Governo ‘civico’, programma smart e tra 6 mesi nuove elezioni


Credo proprio di aver votato PD per l’ultima volta. Il CentroSinistra è stato sconfitto in modo inequivocabile. Bersani lo ha ammesso oggi in conferenza stampa. Italia Bene Comune è arrivata davanti a tutti ma non ha avuto un successo netto. Ora è tempo di prendere delle decisioni.

Bersani dovrebbe fare un passo indietro ed aprire ad un governo ‘civico’ di area CentroSinistra con dentro personalità della cultura, delle professioni e delle istituzioni. Niente politici, niente ‘tecnocrati’. Società Civile, di questo ha bisogno il Paese, dopo il segnale chiaro lanciato con le elezioni.

Il Governo dovrebbe presentarsi al Senato con un miniprogramma che preveda tagli ai costi della politica, al numero dei parlamentari ed una riforma della legge elettorale. Poi di nuovo al voto, in settembre. Non ci sono alternative per salvare la Sinistra ed il Paese dal populismo grillin-berlusconiano.

In caso di mancanza di fiducia da Palazzo Madama si torni subito al voto con una coalizione ‘civica’ affidata ad una persona nuova. Non credo Renzi si prenderà la ‘croce’, la situazione è troppo disastrata, credo rimarrà alla finestra aspettando momenti migliori.

In cuor mio spero i vertici democratici decidano in questo senso. Dubito però sarà cosi. Temo un ‘governissimo’ in nome dell’Europa, tenuto sotto scacco da Berlusconi. Un esecutivo che distruggerà il CentroSinistra regalando definitivamente l’elettorato progressista a Beppe Grillo.

E’ chiaro comunque che ieri la Sinistra, come è stata concepita in questo Paese, è definitivamente morta. Cosa nascerà dalle sue ceneri non è dato sapere. Una Sinistra moderata renziana o una Sinistra populista grillina. Due modi di fare politica in cui non mi riconosco, per questo credo che il voto di ieri sia stato l’ultimo dato al PD.

Buona Fortuna, a  noi tutti, alla Sinistra, al Paese.

Italiani incoscienti. Requiem per il Paese e per la Sinistra


Scrivo questo articolo alle ore 18.30 di lunedì 25 febbraio 2013. Non so come andrà a finire alla Camera dei deputati, si profila una vittoria del Centrodestra al Senato. Grillo sfonda in tutto il Paese.

Alla luce di quanto ho visto, letto e sentito mi sento di fare alcune riflessioni.

Non mi riconosco in questa Italia. Un Paese che decide di affidarsi a due comici, che ha deciso, oggi, di UCCIDERE la Sinistra. La sconfitta del Centrosinistra avrà due possibili sbocchi, il peggiore è che Grillo fagociti l’elettorato PD entro pochi mesi risultando l’unica opposizione a ‘sinistra’ di Berlusconi. Quello ‘migliore’ è che il PD si affidi a Renzi (ed al suo programma moderato) per tentare di rialzarsi. Due ipotesi che significano comunque la morte della Sinistra, come pensiero, come progetti, come tutela dei deboli e come realizzazione di un disegno progressista.

Il vero unico vincitore non è Grillo ma Berlusconi che rischia di vincere anche alla Camera, di eleggere un SUO Presidente della Repubblica il quale nominerà SUOI giudici alla Corte Costituzionale. Un anno fa lo davano per morto ed oggi il Cavaliere risorge, grazie al suo migliore alleato, ovvero Beppe Grillo.

Non mi si venga a dire che Bersani mancava di carisma, che la Sinistra era uguale alla Destra, che Movimento5Stelle è il nuovo etc. Non ci sono giustificazioni per un così grave atto di incoscienza commesso dagli Italiani. La pagheremo cara ed anche presto.

Non era mai successo, dal 1994, che Berlusconi potesse ambire alla conquista del Quirinale, che potesse controllare tutte le cariche dello Stato. Accade forse oggi. Per la prima volta. Da sempre.

Altro da scrivere non mi viene. Mi verrebbe voglia di cambiare Paese ma oramai credo di non avere più l’età per farlo. Auguro a tutti buona Fortuna, ne servirà tanta per uscire da un pantano in cui CONSAPEVOLMENTE ci hanno messo gli elettori di Grillo e quelli di Berlusconi.

‘E’ finito tutto, non c’è niente altro da dire’

Sconfitta Borsellino, fare quadrato su Bersani per arginare la deriva ‘centrista’


Quanto avrà goduto ieri sera Veltroni? E quanto saranno soddisfatti tutti quelli del Pd che puntano a buttare a mare la storica alleanza con Italia dei Valori e Sinistra ecologia e libertà per gettarsi tra le braccia di Raffaele Lombardo e dei cattotalebani dell’Udc?

Che bella coalizione quella tra Pd e Terzo Polo. Ex fascisti come Fini e Bocchino, ora riciclatisi come ‘liberali’; ex radicali come Rutelli fulminati sulla via del Vaticano; i democristiani di Casini e Lombardo. Quali politiche ‘progressiste’ potrebbe fare una coalizione del genere? Quali risposte ai tanti giovani senza diritti sociali e civili? Quali proposte per i tanti temi etici ancora senza soluzione?

