No Cav Day, una occasione persa


Ed alla fine Di Pietro è stato costretto a convocare una Conferenza stampa improvvisata per dissociarsi da chi, dal palco, ha contestato duramente Napolitano, Ratzinger, il PD e persino la Carfagna. Furio Colombo ed altri han preso le distanze dai pesanti attacchi rivolti verso le Istituzioni.

Grillo che accusa Napolitano di far parte della Banda dei Quattro, con Berlusconi, Schifani e Fini. La Guzzanti che si augura che Ratzinger bruci all’inferno e che insulta pesantemente la Carfagna, due affermazioni che potrebbero costarle grane giudiziare e che avvelenano gratuitamente il clima.

Cosi si conclude la manifestazione No.Cav Day organizzata per protestare contro le leggi vergogna di Berlusconi.

Chi mi legge sà bene quali vette raggiunga il mio antiberlusconismo ma devo dire che non mi è piaciuta per nulla questa manifestazione di piazza. Vado a spiegare il perchè.

Berlusconi, si sà, non è mai cambiato, ha sempre fatto e farà sempre i suoi interessi, dando loro priorità rispetto a qualsiasi altro provvedimento. Lo fece nel 2002, lo sta facendo ora. Nessuna novità quindi.

Nel novembre scorso Veltroni ha commesso un grave errore dando credito a Berlusconi nel suo momento di maggiore debolezza. Invece di dialogare con Fini e Casini, Veltroni ha pensato bene di fare gli interessi del PD cercando un accordo con l’altro grande partito e cioè FI. Questa operazione ha ridato ossigeno al Cavaliere che poi, complice la caduta dal Governo, ha ricompattato il suo clan.

La scommessa perdente di Veltroni di correre da solo ha dato la possibilità a Berlusconi di togliersi dalle scatole Casini, avendo quindi una maggioranza totalemente servente. Anche qui Veltroni ha agito solo per fare gli interessi del PD, che con una corsa solitaria avrebbe perso ugualmente ma avrebbe, come in effetti è stato, guadagnato voti utili dalla Sinistra Radicale.

Avendo ora una maggioranza ampia e servente, il Cavaliere ha pensato bene di regolare subito i conti con Processi ed affari economici.

Come rispondere? Qui sta l’errore doppio della opposizione. Sia della Italia dei Valori, sia del PD.

Mentre Di Pietro ed i girotondi organizzano una manifestazione, poi sfuggita di mano, per denunciare le leggi salva-premier, Veltroni annuncia una “petizione su internet” e promette una manifestazione autunnale per parlare dei veri problemi dell’Italia. Le opposizioni si dividono quindi, sbagliando.

La cosa giusta da fare era unire le due cose e scendere subito in piazza denunciando da un lato la totale inettitudine di un governo che non aiuta lavoratori, pensionati, giovani, donne e dall’altra i danni che potrebbe produrre la norma blocca-processi, danni che sconterebbero tutti i cittadini.

La “casalinga di Voghera” e lo studente di Poggibonsi sanno che uno dei primi provvedimenti di questo governo è stato quello di annullare la norma che punisce gli imprenditori che usano applicare le “dimissioni in bianco” per i dipendenti (soprattutto donne)neoassunti?

I comuni cittadini sanno che il governo ha tagliato i fondi per le associazioni contro la violenza sulle donne e che la legge blocca processi sospende anche i reati per stupro?

E’ noto a tutti che la RobinTax peserà su noi contribuenti e che gia si sono avuti aumenti del prezzo dei carburanti grazie all’idea di Tremonti?

E’ questo un governo vicino alle donne, ai deboli, ai giovani, ai lavoratori, ai consumatori?

Perche il PD e l’Italia dei Valori non sfruttano le tante panzane sparate da questo esecutivo per screditarlo a far arrivare agli italiani “Il messaggio” vero, quello che sta loro a cuore, e cioè il “portafoglio e la sicurezza”?

Hanno imparato qualcosa i dirigenti del Centrosinistra dalla piu grande batosta che la Sinistra abbia mai preso nella storia recente?

No, perche continuano a dividersi. Il PD non usa messaggi netti, chiari, comprensibili alla opinione pubblica e cerca ancora un dialogo impossibile con la maggioranza. L’Italia dei Valori preme sull’antiberlusconismo per aumentare il consenso elettorale e dimenticando i problemi reali di tanta gente, a cui poco importa di Berlusconi, se non ha lavoro, casa o diritti.
La Sinistra Radicale, tagliata fuori dai media, arriva agli onori della cronaca per la manifestazione in difesa dei ROM, o per la richiesta di grazia per Annamaria Franzoni
Tre modi per continuare a perdere o per fare solo gli interessi di uno, come nel caso dell’antiberlusconismo DiPietrista.

Se queste sono le prime mosse dell’opposizione, prepariamoci a dieci lunghissimi anni di governo delle destre, se saranno solo dieci.

Il Futuro della Sinistra: Fava leader della Sd, in Prc battaglia tra Vendola e Ferrero


Claudio Fava, leader SD

Questo fine settimana Sinistra democratica riunisce il coordinamento per scegliere il nuovo portavoce nazionale dopo le dimissioni di Fabio Mussi. La scelta potrebbe cadere sul parlamentare europeo. Sempre sabato e domenica, Rifondazione convoca il proprio Comitato politico nazionale che ha all’ordine del giorno i temi del prossimo congresso che si svolgerà a luglio

Fine settimana all’insegna della riorganizzazione per due componenti la Sinistra-Arcobaleno sconfitta nelle recenti elezioni politiche. Domani Sinistra democratica (Sd), il movimento nato da una costola degli ex Ds, riunisce il proprio Coordinamento. Rifondazione (Prc), sempre domani, convoca il proprio Comitato politico nazionale che ha all’ordine del giorno i temi del prossimo congresso che si svolgerà a luglio.

Sinistra democratica ha come primo problema quello di sostituire il portavoce nazionale Fabio Mussi, che nelle scorse settimane si è dimesso dal suo incarico per ragioni di salute e per favorire il rinnovamento al vertice del movimento. La scelta del nuovo portavoce, dopo che Pasqualina Napoletano e Betty Leone hanno declinato la proposta, cadrà su Claudio Fava, uno dei tre parlamentari europei del movimento insieme a Giovanni Berlinguer e alla stessa Napoletano. L’idea è quella di affiancarlo con un direttivo snello, composto da rappresentanti delle realtà territoriali di Sd, che guidi il movimento fino al suo congresso nazionale previsto entro la fine dell’anno.

