Il #TG3 cambia #sigla e logo.


Il telegiornale della terza rete Rai, diretto da Giuseppina Paterniti, modifica la sua ‘immagine’. Da oggi nuova sigla e nuovo logo, che potete vedere nella immagine.

Qui di seguito, per gli appassionati, tutte le sigle del Tg3 dal 1979, anno di nascita di Rai3, ad oggi.

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Rivoluzione in Rai, fusione tra Tg1-Tg2 e Tg3-RaiNews-Regionali


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Ecco la rivoluzione di Gubitosi. Il direttore della Rai ha in mente una ‘fusione’ tra le redazione dei quattro Tg della tv di Stato. Le redazioni di Tg1 e Tg2 saranno fuse assieme. Cosi come Tg3, Tg regionali e RaiNews.

La rivoluzione di viale Mazzini sarà in due fasi: «Abbiamo immaginato due fasi, la prima si dovrà realizzare tra il 2015 e il 2016. Prevede la nascita di due newsroom. La numero 1 sarà composta dall’accorpamento di Tg1, Tg2 più Rai Parlamento. La 2 sarà formata da Tg3 più Rai News più Tgr e Ciss, meteo e Web. Newsroom 1 sarà generalista e avrà anche un canale istituzionale. Newsroom 2 porterà un’evoluzione dell’all news integrando offerta nazionale, internazionale e locale. Con Newsroom 2 otteniamo un risparmio immediato. Rai News che doveva sostituire la sua digitalizzazione di prima generazione, ora potrà usare quella di ultima di Rai Tre senza costi aggiuntivi. L’obiettivo è sfruttare i punti di forza che abbiamo utilizzando un unico standard produttivo. Saranno due grandi accorpamenti ma apparentemente non cambierà nulla».

Nessun cambiamento di loghi o volti. Si supererebbe la Riforma del 1975, quella che divise la Rai in tre aree politiche con il Tg1 alla Dc (poi divenuto nella seconda repubblica appannaggio del vincitore delle elezioni, Forza Italia o PD), Tg2 al PSI (poi Forza Italia ed infine An), Tg3 al PCI (Pds-Ds-PD).

Nella pratica, «i marchi Tg1, Tg2, Tg3 rimarrano. Chi guarda il Tg1 delle 20 continuerà a vedere il logo e i conduttori abituali che sono caratterizzanti. Così il Tg2. Ma le due redazioni saranno state unificate. A differenziare l’offerta saranno i vice direttori, i coordinatori di impaginazione ed editoriali e i conduttori, tutti dissimili da una testata all’altro. Così l’impianto sarà più nitido e si potranno valorizzare e distinguere meglio i contenuti, le missioni dei telegiornali, riposizionare e razionalizzare editorialmente le rubriche, evitando repliche, incentivando la creatività. Ha presente la Volskwagen che produce con i marchi Audi, Volkswagen, Bentley ecc?».

Gli fa eco Milena Gabanelli, la conduttrice di Report, intervistata dal Corriere,  avanza ipotesi di tagli alle redazioni ed alle spese relative ad uffici e sedi della Rai:

“Per tornare efficiente e competitiva, la Rai andrebbe ‘snellita’, ma modifiche radicali saranno possibili solo se si interviene sulla riforma del 1975, meglio nota come lottizzazione”. Lo scrive in un lungo editoriale sul Corriere della Sera Milena Gabanelli, in cui fa la lista degli sprechi del servizio pubblico. Troppi telegiornali, reti e strutture inventate solo per accontentare politici, assessori e governatori di turno. Troppi incarichi dirigenziali e una proliferazione incredibile di sedi e strutture regionali. Nulla di più lontano dalla Bbc, “il miglior servizio pubblico al mondo” di cui tanto si parla ma che mai sarà avvicinato se non si mettono “competenza” e “merito” come criteri essenziali per la nomina della governance.

