Elezioni 2013: liste e programma di Rivoluzione Civile


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Antonio Ingroia riunisce attorno alla sua figura quattro partiti politici ovvero Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi ed Italia dei Valori. Di Pietro è passato dal 9% di un anno fa allo scarso 1-2% odierno e per questo ha dovuto accettare una federazione politica con gli altri movimenti di Sinistra per sperare di raggiungere il quorum del 4% alla Camera e dell’8% in qualche regione per il Senato. Anche la Lista arancione di De Magistris è presente nel ‘cartello elettorale’. Ingroia infine aggiunge quel tocco di ‘civico’ che potrebbe aiutare nell’intento di superare lo sbarramento.

Le liste di Rivoluzione Civile alla Camera dei Deputati e le liste di Rivoluzione Civile al Senato.

Qui trovate il Programma , alcuni punti di seguito:

  • Le  piccole e medie Imprese sono il motore d’Italia, una risorsa fondamentale per uscire dalla crisi. Negli ultimi anni sono state dimenticate, soffocate da corruzione e stretta del credito. Rivoluzione Civile vuole invertire la tendenza e puntare sulle Pmi per far ripartire il Paese. Come? Bloccando i pagamenti della pubblica amministrazione, facilitando l’accesso al credito e snellendo la burocrazia.
  • I candidati di Rivoluzione Civile offrono le loro soluzioni per rivoluzionare la scuola italiana. Pubblica è l’aggettivo più usato, sono necessari maggiori investimenti per motivare studenti ed insegnanti. La scuola è una risorsa, non un costo e come tale va valorizzata.
  • I costi delle grandi opere, in termini ambientali e di peso sul debito pubblico, sono decisamente superiori rispetto ai benefici che ne deriverebbero…..Rivoluzione Civile vuole rivoluzionare questo comparto della spesa pubblica: quello che serve all’Italia non sono poche, grandi opere che facciano un favore alle lobby delle costruzioni e del cemento, ma tante piccole opere che rimettano in sesto il paese, evitando di attivare codice rosso ogni volta che cadono due gocce di pioggia in più: impensabile in un paese avanzato e civile come l’Italia

Bersani lancia il Nuovo Ulivo ed una Alleanza Democratica contro il Populismo della destra di Bossi e Berlusconi


Pierluigi Bersani parla. Dopo un lungo silenzio il segretario democratico scrive una lunga lettera a Repubblica in cui esprime le sue proposte per il futuro del CentroSinistra e del Paese.

Bersani propone una Alleanza Democratica contro la deriva populista di questa destra di governo:

Noi proporremmo un’alleanza democratica per una legislatura costituente. Un’alleanza capace finalmente di sconfiggere una interpretazione populista e distruttiva del bipolarismo, capace di riaffermare i principi costituzionali, di rafforzare le istituzioni rendendo più efficiente una salda democrazia parlamentare (a cominciare da una nuova legge elettorale) e di promuovere un federalismo concepito per unire e non per dividere. Sto parlando di una alleanza che può assumere, nell’emergenza, la forma di un patto politico ed elettorale vero e proprio, o che invece può assumere forme più articolate di convergenza che garantiscano comunque un impegno comune sugli essenziali fondamenti costituzionali e sulle regole del gioco. Una proposta che potrebbe coinvolgere anche forze contrarie al berlusconismo che in un contesto politico normale (come già avviene in Europa) avrebbero un’altra collocazione; una proposta che dovrebbe rivolgersi ad energie esterne ai partiti interessate ad una svolta democratica, civica e morale.

E poi il segretario PD auspica la creazione di un Nuovo Ulivo che, a differenza dell’Unione stile 2006, possa essere credibile e coerente.