Fava, cinquantuno anni, nato a Catania, figlio del giornalista Pippo Fava fondatore del mensile “I siciliani” ucciso dalla mafia nel 1984, è un politico di lungo corso.
Tra i fondatori della Rete (il movimento promosso a Palermo da Leoluca Orlando negli anni ottanta), è stato deputato all’Assemblea regionale siciliana nel 1991 e poi alla Camera dal 1992 al 1994.
Quando Walter Veltroni venne eletto segretario dei Ds nel 1999, fu scelto dal futuro leader del Pd per andare a dirigere il partito in Sicilia. Eletto deputato per la prima volta al Parlamento europeo nel 2001, è stato rieletto nel 2004 (fa parte del Gruppo del Partito del socialismo europeo) con oltre duecentomila preferenze e malgrado il suo nome non fosse stato collocato nella testa di lista. Nel 2006, Fava è stato relatore della Commissione d’inchiesta del Parlamento europeo sui sequestri illeciti operati dalla Cia nel territorio europeo. Assieme a Monica Zapelli e Marco Tullio Giordana, è anche autore della sceneggiatura del film “I cento passi” premiata nel 2001 con il Leone d’Oro al Festival del cinema di Venezia.

A parte l’elezione di Fava, il parlamentino di Sd dovrà mettere a punto anche la propria linea politica. Mentre l’ex senatore Cesare Salvi è tornato a parlare nei giorni scorsi della necessità di riunificare la sinistra guardando anche al Partito socialista, Fabio Mussi – in un’intervista apparsa ieri su “il manifesto” – ha sostenuto che “l’anno prossimo, alle europee, va fatto il tentativo di una lista che si proponga come ponte tra le forze del socialismo europeo e le forze di sinistra alternativa”.
Ancora diversa la posizione dell’ex sottosegretario Alfiero Grandi: “Giudico molto interessante quanto vanno dicendo Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema nel Pd, sulla necessità di recuperare le alleanze. Io sono pronto a fare la mia battaglia contro l’arroccamento della sinistra per recuperare i tanti che potrebbero rimanere delusi dopo aver espresso il cosiddetto voto utile
. Sono pronto perché so distinguere: per me l’avversario è il Pdl, che è cosa diversa dal Pd, interlocutore fondamentale per ricostruire una sinistra moderna che non sfugga alla responsabilità di governo”.

Il Comitato politico nazionale del Prc, che si riunisce domani nel Centro congressi di via dei Frentani a Roma, prenderà invece atto che, in previsione del congresso del partito, ci sono almeno due documenti contrapposti: quello che fa riferimento all’ex ministro Paolo Ferrero e all’ex senatore Claudio Grassi e quello che dovrebbe recare come primo firmatario il nome di Nichi Vendola, governatore della Regione Puglia.
Dopo la débacle nelle elezioni del 13 e 14 aprile, quando Sinistra-Arcobaleno non ha raggiunto il quorum del 4% per accedere alla Camera, sono stati messi in minoranza il segretario Franco Giordano e il gruppo dirigente che faceva tradizionalmente riferimento alle posizioni di Fausto Bertinotti. Dal 23 aprile 2008, a seguito delle dimissioni da segretario di Giordano, il Prc è retto da un “comitato di gestione” di cui è portavoce l’ex deputato Maurizio Acerbo.

Se il documento di Ferrero punta alla “ricostruzione di Rifondazione” e scarta l’ipotesi del superamento del Prc in nome dell’unità della sinistra (l’ex ministro ha sempre parlato di un “modello federativo” in stile Federazione lavoratori metalmeccanici), quello alternativo (alla cui stesura finale stanno lavorando Rina Gagliardi e Alfonso Gianni) ruota intorno alle idee innovative di cui ha bisogno la sinistra alternativa per rilanciare il proprio ruolo. Non la riproposta pura e semplice di Sinistra-Arcobaleno bocciata dalle urne – dicono i promotori – ma neppure una sinistra chiusa in se stessa o in antiche certezze che nega la possibilità di tornare a governare.

I due candidati alla segreteria del Prc nel prossimo congresso di luglio sono quindi Paolo Ferrero e Nichi Vendola. Quanto a Bertinotti, non sono ancora chiare le modalità di partecipazione alla fase congressuale. Vi prenderà parte da semplice iscritto al partito, o si farà promotore di specifiche iniziative?

http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=7612

Sinistra, scendi dal piedistallo!


In alcune occasioni gli elettori di centrosinistra, o piu propriamente di sinistra, accusano l’elettorato di destra di essere poco informato, di farsi plagiare dalle parole di Berlusconi e sodali, di non ragionare con la propria testa, in sostanza, di essere ignoranti.

Questa tesi di “superiorità intellettuale” viene avvalorata dal forte sbilanciamento a sinistra presente nel mondo della cultura.

Se andiamo a vedere le statistiche poi, piu sale il grado di istruzione e piu sale la percentuale di elettori di centrosinistra. Gli stessi giovani, sempre secondo statistiche varie, si differenziano nel voto in base al loro “status”, quelli che studiano propendono maggiormente per i progressisti, quelli che lavorano invece votano in maggioranza per il centrodestra.

Fatte queste opportune premesse mi chiedo però perche la Sinistra oggi sembra sia diventata quasi una corrente politica d’elite. Perche operai, impiegati e pensionati vedono nella destra una opportunità concreta rispetto al fronte progressista; perche gli umili, i semplici, quelli che una volta erano il “cuore” della Sinistra ora sembrano preferire altri lidi.

Berlusconi è proprietario di un impero mediatico è vero e questo è un fatto, ma non puo essere l’unico motivo per spiegare tale fenomeno. Non è forse un pò colpa della Sinistra stessa? rimasta ferma su alcuni principi senza capire che l’Italia “cambia”, o meglio cambiano le priorità.

Il dramma della società di oggi è che, con il passare del tempo, si trova sempre più in difficoltà. La forte immigrazione, ad esempio, porta con sè anche un aumento della criminalità, con relavita crescita della diffidenza verso gli immigrati. I benpensanti sosterranno giustamente che sono le leggi italiane a determinare questo stato di cose, il sistema giudiziario non è in grado di funzionare e quindi i criminali vengono tranquillamente in Italia ben sapendo di rimanere impuniti. Ma al cittadino rimangono in mente le immagini viste in tv e le notizie lette sui giornali. Nella coscienza dell’opinione pubblica restano le facce, le persone, i”simboli”.

