2020: tutti gli ostacoli sul cammino del Governo



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Arrivato ai 100 giorni, con l’approvazione della manovra completata, il Governo non ha potuto usufruire di una tregua natalizia. Proprio la sera di Natale, sono arrivate le dimissioni del ministro dell’Istruzione Fioramonti, dopo il mancato stanziamento di fondi per il suo dicastero. Polemiche tra l’ex ministro ed i membri del suo partito e si vocifera di un possibile gruppo di ‘contiani’ in uscita dai 5 stelle e guidati proprio da Fioramonti.

Mangiato con fatica il panettone quindi, per arrivare alla colomba pasquale, l’esecutivo dovrà superare non pochi ostacoli, molti dei quali decisivi non solo per il proseguo del governo ma per la sopravvivenza della stessa legislatura. Vediamo di fare un riepilogo:

Prescrizione: 5 stelle e resto della maggioranza sono divisi, la riforma dovrebbe entrare in vigore ad inizio gennaio 2020 ma andava accompagnata da una riforma del processo penale. Da una parte i pentastellati spingono per evitare che la prescrizione vanifichi la richiesta di giustizia, dall’altra il centrosinistra vuole evitare che i processi diventino infiniti, lasciando una spada di damocle sui giudicati per chissà quanto tempo. Le posizioni sono lontane ed è essenziale trovare un compromesso.

Ex Ilva e Alitalia: per la società di AncelorMittal si tratta per evitare troppi esuberi, c’è un preaccordo ma il tutto andrà finalizzato nelle prossime settimane. Nulla è ancora certo per il destino della compagnia e dei lavoratori. Su Alitalia è stato concesso un prestito ponte ma anche qui, entro i primi sei mesi del 2020 andrà finalizzata la vendita ad un compratore e quindi la supervisione del governo sarà decisiva.

Ci sono poi da risolvere le questioni inerenti l’Autonomia regionale, dopo i referendum in Lombardia, Veneto e le richieste dell’ Emilia Romagna. Altra grana sarà il caso della nave Gregoretti, con una eventuale autorizzazione a procedere del Parlamento verso l’ex ministro dell’Interno Salvini.

Infine la legge elettorale e la riforma dei regolamenti parlamentari, due percorsi obbligati, in vista anche del probabile referendum sul taglio di deputati e senatori, in programma in primavera e la sentenza della Consulta sulla proposta di referendum contro il proporzionale organizzata dalla Lega.

Appuntamento cruciale sarà il 26 gennaio: le elezioni regionali in Emilia Romagna ed in Calabria. Qualora il PD perdesse la prima, la vita del governo sarebbe appesa ad un filo.

“Il 2019 sarà un anno bellissimo” disse Conte dodici mesi fa e sappiamo tutti come è andata a finire. Il 2020 si apre a tinte fosche per lui e per il nuovo governo. Sapremo presto come si è evolverà lo scenario.



Risultati, Boom di Lega e Grillo. Addio Piemonte e forse Lazio.


La Lista Grillo fa perdere la Sinistra in Piemonte mentre, malgrado l’assenza del PDL a Roma, la Polverini potrebbe prevalere nel Lazio.  In Emilia Romagna i grillini prendono piu del  6% e il democratico Errani rischia di andare sotto il 50. Gli elettori di centrosinistra puniscono evidentemente la nomenklatura emiliana tesa al conservatorismo e non all’innovazione. Errani è al terzo mandatom, e quindi si vota Grillo. Queste le novità principali fornite dai primi dati. Per il resto risultati abbastanza prevedibili, come il Boom leghista in Veneto ed in Lombardia. Ulteriori riflessioni domani, alla fine dello spoglio.

Regionali, riflessioni pre-voto


Nel week-end piu di 40 milioni di italiani voteranno per il rinnovo di 13 amministrazioni regionali e svariate amministrazioni provinciali e comunali. Una sfida locale ? Non solo e sapete bene il perche….

…Silvio Berlusconi, sempre lui. Come possiamo non parlare dell’uomo che da 16 anni sta condizionando i destini della politica del nostro paese?

Vediamo un po di riassumere la situazione. Dopo aver vinto nel 2008, il Governo ha dichiarato molto ma fatto ben poco, apparte un po di maquillage in Campania ed in Abruzzo, la distruzione dello Statuto dei Lavoratori e della Scuola Pubblica, di decisioni concrete se ne sono viste poche. Nessun abbassamento delle tasse, nessuna spinta innovativa, nessuna riforma importante. Perche, direte voi, vista la ampia maggioranza in parlamento? Perche ci sono stati avvenimenti imprevisti come la crisi economica americana ed il terremoto in Abruzzo che hanno cambiato la agenda politica del Governo, diranno loro.

