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serietvPoll: La serie TV del 2016

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Promosso o bocciato: Grace e Frankie – Netflix


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Grace e Frankie, una comedy brillante, originale Netflix, dai produttori di FRIENDS.

Sceneggiatura
L’algida Grace e la ‘hippie’ Frankie, due amiche mai troppo vicine, sono costrette a convivere quando i rispettivi mariti, soci in affari, le informano di avere una relazione clandestina da vent’anni e decidono di rendere pubblico il loro amore, lasciandole. Lo shock, la rivelazione ai figli, le inevitabili conseguenze ‘sociali’. Tra battute esilaranti e gag, la storia si rivela un concetrato divertente con un tocco di amarezza.

VOTO 8

Cast
Jane Fonda e Lily Tomlin sono una garanzia. Martin Sheen e  Sam Waterston arricchiscono l’ottimo cast della serie.

VOTO 8

Musiche/Scene/Costumi
In linea con le serie tv comedy, è comunque ricca di scene in esterna. Molto bella la casa sulla spiaggia dove vivono le due protagoniste. Il brano della sigla iniziale è Stuck in the Middle with You interpretato da Grace Potter.

VOTO 7

VOTO COMPLESSIVO: 7,7

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#iMedici: il serial Rai parte con il botto, otto milioni di spettatori


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La serie ‘evento’ della Rai. I Medici, con un cast ‘stellare’ ed un investimento notevole, sta ripagando gli sforzi della TV di Stato. Le prime due puntate, andate in onda ieri, hanno totalizzato quasi 8 milioni di spettatori sfiorando il 30% di share malgrado la partita di Champions della Juventus .

Otto episodi di 50 minuti l’uno per descrivere la storia di Cosimo de Medici, l’uomo che diede inizio ad un sogno, in quel di Firenze. L’inizio della serie è un po’ lento, i dialoghi abbastanza scontati per un serial di questo calibro. Musiche, scenografia, fotografia e costumi sono all’altezza delle più quotate Borgia e Da Vinci’s Demons

Il Post:

[….]nel cast ci sono tra gli altri Dustin Hoffman e Richard Madden, famoso per aver interpretato Robb Stark nella serie fantasy Game of Thrones. […]I creatori della serie sono due americani, Frank Spotnitz e Nicholas Meyer. Spotnitz è un regista con una lunga esperienza nella televisione americana: è stato uno dei principali produttori di X-Files, la famosissima serie di fantascienza degli anni Novanta. Più recentemente, Spotnitz ha ideato The Man in the High Castle, una serie tv di Amazon basata su un racconto di Philip Dick che racconta una storia alternativa del mondo in cui i nazisti non hanno perso la Seconda guerra mondiale. Meyer invece ha 71 anni, ed è famoso soprattutto per un libro che ha scritto, La soluzione settepercento, un giallo del 1974 su Sherlock Holmes, che ebbe molto successo negli Stati Uniti. Ha diretto anche alcuni film: L’uomo venuto dall’impossibile del 1979, con Malcom McDowell, e due film della saga fantascientifica Star Trek. Tra gli attori, oltre a Hoffman – che interpreta Giovanni de’ Medici – e a Madden – che interpreta suo figlio Cosimo – ci sono Miriam Leone e Guido Caprino (entrambi tra i protagonisti della serie di Sky 1992), Sarah Felberbaum, Alessandro Preziosi e Brian Cox, attore scozzese che ha recitato in molti film famosi, da Manhunter – Frammenti di un omicidio Match Point.

 

#SerialAddicted: #TopSecret (1983), spionaggio anni’80 in salsa rosa


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#TopSecret, serie TV anni 80. Con l’ex ‘angelo’ Kate Jackson. Spionaggio, azione ed una buona dose di ironia. In onda in queste settimane sul canale #Giallo. Da rivedere, per passare un’ora spensierata.