Il nostro paese è sempre piu “precario”. I giovani trovano dei lavori sottopagati ad alcune volte si vedono “scippata” una opportunità “per colpa” dell’extracomunitario che costa di meno. Anche li è facile comprendere che nella “battaglia tra poveri” ci guadagna l’imprenditore italiano che, in molti casi, tiene in nero l’immigrato o gioca al ribasso per guadagnare di piu.

In un contesto come questo, il grosso problema della Sinistra e del fronte progressista in generale è quello di aver perso gradualmente un contatto “diretto” con la società italiana, con le persone semplici, quelli che non filosofeggiano, che non conoscono Max Weber o Keynes, che non pensano ai diritti per tutti, ma guardano piu egoisticamente al loro orticello, cercando protezione, speranza, lavoro.

Non basta candidare Calearo e Colaninno, come fa il PD, per accaparrarsi il voto degli imprenditori, anzi forse in questo modo si perdono i voti degli operai che si sentono presi in giro dalla presenza di candidati che non hanno contatto con la gente, che vengono dall’alto. Come non basta parlare di laicità o di lavoratori, le due bandiere di Socialisti e Sinistra Arcobaleno , senza specificare cosa si intende fare in concreto per aumentare il potere di acquisto, senza parlare di interventi seri in tema di sicurezza.

Veltroni in questa campagna elettorale ha girato l’Italia andando “tra la gente” , questo è un fatto ma èanche un fatto, non di poca importanza, che il leader del PD venisse da Roma. Non basta farsi 110 province,stare li a parlare un’ora, raccogliere qualche applauso e poi andare nella città vicina per avere il “contatto con la gente”.

Perche invece di candidare Calearo non sono stati promossi i dirigenti locali? Una delle priorità della sinistra dovrà essere quella di ricostruire un rapporto diretto con il territorio. Se al cittadino vicentino invece di proporre imprenditori scelti nel “mazzo” dai dirigenti nazionali si propone come candidato un consigliere regionale che si è battuto per proteggerli, dar loro dei diritti, risolvere problemi della città, probabilmente vi sarà un riscontro maggiormente positivo.

Su questo tema la Sinistra deve TORNARE a fare la Sinistra, a riempire le sezioni, deve riuscire a riavvicinare le persone. Ma i cittadini si convicono se parli la loro lingua, non basta candidare uno che “parla” veneto per conquistare la regione, si devono far crescere quegli amministratori che “vivono” nelle realtà locali, che hanno provato a cambiare qualcosa, che hanno idee e proposte. Purtroppo il PD, e non solo, sembra privilegiare le scelte di vertice, gente catapultata in una zona o comunque, seppur della zona, che non ha un contatto diretto con le popolazioni locali.

Ci sono sezioni romane di alcuni partiti di Sinistra che organizzano incontri con autori ed intellettuali per parlare delle loro opere. Lodevoli operazioni culturali per carità, ma non sarebbe altrettanto lodevole organizzare delle iniziative per ripulire il quartiere dalla spazzatura? oppure per aiutare i piu poveri piuttosto che per portare avanti e con forza delle battaglie locali evitando demagogia e populismo e badando alla risoluzione dei piccoli problemi quotidiani?

E poi un altro consiglio, la Sinistra deve cambiare il modo di porsi, il proprio linguaggio, deve rinunciare ai paroloni, alle frasi generiche e andare nel particolare con messaggi brevi e diretti.

Non basta dire “piu sicurezza” o “1000 euro per i precari” o anche “la laicità è importante” oppure “aboliamo la legge 30” (tanto per citare slogan di Pd, Ps e Sinistra). Si deve dire chiaramente che “I criminali devono finire in galera”, che “la precarietà va eliminata”, che “l’immigrazione incontrollata non va bene” . Non bisogna avere paura di usare termini chiari, semplici, che colpiscono. La cosa importante è abbinare a tali slogan delle politiche serie e non demagogiche o populiste come quelle usate da molti esponenti della destra. Una riforma della giustizia con l’eliminazione di un grado di giudizio e la soppressione di alcune attenuanti francamente incomprensibili abbinata ad una riforma dei codici provocherebbe una “rivoluzione” tale da garantire maggiore sicurezza in quanto il “funzionamento” della macchina della giustizia sarebbe il maggiore deterrente per i criminali, sicuramente piu potente di un braccialetto elettronico o di una ronda di cittadini inesperti. Un sistema di ammortizzatori sociali comprensivo di diritti quali malattia, ferie, trattamento di fine rapporto e permessi retribuiti costituirebbe un aiuto molto piu efficace che alzare da ottecento a mille euro il salario di un precario facendolo rimanere senza diritti ne tutele. La previsione di quote piu o meno ristrette per molti paesi extraeuropei e per alcune nazioni europee come la Romania garantirebbe un flusso di immigrazione “sostenibile”. L’immigrazione è una ricchezza ma il CentroSinistra deve essere capace di unire solidarietà ed accoglienza a legalità e sostenibilità del fenomeno.

In estrema sintesi:

1.Usare parole semplici e parlare anche dei temi molto sentiti dall’opinione pubblica.
2. Abbinare agli slogan “ad effetto” una serie di provvedimenti “seri” e non demagogici o populisti.
3. Ricostruire il rapporto con il territorio, valorizzando i dirigenti locali che si impegnano e non facendo interessi delle “caste” di partito.

Berlusconi ha un impero mediatico che sarà sempre piu forte. O la Sinistra si mette in testa di spiegare “casa per casa” cosa vuol fare, sfruttando il territorio e proposte semplici ma efficaci oppure mettiamoci l’anima in pace e prepariamoci a decenni di dominio della destra con qualche periodo di gestione della sinistra, tanto per rimettere i conti a posto e divenire impopolari.h

Roma: battaglia tra Rutelli ed Alemanno


Alemanno rifiuta l’apparentamento con la Destra e Rutelli rifiuta quello con il PS. Mentre Grillini lascia libertà di scelta tra i due sfidanti al campidoglio, Storace e Sinistra critica devono ancora decidere. La Rosa Bianca intanto si divide con Baccini che, a titolo personale, appoggia Alemanno e Pezzotta che risponde picche. L’Udc lascia libertà di scelta, mentre la disgrazia di venerdi sera (la donna violentata a La Storta) entra prepotentemente nella campagna elettorale romana.

