Hillary “ministro degli esteri” della amministrazione Obama?


Il colloquio tra l’ex First Lady e il presidente eletto per discutere della futura
amministrazione democratica. Nessuna conferma da parte della senatrice

Obama incontra Hillary a Chicago
le offre incarico di segretario di Stato

tratto da repubblica.it

Sono state alcune fonti anonime dello staff di Obama, già giovedì sera, a far girare il nome della Clinton come possibile successore di Condoleezza Rice, proprio nelle ore in cui l’ex avversaria di Obama per la nomination dei democratici era a Chicago a incontrare in segreto (o quasi) il successore di George W.Bush e il futuro capo dello staff presidenziale Rahm Emanuel.

Oggi la Cnn ha riferito che nell’incontro di ieri sera a Chicago il futuro presidente degli Stati Uniti ha chiesto alla senatrice se sarebbe interessata a ricoprire l’incarico di segretario di Stato. “C’è stata una seria discussione per appurare se Hillary Clinton accetterebbe l’incarico se le fosse offerto”, hanno detto alla Cnn fonti del partito democratico senza riferire la risposta della ex First Lady.

Nessuna conferma è arrivata dal presidente eletto o dalla senatrice riguardo i contenuti del colloquio. Ma l’ipotesi che Hillary divenga il volto dell’amministrazione Obama nel mondo, circolata peraltro alla vigilia dell’apertura del vertice del G20 a Washington, ha innescato di nuovo la frenesia mediatica che in estate aveva accompagnato le voci di una scelta della Clinton come vice di Obama (che non si è poi concretizzata: le è stato preferito Joe Biden).

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Usa 2008, l’ora della verità: Risultati in diretta


Ci siamo, Obama e McCain stanno per concludere il viaggio elettorale che porterà solo uno di loro alla Casa Bianca. Qui di seguito una tabella riassuntiva sulla situazione negli “stati chiave”, i cosiddetti “toss Up”, in bilico. Dai risultati di questi territori scaturirà il vincitore della sfida.

Gli orari dei primi risultati, calcolando 6 ore di differenza tra l’Italia e gli Stati Uniti, si avranno attorno all’1 di notte ore italiana , con gli exit degli Stati della costa atlantica e via via spostandosi negli stati dell’ovest sino alla costa del pacifico attorno alle 5 di mattina. Nella tabella qui di seguito sono riportati gli orari in dettaglio

Candido seguirà le Elezioni americane sino alla mezzanotte. Ogni mezz’ora circa saranno postati dei commenti e degli aggiornamenti.

20.30: Il sicuro Sconfitto,Bush

Nel 2000 il Presidente uscente Bill Clinton faceva campagna elettorale per il candidato Democratico Al Gore, quest’anno McCain ha fatto di tutto pur di non essere accostato a Bush. Non lo ha voluto alla Convention Repubblicana, lo ha criticato piu volte per le scelte prese. George W. Bush, il presidente “di guerra”, esce di scena nel peggior modo possibile, da sconfitto, da reietto. Con l’indice di popolarità piu bassa della storia il Commander in Chief venuto dal Texas, quello che ha avviato due guerre quasi perse, quello che ha consentito la crescita esponenziale della “finanza facile” sfociatacon il crollo economico di questi ultimi mesi, termina il suo mandato nella totale indifferenza. Ha addirittura votato per posta disertando i seggi, pur di non danneggiare McCain con la sua presenza in video nella giornata di oggi.  Una fine triste ed amara per un uomo mediocre, sconfitto da Gore nel voto popolare ma arrivato alla Casa Bianca solo grazie alla Corte Suprema che gli assegnò i famosi “voti elettorali” della Florida. Un Presidente “per sbaglio” che ha cambiato, in peggio, tutto il mondo. A non rivederci George.

21.00 : L’Ultima elezione “condizionata” dalla TV, il futuro è del WEB

Un articolo interessante trovato sul corriere ci spiega come stiano cambiando le “fonti del sapere” Di seguito l’articolo .
Sarà, probabilmente, l’ultima campagna elettorale americana dominata dalla televisione. Già in queste elezioni il web è stato più rilevante rispetto ai quotidiani nella formazione dell’opinione pubblica.