In verità il Governo è stato fermato dalla stessa sua maggioranza, apparentemente compatta quando si tratta di decisioni che riguardano gli interessi del Premier, decisamente eterogenea nel caso si debba prendere qualche decisione seria, e per seria non intendo le direttive pseudoxenofobe (medici spia, presidi spia, ronde, impronte digitali per gli immigrati, respingimenti etc)  prese per accontentare i deliri della Lega.

Le vere riforme non “partono” anche per i dissidi interni della maggioranza, composta da “aziendalisti” come i forzisti ed i Berlusconiani ex An ma anche dagli ex democristiani come Pisanu o dai “finiani” , recalcitranti nei confronti dei disegni politici del Premier, e cioè riforme costituzionali atte a “piegare” il nostro paese alle voglie autoritarie del Leader del PDL che progetta una giustizia totalmente assoggettata ai suoi voleri, una Repubblica Presidenziale o con poteri amplissimi per il Premier, uno stravolgimento degli organi di controllo, come la Consulta, che andrebbero depotenziate in favore di un totale asservimento nei confronti del Capo del Governo. Tutto questo non garba molto ad alcune correnti della maggioranza, le quali cercanodi prendere tempo sperando nella fine anticipata del Ventennio Berlusconiano. Speranze vane, secondo me.

In questo articolo lascerò stare i miei pensieri sul destino politico di Berlusconi e mi soffermerò solo su una analisi politica preventiva del risultato delle regionali.

Come dicevo prima, le elezioni di domani e dopodomani non avrebbero una importanza nazionale se non fosse che è Berlusconi stesso ad avere tutti gli interessi per renderle tali. Un rischio il suo, ma un rischio calcolato. E vi spiego il perche.

Inanzitutto il Governo in questo momento è gestito dall’asse Berlusconi-Lega, gli ultimi giorni di campagna elettorale hanno visto un miniduello interno alla maggioranza con i leghisti che, in caso di risultati ottimi in Lombardia, leggi sorpasso sul PDL, sono pronti a chiedere la poltrona di Sindaco di Milano per le prossime comunali 2011.

Nord, un test tutto interno alla maggioranza.

Tolto il Piemonte, unica regione in bilico, Lombardia e Veneto sono “questioni di famiglia” del centrodestra. Conteranno molto i risultati dei singoli partiti, PDL e Lega. La Lega Nord, in Lombardia, è passata dal 16% nel 2005 al 23 del 2009 riducendo da 19 a 9 punti % il distacco dal PDL. In Veneto il boom leghista è ancora piu evidente. Nel 2005 c’erano 15 punti di differenza, nel 2009 il PDL viaggiava attorno al 29% mentre la Lega era poco sopra il 28.

In questa tornata elettorale poi si prevedono % ancora maggiori per il partito di Bossi che, dato per scontato il sorpasso in Veneto, vede concretamente possibile un risultato simile anche in Lombardia non sottovalutando le performance in Piemonte. Cosa spinge ad un risultato simile? Probabilmente la debolezza del PDL, troppo impegnato nei litigi tra finiani e berlusconiani. Maggiore sarà il “travaso” da PDL a Lega, maggiore sarà la destabilizzazione della maggioranza, con i finiani sempre piu scontenti e Berlusconi costretto ad appiattirsi sempre di piu verso i leghisti, i quali saranno a loro volta portati ad alzare il “prezzo” politico della loro “fedeltà”.

D’altro canto, nelle opposizioni, il Partito Democratico e l’Udc dovranno verificare alcune cose. I primi sono chiamati a saggiare un eventuale recupero di voti dalla Idv, rispetto alle europee 2009. I secondi vedranno se la politica dell’isolazionismo, in Lombardia e Veneto, e del collaborazionismo con il PD, in Piemonte e Liguria, porta a risultati positivi o meno.

Centro. Continuerà il boom leghista?

Le regioni rosse rimarranno rosse. Ma con quale sfumatura? Tenderanno maggiormente al rosa oppure cominceranno ad assumere sfumature verdi?

Anche qui infatti torna il gioco la Lega. Nel 2008 in Emilia la lega valeva l’8% circa mentre nelle altre regioni rosse si attestava su % vicine al 2. Un anno dopo, europee 2009, nella regione di Bersani il partito di Bossi aveva % a due cifre, superiori all’11 mentre in Umbria Marche e Toscana aveva raddoppiato i voti aggiudicandosi tra il 4 ed il 5% dei consensi. Un vero boom. Continuerà? Altro fattore da tenere d’occhio.