Per dare l’impulso decisivo a questo cruciale passaggio occorre l’impegno univoco, leale, convinto e coeso di tutte le forze progressiste, che sono adesso chiamate a mettersi all’altezza di una responsabilità democratica e nazionale. Come potrebbero queste forze essere credibili se in un simile frangente non dessero per prime una prova di consapevolezza, di unità e di determinazione comune? Ecco allora la proposta di un percorso comune delle forze di centrosinistra interessate ad una piattaforma fatta di lavoro, di civismo, di equità, di innovazione e disponibili ad impegnarsi ad una progressiva semplificazione politica e organizzativa che rafforzi il grande campo del centrosinistra. Un simile percorso dovrebbe lasciarci definitivamente alle spalle l’esperienza dell’Unione e prendere semmai la forma e la coerenza di un nuovo Ulivo. Un nuovo Ulivo in cui i partiti del centro sinistra possano esprimere un progetto univoco di alternativa per l’Italia e per l’Europa e mettersi al servizio di un più vasto movimento di riscossa economica e civile del Paese. Dunque, un nuovo Ulivo ed una Alleanza per la democrazia. Su queste proposte il Pd vuole esprimere la sua funzione nazionale e di governo.

Per quanto riguarda la crisi di governo, Bersani propone un governo di transizione per riformare la legge elettorale e mantenere gli impegni economici al fine di evitare all’Italia un default simile a quello greco.

Rendendoci disponibili oggi ad un governo di transizione non cerchiamo né scorciatoie né ribaltoni. Sfidiamo piuttosto la destra a riconoscere la realtà e ad ammettere l’impossibilità di mandare avanti l’attuale esperienza di governo e ad introdurre correttivi, a cominciare dalla legge elettorale, che consegnino lo scettro ai cittadini, per tornare poi in tempi brevi al voto. Sarebbe questo un tradimento del mandato elettorale? L’elettore in realtà è stato tradito da chi non è più in grado di rappresentare la sua coalizione e mantenere le promesse del suo programma. Sarebbe questo uno strappo costituzionale? Qui siamo all’analfabetismo o alla sfacciata malafede. E’ l’esclusione in via di principio di questa ipotesi, il vero strappo costituzionale!

Dalle varie forze di CentroSinistra arrivano commenti positivi. Finisce così l’era veltroniana della “vocazione maggioritaria”, la piu grande idiozia partorita dalle menti di Veltroni e che ha “regalato” a Berlusconi una maggioranza amplissima messa a rischio solo dal dissidio con Fini.

Ottimo Bersani. Finalmente qualcosa si muove nel CentroSinistra. Noi ne avevamo parlato proprio ieri:

Concludendo, a Sinistra sta per tornare una sorta di Ulivo allargato che va da Vendola a Di Pietro passando per Radicali, Pd, Socialisti e forse anche Rifondazione. Il sogno di Bersani è raggiungere un accordo con Casini ma ciò non accadrà. D’altro canto il terzo polo centrista, che potrebbe essere costituito da Casini, Fini, Rutelli e Lombardo, farebbe fatica a trovare una quadra sul programma. Troppo liberale il Presidente della Camera, troppo cattolico il leader Udc.

Verdi olandesi contro Berlusconi


Riporto da una mail arrivatami da Alessio Fraticcioli (Qui il suo profilo facebook) una interessante notizia internazionale. Il partito dei Verdi Olandesi sta pensando di intraprendere una battaglia contro Silvio Berlusconi a causa della limitata libertà di stampa presente nel nostro paese.

Questo l’articolo:

GroenLinks (“Sinistra Verde”), il partito dei Verdi olandesi, sta considerando di iniziare una procedura contro l’Italia a causa della limitata libertà di stampa nel Paese. Il premier Silvio Berlusconi controlla sia le emittenti pubbliche che le emittenti private e impedisce da qualche tempo a giornalisti critici di accedere alle sue conferenze stampa – [Articolo originale: “GroenLinks: Proces tegen Berlusconi” (1)]. Questo quello che afferma l’esponente dei Groenlinks Judith Sargentini. ‘Il Trattato europeo obbliga ogni Paese europeo a garantire la libertà di stampa. In qualità di frazione dei Verdi all’Europarlamento stiamo quindi considerando una procedura contro l’Italia’, ha detto Sargentini. ‘Se procediamo contro Bulgaria e Romania per le loro irregolarità, allora dobbiamo osare fare lo stesso con l’Italia.’ Se la maggioranza dell’Europarlamento dovesse appoggiare questa causa legale, la procedura giungerebbe nelle mani della Corte Europea di Giustizia.

