Il Concerto finale


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La Tv stava trasmettendo la diretta dalla Camera dei Deputati. In sottofondo si udivano gli applausi dell’aula. Il nuovo Presidente, appena eletto, si apprestava al giuramento ed al discorso inaugurale.

Lui invece se ne stava lì, in poltrona, nel suo studio. Molti lo attorniavano. Collaboratori, amici fedeli, vecchi e nuovi cortigiani. Si sperticavano in complimenti e segni di approvazione. Li ascoltava, annuiva, sorrideva ma il suo sguardo era proiettato verso il televisore.

Eccolo, il Capo dello Stato. Arrivato nello scranno della Presidenza della Camera, prendeva la parola e prestava il sacro giuramento. Come da articolo 91 della Carta Costituzionale, il Presidente pronunciava, con voce pacata e sottile, le parole magiche : « Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione ». La pacatezza, il suo marchio di fabbrica. Da sempre. Assieme alle innate capacità strategiche.

“Potevo esserci io al suo posto” pensava tra se, mentre il nuovo Presidente della Repubblica formulava il suo breve discorso. Al Quirinale ora c’era un uomo di sua fiducia. Da sempre fidato consigliere. Mai infedele, anche nei momenti di maggiore distanza. Lo aveva portato con se a Palazzo Chigi, gli aveva affidato la guida dei Servizi segreti. Il suo ruolo era stato spesso determinante per sedare beghe di partito e tra alleati di governo. Adesso avrebbe occupato la poltrona più alta. Ed avrebbe ‘vegliato’ su di lui, sui suoi interessi, sulla sua futura libertà.

Già, la libertà. Quella formale sarebbe tornata tra pochi giorni, allo scadere della pena. Ma non bastava. Alcuni magistrati rischiavano di regalare altri problemi in futuro. Problemi che sabbero stati presto risolti.

Entro poche settimane un nuovo Governo avrebbe visto la luce. Un Governo amico. Un volto nuovo alla guida. Una squadra rinnovata. La coalizione con cui era riuscito a vincere le elezioni, seppur ampia e rissosa, gli aveva assicurato di poter sistemare presto ogni cosa. Leggi, decreti e provvedimenti quasi immediati per bloccare le sentenze in arrivo, ridiscutere la condanna già scontata e modificare i regolamenti per permettere un suo eventuale ritorno a Palazzo Chigi.

Tempo. Era solo questione di tempo. Da sempre suo amico, gli avrebbe presto regalato la riabilitazione finale. Gli si inumidirono gli occhi, per un attimo.

Mentre il Capo dello Stato terminava di parlare ed un nuovo applauso copriva i commenti dei giornalisti presenti alla diretta parlamentare, il suo pensiero volgeva al futuro. Un futuro fatto di rivalse. Verso chi lo aveva dato per ‘finito’. La stampa nazionale ed internazionale, gli avversari politici, persino non pochi dei ‘suoi’.

Nella tv, sempre accesa, veniva ora inquadrato il leader dell’opposizione mentre stringeva la mano del capogruppo del suo partito. Eccolo lì. Giovane, carismatico, mediaticamente spendibile ma puntualmente sconfitto. Dalle beghe interne al proprio partito, dalla ampia ‘offerta politica’ fornita dalla coalizione vincitrice, dalla legge elettorale concordata e che lo aveva rilanciato politicamente.

Si alzò dalla poltrona e si diresse verso la finestra dello studio. La spalancò. Un caldo tepore primaverile lo avvolse. Guardò fuori. La vita caotica procedeva regolarmente. Traffico, persone indaffarate che correvano qua e la verso direzioni ignote. Alzò lo sguardo dalla strada verso il cielo. Il sole illuminava Roma. Ed anche il suo futuro. L’Italia si affidava di nuovo a Lui. Allo chansonnier. Per il concerto finale. Il suo e quello del suo Paese.

Italiani incoscienti. Requiem per il Paese e per la Sinistra


Scrivo questo articolo alle ore 18.30 di lunedì 25 febbraio 2013. Non so come andrà a finire alla Camera dei deputati, si profila una vittoria del Centrodestra al Senato. Grillo sfonda in tutto il Paese.

Alla luce di quanto ho visto, letto e sentito mi sento di fare alcune riflessioni.

