL, gli elettorati di Vendola e di Ingroia sono simili e la prospettiva di un governo CentroSinistra-Monti potrebbe spingere alcuni elettori di Sinistra Ecologia e Libertà proprio tra le braccia di Rivoluzione Civile, chiaramente ostile al Premier. Allo stesso tempo il martellamento mediatico del Cavaliere sta riportando all’ovile alcuni delusi PDL.

Ed ecco che possiamo ‘leggere’ con maggiore chiarezza le ultime analisi demoscopiche. I centristi montiani hanno recuperato circa 3 punti percentuali nell’ultimo mese, esattamente quelli persi dal PD. Rivoluzione Civile aumenta di un punto, tanto quanto il calo di SEL.  Berlusconi nel frattempo recupera qualcosa a Grillo, che cala leggermente.

La tenaglia Monti-Ingroia rischia di stritolare il CentroSinistra fornendo nuove speranze al Centrodestra

Clamoroso recupero di Berlusconi, a pochi punti dal CentroSinistra ed in testa in Lombardia e Sicilia?


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Un sondaggio di SWG per la trasmissione di Rai 3 Agorà da a soli sei punti la differenza tra la coalizione di Bersani e quella di Berlusconi. 32 a 26 per l’agenzia di Weber.

Anche la Euromedia Risearch di Ghisleri da poco piu di quattro punti di differenza tra CentroSinistra e Centrodestra. I 15 punti di un mese fa sono un ricordo.

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Il martellamento mediatico di Berlusconi e la ‘nullità’ politica della campagna elettorale di PD e Sel hanno permesso al Cavaliere di recuperare molto terreno. L’ultimo mese elettorale sarà determinante per evitare una clamorosa (quanto tragica) vittoria finale per Berlusconi e soci. Le strategie politiche future, i probabili colpi di scena del Caimano e una eventuale sua condanna giudiziaria durante le prossime settimane potranno cambiare le carte in tavola in un senso o nell’altro. Una cosa sola è chiara, mai dare Berlusconi per spacciato.

Da segnalare che IPSOS per Ballarò continua a dare un distacco netto, superiore al 10%, tra le due coalizioni:

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Tutto si giocherà comunque al Senato. ISPO ed Euromedia hanno effettuato, per Porta a Porta, alcuni sondaggi sulle ‘regioni in bilico’ . Questa sera vediamo quelli relativi a Lombardia e Sicilia:

In Lombardia, per Euromedia, è in testa il Centrodestra:

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Anche per ISPO la coalizione di Berlusconi conduce in Lombardia, per il Senato:

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Nella regione Sicilia l’esito del sondaggio non cambia. Euromedia ed ISPO sono d’accordo, conduce il Centrodestra:

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Sondaggi Lombardia: Centrodestra in testa per Senato e Regione


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Molti sondaggisti l’hanno definita l’Ohio d’Italia ed in effetti, in chiave elettorale, la Lombardia rappresenta un bel ‘bottino’ a livello di seggi, soprattutto nel Senato. Per via del ‘porcellum’ la coalizione vincente, per quanto riguarda Palazzo Madama, prende il 55% dei seggi messi in palio per la Regione. 27 su 49 totali. Malgrado le divisioni, il Centrodestra di Berlusconi sembra essere in testa. Una vittoria berlusconiana in questo territorio renderebbe difficile il raggiungimento di una maggioranza assoluta per la coalizione di Bersani nella seconda camera della Repubblica.

Berlusconi è in testa anche per le elezioni Regionali, il candidato di PDL e Lega, ovvero Maroni, conduce su Ambrosoli per piu di 3 punti percentuali.

Corriere.it. Il centrodestra guidata da Berlusconi, che appare aver effettuato una notevole rimonta rispetto a quanto emerso da sondaggi precedenti (ad esempio, D’Alimonte sul Sole 24 ore dell’8 gennaio, che assegnava al centrodestra il 32,5 per cento a fronte del 35,7 per cento da noi rilevato). La distanza dalla coalizione di centrosinistra risulta oggi attorno al 3,5 per cento nel sondaggio Ispo-Corriere della Sera .
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Quattro forze oltre la soglia
Sulla base dei dati rilevati, dunque, la coalizione di centrodestra otterrebbe 27 seggi (comprensivi del premio di maggioranza), mentre i seggi restanti verrebbero suddivisi tra le altre liste che superano la soglia dell’8 per cento: la coalizione di centrosinistra (12 seggi), la Lista Monti per l’Italia che si avvicina al 15 per cento e conquista 6 seggi e il Movimento 5 Stelle che si colloca attorno all’11 per cento e ottiene 4 seggi

Maroni, otterrebbe oggi la maggioranza dei consensi (pari a quasi il 41 per cento). Tuttavia lo scarto rispetto al più vicino inseguitore, il candidato della coalizione del centrosinistra, Ambrosoli (cui viene assegnato sin qui il 38 per cento), è inferiore ai 3 punti percentuali.