Secondo una rilevazione del Pew Research Center, molti più americani hanno navigato su internet alla ricerca di informazioni sui candidati di quanto non abbiano fatto nel 2004. Nonostante la televisione sia ancora la fonte dominante per le informazioni elettorali, la percentuale di coloro che si sono rivolti a internet per formarsi una opinione è triplicata rispetto all’ottobre 2004 (da 10% al 33%).

Se internet ha già superato i quotidiani come fonte principale rispetto alla campagna elettorale, alcuni dati fanno presagire che già dalle prossime elezioni il sorpasso potrebbe consumarsi anche nei confronti della televisione. Secondo la ricerca, infatti, nella fascia di età tra i 18 e i 29 anni gli elettori che hanno scelto internet sono il 49% rispetto al 61% che si è dedicato alla televisione e il 17% dei giornali.

Nella fascia immediatamente successiva (30-49 anni), le percentuali sono 70% televisione, 37% internet, 23% quotidiani. Negli over 45 invece televisione e quotidiani fanno la parte del leone (82% e 45%) mentre internet è presente solo con un 12%. La proiezione di queste dati sembra indicare una tendenza: tra quattro anni il web potrebbe essere il media più rilevante nella formazione dell’opinione pubblica americana.
Pubblicato il 04.11.08 13: 51
http://mediablog.corriere.it/

21.30: Prima cittadina a dare i risultati, dopo 40 anni in testa il candidato Democratico

Nel primo appuntamento con le urne, i residenti di due minuscole cittadine del New Hampshire hanno simbolicamente dato il via alle consultazioni: votando a mezzanotte esatta (peculiarita’ ormai storica per i 75 abitanti) gli elettori di Dixville Notch hanno votato 15-6 a favore di Barack Obama che continua a primeggiare nei sondaggi nazionali. Un voto, questo, che assume una valenza tutta particolare perché la piccola città ha sempre votato il partito repubblicano dal 1968.

21.40: Anche lo stratega di Bush si arrende, vincerà Obama

Si arrende lo stratega delle due campagne elettorali di George W. Bush: secondo Karl Rove, Obama vincerà le presidenziali Usa con 338 grandi elettori (la quota necessaria per l’elezione è di 270) contro i 220 del candidato repubblicano. Il sito di Rove prevede che il candidato democratico alla Casa Bianca si assicurerà la Virginia, l’Ohio, il Colorado e il Nevada, stati tradizionalmente repubblicani, e la sua vittoria sarà schiacciante. McCain limiterà i danni in Indiana, Missouri, North Carolina e Arizona ma nelle roccaforti repubblicane in bilico il suo vantaggio sarà lieve. il sito dello stratega prevede addirittura una vittoria di 10 punti di Obama in Pensylvania.

22.00: Speciali di RaiUno, Canale 5, Rai Tre, la 7 e SkyTg24

Le elezioni americane sconvolgono i palinsesti della tv italiana. Su RaiUno uno speciale “Porta Porta” accompagnerà i telespettatori dalle 23.20 sino alle 6.00 di domani mattina. Rai Tre seguirà una parte delle elezioni tramite la trasmissione “Linea notte”. Lo speciale di Canale 5 è affidato a Matrix mentre La 7 darà via ad una no-stop notturna. SkyTg24 mette in campo “America 2008”, la trasmissione di Emilio Carelli, ospite Beppe Severgnini.

Anche RedTv e YouDem, le due tv del Partito Democratico, terranno compagnia agli spettatori tramite una diretta continua. Al momento su Red sono ospiti Minniti e Vernetti mentre YouDem sta mandando in onda alcuni contributi dagli Stati Uniti, compresi alcuni Spot di Obama. 

22.30: Lunghe code in Ohio e Virginia, stati chiave

Affluenza alle urne da record in Ohio e in Virginia, due stati entrambi solidamente repubblicani che potrebbero essere decisivi nella sfida tra John McCain e Barack Obama. Le autorità di Columbus prevedono che circa l’80% degli elettori registrati si recherà ai seggi. Affluenza “fenomenale” anche in Virginia, che dal 1964 non vota per un candidato democratico alla Casa Bianca. Alle 10 di questa mattina, circa il 40% degli elettori registrati aveva già votato, hanno riferito le autorità elettorali dello stato, secondo cui in molti seggi, ancora prima dell’apertura, c’erano già centinaia di persone in fila.

22:40 Affluenza Record, si prevedono ritardi nella diffusione dei risultati

Sembra proprio che verranno battuti tutti i record. Potrebbe essere superata l’affluenza del 1968 (vittoria di Nixon) e del 1960 (vittoria Kennedy). Forse anche il record del 1908 potrebbe cadere.

