Presidenziali 2016: i numeri, grandi elettori e Stati in ‘bilico’


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Come si vota alle Elezioni Presidenziali negli Stati Uniti? Una guida tratta dallo speciale di Repubblica.it

ELECTION DAY
L’election day cade, come di consuetudine, il martedì successivo al primo lunedì di novembre. Quest’anno, come detto, è l’8 novembre. Formalmente quel giorno non si eleggerà il nuovo Presidente, bensì si sceglieranno i membri dell’Electoral College (chiamati Grandi Elettori), un’assemblea di 538 membri che in seguito –  il lunedì dopo il secondo martedì di dicembre – nomineranno il Presidente.

Ma di fatto già l’8 novembre la scelta sarà fatta: i Grandi Elettori raramente si sono discostati dalle indicazioni degli elettori, e quindi – a meno di sorprese che avrebbero quasi il valore di un colpo di Stato – i risultati dell’Election Day sono da considerare definitivi.

Non tutti gli americani voteranno quel martedì: esiste infatti la possibilità di esprimere la propria preferenza con l’early voting o voto anticipato. Gli elettori partecipano all’election day o per corrispondenza o di persona in “seggi anticipati”, come ha fatto ad esempio Barack Obama. L’obiettivo è quello di aumentare l’affluenza generale alle urne e alleviare la congestione nei seggi.

COME VENGONO SCELTI I GRANDI ELETTORI
L’Electoral College come detto è composto da 538 Grandi Elettori. Ogni singolo Stato eleggerà un numero di grandi elettori pari al numero di senatori e di deputati a cui quello Stato ha diritto. Ogni Stato ha diritto a due senatori, mentre i deputati sono assegnati proporzionalmente alla popolazione. Il District of Columbia (l’area della capitale Washington) ha diritto a tre Grandi Elettori.

Per essere presidenti bisogna ottenere almeno la metà più uno dei grandi elettori, ovvero almeno 270 grandi elettori. Quello è il numero magico a cui guardare la notte elettorale.

In caso di parità tra i due candidati, 269 grandi elettori ciascuno, la decisione sarebbe demandata alla Camera dei rappresentanti che sceglierà il presidente.

fonte: http://www.repubblica.it/speciali/esteri/presidenziali-usa2016/2016/10/25/news/swing_states_tossup_call_chiamata_grandi_elettori_guida-150231643/

Ed allora proviamo a capire quali sono gli Stati ‘sicuri’, quali quelli ‘leaning’ (in tendenza) e quali gli Swing States, ovvero gli Stati in bilico che probabilmente decideranno le sorti della sfida

Gli Stati Sicuri:

Trump: 16 Stati sicuri e 115 grandi elettori (sui 270 necessari)
Wyoming, West Virginia, Oklahoma, Idaho, Arkansas, Alabama, Louisiana, Kentucky, Tennessee, South Dakota e North Dakota, Montana, Mississippi, Kansas, Indiana, Alaska.


Clinton: 15 Stati sicuri e 192 grandi elettori (sui 270 necessari)
Vermont, Maryland, Hawaii, Massachusetts, California, New York, Rhode Island, Illinois, Delaware, Connecticut, Washington, New Jersey, Oregon, New Mexico e il District of Columbia.

Gli Stati ‘in tendenza’, dove c’è un candidato davanti ma non in modo definitivo:

Trump: Texas, Utah, Nebraska, Georgia, che porterebbero il suo bottino a 179 grandi elettori
Clinton: Pennsylvania, Michigan, Wisconsin, Colorado, Virginia, New Mexico, che porterebbero il totale a quota 265, cioè cinque soli delegati al di sotto della maggioranza assoluta

swing

Gli Swing States:

‘ballano’ 89 grandi elettori negli Stati in bilic. Maine e NH sono leggermente favorevoli a Clinton, Trump sembra essere in vantaggio in Florida, l’Ohio ancora decisivo?

Maine 2-Iawa 4- Nevada 6 – New Hampshire 4 – Arizona 11 -North Carolina 15 – Ohio 18 – Florida 29

Da tenere sotto osservazione:

da Repubblica.it

florida ohio penn texas