Al momento, seppur controvoglia, credo sia dovere di ogni buon democratico fare quadrato attorno a Bersani per impedire che le derive neocentriste di Veltroni, Letta e soci possano distruggere il Partito Democratico relegandolo a ‘portatore d’acqua’ della Nuova Dc di Casini. Dopo Monti, un nuovo Monti sostenuto dall’inedita coalizione Pd-Pdl-terzo Polo? Una immagine ORRIBILE, uno STUPRO per gli ideali di chi si è sempre battuto per la Giustizia Sociale e per la crescita della nostra Società.

Immagino che una delle prime richieste dei ‘centristi’ democratici sarà la ‘testa’ del responsabile della politiche del Lavoro, Stefano Fassina, bersaniano ed ancorato ai valori della Sinistra e dei Progressisti europei. Mi auguro la richiesta venga rispedita al mittente cosi come qualsiasi ipotesi di Congresso straordinario.

Inutile nascondere le differenze che esistono tra la visione politica del Pd e quella di Idv e Sel. I diversi approcci sulla Tav, sulla politica estera etc.  Sappiamo bene però che in un momento in cui i ceti piu deboli aumentano di numero, l’Europa chiede ed impone la ‘mannaia ‘ sui diritti di chi ce li ha per dare ‘le briciole’ agli altri… serve un CentroSInistra forte che bilanci la Sinistra riformista con quella alternativa per trovare la giusta quadra. Un Pd alleato con il centro vuol dire politiche economiche totalmente appiattite sugli imprenditori, politiche sociali e civili blande e la perdita di ogni identità della Sinistra.

Una disgrazia per chi crede in un mondo che non sia solo figlio del Capitale e dell’Individualismo.

Vittoria di Vendola, bocciata la linea D’Alema


Vendola ha vinto, anzi, ha STRAvinto. Bocciata la linea politica del PD, che appoggiava Boccia. Bocciato Massimo D’Alema, spesosi in prima persona per portare il candidato Pd alla vittoria nelle primarie.

Ieri sera il progetto del centrotrattinosinistra di cossighiana memoria subisce un arresto non di poco conto. La nuova strategia di D’Alema-Bersani, aprire all’Udc per creare una nuova coalizione in grado di battere le destre, ha raccolto solo il 27% dei consensi. Il 73% degli elettori pugliesi votanti alle primarie ha preferito confermare la fiducia a Nichi Vendola, leader del centrosinistra “classico”, senza Udc. Un uomo solo Vendola, sino a qualche settimana fa.

In estate sembrava correre tranquillamente verso la ricandidatura, era arrivata anche la benedizione di D’Alema. Poi lo stop, l’apertura del PD all’Udc, che aveva messo come condizione la “discontinuità” e quindi la necessità di un nuovo nome per la guida della Puglia.

Qui comincia la battaglia tra Vendola e D’Alema, plenipoteziario nella regione a cui è legato da decenni. Prima il pressing del PD sul governatore per la rinuncia alla ricandidatura. Poi, vista la indisponibilità dello stesso, la ricerca di un nome che potesse far convergere l’appoggio Udc. Emiliano, sindaco di Bari.

Sorvoliamo sul fatto che Emiliano stesso, rieletto solo pochi mesi prima, aveva piu volte negato una sua corsa per la Regione. L’udc approva, Vendola non si ritira, Emiliano non vuole dimettersi da Sindaco per candidarsi come governatore. Il leader di Sinistra e Libertà lo sfida al duello delle primarie. Confusione totale in casa democratica. Alla fine il primo cittadio barese rinuncia e si ritira. Una prima vittoria per Vendola.

D’Alema lancia Boccia, il burocrate di partito già sconfitto dal Presidente pugliese alle primarie di cinque anni prima. L’udc approva. Boccia si candida ufficialmente. Vendola a questo punto non puo certo tirarsi indietro e conferma la sua candidatura. Per evitare la spaccatura del centrosinistra il PD, che ha inventato le primarie è “costretto” a subirle e le perde inequivocabilmente. 73 a 27%. Fine della Storia.

Si potrà dire che il leader di Sinistra e Libertà è stato anche favorito dall’ennesimo scontro di correnti interno al PD, con l’opposizione veltronianfranceschiniana pronta a sostenerlo solo in chiave antibersani etc.

In verità il Pd avrebbe dovuto appoggiare Vendola da subito, non appena il governatore aveva manifestato l’intenzione di non rinunciare e di non ritirarsi. Ed invece no, D’Alema ha voluto strafare pur di varare l’accordo con l’udc, embrione di una futura alleanza nazionale. Ha voluto forzare la mano, Vendola si è appellato al popolo ed il popolo ha scelto. Bocciando in toto la linea D’Alema.

Che Bersani tragga le conseguenze e si allontani il prima possibile da baffino. Prima di essere risucchiato in un vortice mortale per la sua segreteria, gia fortemente indebolita dai pasticci appena conclusi in Lazio e Puglia.