#SerialAddicted: #Kronos (1966) lo sci-fi dei viaggiotori nel tempo


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 #Kronos – Sfida al passato (titolo originale: The Time Tunnel) è una serie televisiva di fantascienza, made in USA, andata in onda nel 1966 e 1967, per un totale di 30 episodi. In Italia è arrivato negli anni ’80. Due ‘viaggiatori’, di un progetto segreto ‘Il Tunnel del Tempo’, sono imprigionati nei tempi passati e futuri, sorvegliati dallo staff degli scienziati che cercano di riportarli a casa, trasportandoli invece in mezzo a innumerevoli eventi storici.

Un cult per gli appassionati dei ‘viaggi nel tempo’. Qualcuno di voi lo ha mai visto?

#SerialAddicted: Moonlighting


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Torna Serial Addicted, la rubrica radiofonica, ora in versione ‘blog’ per parlare delle serie TV, vecchie o nuove. Dopo House of Cards, oggi torniamo negli ani ’80, con un telefilm ‘cult’ dell’epoca.

E’ bene che sappiate una cosa. Frank Underwood non si è inventato nulla. Il suo modo di parlare ai telespettatori guardando in camera, durante le puntate di House of Cards , il creare una complicità con chi è aldilà dello schermo, non è del tutto originale. Uno dei primi telefilm che ha usato questo tipo di linguaggio innovativo è stato proprio Moonlighting.

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Ideato da Glenn Gordon Caron, il serial poliziesco ha lanciato uno dei grandi attori della Hollywood di oggi, Bruce Willis. Prodotto dalla ABC dal 1985 al 1989, cinque stagioni per un totale di 67 episodi, Moonlighting è entrata di diritto tra le serie cult americane. Sembra che Caron, nel creare il telefilm, si sia ispirato a La Signora del Venerdì, pellicola di Howard Hawks del 1940, con Cary Grant e Rosalind Russel.

La storia è quella di Maddie Hayes, interpretata dall’affascinante Cybill Shepherd (già vista in Taxi Driver), una ex top model truffata dal suo manager, che si trova costretta per motivi economici a dedicarsi ad una delle poche proprietà rimaste intatte dal saccheggio del suo collaboratore. Ovvero una agenzia investigativa. E lì trova lui, David Addison (Willis), direttore della Blue Moon e ‘fannullone’ impenitente. Sarà lei a rimetterlo in riga, cercando di far ‘fatturare’ sul serio l’agenzia. Tra loro inizia quindi un rapporto complicato, un odio iniziale poi diventato complicità sino a sbocciare in amore.

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La serie non è però il classico poliziesco cupo e serio. Le avventure di David e Maddie sono ricche di ironia, battute fatte di doppi sensi, malintesi e humour. Una sorta di Ally McBeal ante litteram. Il cast è arricchito anche dalla presenza di Allyce Beasley nel ruolo di Agnes Topesto, centralinista un po’ imbranata ma dal cuore grande, il cui personaggio acquisterà importanza con il passare delle puntate.

Il tema musicale della serie, curato da Lee Holdridge è cantato Al Jarreau , cantante jazz statunitense. Il brano è stato uno dei più amati e apprezzati, anche dal punto di vista delle vendite, nella storia dei telefilm americani.

Golden Globe Award 1986: Migliore attrice di una serie commedia per Cybill Shepherd ed Emmy Award 1987: Miglior attore per Bruce Willis, la serie terminò principalmente a causa degli impegni lavorativi dei due attori ma in parte anche per via dei litigi della Shepherd con Glenn Gordon Caron in merito al ruolo del suo personaggio. In Italia Moonlighting  è stata trasmessa prima da Rai2 ed in seguito anche da Rete4, con il nome ‘Agenzia Luna Blu’

Tra le curiosità l’incontro sul set tra Bruce Willis ed una giovanissima Demi Moore, che anni dopo sarebbe diventata sua moglie. In un episodio, girato interamente in bianco e nero, partecipò anche il celebre regista Orson Welles, morto poi 5 giorni prima della messa in onda della puntata. Moltissime le altre guest star, da Tim Robbins a Whoopi Goldberg, da Pierce Brosnan a Mark Harmon, poi protagonista della serie crime NCIS.

