Congresso PD, scissione PDL, Grillo, Filippine, Masterpiece: la settimana ‘vista’ da Candido


settimana copia

  • Il Cavallo perdente. Il 38% di Cuperlo dimostra che chiunque, tramite D’Alema, può aspirare alla segreteria PD. Forse anche il Cavallo di Caligola.
  • Fratelli Bulgari. Marcello Pittella vince le regionali, il fratello Gianni contende a Cuperlo la vittoria nelle elezioni del PD. Più che Basilicata, #PittellaLand.
  • Gattopardismo piddino. Io sospetto che D’Alema e Renzi siano d’accordo. Ad ogni dichiarazione del primo, un elettore in più si avvicina al Sindaco. E’ un gioco delle parti, per forza.
  • Delfini incrociati. Raffaele Fitto nuovo ‘delfino’ del Cavaliere. Ma il guinzaglio sarà sempre lo stesso?
  • Delfini incrociati 2. E’ divorzio tra Berlusconi ed Alfano. All’ex delfino spetta l’affidamento di Formigoni e Giovanardi. A Berlusconi quello di Dudù. Chi scodinzolerà di più?
  • Giornate amare. Alfano è nato nel 1970? Ha solo 8 anni più di me? Queste sono notizie che ti rovinano la giornata….
  • Solita minestra. Berlusconiani di lotta (Forza Italia) e di governo (alfaniani), aggiungiamoci i dicci ( Casini e Mauro) ed il centrodestra punta dritto al 40% Lo spacchettamento potrebbe funzionare e gabbare, di nuovo, una parte degli italiani.
  • Pupùlismo. Per quanto riguarda Grillo, più che populismo si tratta di #pupùlismo, o anche ‘politica della diarrea’. Nel senso che spara merdate peggio di un malato di dissenteria.
  • Sulla Notizia. 61 Tornado previsti nei prossimi giorni negli Stati Uniti. Ne parleranno tutti i tg.Dei 3mila filippini morti già tutto dimenticato.
  • Filippine, Italia. Il caos che sta accadendo nelle Filippine, relativo alla distribuzione inesistente degli aiuti ed alla inconsistenza nella catena di comando delle istituzioni locali fa ben capire come mai la comunità filippina in Italia si sia così ben integrata. Siamo simili.
  • Fate l’amore. Il ‘bacio’ no-tav era una montatura della stampa. Per una volta che avevano ‘distorto’ una notizia rendendola migliore della realtà.
  • Omidici televisivi. E dopo aver profanato Adriano Olivetti, la fiction italiota distrugge Gigi Meroni.
  • Poveri libri. Finto, costruito, a tratti insopportabile. La sintesi della prima puntata di #Masterpiece.

Crisi, la piroetta di Berlusconi su Letta: farsa o inizio della fine?


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Tutto cambia affinchè nulla cambi, recitava il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Appunto.

sfiducia

Ecco, questo scrivero verso le nove di ieri sera. Dopodichè mi avventuravo in un ragionamento sulla opportunità o meno per Berlusconi di votare la fiducia a Letta:

Di questa crisi PDL qualcosa non mi convince. Seguitemi:

Berlusconi nelle prossime settimane ha diversi appuntamenti con la giustizia. Il voto di decadenza in commissione prima ed in aula poi. L’esecuzione della sentenza Mediaset, l’interdizione ed infine la possibilità concreta di essere arrestato (se decaduto) per l’inchiesta sulla compravendita senatori. Che senso ha spaccare il PDL in una situazione di questo tipo?

….

Non riesco a capire l’atteggiamento di Berlusconi. Non è logico. Con il governo Letta una piccola speranza di salvarsi ce l’ha. Stando all’opposizione no.

Ed infatti Berlusconi, alla fine, ha scelto per logica ossia votando la fiducia al governo. Sembra non sia stata una decisione indolore:

È davanti alla resa che Denis Verdini ha gli occhi bagnati di pianto: “Se voti la fiducia – dice a Berlusconi – siamo morti. Silvio, fidati, non farti umiliare”. Il più duro, tre ore di sonno, foglio di carta alla mano con i numeri che non tornano più, è in una stanzetta con Berlusconi.
…..

Verdini ha gli occhiali incollati sulla testa. Ha passato la mattinata a “massaggiare” gli indecisi: “Silvio, così è la resa. C’è una maggioranza senza di noi, ma non regge. Se ci accodiamo siamo irrilevanti. Ragiona. Questi il gruppo lo fanno e si portano dietro tutti i ministri. Che ca… votiamo a fare il governo? Come lo spieghiamo al tuo popolo? Perché tu, Silvio un popolo ce l’hai.”Gli occhi di Verdini sono bagnati. Berlusconi compulsa nervosamente il telefonino. Alfano non risponde. Non lo fa da ore. Ogni tentativo a vuoto è una pugnalata. Nell’ora più difficile si sente solo. Angelino sta tradendo. Con “Casini”, Con i centristi. Per la prima volta sente che gli manca la forza della rabbia

Il dato sembra essere tratto. Un gruppo autonomo di ex PDL alla Camera, annunciato da Cicchitto ed uno in probabile formazione al Senato, secondo anticipazioni di Formigoni. Berlusconi, per la prima volta, perde il controllo di una parte notevole del suo partito?