Tramite Repubblica.it ecco le principali novità della giornata:

Storace: “Su Alemanno sento il partito e decido”

“La libertà di coscienza non sarebbe seria per un partito come il nostro. Oggi decidiamo”. Così il leader della Destra Francesco Storace a proposito del ballottaggio di domenica prossima per l’elezione del sindaco di Roma tra il candidato del Popolo delle Libertà, Gianni Alemanno, e quello del Partito Democratico, Francesco Rutelli.

Sinistra Critica decide tra Rutelli e Alemanno

Domani alle ore 12 conferenza stampa di Sinistra Critica a proposito della posizione sul ballottaggio nelle elezioni comunali di Roma tra Rutelli e Alemanno

Baccini: “Voto Alemanno”

“Il disappunto degli amici della rosa Bianca e dell’udc mi rincresce. Ma è il caso che se la facciano passare”. Mario Baccini, dopo aver annunciato il suo sostegno ad Alemanno, non arretra di fronte alla presa di distanza dalla sua scelta di campo del presidente del partito, Savino Pezzotta

Alemanno punta su Roma Capitale

“Questa volta vogliamo fare sul serio”. Il candidato sindaco di Roma del Pdl, Gianni Alemanno, a sette anni dalla riforma della Costituzione prende l’impegno di realizzare il distretto di Roma Capitale in tempi rapidi. “Vogliamo bruciare le tappe – ha affermato Alemanno – e far partire la legge di riforma costituzionale e dare poteri straordinari a Roma”.

Ballarò, faccia a faccia Rutelli-alemanno

Ballarò, in onda domani alle 21.05, su RaiTre, ospita l’atteso faccia a faccia tra i due candidati a sindaco di Roma Gianni Alemanno e Francesco Rutelli, che saranno protagonisti del ballottaggio in programma domenica 27 e lunedì aprile.

Rutelli: “Gestirò direttamente la sicurezza”

“Se sarò eletto sindaco non ci sarà l’assessorato con delega alla sicurezza. La sicurezza infatti è un tema trasversale e molto sensibile che esige la diretta responsabilità del sindaco”. Lo ha annunciato il candidato per il centrosinistra a sindaco di Roma Francesco Rutelli.

Giordano: “Stiamo con Rutelli”

“Alle comunali di Roma appoggeremo Rutelli in maniera incondizionata, per evitare che questa città possa finire nelle mani della peggiore destra che si possa immaginare”. Così Franco Giordano, di Rifondazione Comunista.

Rutelli: “Collaborerò con il governo sulla sicurezza”

Il candidato del Pd al Campidoglio, Francesco Rutelli, ha assicurato “grande collaborazione” al nuovo governo e al nuovo Parlamento sulla sicurezza. Ma, promette, “il sindaco di Roma andrà in Parlamento a chiedere che siano adottate misure legislative”.

“La polizia municipale assumerà un ruolo strategico nella politica comunale per la sicurezza dei cittadini. Sarà disponibile al fianco delle forze di polizia nazionali, anche in unità miste, per intervenire sulle situazioni critiche con rapidità e competenza”. Lo ha detto il candidato sindaco del Pd per il Comune di Roma, Francesco Rutelli, nel corso di una conferenza stampa durante la quale ha spiegato la sua proposta di una commissione consultiva per la sicurezza integrata.

Rutelli: “Alemanno era in governo che favorì immigrazione”

Secondo il candidato del Pd a sindaco di Roma, Francesco Rutelli, “il problema dell’immigrazione di persone che delinquono è purtroppo legato a una piccola minoranza, molto aggressiva, di cittadini arrivati soprattutto nell’ultimo anno e mezzo dalla Romania. I provvedimenti che lo hanno consentito sono stati tutti presi dal governo berlusconi, e in quel governo c’era il ministro Alemanno, che li ha votati tutti”.

Rutelli: “Riorganizzerò i campi rom”

“Voglio mettere in campo, se sarò eletto sindaco, una radicale riorganizzazione dei campi nomadi e della presenza dei rom che oggi, come tale, non è più sostenibile”. Lo ha detto il candidato sindaco di Roma del centrosinistra Francesco Rutelli.

Roma, Pezzotta bacchetta Baccini

“Non si può sostenere, come tu stesso fai, che occorre essere alieni da qualsiasi vocazione aprioristica verso il centrosinistra e il centrocentrodestra e poi alla prima occasione schierarsi. Non è sostenibile, non è opportuno, non è corretto”. Lo ha scritto il presidente della Rosa per l’Italia Savino Pezzotta al collega di partito Mario Baccini, per ribadire la necessità di non schierare il movimento politico a sostegno del candidato del Pdl a sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Grillini: “A Roma elettori Ps votino secondo coscienza”

“A titolo individuale riteniamo di dire ai nostri elettori di votare secondo coscienza”. E’ l’indicazione che danno l’ex candidato a sindaco della Capitale per il partito socialista Franco Grillini e la capolista del Partito socialista per Roma Daniela Brancati in vista del voto per il ballottaggio alle elezioni comunali



Golpe in Rifondazione, sconfitto Giordano, nuova maggioranza con Ferrero


Rifondazione, vince la linea Ferrero
nel partito cambia la maggioranza

Passa con quasi 30 voti di scarto il documento del ministro
Sconfitta la proposta del segretario dimissionario Giordano
di CLAUDIA FUSANI

 

ROMA – Finisce male. Comunque. Dopo la sconfitta elettorale Rifondazione va in pezzi in nome della difesa di non si sa bene cosa e di un progetto vago come può essere quello contenuto tra il no alla costituente comunista e sì a quella di una sinistra allargata. Finisce con un parricidio, quello di Fausto Bertinotti e della sua segreteria – da Franco Giodano a Gennaro Migliore passando per Patrizia Sentinelli – cacciati senza se e senza ma. E con una nuova maggioranza affidata al ministro dimissionario Paolo Ferrero e a Giovanni Russo Spena e alle minoranze più radicali come “Essere comunista” di Claudio Grassi e “l’Ernesto” di Fosco Giannini. E’ l’anima più conservatrice del partito, quello che non ha mandato giù due dei leit motiv della campagna elettorale di Bertinotti: l’ipotizzato scioglimento di Rc nella Sinistra-l’Arcobaleno; quel dire che il comunismo è ormai “un orientamento filosofico e culturale”. Saranno loro a condurre quel che resta di Rifondazione al congresso di luglio. Finisce tra l’emozione di Franco Giordano, segretario per neppure due anni (fu eletto nel maggio 2006) e l’assenza drammatica di Fausto Bertinotti. Sul palco dell’auditorium di via dei Frentani resta un simbolo, la falce e il martello di Rifondazione. Basterà per ricominciare?