22.40: Problemi di voto in Ohio, Virginia e New Jersey

Va in tilt la macchina elettorale americana in Virginia. Nel seggio di Galax North le macchine del voto, attivate alle 6 di mattina, si sono rotte quasi subito costringendo gli elettori a ritornare al voto sulla scheda di carta. Inoltre solo tre seggi nello Stato su 2349 totali hanno aperto nei tempi previsti, per tutti gli altri è stato un susseguirsi di imprevisti tecnici e di macchine andate in panne per via di “errori umani” come riportato da alcuni giornali locali.
In alcuni seggi del New Jersey si è dovuto ricorrere alle schede cartacee a causa di guasti alle macchine per il voto elettronico. Un altro tipo di disguido – come il blocco della carta su cui vengono registrati i voti – si è verificato in alcuni seggi dell’Ohio.

23.00: Prima previsione di Candido, Obama in vantaggio, 5 stati “in bilico”

Come vedete nella cartina qui sotto la previsione di Candido non assegna la Presidenza ad Obama, il candidato democratico risulta in vantaggio ma non raggiunge i 270 voti elettorali necessari per essere eletto.

Questo perche i 5 stati in bilico (Ohio, Pennsylvania, Florida, Virginia e North Carolina), che non ho assegnato a nessuno dei due, potrebbero decidere il prossimo inquilino della Casa Bianca. La Pennsylvania sembra essere in mano ad Obama ma non è detto che qui possa passare McCain. Una cosa è certa a Barack Obama basta conquistara UNO solo di questi stati per superare quota 270 e diventare il 44esimo Presidente degli Stati Uniti

23.10: In Kenya già si festeggia

Il Kenya sta già festeggiando, ma anche in molti pregano, affollando le chiese: nessuno dubita della vittoria nelle presidenziali americane del quasi concittadino Barack Obama, il cui padre nacque qui, in un piccolissimo villaggio del nord ovest.

23.30: Effetto Bradley e possibili scontri nelle città?

L’effetto Bradley (elettori che dichiarano di votare per un candidato di colore per poi astenersi o votare addirittura l’altro candidato, purche bianco) potrebbe essere l’unica speranza per McCain. Da tempo nessun candidato si presentava alla vigilia del voto con un vantaggio come quello raccimolato da Obama. Dai 6 ai 7 punti. Solo il fattore razziale potrebbe rivoltare la frittata in favore del vecchio senatore repubblicano. A proposito di questo, in alcuni stati come l’Iowa si prevedono scontri e disordini sia in caso di una sconfitta dell’afroamericano sia in caso di una sua vittoria.

23.40: Primi dati utili tra mezzanotte e l’una, ora italiana.

L’Indiana, stato tendenzialmente repubblicano (Bush vinse con +20% di vantaggio) darà il risultato attorno alla mezzanotte. La Virginia, altro stato repubblicano dove i sondaggi danno Obama avanti di 4 punti, forrnirà i dati attorno all’una. Se tutti e due gli stati andranno al candidato democratico, McCain sarà sicuramente sconfitto.

00.00: primi exit, Virginia ad Obama, Ohio e Indiana a McCain

Cosi Fox, rete tv conservatrice. Se corrisponde a verità la battaglia per la Casa Bianca è ancora aperta.

00.00: Drudge Report: Exit poll Senato, 58 seggi ai democratici

I democratici potrebbero arrivare a quota 58 senatori. Secondo un’indiscrezione rivelata dal sito Drudgereport, sulla base di primi exit poll in suo possesso, il partito democratico guadagnerebbe 7 seggi al Senato passando dagli attuali 51 seggi a 58, ma non riuscirebbe ad ottenere i 60 senatori necessari per avere una maggioranza “blindata” in Senato

00.20 : Primi Exit, Kentuky a McCain (come da programma)

00.30: voti reali Indiana, Obama al 55%

le prime proiezioni reali dei voti, sembrano premiare Barack Obama. L’Indiana, stato solido per i repubblicani sino a ieri, sembra cambiare colore. Se cosi fosse per l’afroamericano si spalancano le porte della Casa Bianca

01.00: Exit CNN, ad Obama andrebbero Indiana e Virginia

Se cosi fosse McCain ha perso. Ma si attendono i dati ufficiali

08.00: Dopo aver conquistato Florida, Ohio e Pennsylvania, Barack Obama diventa ufficialmente il 44esimo Presidente degli STATI UNITI!