Sargentini ha già in precedenza affermato che il capolista Wim van de Camp del CDA (Partito Cristiano-Democratico) deve affrontare Berlusconi sul tema del suo comportamento, come anche sul caso dei rifugiati rispediti in Libia. Il CDA e il partito di Berlusconi sono membri della stessa frazione del parlamento europeo.

 

Intanto si mobilitano anche i Verdi italiani, che aderiscono a Sinistra e Libertà, il nuovo partito che cerca di raggruppare tutte le forze progressiste in Italia. E’ partita oggi da Largo Argentina (Roma) il “Camper per la libertà di stampa”. Un’iniziativa dei Verdi che intendono portare la propria solidarietà ai giornali che sono stati vittima di episodi d’intimidazione e di veri e propri attacchi da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dei suoi organi d’informazione. Quella del Camper itinerante vuole essere un’iniziativa di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini in vista della manifestazione del prossimo 19 settembre.

Per la Portavoce nazionale dei Verdi ed esponente di Sinistra e Libertà Grazia Francescato “l’attacco a cui è sottoposta la libera stampa, che è uno dei pilastri della democrazia moderna non ha precedenti nei paesi democratici.”.

 

(1) – Articolo originale: “GroenLinks: Proces tegen Berlusconi”
http://www.ad.nl/dichtbijeuropa/3257966/GroenLinks_Proces_tegen_Berlusconi.html

Elezioni, analisi del voto :”contro la Paura può solo la Speranza”


E’ oramai passato qualche giorno dai risultati delle elezioni europee ed amministrative. Possiamo quindi tracciare un bilancio delle consultazioni. Il Centrodestra vince nettamente le elezioni locali ma non stravince le consultazioni europee. Il centrosinistra esce sconfitto da ambedue gli appuntamenti. Il Partito democratico, pur recuperando qualche punto rispetto ai sondaggi dei mesi scorsi, si attesta al 26% perdendo piu di 7 punti rispetto ad un anno fa. Va però sottolineato come nelle politiche 2008 all’interno delle liste democratiche fossero presenti i radicali, presentatisi invece da soli in questa tornata, raccogliendo poco piu del 2%.

Per le elezioni amministrative è giusto fare una premessa. Nel 2004, quando il centrosinistra fece l’en-plein in molte zone del nord, la Lega si presentò da sola al primo turno costringendo al ballotaggio molti candidati del centrodestra e storicamente il ballottaggio viene quasi sempre snobbato dagli elettori del carroccio. In questa tornata invece Lega e PDL si presentavano compatti già dal primo turno e quindi logicamente molte amministrazioni locali del settentrione sono state appannaggio del centrodestra anche per questo motivo.

Non va però sottovalutato il calo del centrosinistra che, se nella sua forma “classica”, sinistra riformista piu sinistra radicale, si mantiene su percentuali dignitose e comunque al disopra del 40%, nella versione 2008, Pd piu Idv, vede un vero e proprio travaso di voti dai democratici al partito di Antonio Di Pietro, tutto questo anche nelle regioni rosse. Il PDL diviene il primo partito sia in Umbria che nelle Marche. Ma le sorprese non finiscono qui.

La Lega Nord attraversa il “rubicone” ed ottiene risultati sorprendenti in regioni come Emilia Romagna, Umbria, Marche ed anche nel Lazio supera l’1%. La politica razzista portata avanti da Bossi,che è gradualmente passato dall’odio verso i meridionali all’odio verso gli immigrati, sta avendo successo .

Il fenomeno immigrazione, assieme alla crisi economica ed all’aumento della povertà, è la chiave di volta per poter leggere i risultati elettorali anche a livello europeo. I partiti nazionalisti xenofobi avanzano in tutta europa, dal British National Party inglese ai neonazisti tedeschi, dalla Lega Nord ai partiti xenofobi olandesi. In tutto il continente poi la Sinistra appare in crisi. Cede Zapatero in Spagna, ridotti ai minimi termini il Partito Socialista Francese (al 16%), l’SPD tedesca (20%) ed i Laburisti inglesi (16%), tanto che il risultato del PD non appare poi cosi negativo se confrontato con i grandi partiti progressisti europei.