Alle 18, dopo una giornata tesissima in cui fino in fondo Giordano e Nichi Vendola hanno cercato un punto di mediazione e si sono appellati al buon senso per evitare oggi, adesso, una guerra per bande, la segreteria di Giordano non ha più la maggioranza del partito. Il Comitato politico nazionale di Rc, costretto a votare due mozioni – per la verità non così diverse l’una dall’altra – sceglie Ferrero e l’area di “Essere comunisti” con 98 voti. Quello di Giordano resta fermo a 70 consensi. Il documento presentato dall’aerea dell'”Ernesto” prende 16 voti, quello di Bellotti 5, e quello di Franco Russo 1. Quattordici gli astenuti, un’altra frangia del partito che ha seguito l’appello di Elettra Deiana. Nel comitato di garanzia – obiettivo a cui tendevano entrambi i documenti – che guiderà il partito al congresso di luglio (17-20) saranno tutti rappresentati in proporzione rispetto ai risultati del parlamentino di ieri e oggi. Dodici persone quindi di cui 6 che fanno capo a Ferrero, 5 all’area dell’ex segretario Giordano e uno dell’area dell’Ernesto.


E’ finita come tutti temevano che andasse a finire. Il segretario dimissionario Franco Giordano aveva letto ieri la sua relazione, aveva parlato della sconfitta di tutti e aveva proposto un comitato di saggi neutrale e superpartes, precluso agli attuali membri della segreteria, per condurre per mano il partito al congresso. Un partito che comunque deve dire no alla costituente comunista proposta da Diliberto e sì a quella di una nuova Sinistra. Per il partito della Rifondazione comunista il ruolo di essere il centro e il motore di questo processo.

Poteva essere una buona soluzione per tutti, anche per i più arrabbiati. Anche per chi, come Ramon Mantovani, da giorni dice: “Il frequentatore dei salotti deve andarsene a casa”. Ma Ferrero stamani ha fatto quello che aveva promesso. Quando ha preso la parola sul podio sovrastato dal simbolo storico di Rifondazione comunista, è stato durissimo col segretario. Nonostante la chiacchierata tra i due, a quattr’occhi, durante la pausa caffè, lo ha messo con le spalle al muro. “La sua colpa non è stata quella di portare avanti una linea ma di non averla contrastata. Ho apprezzato che abbia cambiato idea circa il destino di questo partito ma al tempo stesso mi domando se avessimo fatto lo stesso questa discussione nel caso avessimo preso l’8 per cento. Questo gruppo dirigente va azzerato perché il partito nei prossimi mesi deve sapere se esiste o no e deve capire cosa fare”. Le colpe di questa segreteria sono varie, ma più di tutte “l’aver detto che il comunismo era destinato a diventare un orientamento filosofico” e aver messo in dubbio la sopravvivenza stessa di Rifondazione. Per non parlare poi del simbolo: “Fare la campagna elettorale con quell’arcobaleno è stato un suicidio” aveva detto un altro delegato. Sul futuro Ferrero sembra avere le idee chiare: “Rinsaldare il ruolo di Prc in una sinistra più ampia contro costituenti comuniste o di sinistra che rischiano di spaccare e sono la negazione del progetto politico di Rifondazione”. Insomma, Ferrero come garante etico della nuova mission di Rc. Un ruolo che non è piaciuto e che proabilmente gli ha tolto qualche voto. Elettra Deiana, infatti, ha a sua volta attaccato sia Ferrero che la gestione Giordano e ha chiesto “l’astensione dal voto sulle due mozioni e la costituzione di un Comitato di garanzia neutrale che organizzi il congresso”.

Sempre stamani, era toccato a Nichi Vendola. Il governatore della Puglia ha provato in tutti i modi a mettere in guardia da spaccature e lacerazioni, soprattutto in questo momento di grande debolezza. E ha avvisato: “Guai a chiudersi. Dobbiamo rimettere in piedi una comunità a cui dare come orizzonte l’innovazione e non un fortino delle antiche certezze in cui rinserrarsi”.
Ci sono le premesse per una nuova scissione a sinistra? Era il timore più forte della vigilia del Cpn. Tutto sommato il parlamentino, pur mettendo in minoranza Giordano e quindi Bertinotti, non ha loro totalmente voltato loro la faccia. Resta da capire chi sarà il competitor di Ferrero per la segreteria visto che Nichi Vendola continua a ripetere di voler finire il mandato in Puglia. Ferrero nega ogni interesse in questo momento (“non è questo il problema e io non mi sto candidando alla segreteria”) ma molti sono sicuri che a luglio proverà a farsi eleggere segretario. Lo dice chiaro, alla fine, Giordano:”Il nostro documento ricorda la storia di Rifondazione comunista, le sue passioni e le sue aperture: nell’altro documento non vedo nessuno di questi capisaldi, mi sembra più un cartello elettorale”.

http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008-cinque/comitato-politico-rc/comitato-politico-rc.html
(20 aprile 2008)

La Kassandra ed il Socialismo 2.0


Riporto un interessante articolo di lameduck:

“Tutela dell’ordine pubblico dagli attacchi alla legalità dei vari “disobbedienti” e aumento delle pene per i reati di violenza contro le forze dell’ordine.”
(Programma del PDL, 2008 )

L’altra sera, commentando al TG1 la scomparsa della sinistra estrema dal Parlamento, l’onorevole Calderoli ha più o meno detto che gli dispiaceva (ma va?) ma che era anche preoccupato, visto che la sinistra ora, senza rappresentazione parlamentare, sarebbe “scesa in piazza”. Ah, ecco.

Il Presidente emerito Cossiga, in un’intervista al Corriere dal titolo “Sono dolori, può tornare il terrorismo”, afferma:

«[Veltroni] Sarà costretto a dare ascolto e raccogliere le preoccupazioni di tutti gli antiberlusconiani, degli operai della Fiom, dei precari, dei giovani no global e dei centri sociali, insomma di tutti coloro che una volta erano rappresentati da Rifondazione comunista, da ieri fuori del Parlamento.
Sarà obbligato a farlo per impedire che si creino le condizioni della rinascita del terrorismo brigatista. E il terrorismo di sinistra tornerebbe ad agire se, per ipotesi, si facessero le larghe intese. Non va dimenticato infatti che il brigatismo si scatenò trent’anni fa, con il sequestro di Aldo Moro, contro il compromesso storico, contro il governo di larghe intese guidato da Andreotti e nel quale io ero ministro dell’Interno, e posso oggi dire di essere stato indicato dai comunisti».

