Un augurio per il 2012: non rivederli MAI PIU’!


Il 2012 si annuncia come un anno di sacrifici. Le manovre ‘massacro’ messe appunto nell’ultimo periodo produrranno effetti negativi sulla qualità della vita di noi tutti. I prossimi mesi saranno difficili ed il futuro non appare roseo, viste anche le riforme sul lavoro che ha in cantiere il Governo Monti.

Un Augurio per il futuro, malgrado ciò che ci aspetta,  è quello di non rivedere MAI PIU’ certe ‘facce’ nei posti di potere di questo paese. E’ anche grazie a loro che siamo sprofondati in una crisi drammatica e di non semplice soluzione.

Unica (parzialissima) consolazione è che questi ‘figuri’ ora non contino piu nulla, o quasi. Sperando spariscano presto dal panorama politico nostrano.

E’ una lista breve ed incompleta, integratela voi se volete.

A MAI PIU RIVEDERCI:

E naturalmente… Lui (anche se purtroppo ritornerà)

Sacconi: “Bastardi anni 70”


Il duro giudizio del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, sui «bastardi anni 70» che hanno prodotto «i cattivi maestri e cattivi genitori» non è piaciuto al popolo delle Acli, che lo ha contestato arrivando a dargli del «fascista». È quanto è accaduto al 44mo convegno delle Acli sul lavoro. Il ministro ha risposto con durezza ribadendo la sua storia personale e familiare di socialista ma anche di anti-comunista.

Quello che ha messo in manovra una norma che non era stata neanche concordata con i tecnici del Tesoro. Eccolo qui, un altro piccolo arrogante Brunetta.

 

Eluana, La rivoluzione di un padre


Di Eluana Englaro non abbiamo parlato su questo blog. Del comportamento del ministro Sacconi con le velate minacce alla clinica privata che si era resa disponibile a prendersi cura della ragazza negli ultimi giorni di vita. Di questo strano paese dove la magistratura da il consenso alla morte della ragazza ed il governo fa di tutto per impedire che le sentenze vengano attuate.

Sul tema, ha scritto un bell’articolo Roberto Saviano, lo posto qui di seguito:

La rivoluzione di un padre

di ROBERTO SAVIANO

BEPPINO Englaro, il papà di Eluana, sta dando forza e senso alle istituzioni italiane e alla possibilità che un cittadino del nostro Paese, nonostante tutto, possa ancora sperare nelle leggi e nella giustizia. Ciò credo debba essere evidente anche per chi non accetta di voler sospendere uno stato vegetativo permanente e ritiene che ogni forma di vita, anche la più inerte, debba essere tutelata.

Mi sono chiesto perché Beppino Englaro, come qualcuno del resto gli aveva suggerito, non avesse ritenuto opportuno risolvere tutto “all’italiana”. Molti negli ospedali sussurrano: “Perché farne una battaglia simbolica? La portava in Olanda e tutto si risolveva”. Altri ancora consigliavano il solito metodo silenzioso, due carte da cento euro a un’infermiera esperta e tutto si risolveva subito e in silenzio.

Come nel film “Le invasioni barbariche”, dove un professore canadese ormai malato terminale e in preda a feroci dolori si raccoglie con amici e familiari in una casa su un lago e grazie al sostegno economico del figlio e a una brava infermiera pratica clandestinamente l’eutanasia.

Mi chiedo perché e con quale spirito accetta tutto questo clamore. Perché non prende esempio da chi silenziosamente emigra alla ricerca della felicità, sempre che le proprie finanze glielo permettano. Alla ricerca di tecniche di fecondazione in Italia proibite o alla ricerca di una fine dignitosa. Con l’amara consapevolezza che oramai non si emigra dall’Italia solo per trovare lavoro, ma anche per nascere e per morire. Nella vicenda Englaro ritornano sotto veste nuova quelle formule lontane e polverose che ci ripetevano all’università durante le lezioni di filosofia.

