In&Out: Gazebo e Quinta Colonna, due modi diversi di usare ‘la piazza’


Gazebo e Quinta Colonna. Come rappresentare la ‘piazza’ in due modi diversi. Il primo, in onda la domenica in seconda serata su Rai3, ideato e totalmente gestito dal blogger Diego Bianchi, in arte ‘Zoro’, usa una sorta di ‘documentario’ per analizzare, dal basso, i principali avvenimenti politici.

Bianchi già da anni, con una semplice videocamera, ci mostra ‘la piazza’ confondendosi tra le persone, carpendo commmenti di semplici cittadini, di giornalisti e di personalità politiche. Un modo originale per fare informazione.

Con Gazebo si ha un salto di qualità ovvero ai filmati di Zoro si aggiunge il commento in studio, con lo stesso Bianchi assieme al giornalista dell’espresso Marco Da Milano ed aiutati dalle vignette satiriche di un autore d’eccezione, Makkox. Una delle parti più divertenti del programma è la ‘Top social’, in cui vengono mostrati i principali commenti ‘social’ degli esponenti politici italiani.

Un bel programma, ironico, che usa l’informazione per fare satira (e non solo). Gli ascolti lo danno attorno al 7%.

Ed ora arriviamo a Quinta Colonna. In onda su Rete4, la trasmissione condotta da Paolo Del Debbio incarna invece il peggior format possibile sul modo di utilizzare ‘la gente’. Ospiti politici scadenti, collegamenti frequenti con la ‘piazza’, il trionfo del populismo più becero, una sorta di mix tra Piazza Pulita, Servizio Pubblico e Barbara d’Urso. Un piccolo assaggio:

Roba da far venir voglia di cambiare canale. Eppure ha un discreto successo. Uno share tra il 7 e l’8% garantisce a Rete4 ascolti migliori rispetto alla media di rete, vicina al 6.

Cose da salvare nella settimana Tv: Zoro, la Banca della Magliana ed i Telegiornalisti…


La Banca della Magliana, da Un due tre Stella, La7

Edoardo Ferrario su I Telegiornali, da Un due tre Stella, La7

Tolleranza Zoro e l’antipolitica, da The Show must go Off, La7

Televisione, cose da salvare nella settimana Tv: Crozza, Littizzetto, Zoro, Dandini


Littizzetto, Che tempo che fa 26/12/12

Crozza, Ballarò 28/02/12

Ministro Cancellieri, The show must go off 25/02/12

Ministro Fornero, The show must go off 25/02/12

Alemanno, The show must go off  25/02/12

Zoro, The show must go off 03/03/12

‘Tolleranza Zoro’ questa sera su La7


In attesa di rivedere ‘Zoro’ nel prossimo programma di Serena Dandini ‘The Show must go off’, possiamo guardare questa sera ‘Tolleranza Zoro‘, un’ora e venti per riassumere il 2011 attraverso la visione del blogger Diego Bianchi. Ore 23.15, La7.

Il filmato è rintracciabile anche sul suo canale YouTube

Zoro: perche la Sinistra tifa per la “destra buona”?


Le riflessioni di Diego Bianchi, in arte “Zoro”, sulla “Nuova destra” di Fini. Cosa ne pensate?:

Quando una squadra si è dimostrata sul campo molto più forte della concorrenza, capita che quella squadra dopo un po’ si stufi di vincere facile. A volte, per non perdere il gusto della vittoria e ritrovare giuste motivazioni, succede che quella squadra speri in un avversario più competitivo e attrezzato, per poterlo poi battere con maggior soddisfazione.
Incontrare la situazione opposta, è praticamente impossibile. Non avrebbe molto senso, difatti, che una squadra palesemente in difficoltà auspichi per il futuro che il suo già forte avversario si migliori. Le poche speranze di rivaleggiare diventerebbero nulle. Eppure, come direbbe Veltroni scrivendo una qualsiasi lettera al suo paese, è difficile, è possibile.
In Italia, al momento, c’è un vincente molto forte, Berlusconi, leader di una destra molto di destra, a sprazzi fascista, con pesanti contaminazioni di razzismo e omofobia, irrispettosa di istituzioni e Costituzione, sovente corrotta e collusa, nemica della cultura, della ricerca e dell’istruzione, sponsor della spintarella, meglio se motivata da favori sessuali, pertanto sessista.
Eppure, a fronte di tutto ciò, le cronache degli ultimi mesi hanno dato spesso l’impressione che l’unico modo di far cadere il governo, ma anche di costruire un’Italia migliore, fosse tifare Fini. Tifare cioè per una destra migliore di quella attualmente al governo, riformista, relativamente progressista, europea. Una destra normale, come ce l’hanno tutti o quasi.
La sinistra, in Italia, tifa per una destra migliore. La squadra più debole spera che la squadra più forte torni in campo ancor più presentabile.
Catalano, arboriano opinionista dell’ovvio, si chiederebbe: ma se non si è riusciti ad avere la meglio sulla destra brutta, per quale motivo si dovrebbe essere in grado di battere una destra più attraente e politicamente corretta? La sola pretesa di competere appare poi disperata se, nel tentativo di farsi bella, o perlomeno di diventare un tipo, questa nuova destra si appropria di Pasolini, si spella le mani per Saviano e ricorda con nostalgia financo Berlinguer (come fatto da Fini a Bastia Umbra).
Eppure, a volerla guardare da vicino, questa destra ritoccata crea imbarazzo. Tanta ipocrita chirurgia estetica tutta insieme non si è vista mai. Svelarne tagli, cuciture e riappiccichi sarebbe azzardo alla portata di chiunque avesse il coraggio di farlo. Rottamatore o meno poco importa, purché orgoglioso delle proprie rughe.

La settimana politica “letta” da Travaglio e dai comici


Travaglio – Berlusconi e la coerenza

Crozza – Le tasche degli italiani

Littizzetto – Villari

Zoro –  La Sinistra