Donald Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti


Republican presidential candidate Donald Trump speaks to supporters as he takes the stage for a campaign event in Dallas, Monday, Sept. 14, 2015. (AP Photo/LM Otero)
Republican presidential candidate Donald Trump speaks to supporters as he takes the stage for a campaign event in Dallas, Monday, Sept. 14, 2015. (AP Photo/LM Otero)

Donald Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America. Ciò che molti temevano è accaduto. Il tycoon ha vinto, contro tutti i pronostici. Cosa accadrà ora? Russia e Stati Uniti andranno d’accordo? La borsa crollerà? In realtà forse Trump non sarà il Male assoluto come molti temono.  Dramma Clinton, sconfitta sul finale ed oramai fuori dai giochi. Triste tramonto per una delle donne più potenti degli Usa.

#Usa2016, non solo Clinton-Trump: elezioni di Congresso, Governatori, Referendum locali


clinton-trump-copia

Tra poco sapremo. Clinton o Trump ma soprattutto non solo Clinton e Trump. Nell’Election Day americano si vota infatti anche per rinnovare la Camera dei Rappresentanti, un terzo del Senato e per eleggere alcuni Governatori degli Stati. C’è anche da aggiungere che il prossimo Senato dovrà eleggere un giudice della Corte Suprema facendo pendere inevitabilmente la bilancia in un senso o nell’altro, al momento in Corte siedono quattro giudici progressisti e quattro conservatori. Ad oggi il Senato è a maggioranza GOP 54 a 46. La Camera anche, 246 GOP e 188 Dem. Elezione anche per 12 governatori su 50.

fonte: Il Post

Cosa c’è in ballo l’8 novembre
Il Congresso degli Stati Uniti è diviso in due rami. La Camera dei Rappresentanti, la camera bassa, è composta da 435 deputati il cui mandato dura due anni: l’8 novembre del 2016 quindi saranno rinnovati tutti i seggi. Ogni deputato rappresenta un collegio, cioè viene eletto dagli elettori di un pezzetto di territorio americano sulla base della loro popolazione: per questo gli stati più popolosi hanno più deputati. Il Senato, la camera alta, è composto da 100 senatori: due per stato, a prescindere dalle dimensioni e dalla popolazione. Il mandato dei senatori dura sei anni, ogni due si rinnovano un terzo dei seggi; quest’anno sono in ballo 34 seggi.

Elezione dei Governatori:

fonte: http://www.agi.it/estero/usa-2016/2016/11/07/news/si_vota_anche_per_12_governatori_su_50-1232892/

I cittadini americani che si recheranno alle urne voteranno anche per 12 governatori su 50, di cui 4 repubblicani e 8 democratici.

REPUBBLICANI RICONFERMATI SICURI

  • North Dakota: Jack Dalrymple non si ripresenta. Sfidanti il democratico Marvin Nelson e il Gop Doug Burgum
  •  Utah: Gary Herbert. Sfidante Mike Weinhotlz

REPUBBLICANI IN VANTAGGIO DEMOCRATICI

  • North Carolina: Pat McCrory. Sfidante Roy Cooper (+2,2%)
  • Indiana: Mike Pence (non si ripresenta perché candidato vicepresidente con Donald Trump). Sfidanti John Cregg per i democratici (+3,3%) e Eric Holcomb per il Gop

DEMOCRATICI RICONFERMATI SICURI

  • Delaware: Jack Martel. Ha esaurito mandati. Sfidanti il democratico John Carney ed il Gop Colin Bonini
  • Montana: Steve Bullock. Sfidante Greg Gianforte – Oregon: Kate Brown. Sfidante Bud Pierce
  • Washington: Jay Inslee. Sfidante il repubblicano Bill Bryant

DEMOCRATICI IN VANTAGGIO REPUBBLICANI

  • Missouri: Jay Nixon. Ha esaurito i mandati. Sfidanti il repubblicano Eric Gretiens (+0,5) ed il democratico Chris Koster
  • New Hampshire: Maggie Hassan non si ricandida perché corre per il Senato. Sfidanti Chris Sununu repubblicano(+4,3%) e Colin Van Ostern democratico
  • West Virginia: Earl Ray Tomblin. Ha esaurito mandati.Sfidanti il repubblicano Bill Cole ed il democratico Jim Justice