E se vincesse McCain?


Tutti i media italiani parlano di una quasi probabile vittoria a valanga di Obama, anche negli Stati Uniti si attende con ansia un risultato storico. Ma.. se alla fine vincesse McCain?

Da tanto tempo un candidato Presidente non si presentava alla sfida con un vantaggio cosi grande (7 punti secondo i sondaggi di oggi). Se davvero Obama perdesse sbugiardando tutti gli istituti demoscopici, cosa dovremmo aspettarci noi in Europa? Forse una recrudescenza ancora maggiore del razzismo, visto che sarebbe chiaro a tutti che la sconfitta del Democratico sarebbe dovuta al suo colore della pelle.

Io, sin dall’inizio delle primarie, ho sempre sostenuto la candidatura del giovane senatore afroamericano. Perche?

Perche Obama è piu “indipendente” di altri dalle lobbies (ha raccolto buona parte dei suoi fondi tramite internet e non con i soliti grandi gruppi)

Perche Obama è piu liberal di molti altri su temi importanti come la sanità ed il welfare

Perche Obama appartiene alla nuova generazione politica

Perche Obama è piu dialogante in materia di politica estera

Perche la vittoria di Obama potrebbe essere un segnale importante per tutto  il resto del mondo

Go Barack!

Change, I Can Believe In

 

Usa 2008, meno uno: Obama vola ma McCain non molla


I sondaggi di oggi danno un vantaggio di Obama che va dagli 11 (Gallup) ai 7 punti percentuali (Zogby). McCain non si arrende e sta continuando il tour elettorale convinto di poter sovvertire i pronostici della vigilia del voto. Ma Barack e John non sono gli unici candidati alle elezioni di domani. Da wikipedia possiamo apprendere che esistono almeno una decina di altri pretendenti alla Casa Bianca. Ci sono due libertari (Barr e Baldwin) e tre Socialisti (Moore, Calero e La Riva) e poi c’è Ralph Nader, ora indipendente, che nel 2000, candidato per i Verdi, fu decisivo nel sottrarre voti utili a Gore in Florida regalando la Presidenza a Bush. A parte i Libertari e Nader, accreditati attorno all’1%, tutti gli altri avranno un risultato da “prefisso telefonico”.

Come si vota?

2) IL METODO DI VOTO, BROGLI E CONTESTAZIONI: più che di un’elezione, si può parlare di migliaia di elezioni. Sistemi di voto differenti convivono anche nello stesso stato (matita e scheda, scheda a lettura elettronica, touchscreen). Il disastro del 2000 (con i voti decisivi per Al Gore in Florida persi a causa delle schede a perforazione e tutte le contestazioni conseguenti, fino alla pronuncia della Corte Suprema che consegnò di fatto la Presidenza a Bush), è solo la punta dell’iceberg. Persone non presenti nelle liste elettorali, altre presenti pur essendo morte, macchinette elettroniche che si inceppano, code ai seggi: ogni cosa può scatenare pattuglie di avvocati già pronti a contestare i voti a livello statale. Nel 2004, a causa di una contestazione sul voto in Ohio (lo stato ago della bilancia quattro anni fa: nonostante si sia parlato di affermazione grandissima di Bush, infatti, se Kerry avesse vinto in esso, sarebbe stato Presidente), si arrivò fino al Congresso.

Scheda Elettorale (una delle tante, visto che i sistemi di voto sono diversi da stato a stato)

Usa 2008, meno due: Obama allunga, si prevede affluenza record


Barack Obama appare sempre piu vicino alla conquista della Casa Bianca, il sondaggio quotidiano di Zogby passa da +5 a +6.  I media americani prevedono una grande affluenza, superiore a quella del 1960. Oggi ci occupiamo dell’elettorato e dei programmi dei due principali sfidanti. Domani vedremo anche “gli altri” candidati, perche McCain ed Obama non sono gli unici.