Il principio kantiano: “Agisci in modo che tu possa volere che la massima delle tue azioni divenga universale” si fa carne e sudore. E forse solo in questa circostanza riesci a spiegarti la storia di Socrate e capisci solo ora dopo averla ascoltata migliaia di volte perché ha bevuto la cicuta e non è scappato. Tutto questo ritorna attuale e risulta evidente che quel voler restare, quella via di fuga ignorata, anzi aborrita è molto più di una campagna a favore di una singola morte dignitosa, è una battaglia in difesa della vita di tutti. E per questo Beppino, nonostante il suo dramma privato, ha dovuto subire l’accusa di essere un padre che vuole togliere acqua e cibo alla propria figlia, contro coloro che dileggiano la Suprema Corte e contro chi minaccia sanzioni e ritorsioni per le Regioni che accettino di accogliere la sua causa, nel pieno rispetto di una sentenza della Corte di cassazione.


L’unica risposta che ho trovato a questa domanda, la più plausibile, è che la lotta quotidiana di Beppino Englaro non sia solo per Eluana, sua figlia, ma anche e soprattutto in difesa del Diritto, perché è chiaro che la vita del Diritto è diritto alla vita. Beppino Englaro con la sua battaglia sta aprendo una nuova strada, sta dimostrando che in Italia si può e si deve restare utilizzando gli strumenti che la democrazia mette a disposizione. In Italia non esiste nulla di più rivoluzionario della certezza del Diritto. E mi viene in mente che tutelare la certezza dei diritti, la certezza dei crediti, costituirebbe la stangata definitiva all’economia criminale. Se fosse possibile, nella mia terra, rivolgersi a un tribunale per veder riconosciuto, in un tempo congruo, la fondatezza del proprio diritto, non si avvertirebbe certo il bisogno di ricorrere a soluzioni altre. Beppino questo sta dimostrando al Paese. Non sarebbe necessario ricorrere al potere di dissuasione delle organizzazioni criminali, che al Sud hanno il monopolio, illegale, nel fruttuoso business del recupero crediti.

E a lui il merito di aver insegnato a questo Paese che è ancora possibile rivolgersi alle istituzioni e alla magistratura per vedere affermati i propri diritti in un momento di profonda e tangibile sfiducia. E nonostante tutte le traversie burocratiche, è lì a dimostrare che nel diritto deve esistere la possibilità di trovare una soluzione.

Per una volta in Italia la coscienza e il diritto non emigrano. Per una volta non si va via per ottenere qualcosa, o soltanto per chiederla. Per una volta non si cerca altrove di essere ascoltati, qualsiasi cittadino italiano, comunque la pensi non può non considerare Beppino Englaro un uomo che sta restituendo al nostro Paese quella dignità che spesso noi stessi gli togliamo.

Immagino che Beppino Englaro, guardando la sua Eluana, sappia che il dolore di sua figlia è il dolore di ogni singolo individuo che lotta per l’affermazione dei propri diritti. Se avesse agito in silenzio, trovando scorciatoie a lui sarebbe rimasto forse solo il suo dolore. Rivolgendosi al diritto, combattendo all’interno delle istituzioni e con le istituzioni, chiedendo che la sentenza della Suprema Corte sia rispettata, ha fatto sì, invece, che il dolore per una figlia in coma da 17 anni, smettesse di essere un dolore privato e diventasse anche il mio, il nostro, dolore. Ha fatto riscoprire una delle meraviglie dimenticate del principio democratico, l’empatia. Quando il dolore di uno è il dolore di tutti. E così il diritto di uno diviene il diritto di tutti.

(23 gennaio 2009)

http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/eluana-eutanasia-6/eluana-eutanasia-6/eluana-eutanasia-6.html

5 provvedimenti che sconvolgono il lavoro


interessante articolo trovato qui: http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o13029

Ecco i veri provvedimenti del Governo Berlusconi in materia di Welfare

5 provvedimenti che sconvolgono il lavoro

da maggio a ottobre 2008, tutto quello che si dovrebbe sapere sulle nuove leggi del ministro Sacconi

(24 ottobre 2008)