Ballottaggi: corse clandestine ed alte temperature a Milano e Napoli


In tempi di par condicio non si possono divulgare risultati di sondaggi elettorali. Se, però, si va su Google e si digita ‘corse clandestine’ le voci fornite appaiono interessanti:

Da Lettera 43:

La normativa elettorale vieta la diffusione dei sondaggi tra il primo turno elettorale e i ballottaggi, ma non la loro realizzazione.
Come fare, quindi, per sapere l’orientamento dell’elettorato? L’ostacolo è stato aggirato su Internet dove le corse elettorali sono state trasformate in quelle di cavalli e le amministrazioni al voto in ippodromi, nei quali si disputano gare sul filo dei secondi (e dei voti).

Notapolitica dice:

Si scopre così che nell’ippodromo di Milano Fan Pisapie è dato a 53,5 secondi, ben sette in più dell’avversario Moratenne che taglia il traguardo con un misero 46,5′.
Più a Sud, a Napoli precisamente, è il cavallo Galopin du Magistry a conquistare il traguardo con 51 secondi mentre Letterienne lo stacca solo di pochi secondi e si ferma a 49.

Su Studi si parla di Formula Uno:

sul sito Studi, dove le proeizioni elettorali hanno tutte le sembianze di una gare di Formula Uno.
Di nuovo si parla di corse clandestine, osservate dalla fantomatica South Western Generation a Milano, Napoli e Cagliari.
Il risultato, rilevato il 20 maggio, mostra la Red Bull sconfitta in tutte e tre i circuiti con uno scarto piuttosto netto in quello di Milano.
Nella città lombarda infatti la Ferrari taglierebbe il traguardo con 55 chilometri, mentre la Red Bull si dimostra più lenta con soli 45 chilometri.
Stesso ordine di arrivo a Cagliari con la Ferrari a 52 chilometri e la Red Bull a 48. A Napoli cambia il vincitore, tale Toro rosso, che conquista il circuito con 52 chilomentri contro i 48 della sempre perdente Red Bull. Gli animi dei tifosi sono così placati.

Sul Termometro Politico invece si parla di previsioni meteorologiche:

a Milano la situazione sembra in linea con il primo turno, quando le correnti calde avevano spinto il mercurio fin oltre i 48°, lasciando al fresco, a quota 41, il comitato elettorale di Letizia Moratti. Insomma, i 7 gradi di margine sembrerebbero confermati e l’isola di calore sul capoluogo meneghino è piacevolmente accolta in via Pergolesi, sede del Pd milanese, dove si prefigura uno scenario ben oltre i 50 gradi. Dalla Madonnina al Vesuvio, a Napoli nulla sembra essere certo, anche perché occorrerà valutare la disposizione delle varie correnti ascensionali che dieci giorni fa avevano sorprendentemente lasciato a secco la Prefettura, fermandosi sotto i 20 gradi. Stavolta le previsioni del tempo parlano di un confronto serratissimo, con i termometri però leggermente sopra ai 50 gradi in Tribunale:

Risultati Regionali Sardegna, vince Cappellacci


 

Ieri ed oggi si è votato per il rinnovo della giunta regionale della Sardegna. Renato Soru si ripresenta dopo le dimissioni che hanno causato l’elezione anticipata. Il Centrodestra oppone una figura minore, Cappellacci, oscurato dalla assidua presenza nell’isola del Premier Silvio Berlusconi. D’altronde le leggi “antilusso” varate dalla giunta Soru hanno danneggiato anche le tasche del presidente del consiglio che quindi si sente chimato in causa in prima persona. Riuscirà Soru dove ha fallito Veltroni? I sondaggi danno un forte vantaggio per il centrodestra a livello di liste (almeno 8-10 punti) mentre sembra esserci un testa a testa per la carica di Governatore. Questo grazie alla popolarità del Governatore uscente, temo però che alla fine vinceranno le logiche di partito. Alle 15.00 i primi risultati.

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AGGIORNAMENTO ORE 15.10

DALLE PRIME INDISCREZIONI SEMBRA ESSERCI UN TESTA A TESTA!

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ORE 15.50

dal Sito Termometro Politico apprendiamo di un sondaggio di Crespi con Soru in vantaggio di 1.5%. Dal sito Freedom Land si parla di un +2.2 per il candidato del PD.

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19:21  Proiezione, candidati in parità

Secondo la prima proiezione realizzata da Termometro Politico i due candidati sono in parità, tra 46 e 50%. Dal punto di vista della geografia elettorale si segnala, allo stato delle cose, una certa spaccatura tra le diverse aree della Sardegna, che rende in ogni caso impossibile fornire una stima più precisa a questo punto. In particolare, Sassari spingerebbe in alto Soru, che è però bilanciato verso il basso dai dati di Cagliari, Oristano e Iglesias

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Risultati provvisori (250 sezioni scrutinate su 1.872) Cappellacci 49,6% (53.070 voti), Soru 45,7% (48.889 voti)

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RISULTATI REALI:

Scrutinio candidati: 1.658 sezioni su 1.812

RENATO SORU – 42,89%

UGO CAPPELLACCI – 51,90%