La sintesi è breve, crisi delle sinistre, boom per la destra xenofoba, stabile il fronte conservatore. D’altronde il vecchio continente da anni fa i conti con un diffuso aumento della povertà, con la diminuzione dei diritti sociali, sempre piu a rischio in un sistema capitalistico cosi orientato al liberismo. Allo stesso tempo sono in continuo aumento le ondate migratorie delle popolazioni africane, asiatiche e dell’est europeo. Gli immigrati poi, avendo spesso un basso reddito, fanno “concorrenza” nella cosiddetta “guerra dei poveri” alle popolazioni autoctone nella richiesta di tutele sociali, spesso usufruendone a spese dei nativi, che avendo un reddito maggiore non riescono ad accedere a tali risorse. Se a questo aggiungiamo un fisiologico incremento della criminalità, che cresce esponenzialmente al degrado sociale il quale, nelle situazioni appena descritte, non puo non lievitare, ed ecco che si spiega bene il risultato di queste consultazioni.

La destra populista, addossando la maggior parte delle colpe di tutto questo all’immgrazione,  trova terreno fertile per la propria crescita. La Sinistra d’altro canto, che basa i suoi valori sulla solidarietà e la tolleranza, non puo non entrare in crisi.

In una situazione come questa, nel vecchio continente, sarà difficile poter ritrovare una Sinistra vincente prima di qualche lustro. In Europa ora domina la Paura, sentimento utilissimo alle destre. Contro la Paura, a mio avviso, la Sinistra puo rispondere solo con un altro sentimento: la Speranza.

La speranza di poter migliorare la situazione delle persone in difficoltà, di poter controllare il fenomeno della immigrazione in modo da renderlo utile al paese, di dare maggiori diritti a tutti. Prima di fare questo però la Sinistra, nelle sue varie realtà, dovrà necessariamente farsi un esame di coscienza, adattando alcuni suoi principi alla società odierna, senza snaturarsi, senza “diventare una copia della destra” perche questo non sarebbe utile a nessuno. Il compito della Sinistra del futuro sarà quello di dare Speranza ai cittadini, lanciando messaggi semplici, chiari, non ambigui e che sappiano parlare al cuore delle persone. Dovrà tornare tra la gente, riconquistandosi con sudore e fatica quel ruolo di “collegamento diretto” tra popolo e rappresentanti che in questi anni è sempre piu appannaggio delle destre populiste. Solo cosi si potrà invertire la rotta, altrimenti dovremo prepararci al peggio. Perche dalla Paura nasce l’Intolleranza e l’intolleranza produce dei risultati orribili, come abbiamo già visto in Germania piu di sessantanni fa.

Europee, il PDL non sfonda, il PD non crolla


risultati

IL PDL non sfonda, anzi cala di due punti rispetto al 2008, il PD non crolla attestandosi attorno al 26% e perdendo quindi un 7% rispetto alle politiche dello scorso anno, quando i radicali, oggi al 2,4, si erano presentati nelle liste democratiche. Boom per l’Italia dei valori e Lega.

In tutta europa crolla la sinistra ed avanza la destra xenofoba, ora attendiamo i risultati delle amministrative per poter fare un bilancio globale.

Europee, i risultati cambieranno la scena politica?


Ed eccoci arrivati al giorno del verdetto. Questa sera l’Italia si risveglierà totalmente Berlusconiana? La Lega Nord sfonderà la linea gotica sbarcando al CentroSud? Il PD riuscirà a frenare la discesa iniziata nel dopo elezioni 2008? La sinistra, malgrado le divisioni, raggiungerà il 4 per cento necessario per portare rappresentanti a Strasburgo? La destra di Storace esploderà nel centrosud, anche grazie a Lombardo? Di Pietro raddoppierà i voti rispetto alle scorse politiche?

Tutte queste domande avranno una risposta dopo le 22.00 di stasera, quando le urne chiuderanno e si procederà allo spoglio dei voti.

Dai primi dati relativi alla afflluenza, si prevede un aumento degli astensionisti e questo potrebbe essere dannoso soprattutto a sinistra amenochè l’affaire Noemi non abbia disgustato gli elettori conservartori spingendoli a disertare le urne.