Per il resto ci sarà da verificare la tenuta della nuova maggioranza marchigiana, orfana della Sinistra Radicale sostituita dall’Udc che quindi dovrà tenere conto del risultato elettorale per guardare a future alleanze nazionali con i democratici.

Il Lazio è un caso a parte. Il PDL non è presente nella provincia di Roma, che vale l’80% dei voti laziali. Sarà quindi interessante, aldilà della vittoria o meno della Polverini, notare la ripartizione dei voti Pdl negli altri partiti della coalizione. Data per scontata una percentuale superiore al 20% per la Lista Polverini, quanti pdellini voteranno Udc, Udeur e quanti invece la Destra di Storace?

D’altro canto, sul fronte del centrosinistra, la candidatura Bonino rafforza i radicali e potrebbe indebolire ulteriormente il già provato PD Laziale.

Sud, debacle annunciata per la Sinistra ma…

Calabria e Campania sono regioni amministrate dalla Sinistra e che, salvo sorprese dal fronte Campano, finiranno ambeude al centrodestra. Le divisioni non pagano e questo lo sanno anche nel PDL, visto che Vendola rischia seriamente la riconferma anche a casua del mancato accordo centrodestra-Udc in Puglia.

In Puglia, qualora Vendola non vincesse, qualcuno nel PD potrebbe stappare una bottiglia di spumante. Le mazzate ricevute dai dalemiani non si contano piu. Dalla sconfitta alle primarie 2005, alle candidature sbagliate di Frisullo e di altri politici locali, poi inquisiti, al goffo tentativo di disarcionare Vendola poco prima delle elezioni, alla debacle colossale nelle ennesime Primarie di due mesi fa. Siamo proprio sicuri che tutti i democratici remeranno in favore di Nichi?

Al tempo stesso in Campania si vocifera che il candidato a Governatore, il democratico  De Luca, stia preparando la candidatura a Sindaco di Napoli nel prossimo anno, sicuro oramai di aver perso la sfida per la guida della Regione, eppure alcuni sondaggi degli ultimi giorni dicono altro….

Ripercussioni Nazionali

Come detto in precedenza, se la Lega avrà un risultato importante nel Lombardo-Veneto e nelle Regioni Rosse presenterà poi il conto a Berlusconi, che quindi vedrà ancora piu stretta la sua maggioranza tra Lega da una parte e finiani dall’altra. Fibrillazioni in vista, anche perche oramai l’eventuale sconfitta della finiana Polverini sara addossata alla mancanza della lista PDL e non alla debolezza della candidata. Al contrario, in caso di vittoria della ex segretaria Ugl, Fini potrà avere qualche carta in piu nella futura partita con il Premier.

L’Udc testerà le “alleanze variabili” verificando dove guadagna, dove perde e dove è stabile a seconda se si presenta da sola (Lombardia, Veneto, Umbria, Toscana, Emilia, Puglia, Basilicata), con il PD (Liguria, Piemonte, Marche) o con il PDL (Lazio, Calabria e Campania).

Il PD sperimenterà l’effetto della Segreteria Bersani sull’elettorato. Si prevede un recupero di voti sulla Idv, che quindi dovrebbe cedere qualche punto percentuale. Maggiore successo avranno i democratici, maggiore sarà la autonomia di manovra di Bersani per costruire una coalizione alternativa alla Destra. Probabilmente una via di mezzo tra Ulivo ed Unione, i modelli sono quello piemontese (Centrosinistra+Udc+desistenza con Prc-Pdci), quello marchigiano(Centrosinistra + Udc al posto di Prc-Pdci) o quello pugliese, passato dal disegno dalemiano di un fronte progressista alleato all’Udc al sogno di ogni elettore medio della Sinistra e cioè il PD alleato alle Sinistra con l’Udc da solo pronto a fare concorrenza al CentroDestra.


Per le formazioni minori ci sono speranze nel Lazio, per i Radicali, nella Puglia,per Sinistra ecologia e Libertà e nelle Marche, dove Federazione della Sinistra e SeL sono alleate contro la svolta centrista del governatore uscente Spacca.

Previsioni

Ed ora veniamo alle “previsioni”. Pur non avendo le doti medianiche del Divino Otelma o le competenze tecniche dei vari Istituti Demoscopici, mi azzardo comunque a fornire qualche dato.

Nel Nord la destra vincerà in Piemonte Lombardia e Veneto. Alla Sinistra rimarrà la Liguria.

