Ultimi sondaggi ‘clandestini’ Senato: Puglia in bilico?


ELEZIONI 2013nuovo copia

Youtrend pubblica i ‘conclavi regionali’ :

Ma veniamo alle indiscrezioni fuoriuscite dalla Cappella Sistina dopo l’extra omnes: questa volta sono davvero ricche, perché ci raccontano delle rilevazioni in ben 10 regioni italiane. Come si sa, in virtù di un complesso sistema d’elezione varato qualche anno fa, le votazioni dei Conclavi regionali sono indispensabili per ottenere la maggioranza nell’incertissimo Senato pontificio.

I conteggi sono del simpatico vaticanista napoletano Tonio Arcinoto, di cui già avevamo pubblicato le misurazioni sul Conclave per l’Arcidiocesi di Puglia.

Veneto: +3 cardinali per l’inaffondabile cardinale di Monza e Brianza
Sicilia: +2 cardinali per il cardinale di Monza e Brianza
Lombardia: +0,2 cardinali (davvero un nonnulla!) per il gioviale cardinale di Piacenza
Puglia: +0,5 cardinali (e questa è una sorpresa) per il cardinale di Piacenza
Campania: +1 cardinali per il cardinale di Piacenza
Lazio: +9 cardinali per il cardinale di Piacenza
Piemonte: +8 cardinali per il cardinale di Piacenza
Abruzzo: +8 cardinali per il cardinale di Piacenza
Sardegna: +6 cardinali per il cardinale di Piacenza
Calabria: +6 cardinali per il cardinale di Piacenza

Notapolitica pubblica invece una corsa clandestina per la Lombardia:

Bien Comun è ancora la prima scuderia del lotto ma supera una sorprendente Maison Liberté solo sul rettilineo finale e con un margine risicatissimo: 1,5 secondi. I cavalli guidati da Fan Idole chiudono il miglio in 33,5 secondi mentre gli azzurri di Varenne mancano di pochissimo il sorpasso a 32 secondi netti. Terzo posto per il sorprendente Igor Brick con 19 secondi, vero beneficiario del caos di questi giorni e delle accuse di doping rivolte a Petit Jean e al suo Non Aux Declin.

I cavalli centrali della scuderia Ipson corrono in 11 secondi e rimangono lontanissimi dal podio, mentre non ottiene un tempo buono per la qualificazione il guatemalteco Galopin du Zacapa che con 3,2 secondi chiude il gruppo dei cavalli per cui è possibile fare un pronostico. Addirittura sotto il secondo tutti gli altri.

Sondaggi segreti: c’è il sorpasso?


Ecco qui i dati ‘segreti’:

Lo avevamo anticipato ieri sera sulla nostra pagina Facebook (a proposito, iscrivetevi per restare sempre aggiornati!): le indiscrezioni di stamattina sono clamorose, e ci raccontano uno scenario in cui non solo gli equilibri del Senato pontificio, ma anche l’esito della votazione del Conclave nazionale finora ritenuto saldamente nelle mani del fronte progressista, sembrano appesi a un filo.

(Per chi invece non fosse interessato alle notizie dalle ovattate stanze vaticane ma preferisse le imminenti elezioni politiche, che qui chiaramente non trattiamo, consigliamo invece il nuovissimo Seggiometro e la fantastica mappa elettorale interattiva di YouTrend).

I conteggi di madre Gilda Sleri, superiora delle Suore marcelline di Milano e soprattutto vaticanista di fiducia dell’inaffondabile cardinale di Monza e Brianza, registrano infatti una corsa all’ultimo voto tra le truppe dei due schieramenti principali e grossi rimescolamenti di consenso tra le altre forze. Ma andiamo con ordine.

