#Elezioni2018: tre settimane al voto, ultimi sondaggi ed analisi della situazione


15 febbraio. 20 giorni al voto del 4 marzo, è arrivato il momento di fare il punto della situazione politica. Sondaggi alla mano, il Centrodestra si avvia a vincere nettamente le elezioni politiche. Non è ancora chiaro quanto nettamente. Si parla di 8-10 punti di vantaggio su Centrosinistra e M5Stelle ma il nodo è il numero di seggi totali che Berlusconi, Salvini e Meloni riusciranno a conquistare. Si parla di 290 alla Camera e 150 al Senato, al momento. Non bastano per creare una maggioranza.

Il Partito Democratico continua a cedere punti, in parte compensato dalla crescente fiducia in +Europa di Emma Bonino. Stabili i 5 stelle, su cui pesa però il recente scandalo di ‘rimborsopoli’. Molte le variabili, cerchiamo di analizzarne alcune.

  1. L’affidabilità dei sondaggi.
    In passato le indagini demoscopiche hanno dimostrato tutta la loro fragilità, soprattutto in terra italica. Lo dimostrano le previsioni delle elezioni 2013 e quelle delle Europee 2014, clamorosamente mancate da praticamente tutti gli istituti di sondaggi. Ed oggi, soprattutto con una legge nuova e complicata come il Rosatellum, tutte le analisi fatte lasciano comunque dei dubbi.
  2. Lo scandalo rimborsopoli 5Stelle
    Quel che sta accadendo nel Movimento 5 stelle, con alcuni parlamentari cacciati per via di rimborsi mancati o irregolarità, potrebbe rosicchiare consenso in queste ultime tre settimane di campagna elettorale. Per altro poi probabilmente avremo una decina di parlamentari eletti ma senza gruppo politico, essendo già stati mandati via dai 5 stelle ed impossibilitati alle dimissioni dalla candidatura. Cosa faranno? Correranno in soccorso di maggioranze risicate?
  3. La tenuta del Centrodestra
    Berlusconi e Salvini tecnicamente sono alleati ma praticamente fanno campagne elettorali separate, divergono su molti argomenti e non è chiaro quanto una eventuale maggioranza di centrodestra possa tenere, anche rispetto alle pressioni della UE che già hanno mietuto vittime eccellenti in Spagna e Germania, (il segretario PSOE cacciato per far avere la fiducia al governo del PP Rayoj, la SPD quasi ‘costretta’ a riproporsi come junior partner della Grosse Koalition con la CDU di Merkel). Berlusconi forse bluffa facendo circolare voci che lo vedono pronto ad un governo di larghe intese benedetto dall’Europa. Vedremo il 5 marzo. Una cosa è certa, se Lega e Fratelli d’Italia puntano ad intercettare il dissenso verso Ue e la paura dei migranti, del terrorismo, Berlusconi vuole ritagliarsi un ruolo per poter salvare se stesso e le sue aziende. Non importa chi sarà al governo, basta che non sia contro di lui.
  4. L’ampiezza della sconfitta PD
    Anche questa variabile è importante per capire cosa accadrà dopo il 4 marzo. I dem, secondo i sondaggi, continuano la discesa, oggi attorno al 22% ma anche oltre, quasi vicino alla soglia psicologica del 20%. Renzi ha scommesso molto sulle liste ‘satellite’ di Bonino, Prodiani e Alfaniani per ottenere qualche seggio in più (le liste apparentate che prendono più dell’1% e meno del 3% non ottengono seggi ma girano i propri voti al Partito che supera la soglia, ovvero il PD). Se Bonino, come sembra, arriverà al 3% e le altre due liste saranno sotto l’1%, i Dem potrebbero perdere tra i 15 ed i 20 seggi. L’esito finale del voto dirà anche cosa ne sarà del Partito stesso. In caso di sconfitta netta, Renzi potrebbe finire sotto processo dai dirigenti dem. Renzi ha militarizzato i gruppi parlamentari futuri e questo fa pensare che non abbia alcuna intenzione di lasciare. Semmai potrebbe uscire dal PD fondando una nuova formazione à la En Marche del presidente francese Macron. Oppure tale operazione potrebbe non riuscire ed allora potrebbe tornare in auge l’ipotesi suggestiva di Nicola Zingaretti come federatore di un nuovo centro-sinistra ampio, includendo anche Leu. E se invece il PD avesse un buon risultato? Renzi è stato sottostimato nel 2014. Chissà…
  5. I partiti minori
    LeU continua a perdere consensi, partito al 7% ora viaggia attorno al 5-6 ma da sempre le liste progressiste vengono sovrastimate e la notte del 4 marzo potrebbe esserci un magro bottino per la lista Grasso. Interessante invece il consenso a Potere al Popolo, listino di Sinistra comunista dove sono confluiti Rifondazione ed altri movimenti antagonisti. 1-2%, in crescita. Anche dall’altra parte della barricata, nella destra estrema, c’è chi pensa che Casapound potrebbe avere un exploit superando il 2%. Determinanti saranno anche i centristi, a destra e sinistra. A destra Noi per l’Italia avranno buon gioco a formare un governo di larghe intese o accomodarsi nella maggioranza di centrodestra, magari in compagnia di Lorenzin, Casini e soci, eletti nelle file PD. E poi c’è Emma Bonino, quanto strapperà al PD?