DEMOCRATICI CONTESI

  • Vermont: Peter Shumlin, non si ricandida. Sfidanti la democratica Sue Minter e il repubblicano Phil Scott

Presidenziali 2016: i numeri, grandi elettori e Stati in ‘bilico’


clinton-trump-copia

Come si vota alle Elezioni Presidenziali negli Stati Uniti? Una guida tratta dallo speciale di Repubblica.it

ELECTION DAY
L’election day cade, come di consuetudine, il martedì successivo al primo lunedì di novembre. Quest’anno, come detto, è l’8 novembre. Formalmente quel giorno non si eleggerà il nuovo Presidente, bensì si sceglieranno i membri dell’Electoral College (chiamati Grandi Elettori), un’assemblea di 538 membri che in seguito –  il lunedì dopo il secondo martedì di dicembre – nomineranno il Presidente.

Ma di fatto già l’8 novembre la scelta sarà fatta: i Grandi Elettori raramente si sono discostati dalle indicazioni degli elettori, e quindi – a meno di sorprese che avrebbero quasi il valore di un colpo di Stato – i risultati dell’Election Day sono da considerare definitivi.

Non tutti gli americani voteranno quel martedì: esiste infatti la possibilità di esprimere la propria preferenza con l’early voting o voto anticipato. Gli elettori partecipano all’election day o per corrispondenza o di persona in “seggi anticipati”, come ha fatto ad esempio Barack Obama. L’obiettivo è quello di aumentare l’affluenza generale alle urne e alleviare la congestione nei seggi.

COME VENGONO SCELTI I GRANDI ELETTORI
L’Electoral College come detto è composto da 538 Grandi Elettori. Ogni singolo Stato eleggerà un numero di grandi elettori pari al numero di senatori e di deputati a cui quello Stato ha diritto. Ogni Stato ha diritto a due senatori, mentre i deputati sono assegnati proporzionalmente alla popolazione. Il District of Columbia (l’area della capitale Washington) ha diritto a tre Grandi Elettori.

Per essere presidenti bisogna ottenere almeno la metà più uno dei grandi elettori, ovvero almeno 270 grandi elettori. Quello è il numero magico a cui guardare la notte elettorale.

In caso di parità tra i due candidati, 269 grandi elettori ciascuno, la decisione sarebbe demandata alla Camera dei rappresentanti che sceglierà il presidente.

fonte: http://www.repubblica.it/speciali/esteri/presidenziali-usa2016/2016/10/25/news/swing_states_tossup_call_chiamata_grandi_elettori_guida-150231643/

Ed allora proviamo a capire quali sono gli Stati ‘sicuri’, quali quelli ‘leaning’ (in tendenza) e quali gli Swing States, ovvero gli Stati in bilico che probabilmente decideranno le sorti della sfida

Gli Stati Sicuri:

Trump: 16 Stati sicuri e 115 grandi elettori (sui 270 necessari)
Wyoming, West Virginia, Oklahoma, Idaho, Arkansas, Alabama, Louisiana, Kentucky, Tennessee, South Dakota e North Dakota, Montana, Mississippi, Kansas, Indiana, Alaska.


Clinton: 15 Stati sicuri e 192 grandi elettori (sui 270 necessari)
Vermont, Maryland, Hawaii, Massachusetts, California, New York, Rhode Island, Illinois, Delaware, Connecticut, Washington, New Jersey, Oregon, New Mexico e il District of Columbia.

Gli Stati ‘in tendenza’, dove c’è un candidato davanti ma non in modo definitivo:

Trump: Texas, Utah, Nebraska, Georgia, che porterebbero il suo bottino a 179 grandi elettori
Clinton: Pennsylvania, Michigan, Wisconsin, Colorado, Virginia, New Mexico, che porterebbero il totale a quota 265, cioè cinque soli delegati al di sotto della maggioranza assoluta

swing

Gli Swing States:

‘ballano’ 89 grandi elettori negli Stati in bilic. Maine e NH sono leggermente favorevoli a Clinton, Trump sembra essere in vantaggio in Florida, l’Ohio ancora decisivo?

