#Crisi drammatica: #Conte rinuncia, #Mattarella chiama #Cottarelli, ira #Di Maio- #Salvini


 

Tre giorni tra i più drammatici della Repubblica.

Domenica

Salvini e Di Maio non cedono su Savona all’Economia, Mattarella non cede nel chiedere la sua testa e di conseguenza la lista dei ministri del governo Conte viene respinta. Ira di 5 stelle e Lega, Di Maio evoca l’impeachment per il Capo dello Stato. Mattarella chiama Cottarelli al Quirinale per l’incarico di Premier.

Lunedì

Cottarelli riceve l’incarico mentre borsa e spread sono in sofferenza. Annuncia che se otterrà la fiducia si farà la finanziaria e si voterà ad inizio 2019, in caso si non fiducia al voto tra settembre ed ottobre. Il differenziale schizza sopra i 250 e piazza affari crolla. Continuano le polemiche su Mattarella. Di Maio invita a manifestare per il 2 giugno, giorno della festa della Repubblica. Salvini lo segue, invitando il 2 ed il 3 gli italiani in piazza. Il Pd risponde indicendo una manifestazione di solidarietà con il capo dello Stato per il 1° giugno.

Martedì

Mercati agitati, lo spread in mattinata sopra i 300 punti, Milano in caduta libera. Il PD annuncia astensione sul governo Cottarelli che, quindi, non avrà alcuna forza politica pronta a votare la fiducia. In Senato inizia il ‘processo’ a Mattarella, con i 5 stelle che accusano e la Presidente Casellati che fatica a tenere l’aula. Nel frattempo quasi tutte le forze politiche iniziano a paventare elezioni a fine luglio. Cottarelli arriva al Quirinale ma al contrario di come si attendeva, non scioglie la riserva e prende altro tempo per consegnare la lista dei Ministri. Voci dicono di difficoltà a reperire personalità disposte a fare il ministro solo per poche settimane.

E domani si annuncia un’altra giornata di fuoco, per un fase drammatica che l’Italia non ricordava forse dagli anni di piombo.