Il gioviale cardinale di Piacenza non riesce ad andare oltre i 33,5 cardinali (i porporati, come è noto, non sono immuni ai decimali) ed è tallonato dal suo più temibile avversario, il prelato pelato di Monza e Brianza, che sarebbe arrivato a raggranellare, secondo le ultime misurazioni, ben 32 voti nel segreto della Cappella Sistina. Un distacco di appena un cardinale abbondante, all’interno del margine d’errore.

Come spiegare questo riavvicinamento che lascia con il fiato sospeso tutti i partecipanti al Conclave e getta nell’incertezza i porporati riuniti nella Cappella sistina? Forse il merito è dell’ingegnosa proposta-shock, che il cardinale brianzolo ha tirato fuori dallo zuccotto con tanto di missiva episcopale inviata a tutti i cardinali-elettori, di rimborsare le decime versate lo scorso anno per imposizione dell’austero cardinale milanese?

Non meno importanti sono le novità sulle quotazioni degli altri candidati, anch’esse rilevate dall’esperta Gilda Sleri nella giornata di lunedì: il simpatico camerlengo di Genova, in grado di riempire i sagrati di alcune delle principali cattedrali della Penisola, è in forte ascesa e sarebbe giunto addirittura a 19 voti, staccando – e quasi doppiando! – un contendente che giorno dopo giorno appare sempre più appannato: il serio e rigoroso cardinale di Milano, forse apprezzato più nelle assemblee liturgiche internazionali (del resto è stato a lungo nunzio apostolico a Bruxelles) che non nell’italianissima Cappella sistina, è infatti ad appena 10,6 porporati, e rischia seriamente di scendere sotto la soglia che implicherebbe il definitivo «extra omnes» dalla Camera papale per i suoi maggiori alleati (tanto il devotissimo vescovo di Bologna quanto l’asciutto omologo di Montecarlo).

E che dire del temuto grand’inquisitore del Sant’Uffizio di Palermo – già fulmineo delegato pontificio in Centro America –, che balla proprio sul crinale dei 4 voti (indispensabili per non essere esclusi dal prossimo Concistoro)? Secondo questa rilevazione, le prospettive sono tutt’altro che rosee: i cardinali di cui è accreditato sono infatti appena 3,2.

Speciale Elezioni: Sondaggi Senato e proiezioni seggi


ELEZIONI 2013 copia

Un mese e mezzo alle elezioni politiche. I poli sono cinque. La coalizione di Bersani, quella di Berlusconi, il polo montiano, la sinistra alternativa di Ingroia ed il Movimento 5 stelle. Nelle prossime settimane, tramite lo Speciale Elezioni,  approfondiremo i vari schieramenti.

Ieri Berlusconi ha sbancato l’auditel e forse si è rimesso in gioco per l’ennesima volta (dedicherò un articolo specifico a questo evento) nel frattempo appare sempre più chiaro come tutto ruoti attorno al Senato della Repubblica. Il CentroSInistra è in testa a livello nazionale ma raggiunge una percentuale troppo bassa per poter ottenere una maggioranza solida nei due rami del parlamento.

s1 s2 s3

Nel Senato i seggi vengono distribuiti tramite premi ‘regionali’, un po’ come accade negli Stati Uniti. Per molte regioni sono già chiari i vincitori, altre risultano invece incerte.

I sondaggi dicono che le regioni in bilico sono quattro: Lombardia, Veneto, Campania e Sicilia. Nelle prime due la rinnovata alleanza Pdl-Lega fa ben sperare la coalizione di Berlusconi. In Campania e Sicilia il CentroSinistra è insidiato dalla Rivoluzione Civile del siciliano Ingroia e del sindaco di Napoli De Magistris:

La LOMBARDIA: secondo Ipsos-Sole 24 ore, qui l’unione dei partiti di centrosinistra e di centrodestra raccolgono il 32,5% e sono quindi in posizione di sostanziale parità. Medesima situazione potrebbe verificarsi anche nel VENETO.

In CAMPANIA: il PD è al vertice con il 30,5% dei voti ovvero 16 seggi, tallonato dal centrodestra con il 28,5%. In coda Monti con 14,2% e Ingroia con 11,2%.