Maine 2-Iawa 4- Nevada 6 – New Hampshire 4 – Arizona 11 -North Carolina 15 – Ohio 18 – Florida 29

Da tenere sotto osservazione:

da Repubblica.it

florida ohio penn texas

Presidenziali Usa: Trump recupera su Clinton


donald-trump-hillary-clinton

Gli ultimi sondaggi danno un recupero sostanzioso di Donald Trump. Il nuovo ‘caso emailgate’ che coinvolge Clinton, l’assottigliarsi degli indecisi che sembrano propendere per il tycoon, la candidatura non del tutto convincente della ex segretario di Stato, il rischio astensione degli afroamericani. Svariate sono le cause del recupero di Trump. La Florida sembra tornata contendibile, il North Carolina vira al rosso GOP. Ed ecco che Hillary vede in pericolo l’elezione alla Casa Bianca.

Il sito di Nate Silver, 538, da ancora certa l’elezione della ex fist lady. Ridotto però il margine nel voto popolare e nei grandi elettori. Solo un paio di settimane fa Clinton viaggiava sopra i 310 delegati, ora è scesa sotto i 300.

538

#Usa2016: #Clinton in testa anche negli stati ‘chiave’


usa2016

Ohio, North Carolina e Florida. Gli scivoloni ‘sessuali’ di Donald Trump hanno sortito apparentemente il loro effetto ed Hillary Clinton è balzata in testa anche negli swing States, ovvero gli ‘Stati in bilico’ dove la distanza tra i due candidati è sempre stata poca. Sono ben 62 grandi elettori che sembrano essere in cassaforte di Hillary, proiettandola dritta verso la Casa Bianca.

Anche il sito 538, di Natan Silver, non da speranze al tycoon. Sia nel voto popolare che in quello dei grandi elettori  Clinton è davanti e di molto. A venti giorni dal voto. Se non accadranno grandi sconvolgimenti, tutto andrà come deve andare. Ma non si sa mai. Un attentato, un grave scandalo per la ex fist lady oppure un clamoroso errore nei sondaggi (cosa già accaduta qui in Europa) ed avremo il miliardario The Donald a capo della Superpotenza mondiale.

 

Usa2016, Hillary ancora in testa ma Trump è davanti negli Stati ‘chiave’


Hillary Clinton and Donald Trump are tightening their grips on the Democratic and Republican presidential nominations.
Hillary Clinton and Donald Trump are tightening their grips on the Democratic and Republican presidential nominations.

Nate Silver, su FiveThirtyEight, pubblica periodicamente analisi statistiche sulle elezioni USA. E’ una voce affidabile per capire come ‘stanno le cose’ in America. Hillary è ancora in testa, con un margine inferiore rispetto ad alcune settimane fa. Trump è davanti, seppur di poco, in stati chiave come Ohio, North Carolina e Florida. Il risultato dell’8 novembre non è affatto scontato

presidenziali

Clinton vince la California ed ottiene la nomination Dem


hillary-clinton.jpg

Vincendo la California nelle elezioni primarie, Hillary Clinton si è assicurata la nomination democratica alla prossima convention di luglio. Bernie Sanders non molla e resta in corsa, forse sperando in qualche scandalo che travolga l’ex first lady prima della adunata dem.

In realtà Clinton sarà nominata alla Presidenza. Il candidato alla vicepresidenza sarà fondamentale per convincere quei settori dell’elettorato, giovani soprattutto, che non sono convinti dalla sua candidatura. Una cosa appare certa. La sfida Trump-Clinton non è scontata e sarà incerta fino alla fine. I democratici sono stati capaci di eleggere, con successo, il primo Presidente nero. Riusciranno nell’impresa con la prima donna Presidente?