Detassazione degli straordinari
Legge 126/24 luglio 2008

Col decreto legge n. 93 del 27 maggio 2008 ( convertito in legge il 24 luglio successivo) il governo Berlusconi inaugura una nuovo regime di tassazione degli straordinari per i dipendenti del settore privato con carattere sperimentale per il periodo dal 1° luglio fino al 31 dicembre 2008.
Gli straordinari e i premi di produttività( ma anche i premi e le gratifiche individuali , il lavoro supplementare, le indennità di reperibilità e turno, e qualsiasi erogazione salariale l’azienda ritenga utile a far crescere la produttività, anche al di fuori di qualsiasi forma di contrattazione ) dei lavoratori dipendenti con un reddito complessivo nel 2007 pari o inferiore a 30.000 euro lordi, saranno tassate con un’aliquota sostitutiva del 10% invece del 20-27% , fino ad un ammontare massimo di 3000 euro.
La detassazione penalizza i lavoratori part- time a basso reddito,rafforza il salario discrezionale e aumenta le disuguaglianze salariali, a svantaggio soprattutto di donne, lavoratori atipici , migranti e i lavoratori più colpiti dai processi di crisi , come quelli del Mezzogiorno.
L’operazione costa allo Stato circa 1.160 milioni di euro, reperiti attraverso la
cancellazione di norme che sostenevano l’integrazione degli immigrati, il sostegno alle donne vittime di violenza, e la natura non fiscale degli aiuti per le vittime di usura o di
estorsione.

Deregolamentazione del mercato del lavoro
legge 133 del 5 agosto 2008

Nel decreto legge 112 del 25 giugno 2008, convertito in legge 133 il 5 agosto 2008, sono contenute molte norme di peggioramento delle condizioni di lavoro, di deregolamentazione dei contratti nazionali, di aumento della precarietà, di alleggerimento di controlli e obblighi per le imprese, di forte indebolimento dell’attività ispettiva e quindi delle politiche di contrasto del lavoro nero e irregolare, e di tutela della salute e sicurezza del lavoro.

Viene ripristinato per tutti i settori il lavoro a chiamata,

il lavoro a tempo determinato è reso possibile anche per “ l’ordinaria attività
dell’impresa”, puntando quindi a una sorta di lequivalenza con il “normale”
rapporto di lavoro a tempo indeterminato; viene introdotto il principio della derogabilità in peggio rispetto al CCNL attraverso la contrattazione aziendale e territoriale.
Al momento della trasformazione in legge è stato inserita la clausola scandalosa e anticostituzionale che cancella per i procedimenti già in corso ( leggi Poste e Alitalia) il diritto alla reintegra nel posto di lavoro per quei lavoratori per cui il giudice rilevi la nullità della interruzione del rapporto di lavoro, cioè quando si è rilevata la sussistenza di un falso contratto a termine, sostituendolo con un risarcimento economico. Con la contestatissima norma viene agito un principio anticostituzionale , per cui la condizione di diritto dei singoli viene ad essere diversa a seconda del momento in cui abbiano fatto ricorso, pur in presenza di uguali condizioni oggettive, quindi è come se vi fosse scritto “ la legge è differente a seconda del momento in cui fai ricorso” e non già “ la legge è uguale per tutti”
Viene generalizzato il lavoro accessorio, ovvero quello temporaneo, retribuito al di fuori di qualsiasi contratto, tramite un Voucher o Buono prepagato, infatti viene allargata la platea sei soggetti che possono ricorrervi estendendolo a tutte le attività stagionali . In particolare in agricoltura, rischia di diventare la forma normale del rapporto di lavoro, così anche per i collaboratori domestici (in particolare quelli con nastro orario inferiore alle 24 ore settimanal) . Ma ciò che appare più insidioso è il riferimento alle attività saltuarie svolte “durante le vacanze” da studenti di età inferiore ai 25 anni , norma che può dare la stura ad un supersfruttamento del lavoro estivo dei giovani, anche in alternanza allo studio.

si peggiora l’apprendistato , riportando la possibilità di svolgere la formazione tutta interna all’azienda tramite accordo sindacale aziendale e/o con gli enti bilaterali, e quindi abrogando tutte le norme che prevedevano un controllo pubblico sulla qualità e sulla reale svolgimento della formazione, ma anche tutti gli standard minimi . Vengono considerati apprendistato professionalizzante anche i Dottorati di ricerca che possono essere stipulati con convenzioni dirette azienda/università, anche senza il rapporto col sindacato.