In SICILIA: Pdl, Mpa, la Destra e Grande sud ha il 27%, mentre il 22,9% è del centrosinistra.. Il Movimento 5 Stelle cresce fino al 19,8% , seguito dal 16,2% della lista Monti

Grazie ai sondaggi del Sole24Ore ed alle stime di Termometro Politico ho riassunto qui di seguito alcuni possibili sbocchi per il Senato:

Ipotesi 1:
Vittoria del CentroSinistra in tutte le regione tranne il Veneto. 170 seggi garantirebbero una ampia maggioranza a Palazzo Madama

Ipotesi1

Ipotesi 2:
Vittoria del CentroSinistra in tutte le regioni tranne Veneto e Lombardia e Sicilia. Nessuna maggioranza per Bersani.
Ipotesi2

Ipotesi 3:
Vittoria del polo berlusconiano in Sicilia e Veneto. 160 seggi sarebbero davvero troppo pochi per poter governare. 158 è la maggioranza necessaria.

ipotesi3

Ipotesi 4:
Vittoria berlusconiana solo in Lombardia. 163 seggi potrebbero bastare a Bersani per ‘durare’ un paio d’anni.

ipotesi4

Ipotesi 5:
Vittoria di Berlusconi in Lombardia, Veneto, Campania e Sicilia. In questo caso è molto probabile che il governo dovrebbe vedere la presenza anche del PDL perche sommando i seggi di CentroSinistra e Montiani si arriva a 171 seggi, a cui andrebbero sottratti una ventina di seggi di SEL che non parteciperebbe ad un esecutivo con i centristi. Nessuna maggioranza quindi.

Ipotesi5

Sondaggi Senato: Sardegna, leggero vantaggio PDL


Altra proiezioni by Candido, questa volta ci soffermiamo sulla Sardegna, in cui il PDL ed alleati sono in leggero vantaggio rispetto al PD, ma qui si devono tenere presenti anche le realtà locali dei movimenti autonomisti che potrebbero spostare qualche voto. 

metodologia utilizzata per la proiezione: Dati Senato 2006 (in Sardegna) :(*ho tolto 1 punto ad An per la “secessione” di Storace e dimezzato i voti Rnp per imbarcare i radicali, ho poi redistribuito Udeur 1% ad Udc, 0.6 a PD e PDL)

 

Ds-Margherita-metàRnp-Idv: 34.6 *
An(senza la Destra -2)-Fi-As-Dc-Lega-Pensionati: 37.4*
Pdci-Prc-Verdi: 12.6
Udc: 8.8

A livello regionale di coalizione: 50.9 a 45.3 per il Csx.
A livello nazionale: 49.2 a 49.9 per il Cdx
A livello nazionale:
Coalizione PD: 32
Coalizione PDL: 38.8 (-2 la Destra)

Calcolando un 2-3% di Voto utile travasato dalla SA al PD (ed un possibile 1-2% ca di voto “utile” dall’Udc al PDL) le mie proiezioni sono le seguenti:

PD-IDV 35-38
PDL-MPA-Lega: 37-40
SA: 8-10
Udc: 6-8
Destra: 1-2

Sondaggi Senato: Liguria, altra regione in bilico


Usando i dati elettorali del 2006 ed armonizzandoli con i sondaggi attuali, ho fatto una previsione relativa alla regione Liguria. Anche qui, come per il Lazio, vi dovrebbe essere un risultato di sostanziale parità.

 metodologia utilizzata per la proiezione:Dati Senato 2006 (in Liguria) :
(*ho tolto 2 punti ad An per la “secessione” di Storace e dimezzato i voti Rnp per imbarcare i radicali)
Ds-Margherita-metàRnp-Idv: 36.7*
An(senza la Destra -2)-Fi-As-Dc-Lega-Pensionati: 39.9*
Pdci-Prc-Verdi: 13.2
Udc: 6
A livello regionale di coalizione: 53.3 a 46.7 per il Csx.
A livello nazionale: 49.2 a 49.9 per il Cdx
A livello nazionale:
Coalizione PD: 32
Coalizione PDL: 38.8 (-2 la Destra)

