Speciale Elezioni: Sondaggi Senato e proiezioni seggi


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Un mese e mezzo alle elezioni politiche. I poli sono cinque. La coalizione di Bersani, quella di Berlusconi, il polo montiano, la sinistra alternativa di Ingroia ed il Movimento 5 stelle. Nelle prossime settimane, tramite lo Speciale Elezioni,  approfondiremo i vari schieramenti.

Ieri Berlusconi ha sbancato l’auditel e forse si è rimesso in gioco per l’ennesima volta (dedicherò un articolo specifico a questo evento) nel frattempo appare sempre più chiaro come tutto ruoti attorno al Senato della Repubblica. Il CentroSInistra è in testa a livello nazionale ma raggiunge una percentuale troppo bassa per poter ottenere una maggioranza solida nei due rami del parlamento.

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Nel Senato i seggi vengono distribuiti tramite premi ‘regionali’, un po’ come accade negli Stati Uniti. Per molte regioni sono già chiari i vincitori, altre risultano invece incerte.

I sondaggi dicono che le regioni in bilico sono quattro: Lombardia, Veneto, Campania e Sicilia. Nelle prime due la rinnovata alleanza Pdl-Lega fa ben sperare la coalizione di Berlusconi. In Campania e Sicilia il CentroSinistra è insidiato dalla Rivoluzione Civile del siciliano Ingroia e del sindaco di Napoli De Magistris:

La LOMBARDIA: secondo Ipsos-Sole 24 ore, qui l’unione dei partiti di centrosinistra e di centrodestra raccolgono il 32,5% e sono quindi in posizione di sostanziale parità. Medesima situazione potrebbe verificarsi anche nel VENETO.

In CAMPANIA: il PD è al vertice con il 30,5% dei voti ovvero 16 seggi, tallonato dal centrodestra con il 28,5%. In coda Monti con 14,2% e Ingroia con 11,2%.

In SICILIA: Pdl, Mpa, la Destra e Grande sud ha il 27%, mentre il 22,9% è del centrosinistra.. Il Movimento 5 Stelle cresce fino al 19,8% , seguito dal 16,2% della lista Monti

Grazie ai sondaggi del Sole24Ore ed alle stime di Termometro Politico ho riassunto qui di seguito alcuni possibili sbocchi per il Senato:

Ipotesi 1:
Vittoria del CentroSinistra in tutte le regione tranne il Veneto. 170 seggi garantirebbero una ampia maggioranza a Palazzo Madama

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Ipotesi 2:
Vittoria del CentroSinistra in tutte le regioni tranne Veneto e Lombardia e Sicilia. Nessuna maggioranza per Bersani.
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Ipotesi 3:
Vittoria del polo berlusconiano in Sicilia e Veneto. 160 seggi sarebbero davvero troppo pochi per poter governare. 158 è la maggioranza necessaria.

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Ipotesi 4:
Vittoria berlusconiana solo in Lombardia. 163 seggi potrebbero bastare a Bersani per ‘durare’ un paio d’anni.

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Ipotesi 5:
Vittoria di Berlusconi in Lombardia, Veneto, Campania e Sicilia. In questo caso è molto probabile che il governo dovrebbe vedere la presenza anche del PDL perche sommando i seggi di CentroSinistra e Montiani si arriva a 171 seggi, a cui andrebbero sottratti una ventina di seggi di SEL che non parteciperebbe ad un esecutivo con i centristi. Nessuna maggioranza quindi.

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Terza Repubblica: la riorganizzazione dei Poli e gli scenari post-voto


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Camere sciolte, elezioni fissate per il 24-25 febbraio. Si marcia spediti verso il nuovo appuntamento elettorale che probabilmente segnerà la fine del ventennio berlusconiano aprendo la via alla ‘cosiddetta’ terza Repubblica. Come si stanno muovendo i partiti? Quali le strategie post-voto? Cerchiamo di vederci più chiaro mettendo in ordine un po’ di cose.

