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serietvPoll: La serie TV del 2016

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Promosso o bocciato: Grace e Frankie – Netflix


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Grace e Frankie, una comedy brillante, originale Netflix, dai produttori di FRIENDS.

Sceneggiatura
L’algida Grace e la ‘hippie’ Frankie, due amiche mai troppo vicine, sono costrette a convivere quando i rispettivi mariti, soci in affari, le informano di avere una relazione clandestina da vent’anni e decidono di rendere pubblico il loro amore, lasciandole. Lo shock, la rivelazione ai figli, le inevitabili conseguenze ‘sociali’. Tra battute esilaranti e gag, la storia si rivela un concetrato divertente con un tocco di amarezza.

VOTO 8

Cast
Jane Fonda e Lily Tomlin sono una garanzia. Martin Sheen e  Sam Waterston arricchiscono l’ottimo cast della serie.

VOTO 8

Musiche/Scene/Costumi
In linea con le serie tv comedy, è comunque ricca di scene in esterna. Molto bella la casa sulla spiaggia dove vivono le due protagoniste. Il brano della sigla iniziale è Stuck in the Middle with You interpretato da Grace Potter.

VOTO 7

VOTO COMPLESSIVO: 7,7

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Promosso o Bocciato? I Medici – Rai1


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Da oggi una nuova rubrica per il blog. Promosso o bocciato? Un programma tv o un serial giudicati da me. Con voto finale e sentenza inappellabile! Iniziamo da I Medici, la serie tv ‘storica’ made in Rai.

Storia/Sceneggiatura
Forse un po’ troppo romanzata, storie piegate ad esigenze di copione unite ad un ritmo lento non rendono la serie stilisticamente perfetta.

VOTO 6

Attori
Il cast internazionale è all’altezza, non così come quello italiano, deludente.

VOTO 6,5

Musiche/Scene/Costumi
Il punto forte de I Medici sono le musiche, di Paolo Bonvino ed i costumi, di Alessandro Lai. Scene ed ambientazione donano al serial una forza straordinaria.

VOTO 8

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VOTO TOTALE: 6,8

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#SerialAddicted: House of Cards


SERIAL ADDICTED

I soldi sono come ville di lusso che iniziano a cadere a pezzi dopo pochi anni; il potere è la solida costruzione in pietra che dura per secoli. Non riesco a rispettare chi non vede questa differenza. (Frank Underwood)

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Da oggi, periodicamente, ripropongo sul blog una rubrica radiofonica che curo all’interno della trasmissione Moviegoers, su We Want Radio. Serial Addicted, per parlare delle serie TV, vecchie o nuove che siano. Iniziamo da un serial ‘cult’, House of Cards, intrighi e politica in salsa statunitense.

Nell’istante in cui una serie TV o un personaggio principale entra nel linguaggio comune, per un comportamento, una condizione o un modo di essere, possiamo dire che quella serie ha raggiunto un grande successo. Questo sta accadendo ad House of Cards, serie in onda su Netflix e con protagonista il due volte premio oscar Kevin Spacey. Soprattutto negli Stati Uniti ovviamente ma in parte anche in Italia.

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Il suo personaggio, Frank Underwood è diventato il sinonimo per indicare il potere politico, quello sporco, quello degli accordi sottobanco, dei ricatti e dei complotti. Oggi sempre più spesso ci capita di sentire frasi del tipo: “Sei peggio di Frank Underwood!”

Un po’ di dati. House of Cards è una serie americana creata nel 2013 da Beau Willimon ed è ispirata alla serie originale, di produzione britannica (in onda negli anni 90 sulla BBC), a sua volta frutto di un adattamento della trilogia scritta da Michael Dobbs, un ex capo di stato maggiore della sede del Partito Conservatore britannico.

Se il romanzo si occupava delle trame ordite dal Primo Ministro Britannico, in House of Cards made in USA si racconta la storia di Frank UnderwoodDeputato del Partito Democratico e capogruppo di maggioranza al Congresso, ha diretto la vittoriosa campagna elettorale di Garrett Walker, eletto alla Casa Bianca. Quando però Walker viene meno alla promessa fatta prima delle elezioni, cioè di affidargli l’incarico di Segretario di Stato della nuova amministrazione, Frank cerca una vendetta personale puntando ai vertici politici di Washington. Tra inganni,  sotterfugi e trame segrete. Coadiuvato dalla moglie Claire e dalla giovane giornalista Zoe Barnes