 

#SerialAddicted: House of Cards


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I soldi sono come ville di lusso che iniziano a cadere a pezzi dopo pochi anni; il potere è la solida costruzione in pietra che dura per secoli. Non riesco a rispettare chi non vede questa differenza. (Frank Underwood)

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Da oggi, periodicamente, ripropongo sul blog una rubrica radiofonica che curo all’interno della trasmissione Moviegoers, su We Want Radio. Serial Addicted, per parlare delle serie TV, vecchie o nuove che siano. Iniziamo da un serial ‘cult’, House of Cards, intrighi e politica in salsa statunitense.

Nell’istante in cui una serie TV o un personaggio principale entra nel linguaggio comune, per un comportamento, una condizione o un modo di essere, possiamo dire che quella serie ha raggiunto un grande successo. Questo sta accadendo ad House of Cards, serie in onda su Netflix e con protagonista il due volte premio oscar Kevin Spacey. Soprattutto negli Stati Uniti ovviamente ma in parte anche in Italia.

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Il suo personaggio, Frank Underwood è diventato il sinonimo per indicare il potere politico, quello sporco, quello degli accordi sottobanco, dei ricatti e dei complotti. Oggi sempre più spesso ci capita di sentire frasi del tipo: “Sei peggio di Frank Underwood!”

Un po’ di dati. House of Cards è una serie americana creata nel 2013 da Beau Willimon ed è ispirata alla serie originale, di produzione britannica (in onda negli anni 90 sulla BBC), a sua volta frutto di un adattamento della trilogia scritta da Michael Dobbs, un ex capo di stato maggiore della sede del Partito Conservatore britannico.

Se il romanzo si occupava delle trame ordite dal Primo Ministro Britannico, in House of Cards made in USA si racconta la storia di Frank UnderwoodDeputato del Partito Democratico e capogruppo di maggioranza al Congresso, ha diretto la vittoriosa campagna elettorale di Garrett Walker, eletto alla Casa Bianca. Quando però Walker viene meno alla promessa fatta prima delle elezioni, cioè di affidargli l’incarico di Segretario di Stato della nuova amministrazione, Frank cerca una vendetta personale puntando ai vertici politici di Washington. Tra inganni,  sotterfugi e trame segrete. Coadiuvato dalla moglie Claire e dalla giovane giornalista Zoe Barnes

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Malgrado Frank sia un personaggio spietato (e lo vediamo nella scena iniziale della prima puntata, in cui soffoca un cagnetto ferito dopo essere stato investito da una macchina.) il telespettatore tende a schierarsi dalla sua parte, a giustificare le sue azioni, in fin dei conti frutto dell’ingiustizia subita (la mancata nomina a segretario di Stato) e della ricerca della vendetta scendendo allo stesso livello di chi lo ha ‘fregato’. Underwood però andrà ben oltre, in effetti

Spoileriamo un po’. Nel corso delle puntate Underwood riesce a farsi nominare Vicepresidente e successivamente, contribuendo al montare di uno scandalo, provoca le dimissioni del Presidente, divenendo quindi il nuovo Comandante in Capo degli Stati Uniti d’America.

Robin Wright in season 2 of Netflix's "House of Cards." Photo credit: Nathaniel Bell for Netflix.
Robin Wright in season 2 of Netflix’s “House of Cards.” Photo credit: Nathaniel Bell for Netflix.

Un cast all-star. Kevin Spacey che, dopo decenni di Cinema, (e due Oscar) ha deciso di voltare pagina divenendo una star del piccolo schermo. Ha detto Spacey, commentando il passaggio da Cinema a TV: “sono stato fortunato a fare cinema in un altro momento storico. I film prodotti negli anni 90 non si fanno più. E le storie più interessanti e i personaggi più interessanti ora sono in TV“.