Vengono stravolte ed indebolite tutte le norme e gli strumenti di contrasto e prevenzione del lavoro nero e irregolare :.viene abrogata la sanzione per il datore di lavoro se i lavoratori non sono dotati del tesserino di riconoscimento, mentre rimane quella per i lavoratori che non lo esibiscono, annullato il principio della responsabilità solidale tra impresa appaltante ed appaltatrice e si elimina l’obbligo a tenere l’elenco clienti fornitori; vengono cancellati gli indici di congruità come strumento di prevenzione e contrasto del lavoro nero;

Si indeboliscono le misure di controllo all’evasione e all’elusione fiscale, al riciclaggio del denaro sporco e e dell’economia illegale.


Si cancella la legge che tutela le dimissioni volontarie, per contrastare la
pratica delle “dimissioni in bianco”, legge fortemente voluta dalle donne che sono
le più colpite da questa pratica illegittima e ricattatoria, molto più diffusa di quanto il
governo e confindustria ci vogliono far credere. Questa legge non comportava spese per lo Stato, quindi la sua soppressione è puramente ideologica all’insegna della “ semplificazione” ovvero della più completa libertà per i padroni nella gestione dei rapporti di lavoro.

Il Mezzogiorno viene duramente colpito con il Blocco del FAS (Fondo Aree Sottoutilizzate) e con i tagli alle infrastrutture di Sicilia e Calabria per finanziare l’ulteriore riduzione dell’Ici.

si determinano modifiche in peggio della disciplina del lavoro notturno ( è considerato lavoratore notturno solo chi lavora di notte per più di tre ore continuative), il riposo settimanale ( viene calcolato sulla base di 14 gg) e giornaliero ( la reperibilità non interrompe le 11 ore di riposo obbligatorie ), viene abrogato l’obbligo per le imprese a comunicare alle Direzioni provinciali del Lavoro l’effettuazione del lavoro straordinario eccedente le 48 ore settimanali e il lavoro notturno per tutte le aziende non organizzate strutturalmente su turni .

mascherati sotto il tranquillizzante slogan della “semplificazione” vengono numerosi interventi a favore della più completa Libertà d’impresa , contro i diritti dei lavoratori e dal sapore fortemente classista,quali:

– Si istituiscono le Agenzie private per la costituzione d’impresa che potranno autorizzare e certificare l’avvio d’impresa al posto dei pubblici uffici ;
– vengono abrogati libro matricola e libro paga, sostituiti da un nuovo LIBRO UNICO DEL LAVORO in cui i lavoratori vengono iscritti entro il giorno 16 del mese successivo, vanificando in questo modo l’attività ispettiva. Infatti i libri aziendali possono anche non essere tenuti presso il luogo di lavoro, bensì presso la sede del consulente aziendale, che ha altri 15 gg di tempo per consegnarli all’ispettore, nel caso di richiesta dello stesso. Le sanzioni relative al non corretto mantenimento dei libri aziendali sia per il datore di lavoro che per i consulenti diventano irrisorie, così come quelle per la non presentazione entro i tempi previsti.
La copia delle pagine del libro unico, inerenti il singolo rapporto di lavoro, mensilmente possono sostituire la busta paga del lavoratore, senza che il padrone sia obbligato a registrare le presenze e gli orari effettivamente svolti, quindi con un pesante indebolimento della possibilità da parte del singolo lavoratore di poter verificare e controllare le proprie competenze economiche ( indennità turni e reperibilità, pagamento straordinari , trattenute per ritardi, malattie e permessi non retribuiti e quant’altro collegato alla presenza)
– viene abrogata la sanzione per il datore di lavoro se i lavoratori non sono dotati del tesserino di riconoscimento, mentre rimane quella per i lavoratori che non lo esibiscono
– Si depotenziano e si abrogano le misure più significative del recente Testo Unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, diminuendone le sanzioni e depotenziando la natura pubblica dei controlli;

NELLA SCUOLA cancellazione di oltre 150.000 posti di lavoro e riduzione dei finanziamenti relativi per oltre 8 miliardi di Euro: aumenterà il numero di alunni per classe; si ridurrà il tempo scuola; verrà cancellato il tempo pieno; tornerà il maestro unico nella scuola elementare; diminuiranno ulteriormente i centri di educazione degli adulti e le scuole serali.