In seguito alla lottizzazione, scrive la giornalista, “ogni partito si è preso un canale, e poi ci ha infilato i suoi uomini scegliendo come unico criterio la ‘fedeltà’, non all’azienda ma al partito. Risultato: proliferazione di strutture e incarichi dirigenziali che negli anni si sono stratificati”. Per questo la Rai è imparagonabile a ogni altro servizio pubblico del mondo:

Sondaggi della settimana: i grillini sono il secondo partito, regge il Pd, crolla il Pdl


Qui sopra il sondaggio Ipsos realizzato per Ballarò, di seguito i sondaggi di EMG per il TgLa7, Ipr per il Tg3 ed Swg per Agorà. I risultati sono unanimi, il Pdl crolla al terzo posto, il Partito Democratico trae beneficio dalle discussioni sulle primarie, il Movimento 5 stelle balza al secondo posto.

Tg3 e RaiNews sotto attacco della dirigenza Rai. Obiettivo? Indebolirli


Tg3, TgR e Rainews sono sotto attacco. Di chi? Da parte della dirigenza Rai ovviamente. Il Tg3 protesta perche la soppressione di Parla con me vedrà indebolire mediaticamente l’edizione della notte del Tg. Nella fascia che fu di Elio e soci ora andranno in onda repliche di documentari e telefilm. La testata diretta da Bianca Berlinguer ha cosi chiesto alla direzione generale dell’azienda di mandare in onda Tg3 Linea notte alle ore 23.15, al posto della trasmissione della Dandini, evitando quindi le repliche di prodotti già visti che rischierebbero di pesare sullo share del Tg in onda a mezzanotte.

La redazione del Telegiornale scrive:

Dopo le scelte autolesionistiche che hanno fatto perdere all’Azienda gli ascolti di ‘Annozero’, ‘Vieni via con Me’ e ‘Parla con me’, con mancati introiti in termini di pubblicità per diversi milioni di euro, adesso tocca al TG3.

I giornalisti del TG3 ritengono inaccettabile la sostituzione del programma di Serena Dandini con repliche e telefilm che di fatto danneggiano gravemente gli ascolti di Linea Notte e chiedono che fino a quando la Rete non avrà messo a punto un programma in grado conservare gli ascolti precedenti, quello spazio venga affidato al TG3.

L’Assemblea conferisce mandato al Cdr di programmare una giornata di sciopero da attuare di concerto con l’USIGRAI. Inoltre, per protesta, i giornalisti del TG3 ritirano le firme dai servizi realizzati.

Anche il Tg Regionale e RaiNews protestano vivacemente. Sempre la direzione della Rai ha deciso di sopprimere la terza edizione, quella notturna, delle testate regionali che va in onda su Rai3 per sostituira con una trasmissione quotidiana in onda sulla rete all-news diretta da Corradino Mineo. Decisione assurda, perche sopprimere una edizione locale del Tg regionale per ‘interrompere’ la programmazione di Rainews al fine di mandare in onda un programma regionale fatto da una redazione esterna alle singole sedi locali?

Su Aricolo21 un articolo spiega meglio gli obiettivi della manovra:

Da lunedì 26 con la nascita della trasmissione della TgR “Italia Sera” in onda su Rainews vengono centrati.
Gli obiettivi sono 2: da un lato minare l’autonomia editoriale di Rainews, disarticolare la testata all-news, snaturarne la missione. Stabilire che Rainews è una rete come le altre, sulle cui frequenze i vertici aziendali che si occupano dei palinsesti possono decidere di volta in volta cosa mandare, vuol dire che l’informazione all-news (unico caso al mondo) non è fatta da un direttore e una redazione, ma dal governo centrale dell’azienda.

L’altro obiettivo è accentrare l’informazione regionale, colpendo al cuore la ricchezza federale della Tgr. E infatti per “Italia Sera” è stata creata di fatto una redazione ad hoc alle dirette dipendenze della direzione della testata regionale. Un segno di evidente sfiducia nei confronti di tutte le redazioni regionali.

Il filo rosso che unisce questi due obiettivi è chiaro: aumentare il controllo sull’informazione, limitare drasticamente gli spazi di libertà.

Antonio Di Bella torna alla direzione di Rai3


Antonio Di Bella torna alla guida di Rai3. L’ex direttore del Tg3 aveva già ricoperto tale incarico nella stagione 2009-2010. Buona scelta, anche se Freccero rimane un sogno.