D’altro canto assieme alle europee si rinnovano anche le amministrazioni comunali e provinciali di buona parte del paese. In ballo ci sono comuni importanti come Bologna, Firenze e Bari e province del calibro di Napoli, Milano, Torino. Tutte quelle menzionate sono al momento in mano al centrosinistra ma difficilmente potrà essere ripetuto un risultato del genere. Penati, presidente uscente della provincia di Milano, punta ad arrivare al ballottaggio per avere qualche speranza. A Napoli invece di speranze per il centrosinistra non ce ne sono proprio ed anche Torino è in bilico. A Bologna, Firenze e Bari molto probabilmente si arriverà al ballottaggio.

In poche parole il fronte progressista si presenta a questo appuntamento in piena convalescenza e rischia di uscirne con le ossa rotte. Se il Partito Democratico non raggiungerà almeno il 27%, cioè ben 6 punti sotto il risultato di un anno fa, sarà messa a rischio la sopravvivenza stessa del movimento. Anche Sinistra e Libertà, ben lontana dal 4%, spera di ottenere almeno un 3% necessario per poter sopravvivere politicamente senza esplodere sotto le contraddizioni di una lista creata ad arte per le europee senza un vero progetto alla base. La lista comunista di Ferrero Salvi e Diliberto vede possibile, anche se non scontato, il raggiungimento della quota percentuale stabilita dalla legge per avere rappresentanza europea. Anche in questo caso un fallimento dell’obiettivo potrebbe avere ripercussioni sulla “unione” dei comunisti.

L’unico a poter beneficiare di queste elezioni, per il centrosinistra, è la lista Di Pietro che in questi mesi ha intercettato voti in uscita dal PD e dalla Sinistra. Potrebbe addirittura raddoppiare i voti anche se il nuovo segretario democratico Frasceschini dovrebbe aver recuperato qualche punto rispetto alla passata gestione Veltroni.

A Destra il PDL veleggia verso il 40%, quota psicologicamente fondamentale da superare per poter cantare vittoria totale. La Lega Nord, quotata attorno al 9-10%, potrebbe “sfondare” al centro-sud. In Emilia, Toscana, Marche, dove ha sempre ottenuto percentuali irrisorie, potrebbero esserci sorprese positive per il partito di Bossi. Cosi come anche nel Lazio, regione in cui il carroccio avrebbe almeno il 2%. Il confronto PDL-Lega nel Nord del paese però potrebbe dare adito a delle frizioni all’interno della maggioranza, soprattutto in caso di sorpasso dei leghisti ai danni dei berlusconiani in regioni come Veneto e Lombardia. Se si realizzasse una situazione di quel tipo, Bossi alzerebbe di molto il “prezzo” per la continuazione della alleanza di governo, in termini di posti di potere e leggi populiste.

Una sorpresa della consultazione potrebbe poi essere rappresentata dalla lista Autonomista di Storace e Lombardo. Storace è storicamente forte nel Centro, Lombardo con il suo MPA è ben messo nel Sud e molto potente in Sicilia. Chissà che non possano superare lo sbarramento.

Chiudono i Radicali, bastian contrari della politica e relegati, per loro volere, a lista di testimonianza. Avrebbero potuto avere dei candidati eletti tra le liste del Partito Democratico, hanno deciso per la piena autonomia, pagandone però il prezzo.

Se superiamo i confini nazionali e guardiamo alle Europee nel suo complesso non c’è da stare allegri. La Sinistra europea non è in condizioni migliori rispetto a quella italiana. Dalla Francia alla Germania passando per la Gran Bretagna e forse anche per la Spagna, i partiti progressisti risentono dei nuovi temi della società multirazziale. Aumento della criminalità e incremento della immigrazione rischiano di favorire chissa per quanto tempo i partiti conservatori e soprattutto potrebbero dare man forte ai movimenti di estrema destra, sempre piu in crescista in tutto il continente. Tireremo le somme nei prossimi giorni.

Questa sera sarò impegnato nei seggi per le operazioni di scrutinio, conto di poter aggiornare il blog con dati semi-definitivi prima di domani mattina.