LE UNIVERSITÀ possono trasformarsi in Fondazioni di diritto privato con regole privatistiche con il trasferimento del patrimonio a favore di soggetti privati ed un finanziamento statale ridotto pesantemente,

Soppressione della sanatoria per la stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione ( poi rinviata a giugno 2009 a seguito delle pesanti proteste di lavoratori e sindacati)

Indebolimento degli ispettori del lavoro e dell’INPS
Direttiva del Ministro del Lavoro di indirizzo per i servizi ispettivi e attività di vigilanza (18 settembre 2008)

Obbiettivo dichiarato della Direttiva è” portare a compimento il processo di modernizzazione del mercato del lavoro avviato con la «Legge Biagi»”.
A questo fine si invita a restringere l’intervento ispettivo ai soli contratti non certificati dagli organi di certificazione, che vuol dire “non sorvegliate dagli enti bilaterali” , istituendo nei fatti una zona franca per tutte quelle situazioni e settori in cui si affermerà la bilateralità ( sindacati e aziende che gestiscono insieme il mercato del lavoro). Contemporaneamente si enfatizza il ruolo di consulenza alle imprese che gli ispettori possono svolgere, stravolgendo la funzione di terziarità ed indipendenza che l’ispettore in qualità di organo di controllo e vigilanza deve costituzionalmente garantire.
Esplicito è il richiamo all’utilizzo in via preliminare dell’istituto della conciliazione monocratica e l’invito a limitarsi all’accertamento delle violazioni sostanziali, liberando l’attività ispettiva dell’eccesso di burocrazia formale di cui oggi risentirebbe.
Il risultato è un grave indebolimento dell’attività di contrasto al lavoro nero e sommerso, dei processi di regolarizzazione dei contratti falsamente parasubordinati, delle verifiche delle condizioni di sicurezza e prevenzione nei posti di lavoro, del contrasto agli abusi in termine di orari di lavoro a proposito dei quali viene fatto un forte richiamo ad operare in coerenza con l’ampliamento della flessibilità previsto del decreto legge 112.
Contemporaneamente, invece, c’è una forte sottolineatura della necessità di dispiegare l’ attività di vigilanza e repressione nei confronti dei lavoratori che, fruendo di ammortizzatori sociali e di indennità pubbliche a vario titolo, svolgono attività in nero, nei confronti dei quali viene richiesta la massima severità e l’accertamento anche del profilo delle”relative ipotesi di reato”.
A conferma del classismo dell’impostazione dell’ impostazione data dal ministro , va sottolineato che invece nulla si dice sulla perseguibilità e sanzionabilità dei datori di lavoro che li utilizzano al nero quei lavoratori.

Sterilizzazione del processo del lavoro e mani legate per i giudici del lavoro
Disegno di legge 1441 quater attualmente in votazione alla camera

Gravi sono le limitazionì poste all’ intervento del giudice del Lavoro in tema di controversie individuali relative all’instaurazione del rapporto di lavoro, esercizio dei poteri datoriali, trasferimento d’azienda e recesso, licenziamento, qualificazione dei rapporti di lavoro. Infatti – secondo questo pessimo disegno di legge di chiara ispirazione anticostituzionale- il giudice si deve limitare all’accertamento del presupposto di legittimità, e deve invece astenersi dal valutare condizioni connesse con l’organizzazione del lavoro e della produzione, sempre per salvaguardare il principio della libertà d’inpresa.
Gli effetti di tale norma su tutte le azioni legali tese alla trasformazione di contratti precari ( a tempo determinato o atipici che siano) in contratti a tempo indeterminato è di facile intuizione, così come per tutte le cause che vogliono risalire alle responsabilità dei padroni in caso di incidenti sul lavoro!
Inoltre, in materia di qualificazione dei rapporti di lavoro, viene fatto divieto al giudice (sic!!!) di discostarsi dalle valutazioni espresse dalle parti in sede di certificazione dei contratti di lavoro ( sempre gli enti bilaterali!), inserendo un principio di palese incostituzionalità per cui ciò che viene definito in sede di collegio di certificazione, supera ed ha un valore cogente superiore alla legge, determinando una obbiettiva disparità di diritto e di trattamento tra lavoratori con rapporti certificati e non. Per non parlare della incostituzionalità di norme lavoristiche che delimitano gli ambiti e le materie in cui il giudice può esercitare la funzione giudicante, e le procedure delle stesse.
Attacco all’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori: in materia di giusta causa di licenziamento si prevede che i contratti individuali, stipulati con l’assistenza o la consulenza d elle commissioni di certificazione ( sempre quindi con “la complicità”tra aziende e sindacati) possano essere previste clausole diverse da quelle stabilite dalla legge 300 e dai contratti collettivi. E che il giudice deve attenersi a queste per valutare al legittimità del licenziamento . Gli effetti di questa norma avrebbero un effetto devastante sulla tutela del licenziamento perché si affermerebbe una pratica di completo aggiramento dell’art. 18 attraverso la stipula di contratti individuali, fortemente vessatori a cui i lavoratori potrebbero consentire pur di essere assunti.
Anche i questo caso va sottolineata l’incostituzionalità di una norma che preveda che un atto pattizio (il contratto di cerificazione) abbia cogenza superiore alle leggi.