[HP] E si apprende che a far decidere Angelino Alfano a prendere una posizione diversa da quella di Silvio Berlusconi (sino a rompere definitivamente con il suo ‘padre politico’) sarebbe stata proprio la telefonata con la quale, sabato scorso, l’avvocato e deputato Niccolò Ghedini lo aveva avvertito dell’ordine del Cavaliere di dimettersi assieme agli altri ministri dal governo Letta.

Uno sgarbo netto e premeditato, spiegano gli amici di Alfano, che ha fatto decidere l’eterno indeciso e l’eterno ‘delfino’ di Berlusconi a intraprendere la strada del dissenso, “nonostante fosse ben consapevole che la probabile conclusione di questo percorso sarebbe stata la fine politica e personale di un’amicizia e di una collaborazione durata per anni”.

Tra qualche mese sapremo se si è tratta di una farsa nata per salvare Berlusconi dai processi e dalle condanne o se invece oggi è iniziata davvero la fine politica del Cavaliere. L’istinto mi suggerisce la prima ipotesi, la ragione mi fa propendere per la seconda. Lo sapremo con il tempo.

Il leader dell’Opposizione, un uomo solo. Gianfranco Fini


E’ oramai solo Gianfranco Fini. I “big” del suo vecchio partito lo hanno da tempo abbandonato. La Russa, Gasparri ma anche Alemanno, Meloni ed altri ex aennini si guardano bene dall’appoggiare la linea politica del Presidente della Camera.

Fini, a detta dei suoi sostenitori, vorrebbe una Destra Costituzionale, Europea, Moderata e Moderna, non la destra Populista, Demagogica, pericolosamente propagandistica guidata ed incarnata dal Premier. Un PDL simile alla Cdu tedesca, al Partito Popolare Spagnolo ma anche ai Conservatori Britannici, liberale sui diritti civili e meno “papalino” sui principi etici, non reazionaria e non “razzista”, aperto al mondo che cambia e pronto  a dare nuovi diritti ai migranti in arrivo regolarmente nel paese. Una destra che abbia la giustizia tra i suoi valori fondanti e non veda i magistrati come nemici da combattere. Insomma, una utopia.

La destra italiana gira attorno all’asse Berlusconi-Bossi, due persone che di destra, quella vera, non sono. Il primo intenzionato a difendere solo i suoi interessi e disposto ad assecondare tutto ciò che possa garantire impunità perenne per lui e favori infiniti per le sue aziende. Il secondo pronto ad accettare e votare qualsiasi cosa in cambio di alcune richieste come il Federalismo Fiscale o altre leggi tanto pseudoxenofobe quanto, sotto sotto, ben gradite ad alcuni italiani poco propensi a fare i conti con una società che sta inevitabilmente cambiando.

In un contesto come questo l’ipotesi di un Fini neopadre costituente non ha molto credito. Piu probabilmente il Presidente della Camera non vede, nel futuro del CentroDestra, un ruolo per se. Il Premierato sembra affare della Lega se Berlusconi salirà al Quirinale. Il Quirinale potrebbe essere terreno di un fedelissimo del Premier qualora Berlusconi decida di non farsi eleggere Capo dello Stato. Senza contare che in gioco c’è una Riforma Costituzionale che potrebbe stravolgere le Istituzioni, ridisegnandole ad immagine e somiglianza dell’attuale Presidente del Consiglio. Riforme che, qualora non ci fossero i numeri per una approvazione bipartisan, potrebbero passare per un Referendum confermativo sul quale il Premier si spenderebbe “mediaticamente”.

Fini è quindi “finito” politicamente? Non ha i soldi, i numeri ed il potere per “cambiare” il PDL. Creando i gruppi autonomi puo cercare di logorare pian piano il governo cosi come fece Casini nel periodo 2001-2006. Bene, e poi? Quale ruolo potrebbe avere alla vigilia delle prossime politiche del 2013? Di certo non potrebbe aspirare alla Premiership, ne tantomeno alla Presidenza della Camera in quanto espressione di una minoranza riottosa a cui Berlusconi opporrebbe piu di qualche veto. Forse la coglionaggine di certi dirigenti democratici potrebbe garantirgli qualche voto in piu in Parlamento per una sua candidatura al Quirinale, candidatura che sarebbe però affossata da Berlusconi stesso, che di certo non vedrebbe di buon occhio un Capo di Stato “indipendente” dal suo controllo.