E poi Robin Wright, altra stella, impegnata nel ruolo di Claire, la first lady ambiziosa e pronta ad aiutare il marito nella ascesa al potere. Non solo per amore ma soprattutto per propri interessi personali. Come si scoprirà con il seguire degli episodi e delle stagioni. Nel 2014 , per questo ruolo, ha vinto il Golden Globe come Miglior attrice protagonista in una serie tv

Seguitissima dagli ‘addetti ai lavori’, Barack Obama in testa, per certi aspetti HOC ha lanciato alcune novità, nel mondo delle serie tv.

  • Tecnica stilistica. Il modo in cui Spacey parla direttamente ai telespettatori guardando in camera, il creare una complicità con chi è aldilà dello schermo è una innovazione rispetto alle solite serie. Non proprio una novità, visto che è stata già usata in altri telefilm del passato ma rappresenta comunque un cambio di ‘prospettiva’in confronto all’esistente.
  • Il servizio di streaming online on demand, accessibile tramite un apposito abbonamento ha acquistato i diritti della serie, battendo importanti emittenti come HBO. La novità qui è nella messa in onda. Essendo un servizio streaming Neftlix rilascia la serie completa nello stesso giorno. E quindi sono visibili sin da subito tutti gli episodi, non c’è più bisogno di attendere settimane e mesi per poter vedere il finale. Si svolge tutto in una notte. Una piccola rivoluzione destinata, secondo alcuni, a prendere piede e soppiantare l’odierno modo di fare serie TV. Netflix ha speso qualcosa come 100 milioni di dollari per produrre la serie.
  • HOC non è la prima serie ‘politica’. Ve ne sono state altre. Una donna alla Casa Bianca, ed esempio, che raccontava la storia di una Presidente donna. Ma soprattutto The West Wing, serie creata da Aaron Sorkin e prodotta dalla NBC a cavallo tra anni novanta e duemila. Se in TWW l’idealismo del Presidente la faceva da padrone e la massima ‘agisci con buonsenso’ era la linea guida, in HOC si analizza il ‘lato oscuro’ della politica, l’avere potere ad ogni costo, calpestando ideali, persone, affetti sino alle estreme conseguenze. Con tutte le esagerazioni del caso purtroppo HOC si avvicina bene alla politica reale, molto di più di TWW.
  • Il regista dei primi due episodi è David Fincher, quello di The Social Network e Fight Club. Lo stesso Kevin Spacey è tra i produttori della serie. Inoltre, tra i registi che si sono alternati durante gli episodi, segnaliamo Joel Schumacher (Batman Forever, In linea con l’assassino, Number 23 tra gli altri) e , per la nona puntata della seconda stagione, Jodie Foster.
  • Il tema principale di House of Cards, è stato composto da Jeff Beal, compositore statunitense autore di diverse colonne sonore
  • Giunta alla quarta stagione, in Italia è trasmessa da Sky Atlantic

Il testo riporta estratti di altri siti web. 

Stasera torna #XFiles!


THE X-FILES: L-R: David Duchovny and Gillian Anderson. The next mind-bending chapter of THE X-FILES debuts with a special two-night event beginning Sunday, Jan. 24 (10:00-11:00 PM ET/7:00-8:00 PM PT), following the NFC CHAMPIONSHIP GAME, and continuing with its time period premiere on Monday, Jan. 25 (8:00-9:00 PM ET/PT).  ©2015 Fox Broadcasting Co.  Cr:  Frank Ockenfels/FOX

13 anni dopo tornano Mulder e Scully.  David Duchovny e Gillian Anderson riprendono i ruoli che li hanno resi famosi in tutto il mondo. La nuova stagione di X files inizia oggi, sui canali FOX del bouquet Sky. Chissà se riuscirà a ripetere i fasti di un tempo.