Oltre al rafforzamento dell’istituto dell’arbitrato secondo equità, già previsto dalla legge 30/03 e dal decreto 276/03 si prevede la possibilità di costituzione di un “collegio di conciliazione e arbitrato irrituale composto da un arbitro per ciascuna delle parti più un presidente scelto, in accordo tra gli arbitri di parte, tra professori universitari di materie giuridiche o avvocati patrocinanti in Cassazione.
Credo che sia superfluo sottolineare le gravissime conseguenze di tale norme non solo sulla effettiva tutela del lavoratore ma anche sul commercio tra sindacati- aziende- associazioni professionali che ne potrebbe derivare.

Impugnativa del licenziamento si prevede la decadenza diritto ad impugnare il licenziamento dopo 120 gg., termine che viene applicato anche per i casi di nullità del licenziamento, e di licenziamento inefficace, di recesso del committente nel caso di collaborazioni, così come nei licenziamenti che implicano la risoluzione di questioni inerenti alla qualificazione del rapporto di lavoro o la legittimità del termine apposto al contratto.
Norma fortemente ricattatoria specie nei confronti di tutti quei lavoratori a termine, che prima di muovere azione legale nei confronti del padrone aspettano a vedere se verranno richiamati per un successivo contratto precario

Il libro nero del lavoro

Il Libro verde sul futuro del modello sociale da titolo altisonante “La vita buona nella società attiva” raccoglie ed esplicita le politiche di questo governo in materia di lavoro, previdenza, assistenza e sanità accompagnandole con un forte connotato ideologico regressivo : corporativa, familistica, mercatista e integralista è la società e il modello di convivenza che descrive. La strategia sacconiana delinea un welfare “ che interviene nell’intero ciclo di vita dal concepimento alla morte naturale”, frase che ricorre più volte nel testo e che tradisce una matrice di impianto etico-clericale in cui la vita inizia col concepimento e la morte è solo quella che avviene per consunzione naturale, facendo ben intendere cosa si pensa di temi quali l’aborto ed il testamento biologico e comunque espungendoli dall’ambito dell’intervento pubblico.
Alcuni concetti chiave del libro verde:
welfare negoziale:abbassamento dell’intervento pubblico, a vantaggio di soluzioni contrattate a livello di settore o territoriale organizzando una vera e propria “cogestione diffusa dei sevizi che danno valore alla persona”. L’obbiettivo è quello di ridurre la spesa pubblica per sanità , previdenza e assistenza, sostenendo la diffusione di forme privatistiche, concordate tra le parti sociali e gestite attraverso gli organismi bilaterali. Perfino la sicurezza e prevenzione sul lavoro viene consegnata alla bilateralità ( Gli RLS farebbero riferimento agli Enti bilaterali). In questo modo il sindacato verrebbe ad essere contemporaneamente il “complice” delle imprese nel delineare le priorità, la qualità e le modalità di accesso delle persone (Gli associati avranno condizioni più vantaggiose ?) ad assistenza , previdenza e servizi, e allo stesso tempo ne condividerebbe la gestione e il business.
welfare negoziale:abbassamento dell’intervento pubblico ( sia esso
centrale, che decentrato a livello regionale), a vantaggio di soluzioni contrattate a livello di settore o territoriale organizzando una vera e propria “cogestione diffusa dei sevizi che danno valore alla persona”. L’obbiettivo è quello di ridurre la spesa pubblica per sanità , previdenza e assistenza, sostenendo la diffusione di forme privatistiche, concordate tra le parti sociali e gestite attraverso gli organismi bilaterali un sistema articolato e diffuso di assicurazioni sanitarie, assistenziali e previdenziali. Perfino la sicurezza e prevenzione sul lavoro viene consegnata alla bilateralità ( Gli RLS farebbero riferimento agli Enti bilaterali). In questo modo il sindacato verrebbe ad essere contemporaneamente il “complice” delle imprese nel delineare le priorità, la qualità e le modalità di accesso delle persone (Gli associati avranno condizioni più vantaggiose ?) ad assistenza , previdenza e servizi, e allo stesso tempo ne condividerebbe la gestione e il business.
Il sindacato attraverso gli organi della bilateralità interverrà:
nella gestione del mercato del lavoro ( agenzie di collocamento, interinali, certificazione dei rapporti di lavoro )
nella gestione dei conflitti di lavoro ( collegi di conciliazione ed arbitrato vengono rafforzati nel disegno di legge collegato alla finanziaria fino a prevedere clausole contrattuali in cui sia prevista l’adesione tacita del lavoratore ad un arbitrato preventivo ed alternativo al ricorso al giudice del lavoro )
nella gestione della formazione , che viene completamente riconsegnata all’iniziativa aziendale per quanto attiene l’apprendistato ( azienda soggetto formativo, già previsto nel decreto 112 ora legge 133)