Come votano gli americani:

I giovani votano meno

Secondo uno studio di Luciano Fasano , della Università degli Studi di Milano (che trovate qui), alle Elezioni 2004 la % di votanti è stata piu alta tra gli adulti (sopra i 30 anni con piu del 70% dei votanti) rispetto ai giovani (dei nati dal 1975 solo il 54% si è recato alle urne)

Gli under-30 e le donne preferiscono i Democratici

Nel 2004 il rapporto Kerry-Bush, per i votanti al di sotto dei 30 anni, fu di 56 a 42 contro una media nazionale di 51 a 48. Anche il voto femminile è stato pro-dems con un 54% per Kerry contro un 45 per Bush.

I piu colti votano Repubblicano, i piu poveri Democratico

Sempre analizzando le tabelle del 2004 si evince che tra i laureati è prevalso di 1 punto Bush, mentre tra Diplomati superiori e medi ha vinto Kerry. Al contrario, dal punto di vista economico, i cittadini con un reddito sino a 49.999$ han votato in maggioranza per il democratico, mentre i “ricchi” han preferito (direi logicamente) l’allora presidente uscente.

Bianchi, afroamericani e latinos.

Nel 2004 la loro %, a livello di elettorato era rispettivamente del 77, 11 e 9%. Bush ottenne il consenso del 57% dei bianchi,  dell’11% degli afroamericani e del 42% dei latinos. Al contrario Kerry ottenne rispettivamente il 42, l’89 ed il 55%. La Florida, stato chiave per le elezioni 2008 ha una alta % di latinos, in parte esuli cubani e quindi pro-repubblicani, ed al momento i sondaggi la segnalano come “toss up”.

Protestanti, Cattolici, Ebrei, Atei

Le elezioni del 2004 video Bush prevalere tra i Cristiani (58% per i protestanti, 51 tra i cattolici) mentre Kerry vinse tra gli ebrei (76%) e gli atei (68%).  La % nazionale, dal punto di vista confessionale è la seguente: 53% Protestanti, 27%  Cattolici, 3% Ebrei, 10% Atei.

La cosiddetta “L” Repubblicana, valori e tendenze del territorio

In genere la parte Nord-est degli Stati Uniti è quella piu liberale con idee progressiste, assieme ad alcuni stati del nord della costa atlantica. Il Mid-West ed il Sud sono stati conservatori, portatori di valori piu tradizionali (possiamo notare come gli Stati del MidWest e del Sud formino una “elle” sulla mappa degli USA”, da qui la “L” Repubblicana).

Originariamente gli stati a tendenza “Dems” erano quelli agricoli del Sud e del Centro-Ovest (MidWest appunto) mentre i Repubblicani erano piu forti negli stati piu industrializzati del Nord est. Negli anni ’60 c’è stata una inversione delle parti.

Nelle elezioni del 2004, se nel Nord-Est e nell’Ovest (rispettivamente 22% e 22 % dell’elettorato totale) ha prevalso ampiamente Kerry (58 a 41 nell’uno e 53 a 45 nell’altro) nel sud (31%) ha stravinto Bush (54 a 44) mentre nel Midwest (25%) c’è stato un sostanziale pareggio (50 a 49 per il democratico).

L’effetto Obama sul voto

Negli ultimi anni la % di votanti tra bianchi e neri è stata piu o meno simile. In questo caso però si prevede una affluenza altissima dei cittadini neri. Visto che la maggioranza dell’elettorato di colore vive nel Sud e nel Midwest, tendenzialmente a prevalenza repubblicana, questo potrebbe essere un fattore importante per una vittoria finale di Barack Obama.

Anche i giovani, tendenzialmente di simpatia democratica, sembrano intenzionati a recarsi in massa alle urne. Insomma, effetto Bradley a parte, Obama potrebbe davvero catalizzare i voti di chi, solitamente, diserta le urne.

 

I Programmi

Obama

Il primo punto del piano dà sconti fiscali alle aziende che assumono; seguono stimoli ai consumi; una moratoria di tre mesi sui pignoramenti; un’operazione straordinaria, di Fed e Tesoro, per la concessione di crediti agli Stati e ai Comuni in difficoltà. Il senatore ha anche ribadito che il Tesoro «deve tenere aperte tutte le opzioni» per l’industria dell’auto in crisi. Il piano costerebbe 60 miliardi di dollari nei prossimi due anni, che si aggiungerebbero ai 115 miliardi di misure di rilancio dell’economia delineate l’estate scorsa.