Il CentroSinistra, che oggi celebra le Primarie Parlamentari per scegliere buona parte dei deputati e dei senatori presenti nel prossimo parlamento, e che vede in Pierluigi Bersani il candidato alla Presidenza del Consiglio, si sta organizzando attorno a Partito Democratico e Sinistra Ecologia e Libertà. Nel partito di Vendola, oltre al nucleo storico dei bertinottiani (il quale però preferisce Ingroia) figurano anche ex esponenti dei Verdi.  Tra Pd e Sel c’è poi il Partito Socialista di Nencini. A ‘destra’ del PD invece è nata l’aggregazione centrista che riporta Rutelli nel centrosinistra (dopo un anno nel terzo polo) assieme a Tabacci ed agli ex dipietristi seguaci di Donadi, Centro Democratico il nome:

La sua Alleanza per l’Italia, fondata appunto nel 2009 quando Rutelli fuggì dal Pd per via della vittoria del “socialdemocratico” Bersani alle primarie e al congresso, è la “struttura portante del nuovo Centro democratico” presentato questa mattina da Bruno Tabacci, che presto lascerà il posto di assessore della giunta Pisapia a Milano per candidarsi al Parlamento, e l’ex Idv Massimo Donadi. Si tratta della “terza punta” della coalizione…

Ad ogni modo, molto probabilmente, le liste del Centro Democratico ripresenteranno per il nuovo Parlamento tutto il nucleo storico dell’Api, compreso lo stesso Rutelli (sei mandati parlamentari alle spalle), più Tabacci, Donadi e i parlamentari dipietristi che l’hanno seguito nella scissione dall’Idv.

A ‘sinistra’ del CentroSinistra è nato oggi il cosiddetto Quarto Polo‘, che aggrega Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Comunisti Italiani, Verdi , ‘Arancioni’ di De Magistris ed altri movimenti della società civile. L’obiettivo è quello di rosicchiare voti al CentroSinistra e magari anche a Grillo. Antonio Igroia sarà il candidato Premier:

Si punta comunque a una lista unitaria alla Camera e al Senato. Obiettivo: superare lo sbarramento del 4 per cento nel primo caso, dell’8 per cento nel secondo caso, ma per entrare a Palazzo Madama basta superare la soglia in qualche regione (pensano di farcela in Campania, Umbria e forse anche Toscana) Direzione: qui la faccenda si complica. Governo o opposizione? Perché in questo nuovo polo ci sono tendenze diverse. Di Pietro continua a sognare un’alleanza con il Pd, dopo il voto. Il cartello di ‘Cambiare si può’ invece si attesta più su una linea di opposizione a chi andrà al governo, che sia Bersani o Monti o loro due insieme. E c’è da dire che la stessa area sta ancora dando battaglia sullo stesso programma di Ingroia, considerato carente nella contestazione delle politiche di austerity europee. Ma nel polo del pm antimafia, non manca anche chi predica “l’unione delle forze con Grillo”, come l’associazione ‘Terza primavera”, vicina allo stesso Ingroia.

Sin qui le novità a Sinistra, non ne mancano però anche al Centro. Con la ‘salita in campo’ di Monti e la riorganizzazione del Terzo Polo . Ne faranno parte l‘Udc di Casini, Futuro e Libertà di Fini, Italia Futura di Montezemolo e poi si parla anche di altri soggetti (il movimento di Giannino, Italia Libera degli ex berlusconiani Isabella Bertolini, Giorgio Stracquadanio e Gaetano Pecorella). Tra i candidati vi saranno anche Ministri del Governo Tecnico nonchè ex Pdl come Frattini e Pisanu ed ex Pd come Pietro Ichino, Linda Lanzillotta e Nicola Rossi. Monti non sarà candidato ad un seggio ne ufficialmente sarà indicato come candidato Premier ma l’obiettivo è quello:

Listone unico al Senato, ma non per la Camera, dove le liste della coalizione che si rifà all’Agenda Monti saranno due o più. E’ lo stesso Mario Monti che nel corso della conferenza stampa a Palazzo Madama chiarisce le modalità della sua “salita in politica” al termine di quello che in un tweet ha definito un pomeriggio impegnativo….