Insomma può accadere ancora di tutto. Da domani niente sondaggi pubblici. Inizieranno le corse clandestine. Appuntamento al prossimo numero!

#Elezioni2018, -50 giorni: liti nel centrodestra ed in LeU, Pd giù nei sondaggi, Calenda boom


Mancano 50 giorni alle elezioni politiche ed ancora non tutto è chiaro per gli elettori. Il Centrodestra litiga sul programma, il PD non indica il candidato Premier ma, parola di Renzi, ‘basta che sia del Pd’. Di Maio va avanti per la sua strada solitaria ammettendo che in caso di non raggiungimento della maggioranza assoluta, si renderà disponibile ad accordi con chi voglia rispettare il programma dei 5 stelle.

Accordi post voto. E’ proprio su questo argomento che in tanti, soprattutto tra gli onorevoli, si interrogano. Ad oggi il Centrodestra è molto avanti nei sondaggi ed è vicino ai ‘magic number’ di 316 deputati e 160 senatori. La sensazione è che si stia però raschiando il fondo del barile e che Berlusconi, Salvini e Meloni potrebbero non farcela a raggiungere la maggioranza assoluta nei due rami del parlamento. Cosa fare allora?

E’ qui che gli scenari si moltiplicano. Molto dipenderà da quanti parlamentari avranno le singole forze politiche. La sensazione è che il centrodestra sia solo una coalizione ‘elettorale’ e non di governo e che il Cavaliere si affrancherà presto da Lega e Fratelli d’Italia per dare vita ad un governo di larghe intese con PD, centristi ed i ‘maroniani’ presenti nel Carroccio. Salvini ha mal digerito la rinuncia alla ricandidatura del Presidente della Lombardia e guarda con sospetto alla amicizia tra Maroni stesso e Berlusconi. Per questo eviterà di avere troppi maroniani nei listini elettorali.

Il varo di un governo Forza Italia- PD dipende molto dalla tenuta di quest’ultimo. I nuovi sondaggi danno i Dem in caduta libera e vicini alla soglia psicologica del 20%. Se il PD renziano capitolasse, potrebbe verificarsi ciò che il Cav teme di più. Una convergenza Pd post renziano, Sinistra di Liberi ed Uguali e Movimento 5 Stelle. Se infatti il partito di Di Maio avesse una buona performance, tutto potrebbe accadere. Ed un governo pentastellato è l’incubo per Berlusconi. 

Ultima notazione, la fine dell’effetto ‘novità’ per Grasso e l’inizio dei dissidi interni a LeU sulle alleanze regionali. No all’appoggio di Gori in Lombardia, trattative per Zingaretti nel Lazio e c’è chi, nel nuovo listone, non vede di buon occhio l’appoggio a quest’ultimo. Divergenze anche sulle alleanze post-voto. Boldrini contraria ad accordi con i 5 Stelle, Grasso possibilista.

Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per indispettire ancora di più gli elettori, già sfiduciati da una politica sempre più lontana dai problemi quotidiani e con un sistema elettorale che non garantisce, salvo sorprese, maggioranze stabili.

Nomi sui possibili premier? Tajani in caso di vittoria del centrodestra, alcuni mettono in lista anche Bobo Maroni. Gentiloni potrebbe rimanere in caso di governo a trazione Pd-FI ma una nuova stella sta nascendo, è il ministro (ex attore nel Libro Cuore) Carlo Calenda. Ha rifiutato una candidatura nel PD per avere le mani libere e poter essere garanzia di autonomia da Renzi. Chissà…

Sondaggio: chi voterai alle elezioni del 2018?


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Poll: Chi votere alle prossime elezioni

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Sondaggio, Berlusconi è davvero finito?


sondaggio berlusconi copia

Mentre l’ultimo sondaggio, chiuso qualche settimana fa, ci dice come voi lettori di Candido votereste in maggioranza per i 5 stelle e per il CentroSinistra, lancio una nuova domanda.