 Il secondo pilastro mira a sostenere i consumi. «I risparmi di una vita stanno scomparendo e le famiglie hanno bisogno di un po’ di soldi in portafoglio per affrontare spese come l’acquisto del pc a un figlio. Un po’ di cash per superare i tempi duri». Ai lavoratori, secondo il senatore, dovrebbe essere permesso di prelevare fino al 15% e non oltre 10mila dollari dai propri fondi pensione, senza alcuna penalità. Dovrebbero inoltre essere esentasse gli assegni di disoccupazione. Infine, per salvare le case dai pignoramenti Obama propone di imporre alle banche aiutate dal bailout una moratoria di 90 giorni durante i quali dovranno permettere ai debitori in buona fede di ristrutturare i propri mutui. Obama ha fatto anche appello al Tesoro perché rimetta in moto il mercato dei crediti individuali.

McCain

Il piano economico da 52 miliardi di dollari illustrato  dal candidato repubblicano ai sostenitori raccolti a Blue Bell, sobborgo di Philadelphia, prevede ulteriori riduzioni delle tasse rispetto al programma elettorale e si aggiunge al pacchetto di 300 miliardi lanciato pochi giorni fa da McCain a favore delle famiglie strozzate dai subprime.
Dagli sconti fiscali sui risparmi accumulati nei fondi pensione a quelli sui capital gain. Meno imposte, più soldi in tasca

Ai “piccoli” il senatore repubblicano ha promesso di raddoppiare, a 7mila dollari, le deduzioni per i figli a carico. Ha poi messo in fila misure per alleviare gli effetti dell’Orso che scuote le Borse: aumento delle deduzioni fiscali, da 3mila a 5mila dollari, per le perdite di capitale; sospensione dell’obbligo per i lavoratori di liquidare i propri fondi pensione a 70 anni e mezzo.

(la parte relativa ai programmi è tratta dal sito del “Il Sole 24 Ore)

Usa 2008, meno quattro: Obama avanza ancora.


Mentre gli ultimi sondaggi danno Obama in vantaggio di circa sette punti, si fa sempre piu critica la posizione di Sarah Palin.  Per due americani su tre, infatti, la governatrice dell’Alaska non sarebbe abbastanza qualificata a ricoprire un ruolo cosi importante come quello della vicepresidenza e questo crea difficoltà a John McCain.

Oggi comunque ci occupiamo delle “altre” elezioni americane. Perche oltre al Presidente, gli Stati Uniti, vanno al voto per rinnovare il Congresso e cioè le due camere che detengono il potere legislativo, assieme al Presidente. Il 4 novembre si rinnovano infatti i 438 deputati della Camera dei rappresentanti e 35 dei 100 membri del Senato. Assieme a quelle del Congresso si svolgono anche , in 11 dei 50 stati dell’Unione, le elezioni del Governatore. Gli uscenti sono 6 democratici e 5 repubblicani .

Di seguito gli Stati che votano per il Governatore ed i relativi candidati:

WASHINGTON – (uscente democratico)

Uscente: Christine Gregoire (D) 
Sfidante: Dino Rossi (R)

MONTANA – (uscente democratico)

Uscente: Brian Schweitzer (D) 
Sfidante: Roy Brown (R)

UTAH – (uscente repubblicano)

Sfidante: Bob Springmeyer (D) 
Uscente: John Huntsman (R)

NORTH DAKOTA – (uscente repubblicano)

Sfidante: Tim Mathern (D) 
Uscente: John Hoeven (R)

MISSOURI – (uscente repubblicano)

Sfidante: Jay Nixon (D) 
Uscente: Matthew Blunt (non si ripresenta). Candidato: Kenny Hulshof (R)

INDIANA – (uscente repubblicano)

Sfidante: Jill Long Thompson (D) 
Uscente: Mitch Daniels (R)

VERMONT – (uscente repubblicano)

Sfidante: Gaye Symington (D) 
Uscente: Jim Douglas (R)

WEST VIRGINIA – (uscente democratico)

Uscente: Joe Manchin (D) 
Sfidante: Russ Weeks (R)

NORTH CAROLINA – (uscente democratico)

Mike Easly (non si ripresenta). Candidata: Beverly Perdue (D) 
Sfidante: Pat McCrory (R)

NEW HAMPSHIRE – (uscente democratico)

Uscente: John Lynch (D) 
Sfidante: Joseph D. Kenney (R) Uscente:

DELAWARE – (uscente democratico)

Uscente: Jack Markell (D) 
Sfidante: Bill Lee (R)