“Il presidente Monti ha definito lo schema della coalizione. Una lista con dentro nomi dell’associazionismo e della società civile e più liste politiche che aderiranno all’Agenda”, spiega Italo Bocchino all’Huffington Post. “Non tutto – aggiunge – è stato definito”. Il principio è un po’ quello che si evince dalle parole dello stesso Monti: “wait and see”. Aspettare per vedere come andrà a finire. Non solo per capire se il professore tornerà a Palazzo Chigi, ma anche per vedere come si svilupperà nel suo complesso la sua “salita in politica”.

La nuova formazione politica, a detta dello stesso Monti “ha una vocazione maggioritaria” e “avrà una evoluzione in futuro”.

Arriviamo infine al Centrodestra Berlusconiano. Il candidato Premier è chiaro, come da ventanni a questa parte. La riorganizzazione politica dell’area è però ancora in alto mare. Non è detto che il Popolo delle Libertà conservi nome e simbolo, si è parlato di riportare in auge il logo di Forza Italia. Il primo alleato del Pdl sarà Fratelli d’Italia, una lista che ingloba ex An come La Russa e Meloni assieme a liberali come Crosetto. In sostanza una lista ‘civetta’ per intercettare i delusi dal Pdl ed i nostalgici di Alleanza Nazionale.

Un fremito d’orgoglio l’ho avuto, non lo nego, con la nascita della “cosa di destra” Crosetto-Meloni.

Non mi dispiaceva affatto l’opportunità di una contaminazione fra una destra liberale e una sociale, priva di sconfinamenti nel nostalgismo, di chiara ispirazione antimontiana. Ci ha pensato La Russa a infilarsi nel progetto per sfruttare l’ingenuità del gigante e della bambina riproponendo, di fatto, Alleanza Nazionale. Con Crosetto che appare sempre più un pesce fuor d’acqua stretto in un vestito che, ovviamente, non è più il suo. Un errore strategico grave che i sostenitori, in primis La Retrovia molto attiva sui social a favore del gigante, non hanno né gradito né compreso. Un errore da game over.

Ben presente l’altro alleato di ferro, ovvero Francesco Storace con La Destra. Previste poi altre listarelle per incrementare il bottino con gli zero virgola raccolti qua e la.

Più problematico l’accordo con la Lega Nord. La base leghista non vuole Berlusconi candidato Premier. Maroni sta cercando un compromesso che consenta di salvare l’alleanza (ed i posti in parlamento). All’interno del movimento vi sono però molte resistenze, capitanate da Matteo Salvini , dal sindaco di Verona Tosi e dal Presidente del Veneto Zaia.

Lontano dai partiti classici c’è il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Un’area distinta e distante da tutti i partiti.

Cinque aree diverse, alcune distinte ed alternative, altre più dialoganti tra di loro. Unico obiettivo, ottenere più posti in parlamento possibile. Il Centrosinistra appare in testa ma difficilmente riuscirà ad ottenere la maggioranza in entrambe le Camere. Se a Montecitorio è scontata, a Palazzo Madama sembra impossibile:

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Il sondaggio IPSOS di Ballarò non lascia scampo. Al Senato si riproporrebbe lo scenario 2006, la maggioranza inesistente o ottenuta sul filo di lana grazie al voto dei senatori a vita. A questo giro però non ci saranno Scalfaro, Pininfarina e Cossiga, deceduti; Rita Levi Montalcini e Giulio Andreotti, oramai troppo avanti con l’età e Giorgio Napolitano, che difficilmente appoggerà una ipotesi di autosufficienza risicata del CentroSinistra e che comunque rimarrà Presidente sino a maggio.

L’unica opzione credibile sarà un dialogo serrato tra PD e Polo Montiano. Molte le incognite però. Sel difficilmente si presterà ad un Governo con Casini e Monti. Non è detto che Terzo Polo e PD abbiamo la maggioranza per formare un esecutivo senza Vendola. D’altro canto il CentroSinistra potrebbe avere il ‘soccorso’ del Polo di Ingroia, qualora ottenga qualche senatore. Oppure si dovrà andare a ‘bussare’ alla porta di Berlusconi, pronto ad appoggiare qualsiasi cosa a patto che non si tocchino le sue aziende e la sua libertà.

Spettatori curiosi saranno infine i parlamentari del M5S. Chissà che qualcuno non venga attirato dalle ‘sirene’ bersaniane. Lo scopriremo presto.