Non mi riconosco in questa Italia. Un Paese che decide di affidarsi a due comici, che ha deciso, oggi, di UCCIDERE la Sinistra. La sconfitta del Centrosinistra avrà due possibili sbocchi, il peggiore è che Grillo fagociti l’elettorato PD entro pochi mesi risultando l’unica opposizione a ‘sinistra’ di Berlusconi. Quello ‘migliore’ è che il PD si affidi a Renzi (ed al suo programma moderato) per tentare di rialzarsi. Due ipotesi che significano comunque la morte della Sinistra, come pensiero, come progetti, come tutela dei deboli e come realizzazione di un disegno progressista.

Il vero unico vincitore non è Grillo ma Berlusconi che rischia di vincere anche alla Camera, di eleggere un SUO Presidente della Repubblica il quale nominerà SUOI giudici alla Corte Costituzionale. Un anno fa lo davano per morto ed oggi il Cavaliere risorge, grazie al suo migliore alleato, ovvero Beppe Grillo.

Non mi si venga a dire che Bersani mancava di carisma, che la Sinistra era uguale alla Destra, che Movimento5Stelle è il nuovo etc. Non ci sono giustificazioni per un così grave atto di incoscienza commesso dagli Italiani. La pagheremo cara ed anche presto.

Non era mai successo, dal 1994, che Berlusconi potesse ambire alla conquista del Quirinale, che potesse controllare tutte le cariche dello Stato. Accade forse oggi. Per la prima volta. Da sempre.

Altro da scrivere non mi viene. Mi verrebbe voglia di cambiare Paese ma oramai credo di non avere più l’età per farlo. Auguro a tutti buona Fortuna, ne servirà tanta per uscire da un pantano in cui CONSAPEVOLMENTE ci hanno messo gli elettori di Grillo e quelli di Berlusconi.

‘E’ finito tutto, non c’è niente altro da dire’

Sondaggi segreti: c’è il sorpasso?


Ecco qui i dati ‘segreti’:

Lo avevamo anticipato ieri sera sulla nostra pagina Facebook (a proposito, iscrivetevi per restare sempre aggiornati!): le indiscrezioni di stamattina sono clamorose, e ci raccontano uno scenario in cui non solo gli equilibri del Senato pontificio, ma anche l’esito della votazione del Conclave nazionale finora ritenuto saldamente nelle mani del fronte progressista, sembrano appesi a un filo.

(Per chi invece non fosse interessato alle notizie dalle ovattate stanze vaticane ma preferisse le imminenti elezioni politiche, che qui chiaramente non trattiamo, consigliamo invece il nuovissimo Seggiometro e la fantastica mappa elettorale interattiva di YouTrend).

I conteggi di madre Gilda Sleri, superiora delle Suore marcelline di Milano e soprattutto vaticanista di fiducia dell’inaffondabile cardinale di Monza e Brianza, registrano infatti una corsa all’ultimo voto tra le truppe dei due schieramenti principali e grossi rimescolamenti di consenso tra le altre forze. Ma andiamo con ordine.

Il gioviale cardinale di Piacenza non riesce ad andare oltre i 33,5 cardinali (i porporati, come è noto, non sono immuni ai decimali) ed è tallonato dal suo più temibile avversario, il prelato pelato di Monza e Brianza, che sarebbe arrivato a raggranellare, secondo le ultime misurazioni, ben 32 voti nel segreto della Cappella Sistina. Un distacco di appena un cardinale abbondante, all’interno del margine d’errore.

Come spiegare questo riavvicinamento che lascia con il fiato sospeso tutti i partecipanti al Conclave e getta nell’incertezza i porporati riuniti nella Cappella sistina? Forse il merito è dell’ingegnosa proposta-shock, che il cardinale brianzolo ha tirato fuori dallo zuccotto con tanto di missiva episcopale inviata a tutti i cardinali-elettori, di rimborsare le decime versate lo scorso anno per imposizione dell’austero cardinale milanese?

Non meno importanti sono le novità sulle quotazioni degli altri candidati, anch’esse rilevate dall’esperta Gilda Sleri nella giornata di lunedì: il simpatico camerlengo di Genova, in grado di riempire i sagrati di alcune delle principali cattedrali della Penisola, è in forte ascesa e sarebbe giunto addirittura a 19 voti, staccando – e quasi doppiando! – un contendente che giorno dopo giorno appare sempre più appannato: il serio e rigoroso cardinale di Milano, forse apprezzato più nelle assemblee liturgiche internazionali (del resto è stato a lungo nunzio apostolico a Bruxelles) che non nell’italianissima Cappella sistina, è infatti ad appena 10,6 porporati, e rischia seriamente di scendere sotto la soglia che implicherebbe il definitivo «extra omnes» dalla Camera papale per i suoi maggiori alleati (tanto il devotissimo vescovo di Bologna quanto l’asciutto omologo di Montecarlo).