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Malgrado Frank sia un personaggio spietato (e lo vediamo nella scena iniziale della prima puntata, in cui soffoca un cagnetto ferito dopo essere stato investito da una macchina.) il telespettatore tende a schierarsi dalla sua parte, a giustificare le sue azioni, in fin dei conti frutto dell’ingiustizia subita (la mancata nomina a segretario di Stato) e della ricerca della vendetta scendendo allo stesso livello di chi lo ha ‘fregato’. Underwood però andrà ben oltre, in effetti

Spoileriamo un po’. Nel corso delle puntate Underwood riesce a farsi nominare Vicepresidente e successivamente, contribuendo al montare di uno scandalo, provoca le dimissioni del Presidente, divenendo quindi il nuovo Comandante in Capo degli Stati Uniti d’America.

Robin Wright in season 2 of Netflix's "House of Cards." Photo credit: Nathaniel Bell for Netflix.
Robin Wright in season 2 of Netflix’s “House of Cards.” Photo credit: Nathaniel Bell for Netflix.

Un cast all-star. Kevin Spacey che, dopo decenni di Cinema, (e due Oscar) ha deciso di voltare pagina divenendo una star del piccolo schermo. Ha detto Spacey, commentando il passaggio da Cinema a TV: “sono stato fortunato a fare cinema in un altro momento storico. I film prodotti negli anni 90 non si fanno più. E le storie più interessanti e i personaggi più interessanti ora sono in TV“.

E poi Robin Wright, altra stella, impegnata nel ruolo di Claire, la first lady ambiziosa e pronta ad aiutare il marito nella ascesa al potere. Non solo per amore ma soprattutto per propri interessi personali. Come si scoprirà con il seguire degli episodi e delle stagioni. Nel 2014 , per questo ruolo, ha vinto il Golden Globe come Miglior attrice protagonista in una serie tv

Seguitissima dagli ‘addetti ai lavori’, Barack Obama in testa, per certi aspetti HOC ha lanciato alcune novità, nel mondo delle serie tv.

  • Tecnica stilistica. Il modo in cui Spacey parla direttamente ai telespettatori guardando in camera, il creare una complicità con chi è aldilà dello schermo è una innovazione rispetto alle solite serie. Non proprio una novità, visto che è stata già usata in altri telefilm del passato ma rappresenta comunque un cambio di ‘prospettiva’in confronto all’esistente.
  • Il servizio di streaming online on demand, accessibile tramite un apposito abbonamento ha acquistato i diritti della serie, battendo importanti emittenti come HBO. La novità qui è nella messa in onda. Essendo un servizio streaming Neftlix rilascia la serie completa nello stesso giorno. E quindi sono visibili sin da subito tutti gli episodi, non c’è più bisogno di attendere settimane e mesi per poter vedere il finale. Si svolge tutto in una notte. Una piccola rivoluzione destinata, secondo alcuni, a prendere piede e soppiantare l’odierno modo di fare serie TV. Netflix ha speso qualcosa come 100 milioni di dollari per produrre la serie.
  • HOC non è la prima serie ‘politica’. Ve ne sono state altre. Una donna alla Casa Bianca, ed esempio, che raccontava la storia di una Presidente donna. Ma soprattutto The West Wing, serie creata da Aaron Sorkin e prodotta dalla NBC a cavallo tra anni novanta e duemila. Se in TWW l’idealismo del Presidente la faceva da padrone e la massima ‘agisci con buonsenso’ era la linea guida, in HOC si analizza il ‘lato oscuro’ della politica, l’avere potere ad ogni costo, calpestando ideali, persone, affetti sino alle estreme conseguenze. Con tutte le esagerazioni del caso purtroppo HOC si avvicina bene alla politica reale, molto di più di TWW.
  • Il regista dei primi due episodi è David Fincher, quello di The Social Network e Fight Club. Lo stesso Kevin Spacey è tra i produttori della serie. Inoltre, tra i registi che si sono alternati durante gli episodi, segnaliamo Joel Schumacher (Batman Forever, In linea con l’assassino, Number 23 tra gli altri) e , per la nona puntata della seconda stagione, Jodie Foster.
  • Il tema principale di House of Cards, è stato composto da Jeff Beal, compositore statunitense autore di diverse colonne sonore
  • Giunta alla quarta stagione, in Italia è trasmessa da Sky Atlantic

Il testo riporta estratti di altri siti web.