Elezioni Regionali a febbraio, il Pdl insorge mentre Monti ‘guarda’ al Pd


Il Governo fissa le elezioni regionali di Lazio, Lombardia e Molise a febbraio, andando incontro alle indicazioni del Partito Democratico. Il Premier Mario Monti parla esplicitamente di una possibile introduzione della ‘patrimoniale’, come detto più volte dai democratici. Qualche giorno fa, sempre Monti, si era speso in parole di elogio per i governi Amato e Prodi, esponenti di CentroSinistra.

Credo sia oramai chiaro che il Presidente del Consiglio, partito un anno fa con lo sguardo maggiormente rivolto verso il Pdl (lo dimostrano le Riforme Fornero di Pensioni e Lavoro, l’assenza della patrimoniale e di provvedimenti di vera liberalizzazione) ora si sia ‘spostato’ politicamente verso il Pd.

Il Popolo delle libertà è allo sbando, in liquefazione. Monti sa bene che il prossimo ‘azionista di maggioranza’ nel futuro Parlamento sarà proprio il Partito Democratico e si regola di conseguenza.

Bersani ha parlato di ‘impegni futuri’ per il Professore. Quirinale, Premiership o anche Ministero dell’Economia, come fu per Ciampi nel governo Prodi del ’96.

Alfano e Berlusconi hanno fiutato la ‘svolta’ di Monti e minacciano elezioni anticipate, anche perchè non vogliono subìre una debacle (perche cosi sarà per le regionali lombarde e laziali) poco prima delle politiche. Casini e Fini sono preoccupati, se si vota a febbraio non c’è abbastanza tempo per organizzare il ‘terzo polo’. Su tutti Napolitano che non intende andare al voto a febbraio e vuole una nuova legge elettorale.

I sondaggi parlano chiaro:

Complici anche le Primarie e l’interesse mediatico che ne consegue, il Pd supera la soglia del 30% e fa arrivare la coalizione di CentroSinistra quasi vicino alla soglia del 40%. Al momento, e sottolineo al momento, il fronte Progressista è saldamente in testa e Monti si sta regolando di conseguenza.

Vedremo come finiranno le primarie democratiche. Chi vincerà e come vincerà saranno fattori fondamentali per capire se la coalizione potrà reggere diventando ancora più attrattiva verso gli elettori indecisi o se saremo destinati ad un parlamento futuro ingovernabile con un Monti-bis inevitabile.

Altri articoli:

Il sostegno di Grillo a Di Pietro: “Tonino Presidente della Repubblica!”


Qui a maggio andiamo a casa: non entriamo in Parlamento. La storia già la conosco. L’Italia dei Valori è finita domenica sera, a Report (Antonio Di Pietro a ‘Il Fatto Quotidiano’)

Ebbene, nel momento di maggiore debolezza dell’ex Pm, arriva a sorpresa il sostegno di Beppe Grillo. Scrive il comico genovese:

Antonio Di Pietro ha commesso degli errori, ha inserito nel suo partito persone impresentabili come De Gregorio e Scilipoti, ha evitato, per scelte forse tattiche, prese di posizioni nette sulla Tav e sul G8, ma lui soltanto in Parlamento ha combattuto il berlusconismo.[…] L’uomo ha un caratteraccio, non ascolta nessuno, ma è onesto. Quando ha dovuto affrontare il giudizio di un tribunale lo ha fatto senza esitazioni e ne è sempre uscito prosciolto. Quanti in Parlamento possono dire altrettanto?[…] . Il mio auspicio è che il prossimo presidente della Repubblica sia Antonio Di Pietro, l’unico che ha tenuto la schiena dritta in un Parlamento di pigmei.

Report ha dimostrato come, seppur rispettando la legge, Di Pietro abbia peccato in etica e morale. Peraltro è facile sbraitare contro Berlusconi in Parlamento e poi candidare personaggi ambigui che puntualmente prestano il fianco proprio al Cavaliere.

Eppure Grillo ha scelto di sostenere l’ex pm. Perche? Non vuole andare al governo e come il pupazzo de gli Sgommati, fa di tutto per spararle grosse oppure c’è qualcos’altro sotto.