nella gestione del sistema degli ammortizzatori sociali ( viene ridotto ad un unico istituto sia l’intervento sulla disoccupazione che quello dell’integrazione al reddito , e prevista la possibilità di concordare condizioni aggiuntive e gestirle attraverso gli enti bilaterali).
L’insieme di questi interventi definisce un sistema corporativo che dal luogo di lavoro si allarga al funzionamento della società, occupando spazi lasciati vuoti dall’intervento pubblico, con comprensibili conseguenze di ampliare la disparità di trattamento tra settori , tra aree geografiche, tra nativi e migranti, tra generazioni e tra i sessi e forse anche tra iscritti ai sindacati e non.
Scompare dal documento qualsiasi intervento in politiche attive del lavoro, rivolte a promuovere a e sostenere l’occupazione di giovani, donne , migranti, popolazioni del mezzogiorno.
Infatti il teorema dell’attuale governo è che la disoccupazione e d il lavoro nero e irregolare si combattono non con una politica di incentivi, non con un’attività capillare ed efficace di vigilanza, bensì con una delegificazione ed un alleggerimento dei datori di lavoro dagli eccessivi obblighi che attualmente disincentivano all’assunzione. Quindi non solo liberalizzazione del mercato del lavoro attraverso il ripristino del lavoro a chiamata, dei voucher lavorativi e la norma anticostituzionale sui lavori a termine inserita nella 133, ma anche indebolimento di tutte le norme relative alla instaurazione e gestione regolare del rapporto di lavoro, imbrigliamento dell’attività ispettiva e del ruolo del giudice del lavoro.
Nulla viene previsto in tema di inserimento lavorativo dei lavoratori migranti, anzi il termine immigrazione, è completamente assente dal libro verde, neanche nel capitolo sulla povertà estrema, quasi che la realtà di accoglienza, sostegno e inserimento lavorativo di donne e uomini migranti non richiedessero politiche mirate. ( infondo il testo non si occupa di sicurezza!!!)
Infine, ovviamente nulla si dice in tema di processi di stabilizzazione in quanto obbiettivo dichiarato del libro verde è dare completa applicazione alla legge 30 e al d. lvo 276/03 e quindi la completa flessibilizzazione e precarizzazione del mercato del lavoro è concepita come condizione di un maggiore sviluppo dell’occupazione. Viene espressa una radicale contrarietà nei confronti di qualsiasi forma di “reddito minimo garantito alle persone in età da lavoro”, considerata esperienza fallimentare, senza indicare alcuno strumento alternativo.
Invece si pone una nuova enfasi sull’intreccio scuola-lavoro, indicando la necessità di un’alternanza durante tutto l’arco delle superiori, non si dice però con quali strumenti (si allude forse ad un uso diffuso dei voucher? E tirocini formativi)
-La famiglia: viene indicata come nucleo fondamentale delle relazioni sociali e strumento primario di sussidiarità al sistema di welfare,.Ne consegue una visione dei servizi di cura per l’infanzia, che giustappone l’intervento in servizi pubblici, con una pluralità di soluzioni privatistiche, che vanno dai nidi aziendali a i nidi di condominio, con l’obiettivo di valorizzare le libere scelte delle famiglie, ovvero strizzando l’occhio a tutto il sistema di asili privati, in prevalenza confessionali. Del resto le scelte della ministra Gelmini in materia di scuola primaria lasciano ben intendere verso quali soluzioni tira il governo.
Sempre pensando alla famiglia e quindi alle donne come soggetto che in essa svolge lavoro gratuito e socialmente non riconosciuto, viene abolito il fondo per sostenere interventi a favore delle persone non autosufficienti, scompare qualsiasi riferimento ai livelli essenziali delle prestazioni sociali e viene indicato il servizio sanitario nazionale come il maggior responsabile del disequilibrio economico dell’attuale sistema di welfare, portando dei dati di proiezione al 2050 del tutto allarmistici e gonfiati rispetto agli studi e agli indicatori fin’ora in essere.
Infatti per sanità e previdenza l’obbiettivo è quello di contrarre fortemente la spesa pubblica attraverso il potenziamento del sistema assicurativo privato ( polizze pensionistiche e sanitarie di derivazione contrattuale o individuale).
Anche per quanto riguarda le pensioni è previsto un innalzamento dell’età pensionabile, una volta completato il percorso dell’allungamento della pensione di anzianità a 62 anni, con un’inisistenza a premere da subito per l’innalzamento dell’età pensionistica per le donne.
Naturalmente scompare completamente qualsiasi accenno al tema della violenza contro le donne come questione sociale che va affrontata anche attraverso un finanziamento di una rete di servizi di prossimità, che sostenga le donne verso un percorso di autonomia economica e personale, che le protegga e le accolga nei momenti più drammatici e le supporti legalmente contro i violenti interni ed esterni alla famiglia.