Cossiga è come Nostradamus, va interpretato. Non bisogna commettere l’errore di sottovalutare le sue centurie né di considerarle le sbroccate di una Cassandra che straparla. Nelle sue parole vi sono esagerazioni, sicuramente, una parzialissima ricostruzione dei motivi del sequestro di Moro ma io vi leggo anche una sorta di avvertimento, un consiglio rivolto proprio alla sinistra.

Io credo che il rischio che qualcuno, in questo clima di forte destrosità, colga l’occasione della mancanza di rappresentatività parlamentare di una Sinistra (antagonista, estrema, come cavolo si deve chiamare?) per mettere la Sinistra tout-court fuori legge non debba essere sottovalutata. A parte coloro che vorrebbero proibire il pugno chiuso alla pari del saluto romano, vedrete se, essendo nella Costituzione fatto divieto di ricostituzione del Partito Fascista non vi sarà qualcuno che proporrà di aggiungervi il divieto di ricostituzione del Partito Comunista.

Se effettivamente non si trova il modo di ridare alla Sinistra una rappresentatività parlamentare sarà molto difficile evitare le tentazioni eliminazioniste della destra. Quell’alludere subito al terrorismo e allo scendere in piazza come fatto potenzialmente eversivo non può che preoccuparci tutti e temo più Calderoli di Cossiga, francamente.

Easagerazioni? Paranoie? Inseriamo qui un piccolo flashback.
2001, G8 di Genova, i DS rifiutarono allora di partecipare al corteo del 21 luglio facendo mancare il loro preziosissimo servizio d’ordine. I manifestanti furono di fatto mandati allo sbaraglio, alla mercé di provocatori, infiltrati e schegge impazzite che dettero la giustificazione alle forze dell’ordine per una durissima repressione. Ricordate come, con straordinaria ipocrisia, D’Alema parlasse di “notte cilena” riguardo ai fatti della Diaz? Ho sempre pensato che se in Corso Italia quel pomeriggio vi fosse stato il vecchio servizio d’ordine del PCI (poi DS), i black bloc avrebbero avuto vita dura. I rappresentanti dei partiti tipo Rifondazione e PdCI non riuscirono né a contenere la piazza, né a difenderla dalle violenze della polizia, con i risultati che ben conosciamo.

Come si difende la legittimità della Sinistra e dei suoi simpatizzanti? E’ fondamentale che la Sinistra frammentata e divisa su questioni di lana caprina tipo falce si martello no, il mio simbolo lava più rosso del tuo, si faccia corpo istituzionale, fondi un partito nuovo, moderno, che faccia riferimento sia al mondo dei movimenti che a quello che si oppone costruttivamente alla globalizzazione e infine costringa il partito di destrasinistra, il PD, a riconoscerne la piena legittimità di forza di sinistra alternativa ad esso. Come accade in molti paesi europei e nel mondo.

Se ciò non avverrà, da un lato potrebbe esservi una remota possibilità di riaggregazione di alcuni attorno ad ambienti terroristici dormienti (che magari potrebbero essere abilmente e nuovamente infiltrati da coloro che amano alzare il livello dello scontro per il proprio tornaconto); dall’altra chi volesse legittimamente scendere in piazza non per fare casino ma per manifestare civilmente come avviene in ogni parte del mondo (compreso il tanto ricordato Tibet di questi giorni) potrebbe trovarsi completamente in balìa di un’eventuale repressione.

La Sinistra, intesa come partiti alla sinistra del PD, non esiste più ma esiste ancora una base elettorale (compresa la fetta di astenuti) e una classe dirigente, quest’ultima totalmente da rifondare.
E’ tempo di smetterla di piangere sul latte versato, perchè non si può dare la colpa a chi ha votato Veltroni invece che Bertinotti se la Sinistra nel suo insieme è implosa. Evidentemente una gran parte di mondo operaio ha votato a destra, non c’è altra spiegazione.
Per riconquistarlo e aiutare il partito democratico a ricollocarsi più a sinistra del centro occorre azzerare tutto e ripartire dal foglio bianco. Sono d’accordo che tutto il male non viene per nuocere, ora il gioco si fa duro e i duri tirino fuori i coglioni. Non si riparte più dalla falce e martello però, caro Diliberto, ma dalla sua evoluzione, da un qualcosa di NUOVO.

Il passato non va cancellato del tutto ma va reinterpretato in funzione del futuro. I fondamentali del socialismo sono sempre validi e lo rimarranno finchè esisteranno lo sfruttamento e l’ingiustizia sociale.
Vi sono nel mondo idee nuove, nuovi progetti sulla salvaguardia delle risorse, progetti di decrescita, sperimentazioni in senso economico. Occorre farsi portavoce di queste istanze e proporre idee nuove. Bisogna formattare e reinstallare, passare a Socialismo 2.0.
Sarà difficile come navigare tra le cartelle di Vista, ma è l’unico modo per sopravvivere.

Analisi della disfatta, proposte per il futuro


Dopo una prima giornata di scoramento, che continua se guardiamo le Amministrative, cerco di fare il punto della situazione analizzando la catastrofica sconfitta del CentroSinistra.

1. Il Partito Democratico ottiene il 33%, due punti sopra i risultati del 2001, 1 punto sopra se si considerano anche i voti dei radicali. Al PD è arrivato un 2-3% circa dei voti della Sinistra Arcobaleno, l’altro 1-2% è andato a Di Pietro, che quasi raddoppia i voti.

2. Il PDL perde consensi al Nord, in favore della Lega che raddoppia i suoi voti, mentre ne guadagna molti al Centro-Sud (dal 3% del Lazio1 al 10% della Calabria) risucchiando voti da Udc, l’ex Udeur e liste locali varie.