Il leader del Movimento 5 stelle, vista la palese ostilità del Presidente Napolitano -pronto a tutto pur di riformare la legge elettorale, impedire l’ascesa grillina e favorire un Monti-bis- sta forse preparandosi seriamente a concorrere alla guida del Paese e quindi inizia a tessere le ‘alleanze’ per creare una coalizione più forte in grado di avere grandi numeri in Parlamento.

La terza repubblica sta per iniziare, sarà all’insegna del Grillo?

Vendola assolto, giustizia è fatta!


Vendola è stato assolto

Nichi Vendola è stato assolto in primo grado dal tribunale di Bari dall’accusa di concorso in abuso d’ufficio. Il fatto non sussiste, hanno stabilito i giudici.

Per cosa era indagato Nichi Vendola.

Ottimo, la prima tappa della ‘road map‘ che porterà alla terza Repubblica è stata superata. La vittoria giudiziaria di Vendola si trasforma in una vittoria politica. Chi, dopo il risultato siciliano, aveva provato ad incrinare l’asse Pd-Sel in favore dell’Udc è stato smentito dai fatti. Il Governatore pugliese resta in pista e concorrerà alle primarie da alleato del Partito Democratico.

L’alba della Terza Repubblica


Con la vittoria del democratico Crocetta alle elezioni regionali siciliane si apre la stagione elettorale che si concluderà ad aprile 2013 con le elezioni politiche.

La cosiddetta seconda Repubblica, nata dalle ceneri di Tangentopoli ed incarnata da Silvio Berlusconi e dal suo nuovo modo di fare politica, sembra volgere al termine. Minato nella sua credibilità, cacciato da Palazzo Chigi, parzialmente isolato anche nel suo partito, Berlusconi sta davvero per abbandonare direttamente la scena politica? Non c’è da sperarci troppo, sta di fatto che l’implosione del Pdl, la crescita esponenziale dei grillini, la discesa in campo di Montezemolo e lo stesso Governo Monti rappresentano delle novità nel panorama politico, l’alba della ‘terza repubblica’? Forse.

Noi di Candido abbiamo stilato una ‘road map‘ dei prossimi cruciali appuntamenti, eccoli qui di seguito:

  • 31 ottobre. Sentenza della magistratura per Nichi Vendola, una eventuale condanna provocherà le dimissioni del Governatore della Puglia ed il suo ritiro dalla vita politica. Una fine anticipata della carriera politica di Vendola avrebbe come risultato un terremoto politico a sinistra del PD.
  • 25 novembre. Primarie del CentroSinistra. La vittoria di Renzi scompaginerebbe le strategie democratiche, la coalizione Pd-Sel si scioglierebbe com neve al sole. Non sono chiare le intenzioni del Sindaco di Firenze sulle alleanze,  sicuramente nulla sarebbe piu come prima. Una conferma di Bersani invece rafforzerebbe il CentroSinistra.
  • 16 dicembre. Primarie del CentroDestra. Non è ancora chiaro come saranno organizzate e quali saranno i candidati. Il cambiamento del Pdl e del Centrodestra passa comunque anche da lì, salvo ripensamenti di Berlusconi.
  • Dicembre-Gennaio. Legge elettorale. Una nuova legge elettorale proporzionale cristallizzerebbe la situazione politica rendendo impossibile una maggioranza politica ‘chiara’ dopo le elezioni favorendo un Monti-bis.
  • Gennaio-Febbraio 2013. Elezioni nel Lazio ed in Lombardia. Molto probabilmente nelle due regioni si voterà ad inizio anno. Sarà importante valutare le quotazioni del Movimento 5 stelle, dato in crescita negli ultimi tempi. Decisivi saranno anche eventuali nuovi scandali politici.

Seguiremo le ‘tappe’ verso la Terza Repubblica con articoli, sondaggi e notizie. Dopo i cinquantanni della ‘prima repubblica‘ andreottiana, l’Italia sta per archiviare ventanni di bipolarismo ‘muscolare’ incentrato sulla figura di Silvio Berlsconi. Cosa ci sarà dopo, quale leader caratterizzerà i prossimi anni non è dato ancora sapere. Non resta che attendere gli eventi.