Camere: #Casellati (FI) al Senato e #Fico (M5S) a Montecitorio, Gentiloni si è dimesso


Casellati al Senato e Fico alla Camera. Alla fine l’accordo 5 stelle-centrodestra regge alle tensioni ed ai diktat reciproci. Non più Romani, nè Bernini o Fraccaro. I nomi per la quadra si sono trovati. Il Movimento ‘scende’ dal treno del ‘sono tutti ladri’ e sale su quello della politica di palazzo attraverso l’asse Di Maio-Salvini. Massimo risultato per entrambi. Di Maio vede un suo esponente a Montecitorio, Salvini impone la sua linea al centrodestra facendo eleggere un candidato di Forza Italia ma non quello voluto da Berlusconi. L’Opa della lega sui forzisti è oramai iniziata ed infatti sono molti i malumori tra gli azzurri. Brunetta e Romani non saranno più capigruppo e non pochi in Forza Italia guardano con preoccupazione l’ambizione di Salvini. Berlusconi si dice fiducioso ma in realtà al Cavaliere interessa sempre un salvacondotto per le sue aziende e per se stesso, protezione che spera di ottenere assecondando i desideri di Salvini. A mio avviso, vista la furbizia ed il decisionismo del leghista, credo sia solo questione di tempo e poi la Lega scaricherà definitivamente Berlusconi. Non appena sarà acquisito l’elettorato.

Dalla Presidenza delle Camere si passa alla formazione del nuovo esecutivo. Oggi Gentiloni si è dimesso. A dispetto di ciò che dicono i principali mezzi di informazione, non credo sia così dietro l’angolo un governo Centrodestra-5 stelle. Vedo più probabile un esecutivo 5 stelle-Lega ma per questo ci vorranno molte settimane.

Il PD sembra per ora tagliato fuori dai giochi. Ed in fin dei conti credo sia auspicato dai dem. L’opposizione molto spesso rigenera. Soprattutto se nascerà un governo figlio di accordi tra Di Maio e Salvini. Meglio ancora se sarà incluso Berlusconi. In quel caso i pentastellati sarebbero totalmente squalificati agli occhi di chi, da sinistra, li ha votati per punire il PD. Una leadership dem più inclusiva, come potrebbe essere quella di Nicola Zingaretti, potrebbe fare il resto. Ridare ossigeno al Centrosinistra e speranza per tutti quelli che il 4 marzo hanno votato 5 Stelle per disperazione o per sfiducia si sono astenuti.

Si riparte il 3 aprile, al Quirinale, per le consultazioni. Saranno dieci giorni intensi per il centrodestra e per il movimento 5 stelle.

#Usa2016, non solo Clinton-Trump: elezioni di Congresso, Governatori, Referendum locali


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Tra poco sapremo. Clinton o Trump ma soprattutto non solo Clinton e Trump. Nell’Election Day americano si vota infatti anche per rinnovare la Camera dei Rappresentanti, un terzo del Senato e per eleggere alcuni Governatori degli Stati. C’è anche da aggiungere che il prossimo Senato dovrà eleggere un giudice della Corte Suprema facendo pendere inevitabilmente la bilancia in un senso o nell’altro, al momento in Corte siedono quattro giudici progressisti e quattro conservatori. Ad oggi il Senato è a maggioranza GOP 54 a 46. La Camera anche, 246 GOP e 188 Dem. Elezione anche per 12 governatori su 50.

fonte: Il Post

Cosa c’è in ballo l’8 novembre
Il Congresso degli Stati Uniti è diviso in due rami. La Camera dei Rappresentanti, la camera bassa, è composta da 435 deputati il cui mandato dura due anni: l’8 novembre del 2016 quindi saranno rinnovati tutti i seggi. Ogni deputato rappresenta un collegio, cioè viene eletto dagli elettori di un pezzetto di territorio americano sulla base della loro popolazione: per questo gli stati più popolosi hanno più deputati. Il Senato, la camera alta, è composto da 100 senatori: due per stato, a prescindere dalle dimensioni e dalla popolazione. Il mandato dei senatori dura sei anni, ogni due si rinnovano un terzo dei seggi; quest’anno sono in ballo 34 seggi.