3. La Sinistra Arcobaleno passa dal 12 al 3% non riuscendo ad entrare in Parlamento. In alcune zone (es Lazio 1) la flessione arriva ai 10 punti percentuali. Almeno 1/3 dei suoi voti sono stati distribuiti alla coalizione di Veltroni, 1/6 sono andati ai micropartiti comunisti, ed 1/3 (1 milione di voti circa) si sono astenuti. Una parte dei voti del Nord sono finiti addirittura alla Lega, roba da matti. (ma neanche tanto)

4. L’Udc flette al Nord e tiene al Sud ma pur perdendo voti in favore del PDL recupera moderati dal PD, quel famoso 2-3% che avrebbe consentito a Veltroni di “sfondare al centro”.

Questi penso siano i principali dati che si possono estrapolare dai risultati. Ora passiamo ai commenti.

Il CentroSinistra si presentava a queste elezioni “non previste” in una condizione oserei dire “disperata”. L’anno e mezzo di Governo Prodi ha prodotto alcune cose positive, alcune negative ma soprattutto è stato contraddistinto dalla continua litigiosità della coalizione (ricordando per certi versi, in modo amplificato, i Governi di D’Alema) e questo agli occhi della opinione pubblica non ha giovato. Questa litigiosità era inevitabile vista l’esigua maggioranza al Senato, un flebile vantaggio che ha fatto esplodere tutte le contraddizioni di una coalizione che vedeva assieme Caruso e Turigliatto, Mastella e la Binetti, Dini e Pecoraro Scanio. La Sinistra radicale che puntava i piedi per la base di Vicenza, scendeva in piazza contro il protocollo sul Welfare, l’Udeur e frange del PD che bocciavano la legge sui Dico ed andavano alle manifestazioni organizzate contro la proposta di legge. Contraddizioni profonde che alla fine, complice la riforma delle legge elettorale, hanno provocato la caduta di Prodi e le elezioni anticipate.

Poi è subentrato Veltroni. Il Leader del PD ha rischiato, mollando la Sinistra Arcobaleno ed il Partito Socialista e presentandosi come una nuova formazione riformista e libera da vincoli ideologici. Veltroni voleva sfondare al Centro ma ha fallito. Il Partito democratico ha guadagnato uno o due punti ma questo aumento è arrivato dalla Sinistra Arcobaleno e non dal Centro. Al tempo stesso però questa mossa dell’ex sindaco di Roma ha permesso a Berlusconi di sbarazzarsi di Casini e dei moderati, che negli anni di governo di centrodestra, avevano piu volte impedito una totale deriva populista.

Questi i risultati, ora le proposte per il futuro, ma prima bisogna “capire” il significato del voto.

Dobbiamo fare i conti con una Italia in cui una parte della sinistra vota Lega Nord, in cui la Sinistra Arcobaleno sparisce perche un terzo del suo elettorato le rimprovera di essere stata troppo tenera. Un paese in cui il Partito Democratico non riesce ad intercettare i voti moderati mentre Berlusconi riesce ancora una volta a riciclarsi sopravvivendo a se stesso, un paese in cui una parte dell’elettorato di Sinistra si è visto spiazzato dalla assenza di una coalizione unitaria.

La via Crucis del CentroSinistra è appena iniziata e potrebbe essere molto lunga e dolorosa ma una ricetta per uscirne secondo me c’è, la sintetizzo in 4 punti.

Punto 1. Innanzitutto la Sinistra Arcobaleno deve avviare una profonda analisi interna, deve capire bene che non è possibile essere allo stesso modo una forza di lotta e di governo e deve comprendere che solo dal Governo si possono raggiungere alcuni obiettivi. Bertinotti ha impostato tutta la campagna elettorale sul fatto che “dal governo si era fallito, quindi si doveva ricominciare dall’opposizione” ed ottenendo come risultato che la Sinistra Radicale non avrà neanche un parlamentare, cosa mai accaduta in 62 anni di Repubblica.

L’unico futuro possibile, secondo il mio parere, è andare dritti verso una convergenza con il Partito Socialista creando una formazione di Sinistra Socialista, Plurale, Ecologista ma soprattuto moderna e non ideologica, che sappia portare avanti valori fondamentali come Laicità e difesa dello Stato Sociale senza perdersi in questioni ideologiche come la politica estera antiamericana o la nostalgia della falce e martello. Il PCI ha rappresentato una parte importante della storia di questo paese ma l’Italia di oggi non è piu quella degli anni 50-70, non ci sono piu le “classi sociali” di una volta, operai e padroni. Gli “operai” di oggi sono i precari, gli anziani, i giovani, i disoccupati che vedono soffiarsi il posto dagli immigrati. Se la Sinistra Arcobaleno non capirà questo sarà destinata a rimanere fuori dal parlamento perche il PD prenderà i voti della parte “moderata” del suo elettorato mentre i Ferrando faranno il resto. Diliberto ha gia detto che c’è “bisogno di falce e martello” e si appresta a raccogliere i vari micropartiti comunisti sorti ultimamente, che si accomodi. Cosi facendo magari riuscirà a raggiungere il 3% e sarà soddisfatto. Il percorso della Sinistra Arcobaleno deve essere invece quello di una svolta “governista” per incidere davvero nella coalizione futura.

Il PD d’altro canto deve prendere atto che il 2-3% dei voti ottenuti non sono suoi, ma sono arrivati in prestito dalla Sinistra Radicale e ben presto torneranno lì. Il Partito Democratico non è stato in grado di interpretare i bisogni e le esigenze dei moderati ed in parte è stato anche penalizzato dal clima negativo creatosi attorno al Governo Prodi.

Punto 2. In definitiva il CentroSinistra tutto deve ripensarsi, deve saper parlare agli operai, agli impiegati ma anche alle piccole e medie imprese. Non è uno slogan Veltroniano, è l’unico modo per poter ottenere un risultato positivo in questo paese. Quando il piccolo imprenditore è sommerso dalle pratiche burocratiche, dai balzelli piu strani, da leggi e leggine non vede di buon occhio chi, come per esempio ha fatto il Governo Prodi, gli complica la vita. Allo stesso modo non è con mille euro al mese che i precari risolvono i loro problemi, sono i diritti che mancano, ferie, contributi, trattamento di fine rapporto, una minima sicurezza per il posto di lavoro. Si chiamano Ammortizzatori Sociali ed esistono in buona parte d’Europa tranne che in Italia.  E poi dobbiamo guardare al futuro, capire che in italia gli anziani avranno un ruolo importante visto che il nostro paese invecchia velocemente e che il loro potere di acquisto continua a calare, cosi come per i precari e per ceti medio bassi in generale, servono politiche sociali degne di questo nome.