E che dire del temuto grand’inquisitore del Sant’Uffizio di Palermo – già fulmineo delegato pontificio in Centro America –, che balla proprio sul crinale dei 4 voti (indispensabili per non essere esclusi dal prossimo Concistoro)? Secondo questa rilevazione, le prospettive sono tutt’altro che rosee: i cardinali di cui è accreditato sono infatti appena 3,2.

Elezioni, gli ultimi sondaggi danno in calo Bersani e Monti mentre Berlusconi e Grillo risalgono


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Per Demos sono 5,5 punti. Per IPSO sono 7,5. Per Tecnè sono 4. IPSOS parla di 6,6 punti mentre per Termometro Politico sarebbero 6.8%. Euromedia (l’unico istituto ad aver azzeccato le politiche 2006) da un misero 1.7% di differenza.

Questi sono gli ultimi sondaggi della settimana, d’ora in avanti non potranno più essere pubblicati per via della legge. Noi cercheremo comunque di farvi capire come stanno andando i flussi elettorali.

Il CentroSinistra è in calo, il CentroDestra è in netta rimonta, Grillo aumenta i voti mentre cala la lista di Monti. Vedremo tra 15 giorni.

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Sondaggio Termometro Politico/Fanpage

Il senato, vista la riduzione della forbice tra i due poli principali risulta senza maggioranza:

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fonte Huffington Post

Repubblica/Demos.
Nel sondaggio condotto dall’istituto Demos, il margine di vantaggio del Centrosinistra alla Camera è ancora più risicato: 5 punti e mezzo separerebbero oggi Berlusconi e Bersani, rispettivamente al 28,6 e al 34,1. Il Pd scenderebbe sotto il 30% (al 29,9%) dei consensi, il PdL sarebbe sopra il 20% (20,4). In crescita il Movimento 5 stelle, oggi al 16%.

stime di voto

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Corriere/Mannheimer
Più ampio il margine rilevato invece dal sondaggio di Renato Mannheimer per il Corriere della Sera. Il Centrosinistra si attesterebbe al 37,2, il Centrodestra al 29,7, Il Movimento 5 Stelle al 14,3, Scelta Civica al 12,9 e Rivoluzione Civile al 4,2

partiti
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Il Sole 24 Ore/Ipsos
Sono 6,6 i punti percentuali che separano invece le due coalizioni principali nell’indagine condotta da Ipsos per Il Sole 24 Ore
Pd e Sel si attestano appena sotto la soglia critica del 35%, al 34,9% dei voti alla Camera mentre Pdl e alleati sono arrivati al 28,3%. Due settimane fa secondo l’Ipsos la distanza era di 10,8 punti.

sondaggio
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Sondaggio Tecnè/SkyTg24

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 DEMOPOLIS

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Berlusconi ha già vinto


Ha già vinto. Non ci sono dubbi. Sino a qualche settimana fa il CentroSinistra aveva la via spianata verso una larga vittoria alla Camera con possibilità di ottenere una maggioranza anche al Senato. Oggi lo scarto tra Centrodestra e CentroSinistra è inferiore ai 4-5 punti.

Berlusconi si è già assicurato come uno dei probabili vincitori delle prossime elezioni. Anche in caso di sconfitta. Il leader del Pdl è comunque riuscito a recuperare consenso in modo da non concedere una maggioranza netta a Bersani , costringendolo ad una innaturale coalizione post voto che andrà da Vendola a Monti. Un Governo siffatto avrà vita molto breve e distruggerà sia il Partito Democratico sia Sinistra Ecologia e Libertà. Un po’ come nel 2006 con Prodi, due anni di agonia per il Professore e poi il grande ritorno di Silvio. Accadrà così anche nel 2013?

Se invece Vendola si accomoderà all’opposizione, il nuovo governo dovrà per forza tenere conto del Pdl per avere i voti necessari.