Tra condanne, probabile decadenza, possibile ineleggibilità, sicura interdizione, nuovi partiti e future scissioni, secondo voi Silvio Berlusconi è davvero finito? Si o no, secco.

Poll: Berlusconi e’ davvero finito?

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La rimonta del Cavaliere, somiglianze incredibili con il 1994: e se vincesse ancora Berlusconi?


Il bombardamento mediatico in atto da due settimane, i colpi ad effetto come l’annuncio dell’abolizione IMU e l’incandidabilità di personaggi compromessi come Dell’Utri, Cosentino e Scajola, la pochezza politica del fronte progressista che si divide sulla crisi in Mali e litiga sulle possibili alleanze post-elettorali, il rafforzamento del terzo polo centrista, la presenza di Ingroia che erode consensi a Vendola, tutti questi fattori stanno provocando qualcosa di inimmaginabile solo un mese fa ovvero il recupero del Centrodestra.

Silvio Berlusconi sta operando un nuovo ‘miracolo’. Dopo quello del 1994, a distanza di ben 19 anni, quando tutti lo davano per spacciato, lui, profondo conoscitore della ‘pancia’ degli italiani, si sta lentamente rilanciando.

Incredibili le somiglianze con il 1994. Il Paese in crisi economica, la politica screditata dagli scandali, la presenza di un polo di centro separato da quello di sinistra. Addirittura la strategia della coalizione di centrodestra è simile. Ventanni fa il Cavaliere stipulò una alleanza con la Lega al Nord mentre al Sud si coalizzò con l’MSI, non era chiaro chi fosse il candidato Premier visto che Bossi e Fini si insultavano a vicenda ed il primo non voleva Berlusconi come presidente del Consiglio. Oggi il panorama è lo stesso. Il Pdl al Nord corre con la Lega, al Sud con Grande Sud, la Lega non lo vuole come Premier. Coincidenze che lasciano stupefatti.

Il Berlusconi del ’94, dalla discesa in campo del 26 gennaio alle elezioni del 27 marzo, in sole otto settimane riuscì nell’impresa di mettere assieme Lega e MSI vincendo contro tutte le previsioni, che davano per certo il trionfo della Sinistra di Occhetto.

Visti i sondaggi recenti, che riducono il distacco da 10 a meno di 6 punti, Bersani sembra sempre piu preda della sindrome occhettiana.

Non a caso Luca Ricolfi, su La Stampa, oggi scrive un articolo interessante:

lastampa

Dio ci salvi da una vittoria Berlusconiana, sarebbe la fine dell’Italia. Davvero.

Sondaggi, chi voterete alle Politiche? Chi vorreste al Quirinale? Votate!


CANDIDO SONDAGGI 2013

Due mesi alle politiche, cinque alla elezione del Presidente. E’ il momento di sentire la vostra opinione. Chi voterete alle elezioni? Quale maggioranza pensate sarà presente in Parlamento? Quale candidato gradireste al Quirinale? A voi la scelta!

Poll: Chi voterai alle Politiche 2013?

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Poll: Quale maggioranza dopo le elezioni

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Poll: Chi vorresti al Quirinale

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Sondaggi, chi voterai alle Primarie ed alle elezioni 2013?


I sondaggi aperti a luglio mostrano come voi, popolo della rete, non approviate l’operato del Governo Monti, giudicato negativamente dal 70%. Siete favorevoli alle unioni gay (72 contro 28) ma contrari alle adozioni (68 a 32).

Sul Centrosinistra, prevalgono le alleanze centriste (Pd-Sel-Udc o Pd-terzo polo) con il 52% rispetto ai modelli di Centrosinistra classico (Pd-Sel-Idv o Unione) che si fermano al 45,5%.

Per quanto riguarda le intenzioni di voto, successo per il Movimento 5 stelle (piu del 38%) seguito dal Pd (al 23%).

E’ il momento di voltare pagina, vi propongo due nuovi sondaggi. Uno riguardante le primarie del CentroSinistra e l’altro sulle intenzioni di voto per coalizioni.

A voi la scelta!

Chi voterai alle Primarie?

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Elezioni 2013, intenzioni di voto

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Governo Berlusconi IV: sondaggio


NUOVO SONDAGGIO DI CANDIDO, IL NUOVO GOVERNO SARA’ DI LEGISLATURA? OPPURE CADRA’ PRIMA SOTTO LE DIVISIONI DELLA SUA MAGGIORANZA?

A VOI LA PAROLA!

Poll: Durata Governo Berlusconi

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