Nel Centro, Emilia romagna, Umbria Marche e Toscana andranno alla Sinistra. Il Lazio finirà, malgrado tutto, alla Destra.

Nel Sud, Basilicata e Puglia alla Sinistra, Calabria al PDL. Campania al fotofinish al centrodestra.

Totale 7-6 per il Centrosinistra. Un pareggio che consentirà a Berlusconi di gridare vittoria vista la riconquista di Piemonte e Lazio, oltre che di Calabria e Campania.

Potrebbe andare meglio, in caso di una bassa affluenza, in quel caso il Piemonte e forse anche il Lazio potrebbero rimanere alla Sinistra. (8-5 o 9-4) Ma potrebbe anche andare peggio, se l’affluenza sarà alta e quindi Berlusconi sarà riuscito nell’intento di mobilitare il suo elettorato, prevedo difficoltà anche in Puglia e forse in Liguria. (6-7 o 5-8).

Conclusioni

Una netta vittoria del centrodestra aprirà la strada alla fase 2 del Governo Berlusconi, le Riforme Costituzionali che ridisegneranno la Carta a sua immagine e somiglianza per poi essere votate tramite referendum confermativo e che, in caso affermativo, lo porteranno al controllo totale del destino del paese.

Un pareggio farà rimanere lo status quo, con qualche prova di forza limitata a Intercettazioni, Riforma della Giustizia e Par condicio

Una sconfitta, e cioè la tenuta del centrosinistra in Piemonte, Lazio e Puglia, potrebbe però significare l’inizio di una fase 2.0 “Alternativa” con Fini e Bossi ai ferri corti e Berlusconi costretto a logorarsi. In quel caso però il Premier, a mio modo di vedere, ha gia pronto il piano B. Rompere con Fini appiattendosi completamente su Bossi ed andare ad elezioni anticipate puntando tutto sull’asse PDL-Lega. In quel caso la palla passerà a Fini, se avrà il coraggio di formare un Comitato di Liberazione Nazionale assieme a tutte le Opposizioni forse l’Italia si salverà, altrimenti prepariamoci ad un governo perenne della Famiglia Berlusconi.

Regionali 2010: Puglia


Chiudiamo il nostro speciale Regionali 2010 con la Puglia.

Una delle sfide piu intense ed importanti dell’intera tornata elettorale. Vendola, riconfermato a furor di popolo come candidato del centrosinistra, si trova favorito nel risultato finale dalla divisione del centrodestra. Raffaele Fitto, ministro del PDL e plenipotenziario in Puglia, ha imposto il suo delfino Rocco Palese come candidato governatore. L’Udc però, dopo aver cassato l’alleanza con il PD, ha deciso di correre da sola appoggiando Adriana Poli Bortone, centrista. Il risultato è che Vendola parte in pole, anche se negli ultimi giorni, complice lo scandalo che coinvolge alcuni esponenti regionali del PD, sembra arrancare.

I sondaggi danno Vendola leggermente in testa su Palese. 46 a 44.

Cosi nel 2005

Raffaele Fitto
Casa delle Libertà
1.151.405 -49,24 FORZA ITALIA
AN
UDC
NUOVO PSI-PRI
MOV. SOC. RAUTI
PUGLIA PRIMA DI TUTTO
380.843
259.110
166.388
48.056
10.117
195.355
17,79
12,11
7,77
2,25
0,47
9,13
10
7
4
1
0
5
1
Totale coalizione 1.059.869 49,52 27 28
Nichi Vendola
L’Unione
1.165.536 -49,84 DS
MARGHERITA
LISTA PRIMAVERA
RIF. COM.
PDCI
VERDI
LISTA DI PIETRO
SDI-UNITA’ SOC.
AP-UDEUR-RI PUGLIA
PART. PENS.
DC UNITI
PSDI-SOC. AUT.-REP. EUR.
355.842
208.355
55.357
109.267
48.287
33.298
38.121
85.755
70.211

3.956
8.454
47.507

16,63
9,73
2,59
5,11
2,26
1,56
1,78
4,01
3,28

0,18
0,39
2,22

14
8
3
4
2
1
1
3
3

0
0
2

1
Totale coalizione 1.064.410 49,74 41 42
Gianfelice Galassi
Alternativa sociale
10.973 0,47 ALTERN. SOCIALE – MUSSOLINI 9.307 0,43 0
Laura Scalabrini
Democrazia Cristiana
10.477 0,45 DEMOCRAZIA CRISTIANA 6.741 0,31 0

Regionali 2010: Basilicata


Stiamo per concludere il viaggio nell’Italia delle Regioni al voto domenica e lunedi prossimo. Oggi è il turno della Basilicata, unica regione “rossa” da sempre nel cuore del sud moderato e conservatore. I sondaggi danno ampiamente in testa il Governatore uscente De Filippo, le ultime medie parlano di piu di 11 punti di vantaggio per il centroSinistra.