Non è detto poi che Berlusconi non riesca a vincere alla Camera. In quel caso potrà eleggere il Presidente della Repubblica ed acquisterà ancor più potere rispetto a quello avuto sino ad oggi.

In tutto questo spicca la pochezza di Bersani a livello comunicativo. Berlusconi detta oramai da settimane l’agenda politica, è riuscito a lasciar passare l’equivalenza Monti=Bersani anche grazie alla connivenza del PD che non ha mai preso veramente le distanze dal Professore. Tale comportamento ha provocato anche una emorragia a sinistra con voti in uscita da SEL per Grillo ed Ingroia. Strategia suicida. Incomunicabilità. In caso di sconfitta spero Bersani si dimettà un minuto dopo la comunicazione dei risultati perche la responsabilità sarà solo e soltanto sua. Renzi era invotabile perche aveva una piattaforma politica troppo tendente al centro, Bersani però è inguardabile.

Ecco perchè Berlusconi può vincere le elezioni


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L’allarme lanciato oggi dal Presidente Napolitano in relazione alle inchieste Mps e l’intervento a gamba tesa dell’Europa contro il Cavaliere fanno capire che si, in molti cominciano a temere una vittoria di Berlusconi alle elezioni politiche.

Sia ben chiaro, al momento il Centrodestra rimane dietro la coalizione di Bersani. Tra 2 e 9 punti percentuali separano le due aree politiche, c’è da dire però che erano più di 15 solo un mese e mezzo fa. Guardate i due sondaggi IPSOS di dicembre e gennaio, il CentroSinistra cala di 5 punti; il polo Montiano, con la discesa in campo del Premier, guadagna circa 5 punti; il Centrodestra recupera quattro punti mentre Grillo ne cede altrettanti.

             11 dicembre 2012                                      31 gennaio 2013

sondaggi

 

Quali sono i fattori che rischiano di far vincere di nuovo il Cavaliere? Proviamo a vederli assieme:

1. Fine dell’effetto primarie

Il Partito Democratico e Sinistra Ecologia e Libertà hanno visto crescere molto i consensi durante le settimane precedenti e successive alle elezioni primarie. In quel periodo, mentre il PDL era preda di crisi isteriche tra fazioni litigiose, il CentroSinistra beneficiava di una notevole copertura mediatica e soprattutto le due ‘offerte’ politiche di Renzi e Bersani riuscivano a convogliare sul PD consensi prima insperati. Ora, a due mesi di distanza, l’effetto primarie si è quasi del tutto esaurito ed il passaggio di alcuni ‘renziani’ doc nelle fila di Monti non ha fatto altro che far migrare verso il Premier alcuni elettori democratici.

2.Frammentazione a Sinistra

Quando Bersani scelse di ‘estromettere’ l’Italia dei Valori dalla alleanza di CentroSinistra il PD era oltre il 35% e Sel veleggiava stabilmente sopra il 6. Con più del 40% ed un PDL ridotto al 15% la strada verso la vittoria era tutta in discesa. Poi lo scenario politico è cambiato, il Centrosinistra ha perso almeno il 4-6% dei voti ed ora quel 5% di Rivoluzione Civile, cartello che raccoglie Idv, Prc, Pdci e Verdi, rischia di essere determinante per la vittoria al Senato e chissà magari anche alla Camera. Peraltro la continua associazione Monti-Vendola per un possibile accordo di governo post-elettorale non fa altro che indebolire SEL in favore del cartello di Ingroia.

3.Fattore Monti

L’entrata in campo del Premier non ha reso facile la vita al Partito Democratico. Monti, secondo gli auspici di Bersani ed anche di Napolitano, avrebbe dovuto rimanere fuori dai giochi in vista di una possibile elezione al Quirinale. Il Professore ha pensato diversamente e sta riuscendo ad erodere consensi al PD attraendo, come già detto, quegli elettori democratici vicini alle idee centriste.

4. Grillo

Nel periodo 2010-2011 il movimento5Stelle ha ‘rosicchiato’ voti prevalentemente a sinistra, quella più radicale. Nel 2012 ha virato a destra, raccogliendo tanti orfani del Cavaliere. Non è detto che i nuovi scandali finanziari che vedono coinvolti personaggi vicini al Centrosinistra non possano spingere alcuni elettori PD-SEL a votare Grillo come segno di protesta verso la solita politica.