Punto 3. E poi una parte del CentroSinistra deve essere maggiormente chiara su tematiche come quelle della laicità, uno dei punti deboli del PD, per esempio. Almeno il 50% del paese non è contro le coppie di fatto, la fecondazione assistita, il testamento biologico, bisogna però trovare il modo di fare delle proposte semplici, efficaci e non estremiste, proposte accettabili ma moderne e oneste. Anche a costo di perdere qualche pezzo per strada, gente come la Binetti per intederci.

Punto 4. Il paese ha dato un altro segnale inequivocabile, quando la Lega ottiene l’8% sfiorando il 20%in alcune zone del Nord  e tornando alle percentuali del periodo di Tangentopoli qualcosa non va. La verità è che le persone sono maggiormente insicure e vedono la Lega come una proposta valida per combattere l’immigrazione non comprendendo che mezzo milione di clandestini sono stati creati proprio dalla Bossi-Fini. E’ pur vero però che, nel momento in cui la Romania ha aderito alla Europa, mentre in buona parte dei paesi Ue si sono previste delle quote, noi abbiamo lasciato le frontiere aperte con il risultato che c’è stata una vera e propria invasione, con annesso aumento della criminalità. A questo uniteci l’Indulto, provvedimento varato in collaborazione con parte della opposizione ma che è stato interamente accollato alla maggioranza, e capirete perche la gente vota Lega. A queste persone però vanno date delle risposte concrete, il CentroSinistra deve unire solidarietà ed accoglienza a legalità e sostenibilità della immigrazione.

Sono convinto che i partiti della ex Unione, opportunamente depurati dalle rispettive “ali” estremiste (mi riferisco ai teodem come pure a frange della SA) ed organizzati in due formazioni, potrebbero riuscire a proporsi come una Valida alternativa di Governo, una coalizione semplificata, progressista quanto basta, moderata quanto serve, pragmatica ma con valori chiari e radicati nella difesa dei piu deboli e nella modernizzazione di questo paese.

Un inizio dovrebbe essere un profondo ricambio generazionale, un ringiovanimento delle classi dirigenti potrebbe creare quelle condizioni basilari per un nuovo CentroSinistra.

Altrimenti la via Crucis rischia di proseguire in eterno.

 

 

Il 25 Aprile della Destra, l’inizio dell’Era Glaciale per il Centrosinistra


Sto leggendo e rileggendo i dati che arrivano dalle varie fonti di informazione ed ancora non credo al risultato.

La coalizione di Veltroni esce sconfitta è vero, ed anche pesantemente, ma tutto sommato un 6-8% di differenza poteva starci.

Quel che piu mi colpisce è il resto. L’esplosione della Lega Nord che torna alle % di tangentopoli, con la differenza che è stato gia ampiamente provato la sua NON credibilità nel governo del paese, come è comprovato che la Lega di oggi non è la lega del 92. Allora, dopo la crisi del sistema, era comprensibile un voto di “protesta”. Oggi, dopo aver visto che la Lega non è altro che un manipolo di populisti similfascisti e pronti a tutto per una poltrona, non è comprensibile questa esplosione.

Non è altresi comprensibile la SCOMPARSA della Sinistra Radicale. Dopo 62 anni i comunisti non entrano in Parlamento. ASSURDO! La Sinistra Arcobaleno, seppur dal mio punto di vista, troppo poco pragmatica su certi argomenti, era comunque maggiormente vicina ai temi della Laicità e del Precariato. E poi quando una cultura politica viene completamente sterminata non è mai una bella cosa, almeno la testimonianza, seppur ridotta, è importante. Questo discorso vale anche per il PS, che sparisce dal Parlamento.

Ragazzi, a me sembra di vivere un paradosso, ancora non riesco a credere che questo paese ha dato di nuovo fiducia a chi definisce Mangano un eroe, a chi vuole cancellare la Resistenza dai Libri di storia, a chi attacca sempre i magistrati.

Non posso credere che un partito populista come la Lega sia premiato come “novità”. Non posso credere che la Sinistra Arcobaleno non sarà presente in parlamento.

Avevo messo in preventivo la vittoria di Berlusconi ma NON DI QUESTE PROPORZIONI e NON con QUESTI STRAVOLGIMENTI.

Il Governo che nascerà forse si reggerà su una maggioranza non amplissima ma sarà pur sempre tutto il male che l’italia potesse immaginare.

Il 14 Aprile 2008 rimarrà nella Storia di questo paese come il 25 Aprile, ma nel senso opposto.

Il 25 Aprile del 1945 l’Italia veniva liberata dal Nazifascismo. Il 14 Aprile 2008 l’Italia si “libera” della Sinistra. Veltroni, scegliendo la strada solitaria, ha causato un effetto a catena (Berlusconi senza Casini) che paradossalmente consegna questo paese al peggio del peggio.

Ma d’altronde Veltroni ha semplificato l’offerta togliendo tanti alibi (l’anticomunismo in primis) agli elettori. Bisognava scegliere tra due visioni della vita. L’Italia ha scelto Mangano, il Revisionismo, il Populismo, il Servilismo, l’asservimento del potere giudiziario, la fine del contratto nazionale collettivo (con annessa fine degli aumenti per i dipendenti privati) etcetc.

Lo hanno scelto tutti quei moderati che hanno deciso di votare ancora una volta per un egocentrico arrogante personaggio e per tutta la sua cricca, compresi i populisti xenofobi. Lo hanno deciso anche tutti quegli elettori che sono stati a casa.

Non mi si venga a dire che la colpa è solamente dei POLITICI. Veltroni poteva essere invotabile, Bertinotti e la SA possono essersi “compromessi” agli occhi dei loro elettori per aver ingoiato troppi rospi, il PS poteva rappresentare una alternativa debole ma tutto questo non giustifica il non voto e dirò di piu, anche il non voto non giustifica un risultato di questo tipo.

Io leggo e rileggo, ragiono e penso, ma non me lo spiego. Veltroni non sfonda (un 34% è un risultato accettabile ma nn di certo entusiasmante soprattutto perche ruba voti a Sinistra ma non ne prende al Centro, vero obbiettivo del PD) la SA sparisce del tutto, il PS valo lo zero virgola.

Dopo 62 anni la Sinistra Comunista non entra in Parlamento. Prima c’era il fascismo, ora al governo ci sono i suoi eredi (politici e “stilistici”) senza neanche una presenza moderata a fermarli.

Ci si può dimettere da essere Italiani? Eppure pensavo che questo paese avesse imparato qualcosa…..