Da qualunque parte lo si guardi, lo stato delle cose è questo. Per l’ex leader di An non c’è scampo. Tornare ad essere uno dei tanti oppure cercare di costruire una VERA DESTRA EUROPEA e per fare ciò quindi iniziarie a distruggere la Destra odierna, dominata da Berlusconi e da Bossi, due uomini che, come detto prima, non sono realmente di destra.

Il vero leader dell’opposizione comunque sembra essere oramai proprio lui, Fini. Il PD è totalmente annichilito. Bersani si limita a bofonchiare cose del tipo “Le elezioni ora sarebbero una pazzia”, tanto per non far trapelare il panico dei dirigenti democratici al solo pensare alle elezioni anticipate.

Un uomo solo, Fini, anche perche a Sinistra non c’è nessuno in grado di dargli una mano.

Scissioni: nasce il “PDL-Italia”? (mentre nel PD gli ex popolari….)


Dopo la bomba di oggi, ecco i primi risultati… vedremo gli sviluppi.

Lunedì nasce il PDL-Italia?

Roma, 15 apr. (Apcom) – “Tu ci stai?”. Il presidente della Camera Gianfranco Fini, i suoi deputati più fedeli e il suo staff stanno contattando in queste ultime ore diversi deputati che potrebbero aderire al progetto di gruppi autonomi, dopo il nuovo strappo con Silvio Berlusconi. Un’ipotesi è che il gruppo potrebbe chiamarsi Pdl-Italia, riferiscono alcune fonti vicine all’ex leader di An. Secondo le stesse fonti i deputati che ci starebbero sono circa 50, 18 quelli al Senato.

PS: voci informali parlano di una imminente scissione anche nel PD, con gli ex Popolari di Fioroni pronti ad abbandonare il partito di Bersani:

Che il Pd sia in preda alle convulsioni post-elettorali questo è un dato di fatto, confermato dalla riunione degli ex Popolari. La costola democristiana del partito piddino ha messo il dito sulla piaga dei rapporti con la costola ex comunista, più che mai turbolenti dopo l’ennesima debacle del voto regionale. Aleggia perfino la possibilità di una scissione, che molto probabilmente sarà al centro dell’agenda politica della direzione degli ex Popolari, prevista per sabato prossimo. La delusione per l’ennesima sconfitta elettorale è tanta, tale da far maturare l’idea di sbattere la porta e porre fine a questa fusione fredda. Ad appena tre anni dall’unione tra le due…

Novità a destra: Cuffaro non è piu nell’Udc, Fini fonda un movimento…


fonte Dagospia.com

Dopo circa dieci minuti arriva PierCalta che alla domanda della giornalista de Il Fatto Quotidiano se condivide la richiesta di cacciare i condannati per mafia dal Parlamento visto che Cuffaro è senatore (nonché il capobastone che sa come mettere nelle urne il maggior numero di voti per l’Udc) risponde: “Cuffaro non è più dell’Udc”.

La giornalista gli fa notare che l’onorevole dell’Udc Ciccanti un attimo prima le aveva detto: “Noi crediamo che Cuffaro sia innocente, ha incontrato persone senza sapere che fossero boss. Noi – al pari di Di Pietro, che in Campania sostiene De Luca rinviato a giudizio – crediamo nella presunzione di innocenza”. E Casini risponde: “Evidentemente l’onorevole Ciccanti è male informato: Cuffaro non è più nell’Udc. Vede, le ho dato una notizia”

Manca solo la denominazione, tutto il resto è ben delineato, quasi pronto: nascerà, scherzi a parte, il 1° aprile prossimo, il nuovo gruppo politico di Gianfranco Fini. E così le cose finalmente si chiariranno e si capirà quale sia il destino del Popolo della libertà oggi attraversato da un venticello che minaccia di diventare una bufera.

Berlusconi quatto quatto ha fondato i Promotori della Libertà per dare una scossa al pachiderma sorto dalla fusione tra Forza Italia e Alleanza nazionale, e il presidente della Camera, rompendo gli indugi, fonda un plotone sul versante opposto che rimarrà, almeno per ora, all’interno del partito di maggioranza relativa.

Sia la formazione berlusconiana sia quella finiana sono le prove viventi che il matrimonio recentemente celebrato tra gli ex fascisti e il movimento plastificato del Cavaliere è uscito bianco, come il melone della vecchia canzoncina.

Ovviamente i coniugi non ammettono di essere separati incasa , dove volano però ogni dì piatti e bicchieri, provocando un fracasso che gli inquiklini del palazzo all’inizio fingevano di non udire, mentre adesso commentano con preaccupazione…