5.Scandalo Mps

Lo scandalo del MontePaschi, soprattutto per le evoluzioni future, sta causando una piccola erosione di consensi alla coalizione Italia Bene Comune. Cosi come fu per l’affaire Unipol nel 2005-2006, la commistione tra Banche e Politica riesplode, casualmente sotto elezioni, e rischia di condizionare la campagna elettorale e l’esito del voto.

6. Promesse Berlusconi

Il Cavaliere lo si conosce bene, promette e non mantiene. Ma quando promette lo fa in modo egregio, da gran ‘venditore’. Già si parla di restituzione IMU o anche di abbassamento al 35% delle aliquote Irpef, per non parlare della battaglia anti-euro ed anti-Germania. Una persona con un minimo di intelletto dovrebbe sapere a quali risultati ci hanno portato le sue promesse e soprattutto le sue mosse in campo economico e politico. Eppure qualcuno disposto a farsi abbindolare c’è. Ci sono sempre elettori che considerano la scheda elettorale come una schedina del totocalcio, ‘non ci credo ma lo voto, chissà mai non mi riduca davvero le tasse’. Uniamo a questo le uscite su Mussolini e la tattica da vincente ottenuta con l’acquisto di Balotelli e capiamo bene che il 30% di voti è un obiettivo facilmente raggiungibile.

Tutti questi fattori, uniti ad una legge elettorale incredibilmente inadeguata, rischiano di regalare la Camera dei Deputati ad una coalizione del 33-34%. Paradossalmente Berlusconi potrebbe vincere pur avendo contro il 65% degli italiani.

Se il Caimano conquisterà la maggioranza nelle Camere potrà eleggere il Presidente della Repubblica e quindi potrà condizionare le nomine della Corte Costituzionale (il Capo dello Stato nomina cinque giudici su quindici). Se a questo aggiungiamo il probabile acquisto de La7 da parte di Urbano Cairo, imprenditore da sempre vicino all’uomo di Arcore, possiamo capire come l’Italia potrebbe ben presto svegliarsi più berlusconiana di quello che sembra.

La rimonta del Cavaliere, somiglianze incredibili con il 1994: e se vincesse ancora Berlusconi?


Il bombardamento mediatico in atto da due settimane, i colpi ad effetto come l’annuncio dell’abolizione IMU e l’incandidabilità di personaggi compromessi come Dell’Utri, Cosentino e Scajola, la pochezza politica del fronte progressista che si divide sulla crisi in Mali e litiga sulle possibili alleanze post-elettorali, il rafforzamento del terzo polo centrista, la presenza di Ingroia che erode consensi a Vendola, tutti questi fattori stanno provocando qualcosa di inimmaginabile solo un mese fa ovvero il recupero del Centrodestra.

Silvio Berlusconi sta operando un nuovo ‘miracolo’. Dopo quello del 1994, a distanza di ben 19 anni, quando tutti lo davano per spacciato, lui, profondo conoscitore della ‘pancia’ degli italiani, si sta lentamente rilanciando.

Incredibili le somiglianze con il 1994. Il Paese in crisi economica, la politica screditata dagli scandali, la presenza di un polo di centro separato da quello di sinistra. Addirittura la strategia della coalizione di centrodestra è simile. Ventanni fa il Cavaliere stipulò una alleanza con la Lega al Nord mentre al Sud si coalizzò con l’MSI, non era chiaro chi fosse il candidato Premier visto che Bossi e Fini si insultavano a vicenda ed il primo non voleva Berlusconi come presidente del Consiglio. Oggi il panorama è lo stesso. Il Pdl al Nord corre con la Lega, al Sud con Grande Sud, la Lega non lo vuole come Premier. Coincidenze che lasciano stupefatti.

Il Berlusconi del ’94, dalla discesa in campo del 26 gennaio alle elezioni del 27 marzo, in sole otto settimane riuscì nell’impresa di mettere assieme Lega e MSI vincendo contro tutte le previsioni, che davano per certo il trionfo della Sinistra di Occhetto.

Visti i sondaggi recenti, che riducono il distacco da 10 a meno di 6 punti, Bersani sembra sempre piu preda della sindrome occhettiana.

Non a caso Luca Ricolfi, su La Stampa, oggi scrive un articolo interessante:

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Dio ci salvi da una vittoria Berlusconiana, sarebbe la fine dell’Italia. Davvero.