Fonte: DavideMaggio

SkyTg24 il telegiornale piu affidabile, seguono Tg3 e TgLa7


SkyTg24, Tg3 e TgLa7 risultano i tre telegiornali piu affidabili:

Da digitalsat.Sky Tg24 è considerato il tg più affidabile, seguito da Tg3, TgLa7, Tg5, Tg2, Tg1, Studio Aperto e in coda il Tg4. E’ uno dei dati, aggiornati al 2010, del progetto di ricerca Le professioni della comunicazione in Italia e in Europa, iniziato nel 2006 e ancora in corso, presentato durante il convegno “Yes credibility – La precaria credibilità del sistema dei media” svoltosi stamattina a Roma alla Biblioteca del Senato Giovanni Spadolini.

Si è parlato anche di ‘sicurezza delle fonti’, una carenza della nostra tv:

«Secondo nostri dati ha aggiuntol’82% delle notizie divulgate dai media italiani deriva dagli uffici stampa. C’é quindi un rischio rilevante di inquinamento delle fonti primarie di informazione». Fra le altre cause della poca credibilità dei giornalisti italiani, per Scandaletti ci sono «la loro carente preparazione culturale e professionale», e la mancanza di verifiche sulle notizie: «Allo Spiegel 80 persone controllano gli articoli, da noi non lo fanno più neanche i capi-servizio. Bisognerebbe tornare a fare scuola in redazione».

Da sottolineare poi l’uso scorretto di eventi di cronaca nera, il tutto per fare ascolto:

Franco Mugerli, presidente del Comitato Media e Minori, ha ricordato che nonostante le tv abbiano aderito al Codice di autoregolamentazione Tv e Minori non manchino le infrazioni, come «per i casi di Sarah Scazzi e Yara Gambirasio. Abbiamo riscontrato violazioni sia a La vita in diretta che a Pomeriggio 5. Ancora una volta ha prevalso la spettacolarizzazione per incollare alla tv lo spettatore». La tv comunque «é il mezzo più regolamentato e tutelato, aprendo internet si entra in pochi secondi nella camera degli orrori».

La Macchina del fango colpisce ancora: Bianca Berlinguer


Ennesimo capitolo della Macchina del fango. Proprio come diceva Roberto Saviano, per colpire un avversario si usano tutti i mezzi possibili, compresa la diffamazione. Questa volta tocca alla integerrima direttrice del Tg3 Bianca Berlinguer

Riporto integralmente da Repubblica.it:

Un documento anonimo, del quale è venuto in possesso un giornalista del Tg1, che lo ha a sua volta inviato a dirigenti, delegati sindacali e operatori dell’informazione della Rai. Nel documento, accuse al direttore del Tg3, Bianca Berlinguer. E’ la stessa giornalista a denunciare l’attacco nei suoi confronti con una nota, dura, diffusa in giornata.

Il testo del documento, afferma Berlinguer, “si qualifica da solo, tanto è zeppo di accuse maleodoranti nei miei confronti costruite su informazioni totalmente false, scambi di persona e attacchi infamanti a me e alla mia direzione”. E spiega che non intende replicare “su questo piano tanto squallido e umiliante in primo luogo per chi lo pratica”.

Berlinguer aggiunge di aver informato il direttore generale della Rai Lorenza Lei, e di aver dato mandato al suo legale, Grazia Volo “di tutelare la mia immagine in ogni sede giudiziaria opportuna nei confronti della fonte anonima, se individuata, e di chiunque abbia concorso o concorrerà alla circolazione di un simile scritto falso e diffamatorio”.

L’unico organo preposto a tutelare l’integrità del corpo redazionale del Tg3, si legge ancora nella nota firmata da Bianca Berlinguer, “è il suo comitato di redazione e nessuno può fare le sue veci. Mi limito a far notare che mai nella storia di questa azienda nella quale lavoro da più di vent’anni era capitato di assistere ad una tale degenerazione interna del clima tanto più tra chi ha la responsabilità di direzione“.

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