Calcolando un 2-3% di Voto utile travasato dalla SA al PD (ed un possibile 1% ca di voto “utile” dall’Udc al PDL) le mie proiezioni sono le seguenti:

PD-IDV 37-40
PDL-MPA-Lega: 38-41
SA: 9-11
Udc: 4-6
Destra: 1-2

 

Senato: i partiti “danno” i numeri sui seggi


I PARTITI “danno” i Numeri…

(…..secondo il sito Affari Italiani)

Ecco quelli del PD (157 pari o, al massimo, 8 senatori in piu per il PDL)

Secondo quanto Affari ha appreso direttamente dai massimi vertici del Pd, ci sono quattro regioni in bilico nelle quali si giocherà la partita elettorale. Sono Lazio, Liguria, Abruzzo e Calabria. In Campania, invece, fanno sapere dal loft, i sondaggi non lasciano molte speranze e la vittoria del Popolo della Libertà sembra sicura. Così come nel resto del Nord (Piemonte compreso), in Sicilia, Puglia e Sardegna. I Democratici sono certi di conquistare il premio di maggioranza nelle storiche zone rosse (Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria) e anche in Basilicata.

Tutto dipende quindi dalle regioni considerate ancora incerte. Nel caso in cui Veltroni dovesse vincere in tutte quattro, il risultato sarebbe un clamoroso pareggio a Palazzo Madama. Si potrebbe addirittura arrivare a 157 senatori per entrambi i poli. Ingovernabilità sicura. L’ipotesi intermedia prevede la sconfitta del Partito Democratico in due delle regioni in bilico, con la conseguenza di un margine a favore di Berlusconi di 3-4 seggi. Comunque non sufficiente – spiegano nel quartier generale del Pd – per governare, considerando anche la posizione della maggioranza dei senatori a vita.

Al contrario, nel caso in cui l’ex sindaco di Roma dovesse perdere tanto nel Lazio quanto in Liguria, Abruzzo e Calabria – stando ai calcoli effettuati dai Democratici – il vantaggio a favore del Centrodestra si attesterebbe tra 6 e 8 senatori. Margine certamente risicato ma comunque in grado di far sopravvivere l’esecutivo. Nel quale, però, non solo la Lega Nord ma addirittura l’Mpa di Lombardo (che in Sicilia prenderà probabilmente due o tre seggi) sarebbe determinante.

Secondo Berlusconi invece finirà 168 a 147 per il PDL

E Affari è in grado di rivelare i calcoli in mano al leader del Centrodestra. Nonostante qualche dubbio in due o tre regioni, il quadro che emerge è dettagliato e preciso. In base ai numeri di Berlusconi, la coalizione Popolo della Libertà-Lega-Mpa avrà 168 senatori, lo schieramente Pd-Italia dei Valori 123, la Sinistra Arcobaleno 18 e l’Udc 6. Il vantaggio del polo che candida il Cavaliere alla presidenza del Consiglio rispetto alla somma delle opposizioni a Palazzo Madama è quindi di 21 seggi (168 a 147). 
 

Ma secondo Crespi Silvio ha 175 seggi in mano.

Crespi afferma: “In basa a una serie di conteggi complessi, il vantaggio di Berlusconi al momento è di 30-35 senatori. Ovvero circa 175 seggi per Pdl-Lega-Mpa e 140 per la somma delle opposizioni (moltissimo Partito Democratico, qualcosina Udc e un po’ di Sinistra Arcobaleno)”. Per quanto riguarda la coalizione guidata da Fausto Bertinotti – sottolinea Crespi – “protrebbe superare lo sbarramento dell’8% previsto a Senato in Toscana ed Emilia Romagna”.