A presto e speriamo bene, per noi e per il nostro paese.

Europee, comparazione con il voto del 2004


Un interessante articolo tratto da polisblog.it

A due giorni dalla chiusura delle urne elettorali vi ripresentiamo il risultato del 2004, per farci un’idea su come potranno cambiare gli equilibri all’interno della rappresentanza italiana in sede di Parlamento europeo.

Forza Italia e An 5 anni fa si presentarono separatamente ottenendo rispetticvamente il 21,0 e l’11,5%, per un totale del 32,5%. È assai probabile che questa quota cresca almeno di 7-8 punti attestando il Pdl sopra il 40%. A ciò si aggiunga la Lega Nord, che nel 2004 riportò un modesto 5%, ma che dai sondaggi è data intorno al 10. Il dato complessivo del governo potrebbe dunque crescere dal 37,5 al 50% circa.

Il centrosinistra presentava la lista Uniti nell’Ulivo, che raccoglieva Margherita e Ds, riportando un buon 31,1% che ne faceva la prima forza politica del paese. Per ammissione dello stesso Franceschini per l’attuale Pd si potrebbe invece parlare di discreto successo a partire dal 25%. L’Idv si confronta invece con il dato della lista Di Pietro-Occhetto (2,1%). Qui si prevede un boom di consensi che potrebbe realisticamente arrivare almeno a quadruplicare quel risultato. Complessivamente azzardiamo un 33/35% per le due principali forze di opposizione.

Venendo al pianeta comunista, quanto mai diviso al momento, nel 2004 era andato benissimo; con il 6,1% per Rc, il 2,4 per i Comunisti italiani e 2,5 per i Verdi. Totale 11%, probabilmente inarrivabile. Va comunque detto che qui l’obiettivo per le singole forze è arrivare al 4%, soglia di rappresentanza che 5 anni fa non esisteva. Se anche una sola della varie forze che si presentano conseguisse questo obiettivo, si potrebbe già parlare di successo.

Sull’altro fronte “estremista” nel 2004 troviamo Alternativa sociale della Mussolini all’1,2% e la Fiamma tricolore allo 0,7%. Storace, allora ancora interno ad An, è la grande novità. La sua alleanza con Mpa e Pensionati (1,1% per questi ultimi nel 2004) dovrebbe collocarlo alla testa di questo settore politico. Difficile che arrivi al 4%, anche se non va sottovalutata la forza propulsiva di Raffaele Lombardo, che dal canto suo si è detto convinto di arrivare addirittura al 6%. Per le altre forze (Romagnoli/Fiamma tricolore; Fiore/Forza Nuova) sarebbe già un miracolo superare lo 0,5%.

Per finire citiamo i Radicali (2,3% nel 2004 dopo il boom del ‘99), i Socialisti Uniti (2%) e l’Udeur di Mastella (1,3%). Solo i primi si ripresentano, sempre puntando al 4%. Mastella è confluito nel centrodestra e i socialisti sono in piena diaspora. Sarà curioso vedere anche il risultato dei Liberaldemocratici di Daniela Melchiorre, uno dei tag più cliccati del web, e PolisBlog non fa eccezione.

Europee, ultimi sondaggi


A pochi giorni dal voto europeo ecco gli ultimi sondaggi disponibili prima dell’oscuramento dovuto alla par condicio. Per le amministrative si prevedono risultati favorevoli al PD a Bologna con Del Bono vicino al 50% al primo turno. Per la provincia di Napoli il Centrodestra supera ampiamente il 50%. In provincia di Milano Penati, presidente uscente per il centrosinistra, è dietro al candidato di Berlusconi ma dovrebbe poter raggiungere almeno il ballottaggio.

TERMOMETRO POLITICO 21/5

PDL 38,5

PD 26,2

LEGA 9,6

IDV 6,1

UDC 5,5

SeL 3.1

COMUNISTI 2,7

AUTONOMIA 3,9

ISPO 20/5

PDL 38,5

PD 27,0

LEGA 9,5

IDV 8,5

UDC 6,5

SeL 2,0

COMUNISTI 3,0

AUTONOMIA 2,0