– Realazioni sindacali : secondo il Sacconi pensiero, ben rappresentato nel testo del libro verde, obbiettivo è il contributo delle parti sociali alla “governance”del sistema che va realizzata superando la cultura antagonista dei rapporti di produzione e cementando ,al contrario, un’alleanza strategica tra imprenditori e lavoratori ( non a caso chiamati collaboratori) attraverso un rinnovato clima di fiducia e complicità tra capitale e lavoro. Strumenti di questa nuova era delle relazioni sindacali, vengono indicati :
l’individualizzazione dei contratti di lavoro , pur in una cornice definita
collettivamente,
la partecipazione dei lavoratori agli utili aziendali, comprese forme di azionariato
un forte sostegno e sviluppo della bilateralità per la gestione condivisa “dei
servizi che danno valore alla persona” quali sicurezza, formazione, integrazione al reddito, ricollocamento,certificazione dei rapporti di lavoro, previdenza
complementare e assistenza sanitaria, ( si allude nel documento anche ad
una possibile mutualizzazione della tutela della maternità)
La dimensione territoriale come nuovo luogo della contrattazione collettiva
( contratti regionali al posto di contratti nazionali?)
Pattuizione di un sistema di regole per la prevenzione e moderazione dei conflitti.
(leggi riduzione del diritto di sciopero )

La singolare coincidenza con il cosiddetto documento di “Linee guida” condiviso tra Confinustria e CISL e UIL, salta facilmente agli occhi.
Il libro verde scritto a luglio scorso aveva già anticipato e previsto tutto, compresa , forse la resistenza della Cgil e l’accordo separato.
Tra Sacconi e Marcegaglia, chi è l’ispiratore e chi l’esecutore? Una domanda cui si può dare risposte solo continuando a fare domande….
Nel frattempo la crisi economica e finanziaria ci è piombata addosso.

Ecco il Governo Berlusconi


 

Ecco il governo Berlusconi
Alfano alla Giustizia
Quattro ministri a Lega e An

LA DIRETTA. Il Cavaliere (video) ha presentato subito (novità assoluta) la lista dei ministri: 12 con portafoglio e 9 senza. Conferme per Frattini, Maroni, Tremonti, La Russa. Sacconi al Welfare. Bambilla, esclusa, viceministro alla Sanità. Prestigiacomo all’ambiente, Calderoli-semplificazione, Carfagna-Pari opportunità. Entrano anche Rotondi (Programma) e Fitto (Regioni)