Elezione dei Governatori:

fonte: http://www.agi.it/estero/usa-2016/2016/11/07/news/si_vota_anche_per_12_governatori_su_50-1232892/

I cittadini americani che si recheranno alle urne voteranno anche per 12 governatori su 50, di cui 4 repubblicani e 8 democratici.

REPUBBLICANI RICONFERMATI SICURI

  • North Dakota: Jack Dalrymple non si ripresenta. Sfidanti il democratico Marvin Nelson e il Gop Doug Burgum
  •  Utah: Gary Herbert. Sfidante Mike Weinhotlz

REPUBBLICANI IN VANTAGGIO DEMOCRATICI

  • North Carolina: Pat McCrory. Sfidante Roy Cooper (+2,2%)
  • Indiana: Mike Pence (non si ripresenta perché candidato vicepresidente con Donald Trump). Sfidanti John Cregg per i democratici (+3,3%) e Eric Holcomb per il Gop

DEMOCRATICI RICONFERMATI SICURI

  • Delaware: Jack Martel. Ha esaurito mandati. Sfidanti il democratico John Carney ed il Gop Colin Bonini
  • Montana: Steve Bullock. Sfidante Greg Gianforte – Oregon: Kate Brown. Sfidante Bud Pierce
  • Washington: Jay Inslee. Sfidante il repubblicano Bill Bryant

DEMOCRATICI IN VANTAGGIO REPUBBLICANI

  • Missouri: Jay Nixon. Ha esaurito i mandati. Sfidanti il repubblicano Eric Gretiens (+0,5) ed il democratico Chris Koster
  • New Hampshire: Maggie Hassan non si ricandida perché corre per il Senato. Sfidanti Chris Sununu repubblicano(+4,3%) e Colin Van Ostern democratico
  • West Virginia: Earl Ray Tomblin. Ha esaurito mandati.Sfidanti il repubblicano Bill Cole ed il democratico Jim Justice

DEMOCRATICI CONTESI

  • Vermont: Peter Shumlin, non si ricandida. Sfidanti la democratica Sue Minter e il repubblicano Phil Scott

Italicum verso il Si alla Camera, al Senato invece…


italicum

No all’emendamento Gitti. L’aula della Camera ha respinto per 20 voti di scarto l’emendamento a prima firma Gregorio Gitti (Per l’Italia) che mira a introdurre la doppia preferenza con il vincolo dell’alternanza uomo-donna. Sono stati i 277 i sì, 297 i no e 1 astenuto.

Oggi l’Italicum passa alla Camera. 37% lo sbarramento per il ballottaggio. Quorum alti per i partiti che non si coalizzano, liste bloccate e nessuna parità di genere. Un Porcellum a doppio turno insomma. Una mezza schifezza. Ma passa. Per pochi voti. Al Senato sarà battaglia, visti i franchi tiratori Pd.

Il Berlusconi ‘risorto’ da Renzi rovescerà il tavolo prima o poi


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MILANO – È stata fissata per il 10 aprile, davanti al tribunale di sorveglianza di Milano l’udienza per discutere l’affidamento in prova ai servizi sociali di Silvio Berlusconi, condannato definitivamente a 4 anni di carcere, tre dei quali coperti da indulto, per il caso Mediaset. L’atto di fissazione dell’udienza è stato notificato oggi alla difesa.
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Io la mia l’ho scritta ieri, come potete leggere. Vedremo se non avrò avuto ragione.
sentenza

Questa legge elettorale non mi piace. Renzi sembra sempre più un Veltroni 2.0 e sappiamo tutti come è finita: Sinistra fuori dal parlamento, un blobbone democratico subalterno a Berlusconi, fronte progressista raso al suolo. Tremo solo a pensarci.

Rebus Senato, chi sarà il Presidente?


senato

Centrosinistra 119, Centrodestra 110, Monti 19, Movimento 5 Stelle 56. Per avere la maggioranza servono 158 seggi.

Con questi numeri chi sarà eletto alla Presidenza del Senato? I grillini non voteranno nessuno. Non resterà che un nome bipartisan Pdl-Pd. E chi diavolo potrà uscir fuori dal cilindro?