Cosi nel 2005:

Cosimo Latronico
Casa della libertà
101843 28.8 FORZA ITALIA
UDC
AN
FED. DI CENTRO
43573
27187
22513
3135
12.7
7.9
6.5
0.9
4
3
2
0
Totale coalizione 9
Vito De Filippo
L’Unione
236814 67.0 UNITI NELL’ULIVO
UDEUR
VERDI
RIF.COM.
PDCI
L’ITALIA DEI VALORI
PATTO
133843
38181
19410
16035
14268
9235
5976
38.9
11.1
5.6
4.7
4.1
2.7
1.7
10
3
1
1
1
1
0
Totale coalizione 17
Margherita Torrio
Nuovo Psi
8783 2.5 NUOVO PSI 7711 2.2 0
Roberto Fiore
Alternativa Sociale
3578 1.0 ALTER.SOC.MUSSOLINI 2259 0.7 0
Angela Rosa Mancuso
Unità popolare
2446 0.7 UNITA’ POPOLARE 938 0.3 0

Regionali 2010: Campania e Calabria


Oggi parliamo di due regioni del Sud, Campania e Calabria, che anche a causa della divisione del Centrosinistra, passeranno al PDL. La Campania viene da 10 anni di Bassolino. Tante speranze perse nel clientelismo e negli scandali hanno distrutto l’immagine del governatore campano. La Calabria non se la passa meglio, Loiero ha dovuto cambiare giunta, inchieste e polemiche hanno caratterizzato i cinque anni del suo governo. Sembra davvero difficile amministrare il Sud.

Sondaggi:

Campania: 50 a 45 per Caldoro

Calabria: 51 a 32 per Scopelliti

CAMPANIA

Cosi nel 2005

Italo Bocchino
Casa della libertà
1057523 34.4 FORZA ITALIA
AN
UDC
NUOVO PSI
PRI
PART.PENS.
MOV.IDEA SOC. RAUTI
343348
305152
193391
83491
25308
10272
2229
11.9
10.6
6.7
2.9
0.9
0.3
0.1
8
7
4
2
0
0
0
Totale coalizione 21 21
Antonio Bassolino
L’Unione
1896664 61.6 MARGHERITA
DS
UDEUR
SDI
RIF.COM.
VERDI
PDCI
ITALIA VAL. – CONS.
REPUBBLICANI
DEMOCR.FEDERALISTA
REPUBBLICANI EUROPEI
GOVERNO CIVICO
458566
439271
295418
154255
118084
100193
76820
67727
40897
28119
25062
15852
16.0
15.3
10.3
5.4
4.1
3.5
2.7
2.4
1.4
1.0
0.9
0.5
9
8
5
3
2
2
1
1
1
0
0
0
7
Totale coalizione 32 39
Giovanni Rotondi
Democrazia cristiana
64483 2.1 DC 55223 1.9 0
Alessandra Mussolini
Alternativa Sociale
59652 1.9 ALTER.SOC.MUSSOLINI 33562 1.2 0

CALABRIA

Cosi nel 2005:

Sergio Abramo
Casa della libertà
446634 39.7 UDC
FORZA ITALIA
AN
NUOVO PSI
CON ABRAMO
MOV.IDEA SOC. RAUTI
112892
108606
107937
58458
27160
4158
10.4
10.0
9.9
5.4
2.5
0.4
6
5
5
3
0
0
1
Totale coalizione 19 20
Agazio Loiero
L’Unione
662722 59.0 DS
MARGHERITA
UDEUR
SDI-ALTRI
RIF.COM.
PROGETTO CALABRIE
UNITI PER CALABRIA
REP.EUR.-ALTRI
LISTA CONSUMATORI
168335
157678
94373
74448
56003
45704
37050
26802
1744
15.4
14.5
8.7
6.8
5.1
4.2
3.4
2.5
0.1
7
7
4
3
2
2
0
0
0
5
Totale coalizione 25 30
Fortunato Aloi
Alternativa Sociale
12577 1.1 ALTER.SOC.MUSSOLINI 7184 0.6 0
Giuseppe Bilello
Democristiani ecologisti
2593 0.2 DEM.CRIST.ECOLOGISTI 816 0.1 0