Speciale Elezioni: Sondaggi Senato e proiezioni seggi


ELEZIONI 2013 copia

Un mese e mezzo alle elezioni politiche. I poli sono cinque. La coalizione di Bersani, quella di Berlusconi, il polo montiano, la sinistra alternativa di Ingroia ed il Movimento 5 stelle. Nelle prossime settimane, tramite lo Speciale Elezioni,  approfondiremo i vari schieramenti.

Ieri Berlusconi ha sbancato l’auditel e forse si è rimesso in gioco per l’ennesima volta (dedicherò un articolo specifico a questo evento) nel frattempo appare sempre più chiaro come tutto ruoti attorno al Senato della Repubblica. Il CentroSInistra è in testa a livello nazionale ma raggiunge una percentuale troppo bassa per poter ottenere una maggioranza solida nei due rami del parlamento.

s1 s2 s3

Nel Senato i seggi vengono distribuiti tramite premi ‘regionali’, un po’ come accade negli Stati Uniti. Per molte regioni sono già chiari i vincitori, altre risultano invece incerte.

I sondaggi dicono che le regioni in bilico sono quattro: Lombardia, Veneto, Campania e Sicilia. Nelle prime due la rinnovata alleanza Pdl-Lega fa ben sperare la coalizione di Berlusconi. In Campania e Sicilia il CentroSinistra è insidiato dalla Rivoluzione Civile del siciliano Ingroia e del sindaco di Napoli De Magistris:

La LOMBARDIA: secondo Ipsos-Sole 24 ore, qui l’unione dei partiti di centrosinistra e di centrodestra raccolgono il 32,5% e sono quindi in posizione di sostanziale parità. Medesima situazione potrebbe verificarsi anche nel VENETO.

In CAMPANIA: il PD è al vertice con il 30,5% dei voti ovvero 16 seggi, tallonato dal centrodestra con il 28,5%. In coda Monti con 14,2% e Ingroia con 11,2%.

In SICILIA: Pdl, Mpa, la Destra e Grande sud ha il 27%, mentre il 22,9% è del centrosinistra.. Il Movimento 5 Stelle cresce fino al 19,8% , seguito dal 16,2% della lista Monti

Grazie ai sondaggi del Sole24Ore ed alle stime di Termometro Politico ho riassunto qui di seguito alcuni possibili sbocchi per il Senato:

Ipotesi 1:
Vittoria del CentroSinistra in tutte le regione tranne il Veneto. 170 seggi garantirebbero una ampia maggioranza a Palazzo Madama

Ipotesi1

Ipotesi 2:
Vittoria del CentroSinistra in tutte le regioni tranne Veneto e Lombardia e Sicilia. Nessuna maggioranza per Bersani.
Ipotesi2

Ipotesi 3:
Vittoria del polo berlusconiano in Sicilia e Veneto. 160 seggi sarebbero davvero troppo pochi per poter governare. 158 è la maggioranza necessaria.

ipotesi3

Ipotesi 4:
Vittoria berlusconiana solo in Lombardia. 163 seggi potrebbero bastare a Bersani per ‘durare’ un paio d’anni.

ipotesi4

Ipotesi 5:
Vittoria di Berlusconi in Lombardia, Veneto, Campania e Sicilia. In questo caso è molto probabile che il governo dovrebbe vedere la presenza anche del PDL perche sommando i seggi di CentroSinistra e Montiani si arriva a 171 seggi, a cui andrebbero sottratti una ventina di seggi di SEL che non parteciperebbe ad un esecutivo con i centristi. Nessuna maggioranza quindi.

Ipotesi5

Senato, non si trova un presidente: seduta sospesa (mai successo dal 1861)


Non rinunciano ai privilegi, non si mettono d’accordo sulla legge elettorale ed ora non riescono neanche a fare andare avanti i lavori. Mai successo nella Storia della Repubblica (e credo anche del Regno d’Italia):

Senato, un presidente non si trova: seduta sospesa

Seduta sospesa al Senato per assenza in Aula di chi avrebbe dovuta presidere l’assemblea. E’ accaduto questa mattina durante la discussione delle mozioni sulla violenza contro le donne.

Incredulita’ nei corridoi di Palazzo Madama per un evento che, a quanto sembra, non si era mai verificato prima d’ora nella storia dell’istituzione repubblicana. Dopo il turno
della vicepresidente Emma Bonino la presidenza sarebbe dovuto toccare a Domenico Nania bloccato pero’ da un ritardo aereo.